A.C. 3459
Onorevoli colleghi, il disegno di legge in discussione prevede la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo di cooperazione in materia di difesa tra il nostro Governo ed il Governo della Repubblica della Somalia. Si tratta di un'Intesa finalizzata ad incrementare la cooperazione tra le Forze armate italiane e somale e di favorire la comprensione reciproca sulle principali questioni di sicurezza. Tale Accordo costituisce un rilevante impegno politico del nostro Paese in un paese di valenza strategica quale la Somalia, destabilizzato dall'aggressività del fondamentalismo islamista di al-Shabaab, nonché dal fenomeno della pirateria marittima al largo delle sue coste. L'Intesa è stata siglata anche come contributo alla stabilizzazione – in parte ancora in corso – del Paese africano, che dopo la caduta del regime di Siad Barre, nel 1991, ha conosciuto un ventennio di disfacimento della compagine statale e di potenziale smembramento, con il sorgere di potentati locali e spinte centrifughe operate da altrettanti signori della guerra capaci di mobilitare milizie di migliaia di uomini, malgrado la presenza di una missione internazionale dell'Unione africana, l’AMISOM.
Passando al testo del provvedimento, esso si compone di un breve preambolo e di nove articoli, il primo dei quali prevede che la cooperazione tra le Parti nel settore della difesa sarà condotta in conformità alle rispettive legislazioni nazionali, agli impegni internazionali assunti e in linea con la normativa europea che impegna l'Italia. L'articolo II, in riferimento all'attuazione dell'Accordo, prevede la possibilità dell'elaborazione congiunta di programmi di cooperazione tanto annuali quanto a lungo termine nel settore militare: le attività collegate all'attuazione dell'Accordo saranno in capo ai due Ministeri della difesa. Rappresentanti delle Parti potranno effettuare alternativamente nelle rispettive capitali consultazioni per concordare ulteriori specifici accordi ad integrazione di quello in esame, nonché programmi di cooperazione tra le rispettive Forze Armate. Viene altresì fornito un elenco, seppur non esaustivo dei settori di cooperazione, comprendente: la sicurezza e la politica di difesa; la ricerca, lo sviluppo e l'acquisizione di prodotti e servizi nel settore militare; il concorso ad operazioni di supporto della pace e umanitarie; il contrasto alla pirateria; l'organizzazione e la gestione delle Forze militari, con particolare riguardo alla formazione del personale delle Forze somale di sicurezza nazionale; le questioni ambientali collegate alle attività militari; i servizi sanitari, la storia e gli sport a carattere militare.
La cooperazione tra le Parti potrà svilupparsi attraverso visite reciproche di delegazioni e scambi di esperienze tra esperti; incontri tra rappresentanti di istituzioni della difesa; attività congiunte di formazione e addestramento del personale, come anche corsi teorici e pratici, seminari, conferenze; esercitazioni militari congiunte e partecipazione ad operazioni a carattere umanitario e di peacekeeping; visite di navi e aerei militari; attività culturali e sportive congiunte; supporto ad iniziative commerciali relative a prodotti e servizi nel settore della difesa. A tal proposito, l'articolo III prevede che il supporto alle iniziative commerciali nel campo della difesa sia finalizzato alla razionalizzazione del controllo sui materiali militari e sulle attività collegate. La ricerca nel campo della difesa e degli equipaggiamenti militari verrà attuata mediante scambi di esperienze, test, progettazione, produzione, modernizzazione e servizi tecnici. In ogni caso le Parti si presteranno assistenza per incoraggiare l'esecuzione dei contratti sottoscritti in base alle disposizioni dell'Accordo in esame.
Gli articoli seguenti (IV e V) riguardano rispettivamente: la protezione della proprietà intellettuale e dei brevetti derivanti da attività condotte in conformità all'Accordo e alle leggi nazionali delle Parti; e lo status del personale. Quest'ultima disposizione prevede per il personale italiano impegnato nelle attività di attuazione dell'Accordo l'esenzione dalla tassa sul reddito e da ogni altra forma di tassazione diretta. Inoltre non verranno imposte restrizioni alla libertà di ingresso e uscita dalla Somalia al personale italiano o ai familiari a carico, purché muniti di passaporto valido. Da rilevare è poi la previsione per la quale il personale italiano impegnato in missioni o esercitazioni svolte nell'ambito dell'Accordo in esame rimarrà soggetto alla giurisdizione e ai poteri disciplinari dell'Italia.
È inoltre prevista la possibilità di concordare Protocolli addizionali su specifiche aree di cooperazione nel settore della difesa. Tali Protocolli saranno limitati agli scopi dell'Accordo in esame e non interferiranno con le rispettive normative nazionali. I programmi di attuazione sia dell'Accordo sia di eventuali Protocolli addizionali saranno elaborati e attuati da personale del Ministero della difesa italiano e del Ministero della difesa somalo, ove possibile in stretto coordinamento con i rispettivi Ministeri degli affari esteri. L'Accordo potrà anche essere emendato o revisionato tramite scambi di Note tra le Parti.
Il disegno di legge di ratifica, già approvato dal Senato, si compone di cinque articoli: i primi due contengono, come di consueto, rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica dell'Accordo e il relativo ordine di esecuzione, mentre l'articolo 3 reca la copertura degli oneri finanziari che l'attuazione dell'Accordo comporta: il comma 1 prevede un onere pari a 5.109 euro annui ad anni alterni, a decorrere dal 2015, articolati – come riporta la relazione tecnica, in 909 euro per spese di missione e di 4.200 euro per spese di viaggio in relazione ad incontri tra rappresentanti delle Parti per definire le misure attuative dell'Accordo.
Segnalo che nel corso dell'esame in Commissione sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni Affari costituzionali, Difesa e Bilancio, mentre la Commissione Attività produttive ha comunicato di non procedere all'espressione del previsto parere.
Tutto ciò premesso, auspico una rapida approvazione di questo provvedimento, ricordando che l'Accordo potrà favorire la stabilità di un Paese – al quale ci lega una lunga consuetudine di amicizia – che occupa un'area di notevole interesse strategico, in un quadro regionale caratterizzato da disordini, dalla crescita del fenomeno dell'integralismo islamico e dal dilagare dei traffici illegali di migranti e di armi.