Data: 
Mercoledì, 15 Aprile, 2026
Nome: 
Stefano Graziano

Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere un'informativa al Governo su quello che ha detto ieri il Presidente Mattarella, perché ieri ancora una volta - ed è la seconda volta in questa legislatura - il Presidente Mattarella ha posto un accento molto forte su quella che è la condizione del sistema radiotelevisivo e dell'informazione, ma, soprattutto, su quella che è l'attuazione del Freedom Act, il regolamento europeo che prevede più libertà e più autonomia del sistema dell'informazione.

Ecco, davanti al monito che Mattarella ha lanciato di nuovo ieri, per quello che ci riguarda, come Parlamento, come forza politica, come Partito Democratico, noi chiediamo che ci sia una presa di posizione forte, netta e decisa da parte di tutta l'Aula, che si dica con chiarezza che si vuole attuare il regolamento europeo sul sistema dell'informazione e, soprattutto, che si eviti quella che è una possibile infrazione. Perché il regolamento europeo sul sistema dell'informazione radiotelevisiva, in realtà, è un regolamento che è già scaduto l'8 agosto 2025: siamo molto oltre e il rischio reale è che, se non andiamo nella direzione di attuare quel sistema, quella legge, e di riformare la cosiddetta legge sulla governance della Rai e del sistema radiotelevisivo, in realtà rischiamo davvero di avere un'infrazione.

Il che significa che, dopo quello che è il cosiddetto canone che pagano gli italiani in bolletta, il Governo Meloni rischia di farci pagare un'ulteriore tassa: dopo aver realizzato la “TeleMeloni”, realizza la “TeleMeloni tax”, ossia una tassa ulteriore per l'infrazione che realizza non rispettando quella che è l'attuazione di un regolamento europeo. Penso che questa sia una cosa molto importante ma, soprattutto, grave se non viene attuata. Ecco perché noi chiediamo l'informativa del Governo.

Ma lancio da qui anche un'altra idea che, insieme ai colleghi di opposizione, più volte abbiamo lanciato alla maggioranza: proviamo a evitare di parlare di posti che riguardano la Rai, perché tutto il tema è incentrato sul fatto che la maggioranza voglia imporre un nome alla presidenza della Rai, con il rispetto che si deve ai nomi, e non è un tema personale. Invece, noi vogliamo parlare di quelle che sono le politiche per l'informazione pubblica della più grande azienda culturale del Paese.

Lancio da qui un monito: costruiamo insieme un decalogo di quello che serve all'informazione pubblica, da quella che è la possibilità di autonomia e indipendenza al monitoraggio dei programmi, dalle risorse fino al tema che riguarda, in generale, quella che può essere la possibilità di trasformare la Rai da broadcaster a Digital Media Company. Lavoriamo per costruire le condizioni reali di un'informazione più libera e indipendente. Anche perché vorrei dire - chiudo, Presidente - che le democrazie si caratterizzano per un'informazione libera e indipendente e, soprattutto, mi faccia dire che i regimi si caratterizzano invece per avere i poteri di un giornalismo sempre più ossequioso al potere.

Noi siamo nettamente nella prima parte e dobbiamo lavorare per questa parte soprattutto per restare in un Occidente e in un'Europa sempre più forte dal punto di vista delle libertà. Io penso che l'esempio di ciò che è accaduto in Ungheria abbia un valore, anche questo, importante, e io penso che noi non dobbiamo seguire quello che è il versante ungherese, ma dobbiamo seguire quello che è il versante europeo.