A.C. 3765
L'Accordo all'esame dell'aula, che rinnova un precedente accordo del 2002, già approvato dal Senato, ha lo scopo di definire la cornice giuridica entro cui sviluppare la cooperazione fra i due Paesi nel settore della difesa, con l'intento di consolidare le rispettive capacità difensive, di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza e di indurre positivi effetti indiretti nei relativi settori produttivi e commerciali.
Fra i campi di cooperazione sono annoverate la politica di sicurezza e difesa, la ricerca, le operazioni umanitarie e di mantenimento della pace, la formazione, l'organizzazione e l'impiego delle Forze armate.
L'eventuale cooperazione nel settore dei materiali per la difesa, potrà realizzare esclusivamente in conformità ai rispettivi ordinamenti nazionali, dunque, per l'Italia, nel rispetto della legge n. 185 del 1990, e limitatamente a specifiche categorie di armamenti. Sono espressamente escluse dall'ambito di cooperazione le mine anti-uomo e la riesportazione dei materiali acquisti verso Paesi terzi. L'accordo stabilisce anche le modalità per lo svolgimento di attività di cooperazione nel settore dell'industria della difesa e della politica degli approvvigionamenti, della ricerca e dello sviluppo degli armamenti. Questo accordo consentirà di consolidare ulteriormente i nostri legami con la Giordania che svolge da decenni un importante e costruttivo ruolo di moderazione nella gestione delle crisi regionali.
Il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico, Presidente, si basa sui contenuti dell'accordo, sul pieno rispetto delle norme della legge 185 del 1990, sul nostro impegno nella cooperazione internazionale, oltre che sul piano degli accordi di difesa e sicurezza e per il contrasto alla criminalità. La Giordania è un importante alleato che si trova a contrastare gravi episodi di violenza e che confina con Stati a rischio di frantumazione.
Nel quadro dell'azione di contrasto a Daesh, la Giordania è in prima linea e riteniamo quindi essenziale il perfezionamento di un accordo con un alleato chiave.
Accanto a queste iniziative continua l'impegno per rafforzare la cooperazione internazionale nei campi profughi, così come si intensificano i rapporti commerciali e l'interscambio con la Giordania. La linea della politica economica del Paese è stata indirizzata alla liberalizzazione del commercio, all'integrazione regionale e globale, all'incoraggiamento di programmi di privatizzazione e degli investimenti. In linea con tale apertura, il Governo sta dando attuazione alle leggi sulla partnership pubblico-privato e sugli investimenti, con l'obiettivo di semplificare le procedure e attrarre nuove risorse.
Accanto a questi obiettivi non può e non deve mancare la cooperazione nel settore della difesa, per rendere possibile tutto il resto, per garantire le possibilità di cooperazione allo sviluppo e la crescita economica, politica e sociale in tutta l'area.