A.C. 3459
'Accordo di cui discutiamo oggi la relativa sospensiva tratta della cooperazione con un Paese strategico, come dicevano i colleghi, che è la Somalia, in un'area di grande interesse per l'Italia, che è il Corno d'Africa, in un settore cruciale per la stabilità regionale e globale come il settore della sicurezza. Allora, io vorrei, siccome si tratta, appunto, di un tema delicato e strategico, andare un po’ al di là dei titoli. La richiesta di sospensiva si riferisce alla risoluzione ONU 2244 del 23 ottobre 2015 che proroga, come dicevano i colleghi, al 15 novembre 2016 l'embargo di armi alla Somalia. Proprio per andare al di là dei titoli vorrei leggere quanto stabilito nel dispositivo delle Nazioni Unite. Al punto 2 della risoluzione si legge che il Consiglio di sicurezza decide di rinnovare le disposizioni di cui al paragrafo 2 della risoluzione 2142 del 2014, ovvero l'embargo di armi alla Somalia, fino al 15 novembre 2016, ma ribadisce che l'embargo sulle armi in Somalia non si applica alle forniture di armi, munizioni o attrezzature militari o alla fornitura di consulenza, assistenza o formazione destinate esclusivamente per lo sviluppo delle forze di sicurezza del Governo federale della Somalia, per garantire la sicurezza per la popolazione somala, se non in relazione alle disposizioni di cui all'allegato della risoluzione 2111. Perché l'ONU, rispetto a un tema così delicato come l'embargo delle armi, sostanzialmente fa un'eccezione ? Perché noi stiamo parlando di un Paese, la Somalia, che da 25 anni lotta contro la disintegrazione, a cui si è aggiunta la minaccia terroristica di Al-Shabaab. Stiamo parlando di un Paese in cui è stato difficilissimo insediare il Governo di transizione e a cui serve una costante presenza armata di truppe dell'Unione africana per evitare che il Paese scivoli di nuovo in una guerra civile. È in questo contesto che l'ONU, attraverso l'Unione africana, ha da dieci anni avviato un processo di consolidamento delle capacità di controllo del territorio del Governo di transizione. Ovvero, l'ONU attraverso l'operazione militare AMISOM sostiene il Governo somalo e sostiene l'esercito del Governo somalo. L'Accordo, quindi, sostanzialmente, si inserisce in questo quadro internazionale di rapporti ONU e Unione africana, per dare la possibilità all'Italia di cooperare con un esercito che ha bisogno di esserci, per garantire la sicurezza del popolo somalo. In secondo luogo, ed è la seconda ragione per cui noi voteremo contro la sospensiva, è molto chiaro leggendo l’ Accordo che, come scritto nel paragrafo 3.2.d., l'acquisto di materiale militare avverrà nel rispetto delle leggi nazionali italiane e somale su importazione e esportazione di armi.
La legge italiana sull'esportazione di armi, la n. 185 del 1990, è tra le più avanzate al mondo per quanto riguarda i controlli relativi all'esportazione secondaria, alla cessione o alla vendita terza di materiale bellico. Ovviamente, sappiamo che, dopo il voto di questa sospensiva e dopo il voto, che ci auguriamo, sull'Accordo, la Somalia resta un Paese in transizione, instabile e con molti problemi, ma il Trattato che vorremmo approvare oggi, dopo il voto sulla questione sospensiva, doterà il Governo italiano di maggiori strumenti per incoraggiare e sostenere le autorità somale a consolidarsi come credibile presidio di autorità per i propri cittadini.