Signor Presidente, signor Viceministro, onorevoli colleghi e colleghe, la mozione, che, come Partito Democratico, a prima firma della collega Mongiello, proponiamo all'attenzione e all'approvazione dell'Aula, insiste su una problematica che sta mettendo a durissima prova l'agricoltura e l'olivicoltura salentina e che rischia, per questo stesso, di compromettere irrimediabilmente l'olivicoltura italiana. È una questione eminentemente nazionale, sia per la complessità che la caratterizza e per le criticità di cui è spia, sia per il ruolo preminente dell'olivicoltura salentina e pugliese nel panorama nazionale, in considerazione anche del contributo determinante, per quantità e qualità, dell'olivicoltura salentina e pugliese al settore olivicolo nazionale, in relazione all'eccellenza delle aziende salentine e pugliesi, che hanno saputo conquistare segmenti significativi sui mercati internazionali, e in considerazione della rilevantissima varietà di cultivar che caratterizza l'olivicoltura salentina.
Giova ricordare, infatti, la posizione dominante che la Puglia, insieme a Calabria e Sicilia, ricopre su scala nazionale, dal momento che è in queste tre regioni che si concentra, con l'85 per cento di prodotto, la maggior parte della produzione italiana.
L'emergenza di cui parlo è quella relativa all'epidemia da Xylella fastidiosa, che ha colpito e continua a colpire irrimediabilmente gli ulivi del Salento e, più precisamente, il cosiddetto complesso da disseccamento rapido degli ulivi, in cui il batterio gioca un ruolo determinante.
Come sappiamo, questa materia è già stata ampiamente dibattuta in vari momenti in quest'Aula e nella Commissione agricoltura ed è divenuta oggetto di specifici atti del Governo e, a cascata, della regione Puglia ed è stata, ed è tutt'ora, all'attenzione dell'Unione Europea per quanto attiene le misure di contrasto e di contenimento per impedire la propagazione ad altri territori, nazionali ed europei, e per quanto attiene alle misure di ristoro destinate alle imprese colpite.
È divenuta, negli ultimi mesi, oggetto di attenzione da parte del TAR Lazio, per i ricorsi intentati da proprietari di terreni, aziende produttrici biologiche e aziende vivaistiche avverso quanto contenuto nel Piano degli interventi per fronteggiare il rischio fitosanitario connesso alla diffusione della Xylella fastidiosa nel territorio della regione Puglia, predisposto dal commissario straordinario Giuseppe Silletti. Mentre, come è stato annunciato, tra qualche giorno lo stesso commissario dovrebbe presentare il nuovo Piano, che recepisce le decisioni europee pubblicate il 22 maggio scorso. Una materia delicatissima, non a caso, se si considera come il settore degli oli vergini ed extravergini di oliva sia strategico nella nostra economia, preziosissimo per l'identificazione e la riconoscibilità del brand Italia e nella impellente necessità di essere adeguatamente sostenuto per riprendere quota sui mercati internazionali. Come tutti sappiamo, infatti, l'olivicoltura italiana vive un momento particolarmente delicato. Pur rappresentando con i suoi circa 6-7 milioni di tonnellate annue il secondo produttore europeo di olio di oliva, il nostro Paese subisce da tempo l'offensiva di competitor europei ed extraeuropei particolarmente aggressivi e che, negli ultimi anni, hanno assorbito in modo considerevole l'aumento della domanda globale. Attualmente, pur potendo contare su un panorama varietale comprendente oltre 500 cultivar e su oltre quarantacinque DOP tra olio ed olive da mensa, l'Italia è il principale Paese importatore al mondo di olio di oliva e di olive da mensa e, causa il decrescere delle produzioni, non è più in grado di imporsi sul mercato internazionale, come ci hanno detto i dati della produzione 2013-2014, che, secondo alcune stime, ha rappresentato solo il 13 per cento della produzione mondiale. In questo panorama, dove tutela dell'identità, sostegno alla ricerca e all'innovazione tecnologica, sviluppo di campagne di comunicazione a sostegno dell'eccellenza delle produzioni e del brand Italia, lotta alla contraffazione, razionalizzazione dell'agricoltura tradizionale, incremento delle buone pratiche agricole sono tutti elementi rilevanti e urgenti, al pari delle azioni di salvaguardia e tutela del paesaggio e degli ulivi monumentali, l'emergenza Xylella, affacciatasi nel Salento nell'ottobre 2013, è risuonata in tutta la sua gravità come una minaccia terribile per l'olivicoltura salentina e della Puglia dove, vale ricordarlo, i circa 60 milioni di ulivi rappresentano un'importante risorsa economica e un elemento fondamentale della storia, della cultura e del paesaggio.
Prima di entrare nello specifico dei punti con cui la mozione impegna il Governo, ricordo come il tema del sostegno alle imprese colpite dal diffondersi dell'epidemia sia contemporaneamente oggetto anche del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, recante: «Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali», la cui conversione in legge è prossima. Oltre ad intervenire con azioni tese a rafforzare il comparto lattiero-caseario in relazione alla fine del regime di produzione contingentato del latte e alla conseguente necessità di ristrutturazione del settore, il decreto istituisce, infatti, il Fondo per sostenere la realizzazione del Piano di interventi nel settore olivicolo-oleario, attribuendogli una dotazione di 4 milioni di euro per il 2015 ed 8 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017.
Più specificamente, con l'articolo 5, e nelle more dell'avvio dei nuovi strumenti per la gestione del rischio del Programma nazionale di sviluppo rurale e delle misure di ripristino del potenziale produttivo dei programmi regionali di sviluppo rurale relativi al periodo di programmazione 2014-2020, il decreto consente che le misure compensative di sostegno, concesse alle aziende agricole non coperte da polizze assicurative agevolate colpite da eventi alluvionali nel 2014 e fino alla data di emanazione del decreto, possano essere concesse anche alle imprese agricole che hanno subito danni a causa di infezioni di organismi nocivi ai vegetali nel corso degli anni 2014 e 2015. E allo scopo, per gli interventi a favore delle imprese danneggiate dalla diffusione del batterio della Xylella fastidiosa, la dotazione del Fondo di solidarietà viene incrementata sia per l'anno 2015 che per il 2016 per una quota di 11 milioni di euro.
Proprio queste misure del decreto, forse non sufficienti, ma importanti, esplicitano più chiaramente e confermano compiutamente la complessità della questione, rafforzando l'urgenza di azioni a vasto raggio, capaci di incidere su una emergenza che, peraltro, si riverbera in modo consistente anche sul segmento vivaistico pugliese e salentino, colpito dal blocco del movimento delle specie vegetali suscettibili di essere infettate da Xylella e soprattutto dal blocco del movimento di piante provenienti dalle zone infette. Lo dimostrano, tra le altre, la decisione algerina relativa al mancato acquisto di barbatelle provenienti dai vivai idruntini, quella francese con il blocco delle esportazioni di piante dirette dalla Puglia e la richiesta di blocco dell’import di tutti i prodotti ortofrutticoli pugliesi da parte degli altri Paesi europei, nonostante le evidenze scientifiche, ad esempio, abbiano smentito la presenza di questo batterio nella variante salentina su vite ed agrumi.
Se a tutto ciò si aggiungono le drastiche misure decise in sede europea, con l'obbligo di eradicazione nella fascia di protezione non solo delle piante infestate, ma anche di quelle ospiti nel raggio di 100 metri, indipendentemente dal loro stato di salute, e con il divieto di reimpianto degli ulivi nei terreni colpiti, è facile comprendere il danno senza pari che la diffusione del batterio significa per il paesaggio salentino, per l'economia, per l'olivicoltura, per le imprese agricole, per i terreni danneggiati dal batterio.
Per questa ragione, chiediamo che siano esentati dall'Imposta municipale unica, sollecitando, al contempo, la necessità di un negoziato in sede europea perché la drasticità di alcune misure non suoni in modo punitivo e, soprattutto, come una campana a morto, e dunque venga corretta adeguatamente. Insieme all'urgenza di sostenere le aziende colpite, individuando risorse aggiuntive rispetto a quelle fino ad oggi stanziate, e all'opportunità che le risorse utilizzate dagli enti locali per fronteggiare l'emergenza siano stralciate dal Patto di stabilità interno, il vulnus legato all'IMU va assolutamente affrontato e risolto.
Non è possibile, infatti, che su terreni e aziende colpite in maniera così devastante e per alcuni versi irreversibile, terreni non più produttivi di reddito, si eserciti una tassa che già in condizioni normali le aziende agricole avevano contestato. Insomma, la mozione che sottoponiamo all'attenzione dell'Aula si fa dunque carico per intero delle questioni qui brevemente tratteggiate, considerandole altrettanti temi, tutti prioritari, da affrontare risolutamente, per impedire che l'epidemia da Xylella si traduca in una tragedia irreversibile, e trova una sua più pregnante coerenza se inserita nella più vasta cornice di atti parlamentari promossi su questo tema dal nostro partito in Aula e in Commissione.
Infatti, intervenire su questa delicata situazione significa, dunque, per i firmatari della nostra mozione e per il Partito Democratico, sollecitare il Governo, cui diamo atto dell'azione positiva finora svolta, ad agire lungo precise ineludibili traiettorie: piena attuazione di quanto contenuto nella risoluzione 7–00461, approvata dalla Commissione agricoltura della Camera dei Deputati; pieno sostegno alle imprese colpite dalla diffusione del batterio; reperimento delle necessarie risorse aggiuntive rispetto a quelle finora già stanziate per fornire risarcimenti e sostegni agli agricoltori e ai soggetti dell'indotto colpiti dallaXylella fastidiosa ed esclusione dal Patto di stabilità interno delle risorse utilizzate dagli enti locali per fronteggiare l'emergenza, segnatamente in relazione alle risorse da erogare per l'attuazione delle misure compensative del Fondo di solidarietà nazionale di cui al decreto legislativo 20 marzo 2004, n. 102; esenzione dall'IMU per imprese e terreni danneggiati dalla diffusione del batterio; sostegno e intensificazione delle azioni di ricerca e sperimentazione; rafforzamento delle misure di controllo per le importazioni di materiale vegetale proveniente da Paesi terzi; attivazione, soprattutto, delle misure compensative per gli agricoltori colpiti, come indicato dalla risoluzione del Parlamento europeo.
Infine, in conclusione, chiediamo che il Governo, nell'ambito delle funzioni assegnate al Dipartimento della protezione civile per la lotta alla Xylella, promuova l'adozione di un nuovo piano di interventi per la lotta al batterio, più coerente con le misure adottate in sede europea e con i risultati delle ricerche e degli approfondimenti tecnici, di cui abbiamo necessità, degli enti di ricerca e degli organismi europei operanti nel campo agronomico e fitosanitario. Sono convinto che, anche in questa occasione, il Governo dimostrerà sensibilità politica e impegno istituzionale rispetto al tema oggetto proprio di questa mozione.