Grazie, Presidente. Volevo ricordare oggi la figura di Yusuf Ismail Bari-Bari, un diplomatico somalo morto venerdì in un attentato a Mogadiscio, rivendicato da al Shabaab, insieme ad almeno altre 23 persone. Yusuf era un diplomatico colto e preparato, ambasciatore della Somalia presso la commissione ONU per i diritti umani di Ginevra.
Nel suo impegno a Ginevra si era distinto come un rigoroso difensore dei diritti umani. Si deve al suo lavoro l'approvazione di una prima importante risoluzione sulla condizione degli albini in Africa e sulle violazioni dei diritti umani in Eritrea. Yusuf era inoltre un esponente di spicco della comunità somala legata all'Italia, dove vive tuttora parte della sua famiglia.
Era nato, infatti, a Roma e aveva studiato a Bologna con una professoressa africanista, Anna Maria Gentili. Era, soprattutto, un sostenitore appassionato della Somalia e della causa della pace nel suo Paese. Per la Somalia si era speso contro ogni forma di estremismo, malattia che ha corrotto profondamente la vicenda somala del post Siad. Era stato anche l'ispiratore e facilitatore di un coraggioso lavoro di tanti giornalisti italiani sul traffico di armi e rifiuti tossici in Somalia.
C’è un proverbio africano che dice: «è la pioggia che cade poco a poco che riempie il fiume». La vita, gli atti, l'impegno e persino la morte di Yusuf Ismail, come ha ricordato la sua famiglia, devono restare un contributo per il fiume di pace di cui la Somalia ha tanto bisogno.
Data:
Martedì, 31 Marzo, 2015
Nome:
Lia Quartapelle Procopio