Signor Presidente, colleghi, mi permetto, dopo una giornata così lunga e faticosa rispetto ai tempi dell'Aula, di prendere la parola per ricordare Franco Bomprezzi. Franco oggi, questa mattina, è venuto a mancare. Era un grande giornalista, un grande uomo, una persona con una disabilità che lo aveva accompagnato per tutta la sua vita, ma era una persona che aveva dato un grandissimo messaggio a questo mondo, il messaggio delle pari opportunità, il messaggio della rivendicazione dei diritti. Era riuscito a non strumentalizzare il suo limite e da grande professionista quale è stato è riuscito a dare voce a tante persone che non ne avevano.
Credo che Franco per tutti noi sarà indimenticabile. Per noi è stato un po’ il paladino della disabilità. Io personalmente, che ero molto amica di Franco, lo chiamavo «il Papa», proprio per il ruolo che rivestiva nel nostro settore e cioè quello di accompagnarci, ma anche di condividere, di concertare con noi le battaglie e le lotte che dovevano essere fatte.
Credo che lui sia già arrivato in paradiso, lo dico per chi crede, lo dico perché sono sicura che già lì starà facendo una gran confusione per eliminare, se ci sono, delle barriere. Io non lo dimenticherò mai e lo dico a nome di tutto il mondo della disabilità. In questo momento, in tutte le pagine dei social network, stanno arrivando centinaia di migliaia di testimonianze.
Franco è stato una persona da ricordare per il suo sorriso, oltre che per la sua grande intelligenza. Ha avuto più di una moglie, ha rivendicato il diritto alla sessualità, ha rivendicato il diritto alla vita autonoma, non ha negato nulla a chi aveva delle differenze. Se lo dovessi ricordare con una frase, lo ricorderei con uno slogan, cioè Franco avrebbe voluto eliminare le barriere culturali prima di ogni altra barriera.
Io mi taccio qua, ma voglio dire a tutti: non pensate che stiamo parlando di un uomo qualunque. Ciao Franco, sono sicura che anche da lì ci darai una mano.
Data:
Giovedì, 18 Dicembre, 2014
Nome:
Ileana Argentin