Grazie, Presidente. Le mozioni che sono state presentate – ne presenteremo anche una nei prossimi giorni come Partito Democratico – riguardano alcune linee fondamentali della politica economica e di finanza pubblica del Governo, cioè il tema delle privatizzazioni, anche se si fa riferimento ad una specifica.
Credo che la sede più opportuna di discussione sarebbe quella del DEF o della legge di stabilità anche con ordini del giorno specifici. Comprendo la rilevanza della questione – il sistema ferroviario nazionale è un elemento centrale per la mobilità e quando parlo di sistema ferroviario nazionale intendo anche la rete regionale e quindi tutte le problematiche relative ai pendolari – e il fatto che parliamo di un'azienda di cui si è sottolineata la rilevanza e aggiungo che è la seconda azienda italiana per investimenti, la quinta per dipendenti, la decima per redditività, la tredicesima per fatturato, quindi comprendo che tutti questi elementi spingano anche a mozioni specifiche sulla questione.
Però, credo che non possiamo non fare riferimento a un quadro più generale, dove le privatizzazioni sono uno degli aspetti per tenere in equilibrio i conti pubblici e per ridurre il debito pubblico. Mi sembra che il collega del MoVimento 5 Stelle ritenga che con una legge sul conflitto di interessi si possa ridurre il debito pubblico. Credo che sia importante fare quella legge, ma non credo che ci possa permettere di raggiungere questo obiettivo e occorre fare questo mentre si utilizzano tutte le leve della flessibilità, relativamente alle regole europee. Dunque, si fanno le riforme strutturali con l'obiettivo della crescita del lavoro e dell'occupazione.
Detto questo, però ritengo opportuna la richiesta di fondo del dispositivo della mozione Franco Bordo ed altri n. 1–01068 e riproposta anche nella mozione Dorina Bianchi e Garofalo n. 1–01070 e, cioè, una discussione parlamentare specifica – immagino in modo particolare nelle Commissioni bilancio e trasporti, magari in sede congiunta – prima di procedere ulteriormente con gli atti. D'altra parte, lo prevede anche già la legge n. 481 del 1995, al secondo comma dell'articolo 1. È opportuna perché diverse possono essere le modalità con cui si può procedere ed è giusto che il Parlamento discuta e dia indirizzi al riguardo.
Dopodiché, io auspico una discussione dove gli elementi ideologici non la facciano da padrone, del tipo che solo con tutto pubblico si possono raggiungere determinati obiettivi. Tra l'altro, riscontro che c’è anche spesso una contraddizione: da una parte, si esaltano i dati positivi di Ferrovie dello Stato come azienda e poi, comunque, si dice che per quanto riguarda il sistema ferroviario i risultati per la mobilità non sono soddisfacenti.
Il Ministro Delrio, che ha il diritto, credo, di parlare al Paese e, quindi, di dire quali sono le opinioni del Governo, ha già detto che l'infrastruttura, cioè la rete ferroviaria, deve rimanere pubblica. Questo io credo che sia l'aspetto fondamentale, perché è con la rete che si fa la parte più importante delle politiche di mobilità ferroviaria. Ciò vale per le nuove, che sono ancora da realizzare, che sono negli obiettivi di investimento del Governo, ma vale anche per il mantenimento funzionale delle reti esistenti.
Per la gestione occorre avere una presenza mista perché la concorrenza può fare bene a tutti. Il monopolio fa sedere i gruppi dirigenti e dare risposte meno positive alle esigenze dei cittadini. Voglio fare un esempio relativo alla stazione alta velocità «Mediopadana» di Reggio Emilia. C’è stato un convegno, la settimana scorsa, con la presenza del Ministro Delrio e dell'ex Premier Prodi. È stato un convegno per parlare di un'infrastruttura, che è già un successo, smentendo tutti gli scetticismi presenti fino a poco tempo fa, e confermando le motivazioni che spinsero a quella scelta il primo Governo Prodi. Ebbene, in quella sede l'operatore privato – perché siamo riusciti comunque in questi anni a permettere anche ad operatori privati di andare sulla rete – non solo ha annunciato il raddoppio dei treni ma anche la predisposizione di un servizio bus dalle stazioni vicine dell'aria di riferimento. Si tratta di un servizio integrato bus-treno e, quindi, gomma-ferro. È, per certi versi, una novità, a dimostrazione che la concorrenza può portare ad offrire più servizi per gli utenti.
Quindi, discutiamo in Parlamento, ma con lo spirito aperto alla ricerca delle soluzioni migliori e più vantaggiose per il Paese per quanto riguarda gli investimenti e gli obiettivi per l'alta velocità, che è una delle cose più importanti che sono state realizzate in questo Paese negli ultimi anni. Dunque, bisogna continuare a perseguire e a realizzare altre infrastrutture di questo genere e credo che, anche quando parliamo di Torino-Lione, dovremmo smetterla di parlare solo di Torino-Lione, perché quello è un pezzo di una linea europea ben più ampia e, quindi, discutere solo di Torino-Lione è una discussione molto parziale. Inoltre, occorre individuare le scelte più vantaggiose per quanto riguarda il trasporto ferroviario locale.
Le vendite di quote credo che possano permettere di mantenere una presenza pubblica rilevante in settori strategici per il futuro di questo Paese e anche per la competitività complessiva del sistema Paese e di ottenere anche risorse per altre necessità pubbliche.
Infine, una battuta sulla legittimità del Presidente del Consiglio di questo Governo. Il MoVimento 5 Stelle non può dire di difendere la Costituzione, opponendosi a qualunque modifica, e poi ritenere illegittimo quanto la Costituzione stessa prevede, cioè che il Presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubblica e deve avere la fiducia del Parlamento, perché siamo in una Repubblica parlamentare e non c’è l'elezione diretta. Questa è la situazione del Governo Renzi. Pertanto, questo Governo e il suo Presidente del Consiglio sono pienamente legittimati a governare a 360 gradi e, quindi, anche ad affrontare una questione importante e rilevante come quella delle privatizzazioni.
Data:
Lunedì, 30 Novembre, 2015
Nome:
Maino Marchi