A.C. 3053-A
Signor Presidente, colleghi, la Commissione affari esteri sta svolgendo in questi giorni un importante approfondimento su un documento di consultazione della Commissione europea dell'Alto Rappresentante Mogherini sulle prospettive della politica di vicinato dell'Unione europea, anche del partenariato orientale; l'Ucraina costituisce uno deipartner chiave di questo partenariato che sorge dalla necessità di stimolare nei sei partner orientali, Ucraina, Bielorussia, Moldova, Armenia, Georgia e Azerbaigian, processi di avvicinamento all'Unione europea secondo le ambizioni e le specificità di ognuno. Gli accordi di associazione come quello al nostro esame sono funzionali al conseguimento di tali obiettivi e si inseriscono in un percorso negoziale che, superando l'approccio di mera cooperazione, punta alla realizzazione di una graduale associazione politica e integrazione economica. L'Accordo in esame si basa sulla condivisione di valori e principi quali la democrazia e il rispetto dei diritti umani e le libertà fondamentali, su una più forte cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza, sulla creazione di un'area di libero scambio ampia e approfondita, sulla creazione di uno spazio comune di giustizia, libertà e sicurezza e sulla cooperazione in numerosi settori di importanza strategica. Le relazioni tra l'Unione europea e Kiev, regolate da un accordo di partenariato e cooperazione in vigore dal 1998, hanno conosciuto una svolta significativa al vertice di Parigi del luglio 2008 quando si è chiaramente delineato un orientamento condiviso a sostenere la transizione di Kiev verso la democrazia e l'economia di mercato. La definizione del partenariato orientale l'anno successivo confermava questo approccio collaborativo. Nel frattempo i rapporti tra Kiev e Bruxelles acquisivano un'assoluta centralità nell'agenda politica Ucraina fino a diventare la principale faglia di frattura del sistema politico del Paese. Alla luce di quella che è stata giustamente definita la crisi più pericolosa vissuta in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale, iniziata alla fine del 2013 con i drammatici avvenimenti dell'Euromaidan e a seguito degli eventi succedutisi a partire dallo scorso febbraio e dell'illegittima annessione russa della Crimea, nel quadro del sostegno dell'Unione europea all'unità, sovranità, indipendenza e integrità territoriale dell'Ucraina, si è deciso di procedere subito alla firma dei titoli politici dell'Accordo avvenuta a Bruxelles il 21 marzo 2014. I rimanenti titoli sono stati quindi firmati dopo le elezioni presidenziali in Ucraina, sempre a Bruxelles, il 27 giugno 2014. Inoltre le azioni di sostegno economico all'Ucraina in tale frangente di crisi: nell'aprile scorso l'Unione europea ha deciso di introdurre delle misure commerciali autonome unilaterali in favore dell'Ucraina volte di fatto ad anticipare l'attuazione della componente tariffaria dell'area di libero scambio.
Il 16 settembre l'Accordo è stato ratificato dal Parlamento ucraino e dal Parlamento europeo ma, tenendo conto delle esigenze rappresentate da parte di Kiev, l'avvio dell'applicazione provvisoria delle disposizioni di competenza esclusiva dell'Unione europea è stato posticipato al 1o gennaio 2016 per quanto concerne le disposizioni del titolo IV (misure commerciali), a seguito dell'incontro tra l'Unione europea, l'Ucraina e la Russia del 12 settembre scorso, nel quadro del dialogo con Mosca, volto ad affrontarne le preoccupazioni relative all'attuazione. È peraltro di alcuni giorni fa la notizia riferita dalla commissaria europea al commercio, Cecilia Malmströem, che Mosca ha lasciato cadere la richiesta di far ulteriormente slittare l'accordo di libero scambio che pertanto entra in vigore il prossimo 1o gennaio. L'Accordo al nostro esame prevede l'approfondimento dei rapporti politici ed economici tra l'Unione europea e l'Ucraina in vista di una graduale integrazione del Paese nel mercato interno dell'Unione.
Il testo prevede una più stretta cooperazione in materia di dialogo politico, di diritti umani e libertà fondamentali, giustizia, sicurezza, sviluppo sostenibile, finanza pubblica, stabilità macroeconomica, affari sociali, energia, inclusa la tematica nucleare e rafforzamento strutturale delle istituzioni amministrative che devono garantire l'effettivo e l'efficace funzionamento dell'Accordo stesso.
Mi preme sottolineare, Presidente, che l'attuazione della cooperazione nei settori identificati dall'Accordo non richiede cofinanziamenti aggiuntivi da parte degli Stati membri, mentre l'onere finanziario derivante dall'implementazione amministrativa dell'intesa è pari a meno di diecimila euro a decorrere dall'anno 2016.
Nel corso dell'esame in sede consultiva, svoltosi presso tutte le Commissioni e conclusosi in modo favorevole, sono emersi profili di notevole interesse.
La Commissione difesa ha valorizzato le disposizioni di cui al titolo II riguardanti le tematiche del dialogo politico e delle riforme, dell'associazione politica, della cooperazione e della convergenza in materia di politica estera e di sicurezza. Si tratta di disposizioni che trattano il rafforzamento della collaborazione per la stabilità regionale nonché per la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi e la cooperazione in ambito tecnologico militare. In particolare, è da segnalare l'articolo 11 secondo cui le parti convergono di cooperare e di contribuire alla lotta contro la proliferazione di armi di distruzione di massa, anche mediante l'adozione delle misure necessarie per la firma e la ratifica di tutti gli strumenti internazionali e il miglioramento del sistema dei controlli nazionali all'esportazione. Vi è poi la segnalazione fatta dalla Commissione bilancio secondo cui l'accordo in termini assoluti dovrebbe far crescere significativamente le esportazioni europee verso l'Ucraina. Appare di interesse, poi, l'impatto che l'accordo potrà avere sui settori dei trasporti avendo come finalità lo sviluppo dei sistemi di trasporto sostenibili... Mi avvio a concludere, signor Presidente, dicendo che tutto ciò ha una valenza straordinaria politica in questo momento particolare. La società Ucraina ha pagato un durissimo prezzo per le sue aspirazioni europee subendo un'occupazione territoriale da parte della Russia e assistendo a un progressivo deterioramento delle condizioni da parte della Russia. Quindi, riteniamo che con questa ratifica l'Unione europea e i suoi Stati membri possano fornire un importante sostegno alla scelta europea di Kiev.