Grazie, Presidente. Io credo che questa discussione, che è iniziata e finisce con il mio intervento questo pomeriggio, sia una discussione importante, così come è importante e utile lo strumento delle mozioni con cui il Parlamento e i gruppi parlamentari cercano di orientare quella che sarà poi l'azione del Governo.
Voglio dirlo chiaramente: noi abbiamo partecipato, con l'intervento del collega Maino Marchi, al dibattito di lunedì pomeriggio, annunciando che era probabile anche una nostra mozione che poi abbiamo deciso di non presentare. Questo non perché non abbiamo le idee chiare, dato che le abbiamo manifestate già lunedì e lo faremo oggi, ma perché crediamo che l'Aula e i gruppi parlamentari legittimamente – voglio dirlo senza polemica – abbiano, diciamo, usato l'acceleratore, abbiamo accelerato, nel dibattito che si sta avviando nel Governo e nel Paese, sull'ipotesi di una privatizzazione delle Ferrovie dello Stato.
Lo voglio dire perché trovo, quindi, giusta la posizione del sottosegretario Del Basso De Caro, il quale non mette in contraddizione la mozione Dorina Bianchi e Garofalo n. 1–01070 (Vedi All. A) e la mozione Franco Bordo ed altri n. 1–01068 (Vedi All. A), perché credo, invece, che ne assuma l'essenza principale, che è anche la posizione espressa dal Partito Democratico lunedì in sede di discussione sulle linee generali e, cioè, quella che, prima di procedere su una materia così delicata, il Governo si deve impegnare a riferire in Parlamento in quelle che sono le Commissioni competenti, quindi la Commissione bilancio e la Commissione trasporti.
Da questo punto di vista, da una parte c’è un'accelerata che è – torno a ripeterlo – legittima, perché mai ci saremmo sognati di venire in quest'Aula a chiedere un rinvio della discussione, affermando che non siamo pronti. Siamo più che pronti, perché abbiamo già compiuto un atto e lo abbiamo fatto insieme alle altre forze politiche e agli altri gruppi parlamentari ieri pomeriggio, condividendo la proposta del presidente dalla Commissione trasporti, Meta, il quale, in autonomia rispetto alle decisioni che oggi assumerà il Parlamento – e alcune condivise anche dal Governo – ha già deciso di convocare il Ministro Padoan in Commissione, perché venga a riferire compiutamente le volontà del Governo.
Lo hanno già detto altri colleghi: parliamo di una delle aziende più importanti del Paese, controllata dal Tesoro, un'azienda che ha subito, negli ultimi 15 anni, trasformazioni incredibili da tutti i punti di vista. Se noi ci pensiamo per un attimo, le nostre Ferrovie nel secolo precedente, nel Novecento, in tutto il Novecento, sono state organizzate in Ferrovie dello Stato, hanno assunto il servizio, che era totalmente a carico dello Stato, e negli ultimi 15 anni sono diventate una holding e, quindi, ci sono diverse aziende, organizzate dentro alla holding, e vi è un servizio che, però, non è più centralizzato, perché, per esempio, su una parte del servizio molto importante, come quella dei pendolari, vi è una compartecipazione delle regioni al finanziamento. Come ha già detto prima il collega Biasotti, è la seconda azienda per investimenti e la quinta per dipendenti. È una delle aziende più importanti per fatturato ed è centrale la sua missione, quella della mobilità. Si sta sviluppando molto bene, a mio avviso, l'Alta velocità, vi sono invece luci e ombre, molte ombre, nel servizio della rete regionale, quella che riguarda i pendolari.
Vi sono difficoltà tremende per quanto riguarda gli investimenti nel settore delle merci. Talvolta abbiamo interloquito con i vertici di Ferrovie chiedendo a loro che se le merci non vengono più ritenute un servizio fondamentale per FS si consenta ad altri di intervenire e di agire. Quindi, vi è anche la possibilità, in alcuni segmenti di questo servizio straordinariamente importante, di agire maggiormente sul fattore concorrenza.
Credo che non ci possa essere in questo momento un «no» ideologico o anche un «sì» ideologico. Vorrei ricordare a tutti che quando abbiamo discusso (l'abbiamo fatto per tre mesi in Commissione trasporti alla Camera ed è stato liquidato più velocemente invece al Senato) il quarto pacchetto ferroviario ci siamo accorti che a volte che l'Italia ha corso più di altri Paesi. Quindi vorrei che, anche da questo punto di vista, noi affrontassimo la discussione su un eventuale privatizzazione non dietro a un «no» ideologico o a un «sì» ideologico. Qualcuno dice non basta il quaranta bisogna andare oltre. Dobbiamo capire che cosa si privatizza. Ritengo che le parole del Ministro Delrio siano per noi una garanzia allorché afferma nettamente che la rete resterà pubblica. Ma siccome la rete è gran parte del patrimonio di Ferrovie dello Stato, allora è importante capire che cosa si privatizza. Anche il Governo in queste ore, non più tardi di questa mattina, con il Ministro Delrio, ha detto appunto che vuole affrontare bene la questione, in un'interlocuzione seria con il Parlamento, con le organizzazioni sindacali, per capire quali eventuali società sono da mettere sul mercato. Credo che dinanzi a un processo di privatizzazione che eventualmente partirà sia fondamentale fare antecedere un piano industriale per le Ferrovie, ribadire qual è la missione che noi vogliamo che abbiano le Ferrovie e poi vedere come eventualmente continuare per quanto riguarda sulla privatizzazione. Penso, quindi, sia importante quel confronto che praticamente tutti i gruppi chiedono al Governo (qua rappresentato dal sottosegretario) con le Commissioni competenti, e auspico che la richiesta che il presidente della Commissione trasporti ha avanzato al Ministro Padoan possa essere sviluppata ancora prima della pausa natalizia, perché colpiscono ovviamente anche chi sostiene convintamente il Governo, chi rappresenta il partito di maggioranza del Governo, le attuali dichiarazioni fatte dal nuovo vertice dello Ferrovie dello Stato. Colpiscono, ma contemporaneamente tranquillizzano, perché non c’è da correre. Oggi il Parlamento ha scelto, e io sono rispettoso dei gruppi che l'hanno fatto, di impegnare più decisamente il Governo anche in tempi stretti, ma vi sono tutte le condizioni perché noi possiamo essere coinvolti maggiormente in questo processo che il Governo deciderà di avviare. Quindi, con questa serenità, voteremo le mozioni proposte con i pareri del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Dichiarazione di voto
Data:
Giovedì, 3 Dicembre, 2015
Nome:
Mario Tullo