Discussione generale
Data: 
Mercoledì, 17 Settembre, 2025
Nome: 
Simona Bonafè

A.C. 1917-B

 

Grazie, Presidente. Noi siamo arrivati al secondo e ultimo, probabilmente, passaggio di questa riforma alla Camera, riforma sulla quale abbiamo avuto modo, fin dai lavori in Commissione e poi anche nel corso della prima lettura in Aula, di esprimere la nostra più profonda contrarietà, ed è una contrarietà che è basata sia sul merito di questa riforma, ma anche sul metodo.

Parto proprio dal metodo, perché noi stiamo parlando di una riforma costituzionale che, però, è stata portata avanti come se si trattasse di un normale decreto-legge, come se si trattasse di una normale proposta del Governo, senza il coinvolgimento più assoluto delle opposizioni. Ora, per l'appunto, dicevo che stiamo parlando di una modifica costituzionale, e voglio ricordare che la Carta costituzionale è di tutti, non è della maggioranza di turno. Ora, per carità, è assolutamente legittimo volerla modificare, ma la prassi suggerirebbe di coinvolgere le opposizioni, anche perché devo dire che tutte le volte che la Carta costituzionale è stata modificata senza coinvolgere le opposizioni - e, per onestà intellettuale, devo ammettere che anche dalla nostra parte politica questo è successo - non posso negare che questo procedimento a colpi di maggioranza non abbia mai portato bene.

Ecco allora che noi pensiamo che si sarebbe dovuto partire da lì, coinvolgendo le opposizioni o, quantomeno, lavorando per avere una maggioranza più ampia possibile, anche perché - l'ho detto prima, ma lo voglio ripetere perché credo che sia un principio fondamentale - la Carta costituzionale riguarda le regole e i principi che tengono insieme la nostra comunità, che tengono insieme l'intera società; riguarda la convivenza civile e la convivenza politica del nostro Paese.

Ecco allora che la Carta costituzionale è materia molto sensibile, e le riforme fatte in questo modo sono riforme che noi non possiamo accettare. In questo caso, peraltro, andiamo molto oltre il semplice non coinvolgimento delle opposizioni, perché è la prima volta - e nessuno può negarlo - che una riforma costituzionale, così come esce dal Consiglio dei Ministri, molto probabilmente uscirà dopo i due passaggi parlamentari, uscirà dal Parlamento. Ecco, per noi appunto è inaccettabile, è una mortificazione del ruolo non solo delle opposizioni ma dell'intero Parlamento.

È stato ricordato negli interventi che mi hanno preceduto come la stessa Costituzione prevede all'articolo 138 tutta una serie di procedure proprio per andare incontro alla necessità di allargare il consenso sulle riforme che riguardano tutti e che riguardano la carta. Qui, invece, abbiamo avuto un'umiliazione del Parlamento e non solo un'umiliazione delle opposizioni. Certamente sappiamo bene che c'è stata una blindatura. Infatti, anche i colleghi di maggioranza non hanno potuto più di tanto lavorare su questa proposta e purtroppo noi avvertiamo sempre di più come non ci sia un disegno complessivo a muovere la maggioranza sulle riforme che riguardano l'assetto istituzionale del Paese, ma ci sia invece una pura e semplice spartizione fra le forze di maggioranza, dove ogni forza politica è più interessata a portare a casa il proprio dividendo e non a guardare all'efficacia complessiva del sistema.

Il Vice Ministro Sisto questa mattina in Commissione ha detto che in verità non è una forzatura, che in verità c'è stata una lunga istruttoria, nei tempi e nei modi, di questo provvedimento e che ci sono stati in Commissione un'istruttoria dettagliata e un confronto. Io sinceramente sul confronto in Commissione ho forti dubbi visto che siamo intervenuti più che altro noi delle opposizioni. Però è vero, Vice Ministro Sisto, che in effetti ci sono state tante audizioni che hanno riguardato studiosi, giuristi e anche pezzi della società civile. Ecco, siccome il Vice Ministro Sisto è sempre stato presente ai lavori di Commissione, non mi smentirà quando dico che circa il 99 per cento delle persone che noi abbiamo audito in Commissione hanno espresso delle perplessità su questa riforma, perplessità che poi noi abbiamo raccolto anche presentando degli emendamenti. Sapete quanti emendamenti sono passati? Zero emendamenti. Zero emendamenti! Allora, è possibile che questo confronto e che anche tutti quelli che sono venuti in Commissione - studiosi e giuristi - non abbiano portato al dibattito niente di così interessante da poter prendere per migliorare la riforma che state presentando al Paese?

Allora, Vice Ministro, non ci venga a dire che c'è stata un'istruttoria dettagliata, perché l'istruttoria dettagliata avrebbe previsto forse anche un confronto maggiore, cosa che invece non c'è stata. Noi siamo i primi a ritenere che le riforme costituzionali non debbano essere portate avanti con uno scontro politico, ma non con un confronto nel merito, però questo confronto nel merito purtroppo non c'è stato.

Ora, per l'appunto, passo al merito di questo provvedimento. Non venite a dirci che riguarda la separazione delle carriere, perché la separazione delle carriere è solo nel titolo di questo provvedimento, anche perché, come ben sanno i colleghi, la separazione delle carriere c'è già ed è già stata fatta con la riforma Cartabia. Peraltro, insomma, a dirlo non è il Partito Democratico, ma sono i numeri che oggi noi abbiamo e quando meno dell'1 per cento oggi da magistratura requirente passa a magistratura giudicante, e viceversa, vuol dire che non solo è già stata fatta la riforma della separazione delle carriere, ma che evidentemente questa riforma, che prevedeva tutta una serie di procedure più rigide per i passaggi, ha avuto anche un buon successo, perché questo è dimostrato dai numeri che vi ho appena citato.

Non solo: non ci venite nemmeno a dire che questa riforma è in nome di una presupposta maggiore terzietà del giudice, perché anche qui sono i numeri a smentirvi. Già oggi più del 40 per cento delle sentenze non riporta le tesi accusatorie. Quindi, anche su questo sono i numeri a non venire incontro alla vostra propaganda. E sinceramente chiederei anche di evitare lezioni di garantismo da parte di una maggioranza che non ha avuto nessuno scrupolo nell'approvare i decreti sicurezza che hanno messo in carcere le donne con bambini piccoli e che hanno istituito solo nuovi reati e nuove pene. Quindi, per cortesia, le lezioni di garantismo non ce le potete presentare.

Devo dire che, invece, è vero che c'è una grande propaganda su questo provvedimento ed è la propaganda che voi state portando avanti dicendo che questo provvedimento migliorerà il funzionamento della giustizia. Dovrete essere molto bravi a spiegare ai cittadini come mai l'istituzione di due CSM e di un'Alta Corte della giustizia comportano di per sé il miglioramento della giustizia perché, a nostro parere, non funziona esattamente così.

A nostro parere, e anche qui insomma lo dico, noi non siamo per lo status quo. Siamo sicuramente per migliorare il funzionamento della giustizia, siamo i primi a ritenere che oggi vadano rafforzate le garanzie dei cittadini nel processo e siamo i primi a ritenere che oggi vadano ridotti i tempi per arrivare a sentenza, dato che molte volte ci vogliono anni e i cittadini vivono per tanti anni con il peso della colpevolezza sulle spalle e tante volte questo comporta anche uno stigma sociale. Siamo i primi a dire che bisognava attuare quello che ci eravamo impegnati a fare nel PNRR, a partire dal processo telematico. Ecco, niente di tutto questo è stato fatto nella riforma.

Quindi, questa non è una riforma che migliora la giustizia. Qui è una la finalità di questa riforma, cioè la volontà di indebolire l'azione della magistratura, indebolendo l'organo di autonomia e indipendenza stessa della magistratura che è il Consiglio superiore della magistratura. E in che modo? Sdoppiando questo Consiglio, levandogli alcune funzioni che passano all'Alta Corte, e attraverso un metodo di selezione che veramente è un metodo che abbiamo contestato in ogni modo, ossia quello del sorteggio, e che non abbiamo contestato solo noi, ma che hanno anche contestato quelli che hanno partecipato alle audizioni.

Sempre il Vice Ministro Sisto questa mattina ha detto che il metodo del sorteggio supera la degenerazione correntizia che pure è un tema che non abbiamo mai negato e infatti qualche correttivo era già stato introdotto. Però non c'è dubbio che c'è un tema di degenerazione correntizia. Il Vice Ministro ci ha detto stamani che le correnti non selezionano i più bravi. Mi domando e domando, per suo tramite, al Vice Ministro come pensa debbano essere selezionati i più bravi attraverso il sorteggio.