Discussione sulle linee generali - Relatore per la IV Commissione
Data: 
Martedì, 2 Dicembre, 2014
Nome: 
Giovanni Sanga

A.C. 2577

Signor Presidente, il provvedimento in esame, il FATCA, Foreign Account Tax Compliance Act, si inserisce in un contesto internazionale in continua evoluzione. Riguarda lo scambio automatico e reciproco di informazioni e dati bancari e finanziari tra gli Stati Uniti e l'Italia. E bisogna riconoscere agli USA e al loro Presidente di avere avuto in questi anni un ruolo decisivo nell'avviare una grande operazione di trasparenza, rispetto alle movimentazioni finanziarie internazionali, con immediato ed efficace riflesso sul piano fiscale. 

Siamo di fronte ad un passaggio epocale, destinato a segnare in modo straordinariamente positivo i rapporti tra gli Stati e le istituzioni finanziarie e bancarie, favorendo un cambiamento radicale nei rapporti tra fisco e contribuenti e, quindi, tra Stato e cittadini. Da un lato la globalizzazione e l'intreccio sempre più frequente di relazioni industriali, economiche e finanziarie; dall'altro lato la crisi e la recessione che hanno colpito anche i Paesi più ricchi del mondo, con riduzione delle risorse disponibili e diminuzione delle entrate; dall'altro ancora gli strumenti sempre più raffinati della tecnologia, l'evoluzione della rete telematica e digitale, ma aggiungerei un'ulteriore e nuova consapevolezza dei cittadini rispetto alle rilevanti questioni della fiscalità e dell'evasione internazionale. 
Tutto questo, signor Presidente, sta portando la storia in una direzione diversa rispetto alle vicende di un passato anche recente. Il contrasto all'evasione fiscale internazionale, all'opacità di quelli che abbiamo sempre definito paradisi fiscali, diventa ormai un tutt'uno con la lotta alla grande criminalità organizzata, anzi sostiene e rafforza questa battaglia. 
Vorrei precisare che quest'Accordo, che appunto denominiamo FATCA, è un accordo bilaterale e viene stipulato in questo caso, appunto, tra USA e Italia, e comunque tra gli USA e un altro Paese. L'Italia ha firmato il FATCA il 10 gennaio 2014 e il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di ratifica di esecuzione dell'Accordo Italia-Usa il 30 giugno 2014, che il Parlamento si trova ora a ratificare. 
Gli Stati che aderiscono al FATCA e agli strumenti internazionali predisposti dall'OCSE sono sempre più numerosi. Per chi detiene illegalmente all'estero beni o capitali, trovare aree al sicuro del segreto bancario sarà sempre più difficile. Questi temi del resto hanno costituito i punti chiave del G20 dei ministri delle finanze, svoltosi in Australia a settembre. In quella sede vi è stata l'approvazione dello standard di scambio multilaterale e automatico dei dati, cosiddetto Common Reporting Standard(CRS), e proprio il CRS costituisce l'evoluzione naturale della normativa statunitense FATCA, che funge da sostegno basilare a queste nuove regole per lo scambio multilaterale dei dati, volute dall'OCSE e sostenute anche dall'Unione europea. 
Come si è già detto, la Gran Bretagna è stato il primo Paese a firmare il modello di regole conseguenti al FATCA, già operativo dal 14 settembre 2012, a cui sono seguiti poi altri Paesi dell'Unione europea e anche altri esteri di grande rilevanza sul piano di internazionale.  Mi limito soltanto ad una considerazione finale. La ratifica, come già in precedenza si diceva, viene un poco in ritardo, Presidente. Il FATCA prevede da parte degli user che le disposizioni siano concretamente operative dal 1o luglio 2014, come atto unilaterale, compresa l'applicazione della ritenuta alla fonte del 30 per cento sui pagamenti di fonte statunitense. 
Il Ministero dell'economia e delle finanze ha pubblicato una bozza di decreto ministeriale sul sito per consentire alle banche e alle istituzioni finanziarie di operare già nel periodo in corso in conformità all'Accordo siglato e ancora da ratificare. Quindi, c’è un percorso già avviato che richiede anche a noi al più presto di ratificare con urgenza questo Trattato.