Discussione sulle linee generali - Relatrice
Data: 
Mercoledì, 14 Settembre, 2016
Nome: 
Lia Quartapelle Procopio

A.C. 3944

Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, il primo dei due Accordi sottoposti al vaglio di questa Assemblea ha la finalità di definire la cornice giuridica e politico-istituzionale entro cui organizzare la cooperazione fra l'Unione europea e l'Iraq. Esso mira a regolare, infatti, aspetti relativi al dialogo politico, alle relazioni commerciali, agli aiuti allo sviluppo e ad una serie di ambiti settoriali, dall'ambiente all'energia, dall'istruzione alla cultura. 
Al proposito mi pare opportuno ricordare che l'Unione europea è fermamente impegnata a rafforzare le proprie relazioni con l'Iraq, secondo una prospettiva a lungo termine ed in funzione dei reciproci benefici e vantaggi e che l'Europa è stata uno dei principali donatori a sostegno della transizione politica e del processo elettorale iracheno, provvedendo anche all'invio di una missione di osservazione elettorale in occasione delle votazioni del 7 marzo 2010. 
L'Intesa in questione è, peraltro, la prima relazione contrattuale istituita tra le Parti e definisce un ampio quadro giuridico ad ampio spettro, che spazia dal regolare dialogo politico alle relazioni commerciali, dalla cooperazione in materia di regolamentazione agli aiuti allo sviluppo. Vi sono, altresì, disposizioni in materia di ambiente, energia, istruzione, cultura, lotta all'immigrazione illegale, investimenti, servizi, appalti pubblici e soluzione delle controversie. L'Accordo è concluso per un periodo di dieci anni ed è suscettibile, alla scadenza, di proroghe annuali. 
Da evidenziare quale elemento innovativo dell'articolato il dialogo politico finalizzato a sostenere l'Iraq nello sforzo verso le riforme e lo sviluppo e l'integrazione nel più vasto contesto economico internazionale. Di notevole rilievo è l'istituzione di un Consiglio di cooperazione, che si riunirà periodicamente a livello ministeriale per trattare i problemi di reciproco interesse, segnatamente quelli di politica estera, sicurezza, diritti umani, lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, terrorismo e Corte penale internazionale. 
Dal punto di vista commerciale, ritengo importante sottolineare che si tratta di un'Intesa non preferenziale, comprensiva delle norme base dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) (della quale, peraltro, l'Iraq non è ancora parte), con un significativo accesso al mercato per l'Unione europea e sostanziali elementi positivi, soprattutto per quanto riguarda gli appalti pubblici, i servizi e gli investimenti. Ciò andrà, in larga misura, a beneficio anche del nostro Paese, in ragione dell'ulteriore miglioramento della cooperazione settoriale, delle iniziative di capacity building e del miglioramento delle capacità di governance delle Autorità di Baghdad, nonché in funzione di tutela dei rilevanti interessi nazionali già consolidati e con interessanti prospettive di ulteriore sviluppo. L'Intesa è conclusa per un periodo di dieci anni ed è suscettibile, alla scadenza, di ulteriori proroghe annuali. 
Il secondo Accordo all'esame di quest'Aula, è finalizzato ad approfondire il dialogo politico e la collaborazione economica e commerciale tra l'Unione europea e la Repubblica delle Filippine. Esso permetterà, inoltre, di rafforzare la cooperazione bilaterale in settori quali la lotta al terrorismo, lo sviluppo sostenibile e i diritti umani. Tale Intesa consentirà, una volta in vigore, anche di sviluppare un partenariato di ampia portata strategica e avrà così un impatto positivo anche sull'insieme delle relazioni dell'Unione europea con i Paesi del Sud Est asiatico, rendendo più efficace l'impegno delle istituzioni comunitarie e degli Stati membri nei confronti delle Filippine. Da rilevare, poi, che si tratta del primo Accordo dell'Unione europea concluso con le Filippine, che completa il quadro giuridico attuale, costituito dall'Accordo di cooperazione del 1980 tra la Comunità economica europea ed i Paesi membri dell'ASEAN. 
L'Accordo estenderà, come accennato, i settori di cooperazione ad ambiti quali l'ambiente e il cambiamento climatico, l'energia, la scienza e la tecnologia, i trasporti marittimi ed aerei, prevedendo, inoltre, temi quali il riciclaggio del denaro e il contrasto al finanziamento del terrorismo, la lotta al traffico di droghe illecite, la criminalità organizzata e la corruzione. L'intesa prevede, poi, per la prima volta, disposizioni rigorose finalizzate alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea in materia fiscale. 
L'Intesa in esame contempla le clausole standard dell'Unione europea in materia di diritti umani, Corte penale internazionale, armi di distruzione di massa, armi leggere e di piccolo calibro nonché lotta al terrorismo, ed attua le politiche dell'Unione europea in materia tributaria e sulla migrazione. 
Da segnalare, nell'articolato, il Titolo V, relativo alla cooperazione in materia di migrazione e lavoro marittimo, ed il successivo Titolo VI, che disciplina la cooperazione economica e quella dei diversi ambiti settoriali, dall'occupazione alla gestione del rischio di catastrofi, dall'energia all'ambiente, dall'agricoltura alla pesca e allo sviluppo rurale, dalla politica industriale al sostegno alle piccole e medie imprese, fino al settore dei servizi finanziari. 
Gli oneri economici derivanti dall'Accordo in esame sono stimati in circa 100 mila euro annui. 
Auspico, per quanto detto, una celere approvazione del disegno di legge che autorizza la ratifica di questi due Accordi di partenariato.