Discussione congiunta sulle linee generali - Vicepresidente della V Commissione
Data: 
Lunedì, 12 Settembre, 2016
Nome: 
Edoardo Fanucci

A.C. 3973 e A.C.3974-A

Grazie Presidente. Con riferimento a questo importante provvedimento, comincerò l'intervento facendo un'analisi del Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato, per poi dilungarmi con maggiore enfasi e attenzione sul disegno di legge sull'assestamento del bilancio. 
Ai sensi l'articolo 36 della legge n. 196 del 2009 il Rendiconto generale dello Stato, articolato per missioni e programmi, è costituito da due parti: il conto del bilancio, che espone l'entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento; il conto del patrimonio, che espone le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato. 
Tanto precisato, venendo al contenuto del provvedimento, gli articoli 1 ,2 e 3 espongono i risultati complessivi relativi alle amministrazioni dello Stato per l'esercizio finanziario 2015 e sono riferiti rispettivamente alle entrate (con accertamenti per 829.108 milioni di euro), alle spese (con impegni per 826.630 milioni di euro) e alle gestione finanziaria di competenza, intesa come differenza tra il totale di tutte le entrate accertate e il totale di tutte le spese impegnate, che evidenzia un avanzo di 2477,2 milioni di euro. 
L'articolo 4 espone la situazione finanziaria del conto del Tesoro, che evidenzia al 31 dicembre 2015 un disavanzo di 245.428,1 milioni di euro. 
L'articolo 5 reca: l'approvazione dell'allegato n. 1, contenente l'elenco dei decreti con i quali sono stati effettuati prelevamenti dal Fondo di riserva per le spese impreviste: l'approvazione dell'allegato n. 2, relativo alle eccedenze di impegni e di pagamenti risultati in sede di consuntivo, rispettivamente sul conto della competenza, sul conto dei residui e sul conto della cassa. 
L'articolo 6 espone la situazione patrimoniale dello Stato al 31 dicembre 2015 (di cui al conto generale del patrimonio), da cui risultano attività per un totale di 962,6 miliardi di euro e passività per un totale di 2.721 miliardi di euro. 
Gli articoli da 7 al 9 espongono i dati relativi ai conti consuntivi delle aziende e amministrazioni autonome (Istituto agronomico per l'Oltremare, Archivi notarili, Fondo edifici di culto).
Infine, l'articolo 10 dispone l'approvazione del Rendiconto generale delle amministrazioni dello Stato e dei rendiconti delle amministrazioni e delle aziende autonome secondo le risultanze indicate negli articoli precedenti. 
A questo punto ritengo di dovere passare al disegno di legge di assestamento 2016. Come è noto l'istituto dell'assestamento di bilancio dello Stato è previsto per consentire un aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi, accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente. 
Con il disegno di legge di assestamento, le previsioni di bilancio sono adeguate in relazione: 1) per quanto riguarda le entrate, all'eventuale revisione delle stime del gettito; 2) per quanto riguarda le spese aventi carattere discrezionale, ad esigenze sopravvenute in corso d'opera; 3) per quanto riguarda la determinazione dell'autorizzazione di pagamento in termini di cassa, alla consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell'esercizio precedente. 
Il disegno di legge di assestamento del bilancio per l'esercizio 2016 riflette la struttura del bilancio dello Stato, organizzato, secondo la disciplina recata dalla legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009, in missioni e programmi, che costituiscono, a decorrere dal 2011, le unità di voto. 
Ciò premesso, venendo ora al contenuto del provvedimento di assestamento, all'articolo 1 dispone l'approvazione delle variazioni alle previsioni del bilancio dello Stato per il 2016, indicate nelle annesse tabelle, riferite allo stato di previsione dell'entrata, agli stati di previsione della spesa dei ministeri e ai bilanci delle amministrazione autonome. 
Il disegno di legge reca, infatti, sia per lo stato di previsione dell'entrata che per ciascuno degli stati di previsione dei ministeri di spesa, le proposte di variazioni degli stanziamenti di bilancio in termini di competenza e di cassa, che costituiscono oggetto di approvazione da parte del Parlamento. In allegato al disegno di legge è evidenziata ai fini conoscitivi l'evoluzione in termini di competenza e di cassa delle singole poste di bilancio, per effetto sia delle variazioni apportate in forza di atti amministrativi fino al 31 maggio, sia delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento. Per ciascuna unità di voto si indicano, inoltre, le variazioni che si registrano nella consistenza dei residui, in linea con le risultanze definitive esposte nel Rendiconto dell'esercizio precedente. 
A partire dalla previsione iniziale della legge di bilancio le variazioni intervenute per atto amministrativo e quelle proposte con il disegno di assestamento determinano per ciascun programma la previsione assestata. Le variazioni proposte con il provvedimento di assestamento includono altresì operazione di rimodulazione tra risorse appartenenti a programmi di una stessa missione ovvero a programmi di missioni diverse di ciascun ministero, ai sensi di quanto previsto dalla disciplina sulla flessibilità di bilancio. Le rimodulazioni proposte dal disegno di legge di assestamento sulle dotazioni finanziarie relative a spese predeterminate per legge, sono esposte in appositi prospetti allegati a ciascuno stato di previsione della spesa dei ministeri interessati dalle rimodulazioni. 
Nel disegno di legge di assestamento 2016 gli unici stati di previsione della spesa interessati da rimodulazione di fattori legislativi sono quelli relativi ai ministeri dell'economia e delle finanze, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti. 
L'articolo 2 novella l'articolo 2, comma 3, della legge di bilancio per il 2016, relativo alla quantificazione dell'importo massimo di emissione di titoli pubblici in Italia e all'estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, aumentandolo, per l'anno 2016 a 64 milioni di euro, rispetto ai 53.400 milioni previsto dalla legge di bilancio. Scusatemi, 64.000 milioni di euro, rispetto ai 53.400 milioni previsti dalla legge di bilancio. 
L'articolo 3 novella l'articolo 11 della legge di bilancio per il 2016, relativo al Ministero della difesa, al fine di modificare il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere in servizio come forza media nell'anno 2016, la consistenza organica degli allievi delle accademie delle Forze armate, comprese l'Arma dei carabinieri, la consistenza organica degli allievi delle scuole sottufficiali delle Forze armate, esclusa l'Arma dei carabinieri, la consistenza organica degli allievi delle scuole militari.
L'articolo 4, comma 1, del disegno di legge modifica l'articolo 17 della legge di bilancio per il 2016, introducendo il comma 35- bis con il quale il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, tra gli stati di previsione dei ministeri interessati, le risorse del capitolo «Fondo da ripartire per la sistemazione contabile delle partite iscritte al conto sospeso», iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2016. Tale fondo viene istituito presso il MEF e dotato con il presente disegno di legge di assestamento di 1 miliardo di euro. La norma prevede altresì che le risorse non utilizzate nel corso dell'esercizio 2016 potranno essere utilizzate in conto residui nell'esercizio successivo. 
Il comma 2 aumenta la dotazione del Fondo, istituito dall'articolo 1, comma 200 della legge n. 190 del 2014, per far fronte ad esigenze indifferibili che si dovessero manifestare nel corso della gestione, di circa 955 milioni per l'anno 2016. Il Fondo istituito presso il MEF, con una dotazione originale di 25 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016, è ripartito annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze; e nel bilancio 2016-2018 esso presenta una dotazione di 781,5 milioni di euro per l'anno 2016, 985,5 milioni di euro per l'anno 2017, e 519,2 milioni di euro per l'anno 2018. 
Per quanto concerne i saldi di competenza del bilancio dello Stato risultanti dal disegno di legge di assestamento 2016, la relazione al provvedimento evidenzia in termini di competenza, al netto delle regolazioni debitorie e contabili, un peggioramento del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni iniziali di bilancio. Nel complesso, il saldo nelle previsioni assestate si attesta ad un valore di meno 35.355 milioni, rispetto ad una previsione iniziale di 34.261 milioni. In particolare, al netto delle regolazioni debitorie e contabili, il peggioramento del saldo corrispondente alla differenza tra entrate finali e spesa finale, rispetto alle previsioni iniziali pari ad oltre 1 miliardo di euro, è dovuto per circa 1.337 milioni alle variazioni per atto amministrativo, e 243 milioni di euro alle variazioni di valore positivo proposte dal disegno di legge di assestamento in esame. Il valore del saldo netto da finanziare che si determina sulla base delle previsioni di assestamento rientra nel limite massimo stabilito dalla legge di stabilità per il 2016, fissato a 35.400 milioni di euro. Per quanto concerne gli altri saldi, il risparmio pubblico (saldo corrente) registra un lieve peggioramento rispetto alla previsione iniziale, attestandosi a 2.349 milioni. Il ricorso al mercato evidenzia invece uno miglioramento di oltre 1,6 miliardi di euro. 
Passando poi alle variazioni di competenza proposte dal disegno di legge in esame, le stesse risultano coerenti con il rispetto dei saldi di finanza pubblica indicati nel Documento di economia e finanza 2016 presentato ad aprile scorso. In termini di competenza, l'incremento del saldo netto da finanziare che si determinano in previsioni assestate al netto delle regolazioni debitorie e contabili, è dovuto ad un aumento delle spese finali per complessivi 380 milioni di euro e ad una riduzione delle entrate finali di 715 milioni di euro. Il peggioramento del saldo è interamente derivato dalle variazioni di bilancio apportate con atti amministrativi. 
La proposta del disegno di legge di assestamento migliora il saldo per 243 milioni di euro, e tale miglioramento del saldo netto da finanziare è principalmente ascrivibile ad un'importante riduzione della spesa per interessi, circa 4.683 milioni, per la gran parte tuttavia compensato da una riduzioni delle entrate finali, ed in particolare di quelle tributarie, per 3.510 milioni, e da un aumento delle spese primarie per 2.675 milioni. 
Per quanto concerne le entrate finali, il disegno di legge di assestamento reca una proposta di riduzione per complessivi 1.838 milioni di euro. Tale variazione è determinata dalla riduzione delle entrate tributarie e dall'aumento delle entrate non tributarie. 
Per quanto concerne le spese finali, che, come già sopra detto, scontano un incremento di 380 milioni di euro dovute alle variazioni per atto amministrativo, le variazioni proposte dal provvedimento presentato dal Governo determinano una riduzione di circa 2.081 milioni di euro.  Tale riduzione interessa prevalentemente le spese correnti, nel cui ambito si registra una significativa proposta di diminuzione di quelle per interessi, che decrescono di oltre 4.683 milioni rispetto alle previsioni iniziali, grazie, come già sottolineato, al più favorevole profilo di tassi di interessi sui titoli di Stato rispetto a quanto previsto in sede di presentazione del disegno di legge di bilancio 2016; un'ulteriore diminuzione della spesa per interessi per circa 1.000 milioni deriva da minori esigenze per gli interessi corrisposti sui conti correnti di Tesoreria. Tale andamento di spesa per interessi viene parzialmente compensato dalla proposta di aumento di altre spese correnti, che al netto di quelle per interessi salgono a 2.675 milioni; l'incremento è riconducibile principalmente all'incremento dei trasferimenti alle regioni per circa 3.936 milioni di euro. Infine, per le spese in conto capitale, la proposta di assestamento determina una lieve riduzione di 74 milioni di euro, a fronte di un amento di poco meno di 1 miliardo di euro registrato per atti amministrativi. 
In termini di cassa, il disegno di legge di assestamento per il 2016 registra, al netto delle regolazioni debitorie e contabili, un peggioramento del saldo netto da finanziare: in particolare, il saldo netto da finanziare si attesta a meno 106.997 milioni, con un peggioramento a 8.899 milioni rispetto alla previsione di bilancio. Il peggioramento è per lo più dovuto alla proposta di assestamento che, per la dotazione di cassa, considera oltre alle variazioni proposte e agli stanziamenti di competenza e alle esigenze legate all'operatività delle amministrazioni, anche la consistenza dei residui passivi accertata a rendiconto. Nel complesso, la proposta determina infatti un peggioramento del saldo di cassa di 7.588 milioni di euro. 
Per quanto concerne gli altri saldi, il risparmio pubblico rimane di segno negativo, attestandosi nelle previsioni assestate a meno 61.316 milioni, ed il ricorso al mercato aumenta rispetto al bilancio di previsione raggiungendo un valore pari a 330.014 milioni.Venendo da ultimo ai residui, si osserva che – ho quasi terminato, Presidente – con riferimento alla spesa complessiva, l'ammontare dei residui passivi risultanti alla chiusura dell'esercizio 2015 è pari a 113.031 milioni. La consistenza dei residui passivi delle spese finali alla fine dell'esercizio finanziario 2015 presenta un decremento di 3.100 milioni, rispetto all'analoga consistenza accertata alla chiusura dell'esercizio precedente. Tale consistenza dei residui passivi delle spese finali al 31 dicembre 2015, come certificata del rendiconto, risulta tuttavia superiore all'importo iscritto in via presuntiva nella legge di bilancio 2015: conseguentemente, con il disegno di legge in assestamento, si provvede ad adeguarne l'importo. 
L'aumento della consistenza complessiva dei residui finali nel 2015 è imputabile ad un incremento di quelli di parte corrente e ad una riduzione di quelli in conto capitale. L'andamento dei residui passivi manifesta fino al 2010 un andamento in crescita, dovuto essenzialmente all'incremento costante dei residui passivi di parte corrente; negli stessi anni, i residui relativi alle spese in conto capitale evidenziano invece un'importante flessione legata alle riduzioni dei termini per la perenzione amministrativa per le spese in conto capitale, ai sensi l'articolo 3, comma 36, della legge finanziaria per il 2008. 
Vado a chiudere, Presidente, visto che i tempi ormai sono quasi terminati. Sono finiti: allora veramente l'ultimo passaggio. A partire dal 2013 – questo per concludere – si denota nuovamente un andamento in crescita della consistenza dei residui passivi, con un aumento importante anche dei residui passivi in conto capitale, la cui entità risulta peraltro ridimensionata nel 2015 rispetto all'anno precedente.