A.C. 3239
Grazie, Presidente, colleghi deputati, l'intesa al nostro esame risponde all'esigenza di sviluppare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, con l'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare il dialogo sulle questioni della sicurezza, in un quadro di salvaguardia dei reciproci interessi anche sul versante tecnologico ed industriale.
In base all'accordo, che si compone di un breve preambolo e di dieci articoli, la cooperazione bilaterale è regolata da principi di reciprocità, uguaglianza e interesse reciproco, in conformità con gli ordinamenti giuridici dei due Paesi e con gli impegni internazionali da essi assunti.
In ordine ai profili attuativi, alle aree di intervento ed alle modalità della cooperazione, si precisa che essa verrà sviluppata sulla base di piani annuali e pluriennali, che sarà organizzata dai rispettivi Ministeri della difesa e che sarà possibile organizzare consultazioni dei rappresentanti delle parti per l'elaborazione di specifici accordi integrativi. Tra gli ambiti di cooperazione si evidenziano i campi della politica di sicurezza e difesa, della ricerca, sviluppo e supporto logistico di beni e servizi per la difesa, delle operazioni umanitarie, dell'organizzazione e dell'impiego delle Forze armate, della formazione, dell'addestramento e della sanità militare. Fra le modalità della cooperazione sono previste l'organizzazione di visite reciproche di delegazioni, lo scambio di esperienze e periodi di formazione e il trasferimento di tecnologie.
Sul piano finanziario, ogni Stato si impegna a sostenere le spese di propria competenza. Inoltre, si stabilisce il diritto per il Paese ospitante di giudicare il personale ospitato per i reati commessi sul proprio territorio, salva la possibilità per il Paese di origine di giudicare il proprio personale per reati commessi contro la propria sicurezza interna, il proprio patrimonio o commessi in relazione al servizio. Sono anche disciplinati i casi di eventuali risarcimenti per danni provocati dal personale della parte inviante o di entrambe in relazione al servizio reso.
Quanto alla cooperazione nel campo dei materiali per la difesa, l'Accordo prevede in particolare la possibilità di un impegno concorde in materia di navi, aeromobili e veicoli militari, armi da fuoco e altri materiali bellici, di sistemi elettronici e di altro tipo per uso militare, e le modalità attraverso cui attuare attività di cooperazione nel settore dell'industria della difesa e della politica degli approvvigionamenti, della ricerca e dello sviluppo degli armamenti e delle apparecchiature. Per la protezione dello scambio di informazioni, documenti e materiali classificati, si rinvia all'apposita Convenzione sulla protezione delle informazioni classificate tra Italia e Cile del 1996.
Eventuali controversie sorte in seguito all'applicazione o all'interpretazione dell'Accordo sono risolte mediante trattativa o consultazione bilaterale, che le parti metteranno in atto attraverso i canali diplomatici. È data facoltà alle parti di stipulare protocolli aggiuntivi nelle tematiche della difesa che coinvolgono agenzie militari e civili.
È inoltre previsto che l'Accordo possa essere modificato o rivisto mediante scambio di lettere tra le parti, inoltrato per i canali diplomatici. Infine, l'Accordo ha durata illimitata, salvo denuncia di una delle parti attraverso i canali diplomatici, la quale avrà effetto 60 giorni dopo la notifica all'altra parte.
Gli oneri finanziari, di cui al disegno di legge, sono riferibili ad eventuali visite ufficiali, scambio di esperienze fra esperti ed incontri operativi e sono quantificati in poco meno di 9 mila euro all'anno. Al riguardo, desidero segnalare che la Commissione bilancio ha nuovamente espresso il proprio parere sul provvedimento nella giornata di ieri, a seguito della revoca del parere già espresso in precedenza in ragione dell'avvio della sessione di bilancio.
Nell'auspicare una rapida approvazione del disegno di legge, già approvato dall'altro ramo del Parlamento il 15 luglio scorso, anche a nome del collega, l'onorevole Porta, che ne è stato relatore in sede referente, ribadisco l'ulteriore auspicio che si giunga celermente alla ratifica di un altro importante Accordo, che sta molto a cuore alla comunità italiana in Cile e a quella cilena in Italia: l'intesa sulla sicurezza sociale tra i due Paesi, che andrebbe incontro davvero alle esigenze di una comunità, ricordandoci anche che abbiamo ospitato, negli anni Settanta e Ottanta, tanti cileni, a seguito di una violenta e drammatica dittatura instauratasi in quel Paese l'11 settembre di 42 anni fa.