Relatore
Data: 
Lunedì, 13 Aprile, 2015
Nome: 
Fausto Raciti

 A.C. 2752

 

Grazie, Presidente. L'Accordo di collaborazione strategica tra Italia e Montenegro, siglato a Roma nel 2010, si inserisce nel quadro dei rapporti tra il nostro Paese e l'area dei Balcani occidentali, che rappresenta una priorità naturale nel panorama delle linee di azione della politica estera italiana, per tradizione politica, collocazione geografica e affinità culturali: ciò che accade nelle regioni a ridosso dell'Adriatico ha, infatti, immediati riflessi sia sulla sicurezza interna che sulla stabilità dell'intero continente europeo. 
Oltre a rappresentare un'area di interesse prioritario sul piano politico e della sicurezza, i Balcani occidentali costituiscono per l'Italia anche una regione di forte e radicata presenza economica, sia in termini di interscambio commerciale che di investimenti. In questo contesto il Montenegro gioca un ruolo privilegiato sia sotto il profilo economico-commerciale che sotto quello politico-diplomatico. 
Sotto il primo aspetto, le public utilities ed il settore finanziario sono i due comparti su cui il nostro Paese investe maggiormente. Particolarmente dinamico appare il settore energetico proprio in Montenegro dove l'Italia è il primo investitore straniero. Più in generale, il Paese adriatico presenta un significativo potenziale per gli investimenti italiani, che sono al primo posto in assoluto tra gli investimenti esteri, ma esistono margini per incrementare ulteriormente la nostra presenza. 
Dal punto di vista politico, Podgorica, dopo avere ottenuto pacificamente e per via referendaria l'indipendenza nel 2006, uscendo dalla Federazione serbomontenegrina, ha imboccato con determinazione il cammino di avvicinamento all'Unione europea. Nel dicembre del 2010 è stato riconosciuto al Montenegro lo status di Paese candidato all'Unione europea ed è stato dato il via libera all'avvio dei negoziati di adesione nel dicembre del 2011. Al Montenegro è richiesto di incrementare gli sforzi soprattutto per quanto riguarda il rafforzamento della rule of law, il miglioramento delle capacità amministrative e l'indipendenza del potere giudiziario. Lo stato di diritto e la sua effettiva applicazione hanno fatto registrare alcuni significativi progressi, evidenziati anche dai Progress Report della Commissione europea e sorretti da un forte sostegno bipartisan da parte della politica montenegrina. Resta, tuttavia, da consolidare il track record nella lotta alla criminalità organizzata e nel contrasto della corruzione. 
Nel mese di marzo 2014 il Montenegro ha aperto altri due capitoli negoziali nelle trattative di adesione all'Unione europea: quello sulla proprietà intellettuale e quello sulla società delle informazioni e dei media. A giugno 2014 ne ha aperto ulteriori tre: rispettivamente su libera circolazione dei capitali, politica estera, sicurezza e difesa e, infine, controlli finanziari. 
Quanto alla NATO, di recente il Segretario Generale dell'Alleanza atlantica ha definito il Montenegro come partner importante e un forte candidato all'adesione. 
In tale contesto complessivo, l'Accordo in esame impegna le parti, nel solco tracciato dal Memorandum di collaborazione, firmato a Roma il 25 luglio 2007, a sviluppare la cooperazione bilaterale, in special modo nei settori delle infrastrutture, degli investimenti, dell'energia, del turismo, della tutela dell'ambiente, della lotta alla criminalità organizzata, della cooperazione scientifica e tecnologica, dell'istruzione, della sanità e della cooperazione regionale. 
In particolare, l'Accordo valorizza l'intensa attività di collaborazione bilaterale nei diversi settori, promossa dalle rispettive amministrazioni tecniche, anche attraverso i numerosi scambi di visite, e prevede la costituzione di un comitato congiunto, che sarà composto dai rispettivi direttori generali competenti per i rapporti bilaterali dei Ministeri degli affari esteri dei due Paesi. Sono previste consultazioni periodiche di esperti in materia di questioni bilaterali ed internazionali, europee o regionali di comune interesse. 
Segnalo che, nel corso dell'iter di esame presso la III Commissione, sono emerse perplessità del gruppo del MoVimento 5 Stelle sotto un profilo specifico attinente alla collaborazione italo-montenegrina in ambito energetico. In particolare, sono state sollevate questioni in relazione ai protocolli sottoscritti tra Italia, Serbia e paesi confinanti nel 2009 e nel 2011, nonché agli investimenti da parte italiana nella società elettrica montenegrina EPCG, nell'intento di conoscere se l'Accordo in esame prevedesse ulteriori iniziative in tale campo. Questi aspetti sono stati debitamente approfonditi e trattati presso la Commissione attività produttive, competente in sede consultiva, dove, anche grazie al contributo dell'allora Viceministro allo sviluppo economico De Vincenti, è stato possibile contribuire a una maggiore trasparenza sul quadro di accordi che legano il nostro Paese al Montenegro e ad una maggiore valorizzazione del provvedimento che stiamo esaminando. Si tratta di un provvedimento di ampia portata, non limitato al settore energetico, utile a promuovere e a sostenere lo sviluppo del Montenegro insieme ad un'accelerazione del suo percorso di integrazione nell'Unione europea. 
In ragione di tali elementi, auspico una rapida approvazione dell'Accordo, già approvato dal Senato il 26 novembre 2014 e già ratificato da Podgorica, che rappresenterà un ulteriore tassello al mosaico di rapporti politici, economici e culturali che lega l'Italia al Paese adriatico.