Dichiarazione di voto
Data: 
Mercoledì, 25 Marzo, 2026
Nome: 
Nicola Carè

A.C2589

Grazie, Presidente. Io vorrei dire due parole, anche perché l'Uzbekistan fa parte della mia circoscrizione. Il provvedimento che oggi esaminiamo reca la ratifica dell'esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dell'Uzbekistan, con l'obiettivo di promuovere, sviluppare e rafforzare la cooperazione tra i due Paesi per prevenire e reprimere la criminalità nelle sue forme più gravi ed emergenti, così come il terrorismo.

È un provvedimento che va nella direzione giusta. Viviamo in un tempo in cui le minacce alla sicurezza sono sempre meno circoscritte entro i confini nazionali e la criminalità organizzata si muove su scala internazionale, i traffici illeciti attraversano Paesi e continenti. Le reti terroristiche, così come i circuiti del traffico di esseri umani, di droga, di armi, di riciclaggio e della criminalità informatica, si alimentano proprio delle debolezze e delle distanze tra gli Stati, ed è per questo che la risposta non può essere isolata, frammentata, occasionale. Serve, invece, cooperazione, serve scambio di informazioni, serve coordinamento, serve la capacità di costruire rapporti solidi tra istituzioni che hanno il compito di difendere la legalità e garantire la sicurezza dei cittadini.

L'Accordo tra Italia e Uzbekistan risponde esattamente a questa esigenza, rafforza il dialogo e la collaborazione tra le rispettive autorità di Polizia, crea strumenti più chiari per lavorare insieme e consolida una cornice utile a prevenire e a contrastare fenomeni criminali che oggi sempre più spesso hanno una dimensione transnazionale. Non siamo di fronte a un atto burocratico, siamo di fronte a una scelta concreta, una scelta di responsabilità, una scelta che riconosce una verità semplice: la sicurezza si costruisce anche attraverso la cooperazione internazionale, perché, quando si rafforzano i canali di collaborazione tra Stati, quando si facilita il lavoro delle autorità competenti, quando si rendono più rapidi ed efficaci gli strumenti di scambi e assistenza, si rende più forte anche la capacità di prevenire reati e colpire le organizzazioni criminali.

E questo vale anche di più in una fase storica come quella che stiamo vivendo, segnata da instabilità, tensioni geopolitiche e minacce ibride sempre più complesse. In questo scenario, investire nella cooperazione tra apparati di sicurezza significa investire nella stabilità, nella fiducia reciproca e nella difesa concreta delle nostre comunità. Naturalmente tutto ciò deve avvenire nel pieno rispetto delle regole, delle garanzie e dei diritti, ed è giusto che anche questo Accordo si muova dentro un quadro definito, fondato su procedure, limiti e tutela dei dati, perché l'efficacia dell'azione di contrasto non può mai essere separata dalla legalità e dalla trasparenza. Per questo noi diamo un voto favorevole a questa ratifica.