Data: 
Martedì, 5 Luglio, 2016
Nome: 
Andrea Manciulli

Presidente, colleghi, è un Paese unito quello che oggi vuole esprimere il suo cordoglio e la sua solidarietà alle famiglie così duramente colpite come il nostro Paese. Questa è la strage più grave che il nostro Paese ha subito dopo le vicende di Nassiriya e per esprimere il cordoglio non c’è modo migliore, modo più utile che osservare con attenzione quello che è accaduto nei suoi risvolti, anche in quelli più spiacevoli. Lei, Presidente, ricordava giustamente che nelle stesse ore sono stati colpiti due luoghi diversi, Dacca e Baghdad, e qualche giorno prima Istanbul, così come prima Bruxelles e Parigi. Questi luoghi non erano solo legati dalla matrice di chi li ha colpiti: erano legati anche dalla tipologia di chi si è colpito. Si trattava di persone inermi che in un caso stavano consumando una cena prima delle vacanze, prima di tornare a casa. A Baghdad, ancora più terribile, l'epicentro dell'attentato è stata una gelateria di un quartiere bene di Baghdad, di un quartiere sciita nel quale, alla fine del Ramadan, a dieci giorni del Ramadan, si era soliti portare la sera i bambini a mangiare un gelato. È proprio qui il punto: si vuole colpire la vita quotidiana delle persone non nell'esercizio di un simbolo ma nella loro vita; si vuole polverizzare, si vuole frantumare la serenità delle persone, ed è quello in cui non si deve riuscire. Su questo dobbiamo ergerci uniti come abbiamo fatto. Per questo vorrei anche ricordare, concludendo, che l'attentato che ha colpito il nostro Paese ha un carattere che qualcuno ha tentato di minimizzare dicendo che si tratta di un fatto emulativo. No, è un errore: il fatto che sia un attentato che ha un carattere emulativo lo rende più grave perché dà il senso di come un'ideologia, che oggi vive in uno Stato aberrante, sia in grado di marciare, di marciare nell'etere, di marciare nei media e di contaminare menti e persone che stanno molto lontano. Ci deve far riflettere, ci deve far capire che questo nemico va sconfitto anche culturalmente e, per sconfiggerlo culturalmente, questo Paese, se vuole onorare i propri morti, lo deve fare stando unito e propugnando i valori della democrazia che sono l'antidoto all'abominio (Applausi).