Signora Presidente, cari colleghi e care colleghe, oltre 100 morti e tantissimi feriti, volti di ragazzi che chiedevano semplicemente pace e democrazia, come i ragazzi di Suruc, chiedevano il cessate il fuoco tra lo Stato e il PKK, chiedevano di liberare la Turchia dalle paure per il proprio presente e per il proprio futuro, quelle paure che hanno armato l'ideologia degli assassini, dei loro mandanti, di chi vuole far vincere l'odio e gli estremismi, le divisioni interne.
La nostra solidarietà va al popolo e alle istituzioni turche, la nostra solidarietà va ai partiti organizzatori, i fratelli del Partito del socialismo europeo, il CHP e l'HDP. La nostra solidarietà per chi vuol far vincere la convivenza, non portare quel Paese nel baratro del conflitto civile. La Turchia è Mediterraneo, è Europa, Medio Oriente; la Turchia è la cerniera tra mondi che si parlano, che devono vivere e devono parlare la stessa lingua, che è la pace e la cooperazione. E spesso l'Europa, l'Europa di questi anni, è stata colpevole per una tiepidezza nel chiudere le porte a quello che è un sogno, una speranza di tanti giovani.
La Turchia è Medio Oriente, il Medio Oriente di queste ore sconvolto dal massacro siriano, dalla follia totalitaria dell'ISIS, dal dolore dei migranti, dal sangue che è tornato a scorrere in Terra Santa, Gerusalemme sospesa tra la disperazione e gli estremismi; ma la Turchia è il sogno europeo di convivenza come ha detto, a poche ore dalla brutale strage, uno dei leader dell'organizzazione di questa marcia per la pace Selahattin Demirtas: «noi moriamo ogni giorno in Turchia. Noi siamo quelli che muoiono, siamo i militari, siamo la Polizia, noi siamo i curdi, noi siamo i turchi». A quel dolore, a quella follia che ha armato questa strage noi dobbiamo rispondere con rispetto nel sostegno di chi chiede pace contro le paure, di chi chiede convivenza contro gli estremismi, perché il dolore, lo sgomento e la richiesta di certezza, per perseguire chi ha portato il dolore e il sangue in quella strada, meritano rispetto, il rispetto dei valori di quei ragazzi, di quei volti contenti di lottare per la pace e la democrazia. Pace e democrazia che è il sogno europeo, è il sogno mediterraneo e il sogno di un mondo che noi vogliamo costruire (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Data:
Martedì, 13 Ottobre, 2015
Nome:
Enzo Amendola