Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale.
Grazie, Presidente. Onorevoli deputati anch'io vorrei unirmi a nome del Governo brevemente alla commemorazione di oggi perché è prima di tutto nostro dovere rendere omaggio da parte dell'Aula della Camera e delle istituzioni italiane a Mario Casati, Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset, Angelo D'Agostino e un nostro concittadino italo-americano Nicolas Leslie. Ai familiari delle vittime italiane dell'attentato desidero esprimere qui, insieme a voi, il più sentito cordoglio e la stretta vicinanza al profondo dolore. Sono inoltre cinque i nostri connazionali feriti ai quali vanno i nostri auguri di un pronto ristabilimento, sentito cordoglio alla Francia e alle istituzioni, ai suoi valori, quelli celebrati proprio nella festa del 14 luglio.
Circa la tempistica e l'assistenza dei nostri connazionali, cara Presidente, non appena verificatosi l'attentato, il consolato generale di Nizza in stretto coordinamento con l'ambasciata e con l'unità di crisi della Farnesina hanno determinato un'assistenza, che è stata continua in tutti i giorni successivi al vile attentato, assistenza che ha seguito le procedure messe in atto dalle autorità francesi.
Come ha affermato il Presidente del Consiglio nella riunione con i capigruppo parlamentari, contro il terrorismo dobbiamo prendere un impegno comune: di continuare ad essere uniti, uniti per prevenire nel nostro Paese, per produrre azioni culturali di deradicalizzazione, per rafforzare un’intelligence europea.
Di fronte a tutti questi accadimenti, lungo una scia di sangue che lei ricordava, dove italiani sono stati coinvolti da Tunisi a Dacca, una scia di 8.000 chilometri, è necessaria un'azione, una riflessione, come chiesta dai gruppi parlamentari, perché non possiamo arretrare dinanzi alla follia omicida, ma rimanere uniti è una precondizione per un'azione sul piano della sicurezza e della reazione culturale, due aspetti sempre da tenere uniti.
Il Governo è pronto a questa riflessione, ma sappiamo che è un impegno, non solo un'analisi, perché lo dobbiamo alla nostra comunità, intimorita dalla minaccia della nostra epoca del terrorismo di matrice fondamentalista islamista ed anche da quell'attrazione, che noi combattiamo in una coalizione multilaterale e multinazionale a Daesh, ma che soprattutto crea emulazione nei cosiddetti lupi solitari che da Nizza, come da Nizza, determinano una follia omicida.
Non possiamo arretrare e l'unità politica delle classi dirigenti è una precondizione per trovare soluzioni e per reagire nel nome della nostra comunità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico e di deputati del gruppo Misto).