Signora Presidente, credo sia giusto che la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, venga qui, in Aula, a riferire. Ha aderito immediatamente all'appello di Donald Trump a unirsi a questo Board of Peace che appare più una società privata, che dovrà occuparsi non si sa di quale ricostruzione di Gaza, che un tentativo di portare, dopo una tregua fragilissima… Lei sa benissimo che sono già oltre 400 i morti da quando è stata siglata a Sharm-el-Sheikh nell'ottobre dello scorso anno. Non sembra un passo verso la pace; sembra un passo verso la privatizzazione di un grande tema che riguarda i palestinesi e gli israeliani, ma innanzitutto la comunità internazionale e la sua stabilità.
Allora, signora Presidente, primo tema: cosa vuole fare il Governo italiano all'interno di questo Board of Peace? Vuole agevolare una soluzione a due Stati? Vuole agevolare la nascita di uno Stato palestinese, dell'autodeterminazione di un popolo senza patria e senza potere, o pensa semplicemente che si tratta di stabilizzare la situazione così com'è, magari, facendo entrare qualche bulldozer e qualche azienda per ricostruire?
Secondo: pensiamo davvero che si possa immaginare una pace senza il concorso delle Nazioni Unite?
Qui sta nascendo una struttura parallela alle Nazioni Unite e, per esplicita dichiarazione del Presidente Trump, contro i suoi fallimenti, fallimenti che probabilmente andrebbero spiegati all'opinione pubblica nel momento in cui è di oggi la notizia che gli israeliani stanno smantellando la sede dell'UNRWA a Gerusalemme. Ci spieghi il Governo italiano se pensa che l'ONU debba andare via dalla Terra Santa, perché sarebbe un fatto molto grave.
Terzo: ci vuole 1 miliardo per entrare dentro questa struttura e, dentro questa struttura, Trump resterà a vita, anche oltre il suo mandato presidenziale, e avrà diritto di veto rispetto a tutti gli orientamenti che saranno assunti.
Ci spiegate di cosa si tratta? Davvero pensiamo che il nostro Paese debba subire il diritto di veto da parte del Presidente degli Stati Uniti d'America? Siamo, davvero, arrivati a un tale livello di subalternità, se non addirittura a una posizione così prona che non è mai esistita nella storia diplomatica del nostro Paese? E, infine, in questo Board of Peace - diciamocela tutta - sono invitati anche leader politici che sono destinatari di mandati di cattura internazionale da parte della Corte penale. Ci spieghi come fa Giorgia Meloni a stare seduta attorno allo stesso tavolo con Vladimir Putin, che ha invaso l'Ucraina, piuttosto che con lo stesso Benjamin Netanyahu, invitato nel Board of Peace. Vogliamo capire se l'Italia sta ancora dalla parte del diritto internazionale oppure se ha deciso esclusivamente di partecipare a un incontro tra i prepotenti.