Data: 
Giovedì, 25 Febbraio, 2016
Nome: 
Cristina Bargero

Signor Presidente, vorrei ricordare all'Aula che il 26 febbraio cade il ventiquattresimo anniversario del massacro della città di Khojaly. Khojaly è una piccola cittadina in cui vivevano circa 6.500 azeri, e si trova nella regione del Nagorno Karabakh. Nel 1991, il Nagorno Karabakh e sette distretti adiacenti furono attaccati e invasi dalle Forze militari dell'Armenia. Quello che accadde a Khojaly nella notte tra il 25 e il 26 febbraio di 24 anni fa fu un'aggressione violenta e inumana: ci furono 600 vittime circa e 1.300 persone catturate; di queste, 150 sono sparite senza lasciare traccia, al punto che l'Organizzazione Human Right Watch ha descritto il massacro di Khojaly come il più violento e inumano del conflitto del Nagorno Karabakh. Oggi, il conflitto del Nagorno Karabakh è ancora in corso, tra il silenzio della stampa e della comunità internazionale, nonostante siano numerosi i documenti internazionali che rivendichino la sovranità dell'Azerbaijan sui territori occupati dell'Armenia e chiedano il ritiro delle Forze armene. 
Noi chiediamo che anche il Governo italiano si impegni nel richiedere, insieme alla comunità internazionale, l'applicazione della normativa esistente, tra cui quattro risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Tali documenti prevedono una soluzione pacifica del conflitto e un ritiro delle Forze armate dell'Armenia dai territori dell'Azerbaijan.