A.C. 3768
Signora Presidente, Onorevoli Colleghi !
L'Accordo tra la Repubblica italiana e il Principato di Andorra sullo scambio di informazioni in materia fiscale, stretto a Madrid il 22 settembre 2015, si inserisce nel quadro degli orientamenti condivisi dall'Italia nelle diverse sedi internazionali in tema di potenziamento degli strumenti di contrasto al fenomeno dell'evasione fiscale internazionale, favorendo la cooperazione fra le amministrazioni fiscali attraverso uno scambio di informazioni necessario a garantire il raggiungimento di adeguati livelli di trasparenza. L'accordo non risulta incompatibile con la politica nazionale e comunitaria – essendo, peraltro, basato sui più aggiornati standard OCSE il Trattato va, anzi, a colmare un vuoto legislativo in merito agli obblighi internazionali già assunti dall'Italia nel ramo della cooperazione amministrativa e non prevede oneri di attuazione per lo Stato, se non le risorse ordinarie, essendo al contrario, nella lunga scadenza, una (preziosa fonte di recupero di gettito Nel dettaglio, per l'Italia le imposte che potranno essere sottoposte a scambio informativo sono l'IRPEF, l'IRES, l'IRAP, VIVA, l'imposta sulle successioni, quella sulle donazioni e le imposte sostitutive. Il testo dell'Accordo fornisce un insieme di definizioni chiare e precise atte a dipanare eventuali difformità interpretative e regolamenta le modalità di scambio delle informazioni, che prevedono, tra le altre cose, in conformità con l'obiettivo prioritario della lotta all'evasione fiscale, anche il superamento del segreto bancario, la deposizione di testimoni o la fornitura di copie autenticate di documenti rilevanti, l'elenco dei casi in cui è ammesso il rifiuto di una richiesta di informazioni – in quanto contraria all'ordine pubblico, o lesiva nei confronti di segreti commerciali, industriali o professionali –, le garanzie di riservatezza e la possibilità di aprire una procedura di risoluzione amichevole del conflitto, in caso di controversie.
Per quanto appena esposto, non posso che dichiarare il voto favorevole del Partito Democratico.