Dichiarazione di voto finale
Data: 
Giovedì, 18 Dicembre, 2014
Nome: 
Marco Di Maio

A.C. 2577

 

Grazie Presidente. Onorevoli colleghi, la lotta all'evasione fiscale da molti anni, da sempre direi, è una delle priorità di tutti i Governi, indipendentemente dal colore politico, dallo Stato di riferimento. A fare la differenza, però, sono gli atti, i fatti, le decisioni concrete che vengono assunte, nella consapevolezza anche che oggi più che mai non bastano decisioni a livello nazionale, ma serve portare avanti accordi anche a livello internazionale. 
Ecco perché l'atto che andiamo oggi a ratificare è una importante novità nella lotta contro la grande evasione fiscale, quella che grava sui bilanci pubblici, sull'andamento dell'economia, ed è la grande evasione internazionale. Il FATCA è uno strumento decisivo per scardinare quello che forse è il muro principale dietro il quale si schierano i grandi capitali che vengono occultati al fisco, ed è il segreto bancario. Questo Accordo lo fa stabilendo un sistema di reciprocità alla pari nello scambio di informazioni tra Stati Uniti ed Italia, che peraltro avviene – lo dico per chi ha sollevato delle critiche sui tempi – una volta l'anno, entro il nono mese dell'anno fiscale di riferimento, e non c’è un flusso continuo e immediato di informazioni; questo anche per semplificare le procedure che devono essere adottate, senza per questo sacrificare la sicurezza delle informazioni. 
Il segreto bancario è la grande barriera che, a partire da questo Accordo, già ratificato e approvato negli Stati Uniti nel 2010, abbiamo cominciato ad abbattere superando un tabù che in questi anni ha consentito a pochi di nascondere ingenti capitali, talvolta anche provenienti da attività criminose, facendone pagare il prezzo alla stragrande maggioranza della popolazione. È grazie a questo passo compiuto dagli Stati Uniti e all'iniziativa portata avanti da 5 grandi Paesi europei come Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia si è riusciti a estendere l'iniziativa anche a importanti istituzioni multilaterali come il G20, il Global Forum e l'OCSE. 
Il contrasto all'evasione fiscale è stato uno dei tratti distintivi del semestre europeo di Presidenza italiana, che ha avuto il merito di saper accelerare in maniera convinta e determinata sulla condivisione di uno standard internazionale per lo scambio di informazioni bancarie e finanziarie, valido e applicabile per tutte le giurisdizioni fiscali dei Paesi aderenti. È il Common Reporting Standard, il cosiddetto CRS, nato nel febbraio di quest'anno, che consente lo scambio automatico di informazioni fra i Paesi che ne fanno parte. 
Il 29 ottobre il Global Forum di Berlino è stata l'occasione per la firma dell'Accordo, mentre il G20 di Brisbane, a metà novembre, anche su impulso molto forte dell'Italia, ha adottato questo standard tra gli Stati appunto del G20. Un Protocollo firmato anche dalla Svizzera, che si è impegnata ad adottarlo dal 2018, data che auspichiamo possa essere anticipata grazie all'imminente Accordo bilaterale tra Italia e Svizzera, peraltro favorito anche dalla recente approvazione definitiva della legge sul rientro dei capitali, che introduce, tra l'altro, anche il reato di autoriciclaggio. 
E poi pochi giorni fa – per citare un ulteriore e importante risultato ottenuto dalla Presidenza italiana del semestre europeo – l'ultima riunione dell'Ecofin ha fissato due traguardi molto significativi. Il primo è la direttiva comunitaria che di fatto elimina il segreto bancario in Europa, introducendo l'obbligo dello scambio di informazioni a tutti i tipi di redditi depositati nelle banche. 
L'altro è un passo avanti fondamentale per il contrasto alla grande evasione, che, emendando il regolamento esistente sulle società madri, impedisce che complesse architetture contabili consentano di far passare i redditi prodotti dalle multinazionali nell'affiliata che si trova nel Paese a condizioni fiscali più convenienti. Insomma, uno strumento più efficace per superare la concorrenza fiscale all'interno degli Stati europei, che è uno dei grandi obiettivi che il nostro continente si deve dare. 
L'accordo FATCA che oggi andiamo a ratificare va dunque a rafforzare le iniziative che il Governo e il Parlamento, in maniera sinergica, con un lavoro positivo, hanno portato avanti e stanno portando avanti e continueremo a portare avanti in questa legislatura, anche in sede europea, dove si gioca la vera partita, non solo del contrasto all'evasione fiscale, ma anche del ritorno alla crescita per il nostro continente e per la nostra economia.