Presidente, sono qui per esprimere, a nome del Partito Democratico, il nostro parere favorevole rispetto alla ratifica ed all'esecuzione di questo Protocollo in merito all'Accordo tra Governo italiano e la sede dell'Istituto universitario europeo. Quest'ultimo ha riassunto in qualche modo quello che è il processo di integrazione dell'Unione europea dalle questioni ricorrenti sull'insediamento delle istituzioni comunitarie, l'opposizione tra una visione federale dell'Europa federale e l'idea dell'Europa delle patrie. È stato in qualche modo anche animatore di una discussione utile per quello che è il futuro, il presente e il passato della nostra Unione europea. È stato, com’è ricordato qui, frutto di un progetto del Ministro tedesco Hallstein e poi si è concretizzato nel 1972 da parte di sei Stati membri dell'allora piccola Europa e in seguito, nel 1976-1977, si svolse il primo anno accademico di questo istituto. Ora, pur tra le difficoltà dell'Istituto universitario europeo di Firenze, è cresciuto e ha prosperato riuscendo a precisare la sua missione e ad inserirsi ormai in modo efficace e riconosciuto nello spazio culturale europeo ed extraeuropeo. Oggi questo istituto rappresenta un centro accademico di eccellenza e di prestigio, con 600 studenti postgraduated, 78 docenti, 147 tra fellows e assistenti di ricerca e si articola in quattro dipartimenti, in un centro studi avanzato dedicato a Robert Schuman e ospita gli archivi storici gli archivi storici dell'Unione europea.Nel 2007, appunto, l'Istituto ha proposto al Governo italiano di stipulare un nuovo Protocollo aggiuntivo al fine di estendere le previsioni del testo originario alle nuove sedi dell'Istituto universitario europeo. Si sono svolte, pertanto, una serie di riunioni di coordinamento tra le varie amministrazioni interessate, con la partecipazione del segretariato generale dell'IUE, per appurare i margini di accoglimento delle proposte, sia sul piano giuridico che finanziario, e per definire il testo del Protocollo.
È importante anche segnalare che tra gli immobili acquisiti dall'Istituto universitario europeo figura, accanto al complesso di Villa Schifanoia, anche il complesso immobiliare di Villa Salviati che è stato utilizzato dall'Istituto quale sede degli archivi storici dell'Unione europea e per le attività istituzionali dell'Istituto come ad esempio la formazione del servizio europeo per l'azione esterna. Quindi, finalmente, si rafforza il rapporto tra il Governo e questo Istituto che sicuramente è di grande prestigio, non solo per il mondo accademico, ma anche per le nostre istituzioni, al fine di una visione più forte e verso un miglioramento di quello che è il futuro del nostro continente.