A.C. 3459
Grazie, Presidente. Colleghi, non voglio ripetere tutto quello che è già stato detto durante la discussione sulla questione sospensiva, chiesta da alcuni gruppi, e che è già stato esaurientemente spiegato dalla collega in precedenza.
Però ci tornerò brevemente dopo. L'Accordo che siamo chiamati a ratificare è finalizzato ad incoraggiare e promuovere la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, Italia e Somalia, e a consolidare le rispettive capacità di difesa. Siamo sicuri che l'Accordo avrà un effetto stabilizzatore nell'intera regione del Corno d'Africa alla quale ci legano, voglio ricordare, legami storici e vincoli di amicizia che già derivano dalla seconda metà dell'Ottocento. Alla fine della seconda guerra mondiale, nonostante il passato coloniale, furono gli stessi somali a chiedere all'ONU di affidare il protettorato del loro Paese all'Italia e, quindi, per dieci anni, dal 1950 al 1960, l'amministrazione fiduciaria italiana ha rappresentato per la Somalia la prima organizzazione statuale moderna che ha preparato il Paese all'indipendenza. Questi vincoli di amicizia perdurano nel tempo e si concretizzano oggi nei numerosi programmi di cooperazione allo sviluppo per i quali l'Italia è il primo Paese donatore. Attualmente l'Italia sta finanziando progetti per oltre 17 milioni di euro soprattutto nel settore sanitario in Somalia. Ma è la stabilizzazione del Paese che a noi interessa di più: la Somalia infatti è, come è già stato accennato precedentemente, un Paese che da molti anni sta affrontando fortissime, quando non violente, spinte centrifughe che puntano alla disgregazione della sua unità geografica e politica. A queste spinte negli ultimi anni si sono aggiunte le minacce terroristiche di Al-Shabaab. Come è già stato sottolineato da alcuni precedenti interventi, è stato molto difficile arrivare all'insediamento di un Governo di transizione che continua ad aver bisogno di un forte supporto anche da parte di truppe armate dell'Unione africana per evitare il ritorno a condizioni di stabilità critiche che potrebbero sfociare in una situazione di guerra civile. Un esercito somalo dunque ben addestrato è quanto mai necessario per il controllo del territorio e per debellare definitivamente alcune forze centrifughe, come ho appena detto, che hanno preso piede dopo la caduta di Siad Barre e che hanno fatto del terrorismo il loro modus operandi. Ho appena accennato in questo senso anche al gruppo terroristico di Al-Shabaab. Queste forze centrifughe, oltre a minacciare la stabilità e l'integrità della nazione, seminano terrore e morte tra la popolazione. Ho sentito parlare negli interventi precedenti dell'embargo che prevede la vendita di armi alla Somalia. È già stato detto precedentemente ma lo voglio ribadire in questo momento, perché è importante che tutti sappiamo quello di cui stiamo parlando: l'embargo sulle armi in Somalia non si applica alle forniture di armi, munizioni o attrezzature militari destinate esclusivamente per lo sviluppo delle forze di sicurezza del Governo federale della Somalia. Quindi, vedete colleghi, come ho già detto c’è bisogno di qualcuno che difenda la popolazione somala, qualcuno che difenda l'integrità territoriale e l'indipendenza politica della Somalia in questo momento ed è anche per questo che viene fatto questo Accordo. Le armi non saranno utilizzate da nessuna forza ad esclusione del Governo federale e quindi dell'esercito del Governo federale della Somalia. Questo quindi è importante ed è il punto critico e il punto fondamentale che dobbiamo sottolineare in questo senso. Non va poi taciuto un altro aspetto: una cooperazione nel campo della difesa ha sicuramente effetti positivi anche nella lotta alla pirateria che nel Corno d'Africa purtroppo è un fenomeno, come sappiamo, ancora rilevante. L'approvazione di questo disegno di legge di ratifica in materia di cooperazione nel campo della difesa, che, tra l'altro, ha un costo estremamente contenuto, è infine particolarmente rilevante anche da un punto di vista strategico. Dico questo perché il nostro interesse a rafforzare l'organizzazione statuale della Somalia va di pari passo con la necessità di creare quelle condizioni di vita non solo in Somalia, non solo nel Corno d'Africa ma in tutto il continente africano che possano mettere un freno alle forti migrazioni che provengono proprio da quei Paesi e di cui abbiamo esperienza negli ultimi mesi, se non anni. Dichiaro perciò che il Partito Democratico voterà a favore di questa ratifica.