• 29/10/2015

Il Gruppo PD festeggia alla Camera il sessantesimo anniversario degli accordi bilaterali italo-tedeschi sull’emigrazione di cittadini italiani in Germania. Quattro milioni di italiani che dagli anni Cinquanta in poi si sono trasferiti in Germania a lavorare: la maggior parte sono tornati in Italia, molti sono rimasti e costituiscono la comunità italiana più significativa fuori dai nostri confini.

All’iniziativa sia il Presidente del Gruppo PD, Ettore Rosato, che il Sottosegretario agli affari europei, Sandro Gozi, hanno insistito sull’attualità degli accordi italo-tedeschi. Un’esperienza di successo, che ha significato un arricchimento reciproco per i due Paesi. E che si può descrivere come anticipatrice dell’Europa unita che conosciamo oggi, fatta di libertà di movimento non solo per i lavoratori ma più in generale per tutti i cittadini europei. Un’Europa che si basa sulla condivisione di valori irrinunciabili, come i diritti umani e come l’accoglienza e la solidarietà verso chi scappa da guerre e carestie. Oggi questi valori sono messi a dura prova da chi vorrebbe trasformare l’Europa in una fortezza, alzare muri lungo i nostri confini. Rosato ha affermato che “se dobbiamo buttare qualcosa dell’Europa meglio allora Dublino, che Schengen”.

Laura Garavini, della Presidenza del Gruppo PD e deputata eletta nella Circoscrizione Estero-Europa ha parlato dell’importanza degli accordi bilaterali del 1955 in quanto contributo verso l’integrazione europea. Certo, ha detto la Garavini, “gli italiani che sono partiti per la Germania hanno incontrato anche forti difficoltà, si sono scontrati non solo con un clima rigido ma anche con stereotipi e ostilità duri a morire. Ma non si sono dati per vinti, arrivando a diventare una delle comunità meglio integrate in Germania. L’Europa unita è il più grande successo della nostra generazione. Gli emigrati italiani in Germania sono anche loro parte di questa storia e di questo c’è da essere orgogliosi”.

All’evento hanno partecipato in qualità di relatori il Ministro Aggiunto all’Europa, Michael Roth, l’ambasciatore tedesco, Susanne Wasum-Rainer, il Professor Vito Gironda, dell’Università di Bielefeld e Alois Streich, già a capo dell’Ufficio del lavoro tedesco in Italia.