Discussione sulle linee generali - Relatore
Data: 
Lunedì, 27 Luglio, 2015
Nome: 
Vincenzo Amendola

A.C. 1924-A

 

Illustre Presidente, Onorevoli colleghi, l'Accordo al nostro esame, concluso il 3 dicembre 2009, è finalizzato a disciplinare il reciproco riconoscimento tra Italia e Federazione russa dei periodi e dei titoli di studio universitario ai fini dell'accesso e della prosecuzione degli studi nelle istituzioni universitarie dell'altro Paese. L'assenza di una normativa pattizia di questo tipo comporta oggi che i cittadini che si iscrivano presso le università dell'altra Parte contraente vi conseguano diplomi di laurea privi di riconoscimento legale da parte delle autorità del Paese di origine. 
La nuova intesa – che si sostituisce ad un Accordo del 1998 ormai obsoleto – consentirà agli studenti di una delle due Parti in possesso del titolo finale degli studi secondari superiori di essere ammessi alle istituzioni universitarie dell'altro Stato contraente. L'Accordo favorirà, proprio in ragione dell'elevato numero di studenti di lingua italiana nelle scuole superiori e nelle università russe e del crescente numero di studenti russi che si iscrivono presso i nostri atenei, l'aumento del tasso di internazionalizzazione delle nostre università nonché un'ulteriore diffusione della lingua italiana: in questi ultimi anni si è infatti registrato un significativo incremento dello studio dell'italiano, per cui si è passati da 1.100 iscritti nel a 3.430 nel 2014. 
Da quattro anni è altresì attiva una vera e propria rassegna della formazione italiana, «Studiare in Italia» che si svolge a Mosca, Kazan ed a San Pietroburgo, nel cui ambito le università ed i centri di specializzazione del nostro Paese hanno la possibilità di stabilire un contatto diretto col pubblico russo e gli studenti russi possono confrontarsi contemporaneamente con le più prestigiose istituzioni formative italiane. 
Venendo ai punti salienti dell'Accordo, vorrei segnalare in modo particolare l'articolo 1 che ne esplicita la finalità principale, ossia il riconoscimento reciproco dei titoli di studio rilasciati dagli atenei, istituti universitari, politecnici, e scuole artistiche e musicali legalmente riconosciute dalla Repubblica italiana e dei titoli di studio redatti in conformità del modello statale rilasciati dalla istituzioni di formazione superiore della Federazione russa ai fini del proseguimento degli studi e del loro uso nel territorio delle Parti contraenti. Così come previsto per altre analoghe intese, le Parti si impegnano a scambiarsi, entro un mese dalla firma dell'Accordo, l'elenco delle università ed istituti di livello universitario della Repubblica italiana ed i modelli di titoli di studio redatti in base al modello statale della Federazione russa ripromettendosi, altresì, di comunicarsi a vicenda eventuali modifiche a tali elenchi. Chiedo a tale proposito chiarimenti al rappresentante del Governo, poiché tali elenchi non mi risulta che siano stati resi noti. 
L'articolo 4, poi, stabilisce che il possesso dei titoli di studio di cui ai precedenti articoli 2 e 3 non esime il titolare dall'osservanza dei requisiti di accesso alle istituzioni accademiche né alle eventuali verifiche della conoscenza della lingua ufficiale della Parte ricevente. 
Per quanto attiene al disegno di legge di ratifica, oltre a contenere le consuete previsioni circa l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione, reca la copertura degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione del provvedimento, valutati in euro 1.580 annui ad anni alterni a decorrere dall'anno 2015. 
Auspico una rapida approvazione del testo, già ratificato dall'altra Parte contraente, che si inserisce in una clima di decisa ripresa delle relazioni italo-russe: è del 1o giugno la visita a Mosca del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Gentiloni, in missione per incontrare il suo omologo Lavrov e la comunità imprenditoriale, che fa seguito a quella del Presidente del Consiglio Renzi nel marzo scorso. Ricordo inoltre la visita il 10 giugno del Presidente russo Vladimir Putin in Italia, dove ha fatto tappa all'Expo di Milano, e successivamente ha incontrato Presidente della Repubblica Mattarella ed il Presidente del Consiglio Renzi: giornata che ha rappresentato un'ulteriore occasione di dialogo e rilancio delle nostre relazioni con questo imprescindibile interlocutore del nostro Paese e della comunità internazionale.