Relatore
Data: 
Lunedì, 21 Marzo, 2016
Nome: 
Fabio Porta

A.C. 3302

 Presidente, deputati, rappresentante del Governo, il disegno di legge di ratifica reca l'esecuzione dell'accordo sottoscritto nell'agosto del 2014 tra Italia e Uruguay, volto a consentire l'esercizio di attività lavorative ai familiari e ai conviventi del personale delle rispettive missioni diplomatiche e rappresentanze consolari, nonché delle delegazioni presso la Santa Sede. 

L'accordo, che è stato già approvato dall'altro ramo del Parlamento il 10 settembre scorso, elaborato sulla base di un modello standard, ricalca altri accordi recentemente approvati, tra i quali quello relativo all'Argentina. Il testo è finalizzato a rafforzare le relazioni tra Italia ed Uruguay, che sono particolarmente sviluppate, come ha dimostrato il forum parlamentare Italia-America latina, al quale ha preso parte una significativa delegazione uruguaiana. 
L'accordo, nello specifico, è inteso a facilitare la partecipazione dei familiari dei diplomatici alla vita sociale del Paese che li ospita, senza con ciò venire meno al ruolo istituzionale che sono chiamati a svolgere in qualità di familiari del personale accreditato e senza configurare alcuna forma di privilegio a favore di persone che non godono di immunità. 
L'intesa si applica ai coniugi non separati, ai figli a carico di età compresa tra i 18 e i 26 anni e ai figli diversamente abili a prescindere dall'età. 
Nell'auspicare una rapida approvazione del provvedimento, sottolineo che dalla sua attuazione non derivano oneri o minori entrate a carico del bilancio dello Stato e, non essendo la prima volta che sono relatore di una ratifica di accordi tra Italia e Uruguay, cosa che faccio sempre con piacere perché è un Paese al quale mi legano forti vincoli di amicizia e anche legami storici e politici, approfitto anche di questa occasione per sollecitare nuovamente Governo e Parlamento a ratificare un accordo firmato nel 1998, quindi quasi vent'anni fa, in materia di sicurezza sociale, già ratificato dall'Uruguay ma non ancora dal Parlamento italiano.