Data: 
Mercoledì, 11 Marzo, 2026
Nome: 
Michela Di Biase

Grazie, Presidente. Per unirci alla richiesta dell'onorevole Sportiello a osservare un minuto di silenzio su questo ennesimo femminicidio che sì richiama quest'Aula a una riflessione, naturalmente, come detto da ultimo, su quelli che sono il monitoraggio e l'attuazione delle leggi e delle misure poste in essere a sostegno delle vittime, ma io vorrei ricordare a questo Parlamento che sono passati pochi mesi da quando, in quest'Aula, abbiamo licenziato la legge sul femminicidio; una norma che, abbiamo detto, da sola è insufficiente rispetto a quello che nel nostro mondo accade, a quella che, purtroppo, ancora è la cultura della violenza tanto radicata e che riguarda il genere femminile.

Ecco, io vorrei, ancora una volta, ribadire come per quello che riguarda i femminicidi, per quello che riguarda la cultura della violenza, la cultura dello stupro, non basta continuare a immaginare solamente misure che siano misure punitive che arrivano, purtroppo, quando il reato si è compiuto. Allora, dobbiamo far seguire a un attento monitoraggio rispetto alle leggi anche una attenzione a quelli che sono i temi che riguardano l'educazione all'affettività nelle scuole. Noi ci siamo alzate tante volte in questo Parlamento per sostenere le ottime ragioni che la politica avrebbe, che questo Parlamento avrebbe a legiferare sull'educazione all'affettività e sull'educazione sessuale perché ripeto, ogni volta ci troviamo a parlare quando il femminicidio è accaduto, quando la donna è morta, quando non è più possibile, come dire, intervenire anche sulle generazioni future. Per questo, ancora una volta, colgo la tragedia che è successa a Messina di questa donna che è stata massacrata da decine di coltellate per richiedere a questo Parlamento di fare ciò che dovrebbe fare: lavorare a una norma sull'educazione all'affettività, perché, se noi non partiamo dai nostri ragazzi, purtroppo non sarà l'ultima volta che dovremo alzarci in questo Parlamento a chiedere strumenti adeguati.

Quindi, davvero, una preghiera a che quella responsabilità, a cui la collega Varchi richiama il Parlamento, non cada nel vuoto, ma, anzi, che sia da impulso per fare norme che servono e che servano alle nostre bambine e ai nostri bambini per crescere in modo consapevole, per amare in modo consapevole, per rispettarsi in modo consapevole.