• 01/06/2016

La Deputata PD in occasione del settantesimo anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne, nel 1946”

“Ne sono stati fatti, di passi avanti, dal 1946 a oggi. Da un Parlamento di soli maschi siamo passati a un Parlamento con più del 30% di donne - una percentuale più alta che nei Parlamenti di Gran Bretagna e Francia. Ma se abbiamo fatto tanta strada lo dobbiamo proprio alle elezioni del giugno del 1946, che segnarono il primo formale ingresso delle donne nella vita politica italiana. Una data storica per la nostra democrazia, quella del 2 giugno. Non solo perché con il referendum l’Italia decise di diventare una Repubblica. Ma anche perché, in quell’occasione, le donne italiane poterono per la prima volta usufruire di un diritto fondamentale:il diritto di voto, attivo e passivo. Un’elezione importantissima, perché comprendeva un duplice voto: quello per la forma istituzionale e quello per l’Assemblea costituente. Dopo la dittatura fascista, che molte di loro contribuirono a combattere da protagoniste, partecipando alla Resistenza, le donne italiane smisero di essere considerate cittadine di serie B, e poterono non solo votare ma anche essere elette. Nella stessa Assemblea Costituente, istituita per redigere la nuova Costituzione, furono presenti 21 donne, così che la Costituzione non ha solo padri, ma anche madri costituenti.”. Lo dichiara Laura Garavini, della Presidenza del Pd alla Camera, in occasione delle celebrazioni del settantesimo anniversario del referendum del 2 giugno 1946.

La Deputata PD aggiunge: “Resta ancora molta strada da percorrere per  raggiungere la completa eguaglianza fra donne e uomini. Tuttavia, nel giugno del 1946 si posero le basi per l’inizio dell’emancipazione femminile nel nostro Paese. Ed è con grande soddisfazione che da un Parlamento composto per un terzo da donne ricordiamo oggi questa illuminante ricorrenza”.