Data: 
Mercoledì, 15 Aprile, 2026
Nome: 
Laura Boldrini

Grazie, Presidente. Anche il Partito Democratico si associa a questa richiesta. Presidente, il Libano oggi che cos'è? È l'ennesima guerra illegale voluta da Benjamin Netanyahu, l'ennesima guerra a base di bombardamenti indiscriminati, a base di raid su quartieri altamente popolati, addirittura su quasi tutte le città del Sud del Libano e sulla stessa Beirut, la capitale. Ecco, tutto questo ha causato già 2.000 vittime e si parla di 7.000 feriti.

Qui, purtroppo, sembra di trovarci di fronte al modello Gaza. Il modello Gaza che non fa differenza; che vuole fare tabula rasa, macerie ovunque. Hanno colpito anche gli acquedotti: per cosa colpiscono gli acquedotti? Per far morire di sete la popolazione, la sete come arma di guerra. Distruggono le infrastrutture civili, distruggono i ponti. Non c'è più un ponte sul fiume Litani, non ce n'è più uno, sono stati tutti distrutti. Distruggono le scuole.

Ci sono, Presidente, circa 1.400.000 sfollati su una popolazione di 6 milioni, 1.400.000 su una popolazione di 6 milioni, e lei si rende conto che impatto può avere su un Paese? Dunque, l'esercito israeliano, invece di mirare le strutture militari e logistiche di Hezbollah, mira la popolazione, si accanisce contro i civili. Allora dobbiamo anche ricordare che questa incessante e compulsiva azione militare di Netanyahu, che ormai ha fatto in tutta la regione - non c'è un Paese che non abbia conosciuto le bombe israeliane -, questa azione militare ha anche compromesso quel faticoso accordo che si era raggiunto per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Presidente, non è la prima volta che Benjamin Netanyahu viola i confini del Libano e colpisce anche l'UNIFIL, non è la prima volta. Ma perché lo fa? Questo noi ci dobbiamo chiedere. Il suo piano è molto chiaro: all'orizzonte c'è la grande Israele, questo piano di dominazione di tutti i Paesi della regione per diventare potenza assoluta del Medio Oriente. Benjamin Netanyahu va fermato. Va fermato per il genocidio a Gaza; va fermato per la pulizia etnica in Cisgiordania; va fermato per la guerra in Libano; va fermato per la guerra e l'aggressione all'Iran.

E non va fermato con le esortazioni, perché così Benjamin Netanyahu non si ferma. Bisogna mettere le sanzioni; bisogna fare in modo che ci siano dei danni che Benjamin Netanyahu e i suoi ministri avvertono forte; bisogna arrivare alla sospensione dell'accordo di associazione tra Unione europea e Israele, un accordo che si basa sul rispetto dei diritti umani. Tutti i diritti umani sono stati calpestati dal Governo Netanyahu.

E allora, a chiedere questo, a chiedere questa sospensione, ci sono anche centinaia di migliaia, anzi un milione di cittadini e cittadine europee che hanno chiesto all'Unione europea di poter fare in modo che si faccia qualcosa che fermi questa furia distruttiva del Premier israeliano; che l'Italia finalmente si adoperi, e non faccia come le altre volte, a votare a favore della sospensione dell'accordo di associazione. Il suo voto è determinante, se l'Italia non vota a favore continueremo ad andare avanti in questo scellerato accordo che i cittadini e le cittadine europee non vogliono più.