20/11/2020 - 18:08

Dichiarazione on. Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia

L'agcom si è dichiarata oggi incompetente ad intervenire sul più importanti motore di ricerca web che, digitando la voce "utero in affitto" o "maternita' surrogata", antepone ai risultati di ricerca la pubblicità di diverse società straniere che offrono tali servizi. Si tratta di una pratica illegale, una patente e palese violazione del divieto posto dall'art. 12 della legge 40/2004, che configura come reato la pubblicizzazione della surrogazione di maternità. Stante la decisione dell'Authority, che pure esprime preoccupazione per le pratiche sanitarie illegali pubblicizzate, Google può permettersi di continuare a veicolare alla luce del sole i messaggi a pagamento di società specializzate nella gestazione per altri, come se il divieto imposto dalla legge italiana non esistesse. Preso atto della discutibile decisione dell'Agcom, c'è da augurarsi a questo punto che vi sia una procura in Italia che senta l'esigenza di intervenire, per porre fine ad un intollerabile aggiramento della legge italiana su un tema che non tollera alcun cedimento.

18/10/2020 - 15:13

“Dopo l'attribuzione a Brescia e Bergamo del ruolo di capitali della cultura del 2023, il governo torna ad attribuire al territorio bresciano, uno dei più colpiti dalla pandemia, un importante riconoscimento. Il comune di Chiari sarà infatti capitale italiana del libro del 2020, con una attribuzione di un fondo speciale di 500.000 euro per iniziative legate alla lettura”. Così il deputato dem bresciano Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera.

“Una importante iniziativa - conclude - che premia l'ottima amministrazione Vizzardi, da sempre attenta alla cultura, e un Comune che da tanti anni è diventato capitale della microeditoria, con un festival apposito che si terrà anche quest'anno. E' un segnale importante di attenzione al nostro territorio da parte del ministro Franceschini e del governo”.

14/10/2020 - 17:05

“La scelta del presidente della commissione giustizia di nominare due relatori di maggioranza sul ddl di riforma del Csm e dell'ordinamento giudiziario è in linea con tutti i precedenti, non lede alcuna prerogativa delle minoranze, e non ha alcun particolare significato politico. Come ho avuto modo di spiegare in commissione, al contrario, non solo da parte della maggioranza non c'è alcuna preclusione al contributo dell'opposizione, ma anzi auspichiamo e faremo il possibile per condividere con la minoranza i passaggi e le scelte che porteranno all'approvazione della legge. Siamo infatti consapevoli che si tratta di materia che tocca delicati profili istituzionali da sottrarre per quanto possibile al conflitto politico. Ci auguriamo pertanto che, al di là degli aspetti puramente formali legati alla scelta dei relatori, vi sia da parte dell'opposizione un atteggiamento collaborativo e costruttivo, che da parte nostra offriamo limpidamente”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.

30/09/2020 - 16:19

Con l'audizione dei rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), la commissione giustizia della Camera ha iniziato oggi l'istruttoria sulla riforma del processo penale. È cominciato così un percorso ambizioso, con il quale ci proponiamo di affrontare alcuni nodi del funzionamento del processo con l'obiettivo di garantire una maggiore efficienza, nel pieno rispetto delle garanzie degli imputati. Incentivare i riti alternativi, dare tempi certi alle indagini preliminari, introdurre nuovi strumenti di giustizia riparativa, velocizzare le notifiche, dare maggiore trasparenza alle scelte dei pubblici ministeri, aumentare i reati procedibili a querela, sono alcune delle misure previste nel disegno di legge che possono contribuire a snellire il carico di lavoro degli uffici e a ridurre i tempi morti dei processi, e dunque a ridurre la durata dei procedimenti. Processi più veloci, dunque, nell'interesse sia delle persone indagate sia delle vittime dei reati”.

Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera.

“Siamo certi – conclude l'esponente dem - che il confronto con magistrati, avvocati, accademici, e poi la discussione in commissione ci consentirà di migliorare il testo, che auspichiamo possa trovare la più larga condivisione”.

23/09/2020 - 12:19

“La busta contenente esplosivo e detonatore recapitata ieri al presidente degli industriali bresciani Giuseppe Pasini è un episodio inquietante e preoccupante che non deve essere sottovalutato. L'Italia attraversa una fase complicata e difficile, una crisi economica pesante causata dalla pandemia, e di tutto ha bisogno meno che della esasperazione di conflitti o di una stagione di relazioni industriali inquinata da minacce o infiltrazioni di frange estreme. In attesa che gli inquirenti facciano chiarezza sull'episodio, esprimiamo la nostra solidarietà al presidente Pasini, persona di grande equilibrio, ragionevolezza e correttezza”. Lo dichiarano i deputati dem Marina Berlinghieri e Alfredo Bazoli, capogruppo in commissione Giustizia alla Camera.

03/08/2020 - 12:02

“Ho vinto il moto di ripulsa e ho letto l'intervista a Francesca Mambro, condannata insieme al marito Giusva Fioravanti per infiniti episodi di violenza, spietati omicidi, responsabile di lutti e sofferenze indicibili. Ho letto l'ennesima autodifesa rispetto alla condanna per la strage di Bologna, condanna definitiva che il tempo si sta incaricando di rendere sempre più certa, attraverso ulteriori inchieste che squarciano il velo delle ambiguità, certificando il marchio fascista, il coinvolgimento della loro organizzazione, la presenza inquietante della loggia P2, addirittura le montagne di soldi che avrebbero ripagato questi poveri mercenari dell'ideologia per mettere in atto l'attentato. Ma lei spiega che hanno sparato a carabinieri e poliziotti per non farsi catturare, per un atto che non avevano compiuto, quindi per una sorta di legittima autodifesa, e che la responsabilità della strage, in fondo, va cercata nella politica, non tra i neofascisti. Leggo tutto questo, e la ripulsa si trasforma in rabbia, per l'ennesimo sfregio che colpisce le vittime, vilipese dalla mistificazione che si permettono perfino i responsabili del loro destino. Che paese è il nostro, ove ai carnefici è concesso questo osceno palcoscenico?”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera e figlio di una delle vittime dell’attentato fascista di Piazza della Loggia a Brescia.

 

14/06/2020 - 11:59

“L'oltraggio alla statua di Indro Montanelli, imbrattata con vernice rossa, è un segnale inquietante della deriva di odio e intolleranza che rischia di sporcare anche le più nobili intenzioni. Montanelli fu gambizzato nel 1977 dalle Brigate Rosse perché considerato un nemico, secondo quella cultura dell'odio e della violenza su cui crebbe e si fortifico' il terrorismo, di destra e di sinistra, nel nostro Paese. Probabilmente chi ha versato la vernice non lo sa, ma il suo gesto di intolleranza si colloca su quel medesimo versante della storia del nostro paese, che tanti lutti ha provocato. Non è in questo modo, con questi gesti che alimentano il conflitto e le contrapposizioni, che si costruisce una società migliore”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera.

12/06/2020 - 16:49

“Secondo Salvini, che si conferma campione del garantismo a giorni alterni, cioè solo quando gli fa comodo, il pm che oggi ha sentito il premier Conte avrebbe già emesso la sentenza: la colpa della mancata zona rossa ad Alzano sarebbe del governo, e Conte dovrebbe chiedere scusa. Salvini omette che Conte non è indagato ma è sentito come persona informata dei fatti, che siamo in sede di indagine e non di processo, e che in Italia non sono i pubblici ministeri ma i giudici a emettere le sentenze (e per fortuna). Salvini, lui si indagato, e per un reato gravissimo come il sequestro di persona, urla e strepita contro i pubblici ministeri che lo accusano, cerca di sottrarsi al processo evocando il complotto, e si appella alle garanzie contro i soprusi della magistratura. Ma quando si tratta di avversari politici per lui la condanna, sommaria, arriva subito: basta essere ascoltati da un pm per essere colpevoli. E c'è ancora qualcuno che vuole dare credito alla favoletta dei garantisti all'opposizione e i giustizialisti al governo?”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera.

29/05/2020 - 12:31

“Il governo ha mantenuto l'impegno e la promessa assunti a seguito della nostra richiesta con la quale ai primi di aprile, insieme ai colleghi del Partito Democratico delle Province più colpite, avevamo chiesto uno stanziamento straordinario di 200 milioni. In queste ore stanno infatti arrivando sui conti correnti dei comuni bresciani le risorse straordinarie appositamente stanziate con l'ultimo decreto.  Si tratta di oltre 77 milioni di euro, di cui ben 12 per la città di Brescia e oltre 1 milione ciascuno per i Comuni più grandi, che il governo ha destinato alle nostre amministrazioni in quanto tra i territori del Paese più colpiti dal dramma della pandemia. Risorse che consentiranno ai Comuni bresciani, unitamente alle quote del fondo da 3 miliardi destinato a tutti i Comuni italiani, di fare fronte all'emergenza con maggiore tranquillità e respiro. Un segnale di attenzione importante per il nostro territorio, grazie a un impegno corale che, unitamente al nostro, ha visto in prima fila la delegazione del Partito Democratico al governo, e in particolare i ministri Lorenzo Guerini e Paola De Micheli, e i vice  ministri Antonio Misiani e Matteo Mauri.”

Lo dichiarano in una nota i deputati dem Marina Berlinghieri e Alfredo Bazoli.

28/05/2020 - 11:22

“Quest’anno, per la prima volta da 46 anni, la strage di Piazza della Loggia a Brescia non potrà essere commemorata con una manifestazione pubblica in piazza. Ma l’impossibilità di ritrovarsi insieme, dovuta all’immane tragedia dell’epidemia che ha colpito in modo particolare la nostra città, non rende meno importante celebrare la memoria sullo sfregio che Brescia sopportò 46 anni fa. Perchè è vero che la strage di Piazza della Loggia è figlia di un contesto storico che si è esaurito, ma è anche vero che la violenza politica non è sparita, che l’integralismo e il fanatismo sono insidie ancora presenti.” Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera e figlio di una delle vittime dell’attentato fascista di Piazza della Loggia a Brescia.

“Nel 2017 - aggiunge il deputato dem - è arrivata una sentenza definitiva che, per la prima volta, ha condannato gli autori della strage: il capo del movimento neofascista Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi, e l’agente infedele dei servizi Maurizio Tramonte. E’ stata una pietra miliare dal punto di vista giudiziario, ma lo è stata anche da un punto di vista storico, perché ha confermato che la strage di Piazza della Loggia, così come quella di Piazza Fontana di 5 anni prima, maturò in ambienti eversivi neofascisti, nel tentativo di favorire una svolta autoritaria nel paese, e che la verità processuale fu ritardata di oltre 40 anni per il lavorio di apparati deviati dello stato, fedeli a un malinteso senso di appartenenza al patto atlantico più che alla Repubblica.”

“Eppure anche di recente qualcuno - conclude Bazoli - ha evocato a proposito delle stragi fasciste fantomatiche responsabilità di servizi segreti dell’Europa dell’Est, in una mistificazione che piega la storia ad esigenze di propaganda politica che umiliano, insieme alla verità, anche le vittime.

L’Italia, la nostra democrazia hanno invece bisogno di diradare i dubbi e dissipare le nebbie, di spazzare via gli usi politici e strumentali di quella parte della nostra storia. Solo sulla verità e sulla limpidezza si edifica più forte la democrazia. Per questo, anche oggi, ricordare è importante, non solo per noi familiari delle vittime.

14/05/2020 - 12:07

“Esprimiamo soddisfazione per la norma introdotta ieri nel decreto legge di rilancio del Paese in merito agli esami di avvocato, che raccoglie le comprensibili preoccupazioni di molti aspiranti avvocati che hanno sostenuto la prova scritta nello scorso dicembre. Grazie a questa norma le commissioni di esame saranno autorizzate a correggere gli elaborati anche da remoto, salvaguardando comunque la collegialità, e potranno anche svolgere gli esami orali a distanza, laddove ciò fosse opportuno. In questo modo si garantirà il completamento dell'esame, e saranno salvaguardati i diritti e le legittime aspirazioni dei candidati. Una buona soluzione, alla quale il Partito Democratico ha contribuito fattivamente.” Lo affermano in una nota i deputati dem Alfredo Bazoli, capogruppo in commissione Giustizia alla Camera e Walter Verini, responsabile Giustizia del Partito Democrativo.

04/05/2020 - 12:05

“La notizia della conclusione senza alcun verdetto del processo nei confronti dei responsabili della strage alla Love Parade di Duisburg del 2010 rappresenta una offesa al più comune e profondo senso di giustizia. Nella strage morirono 21 ragazzi, tra cui la 21enne bresciana Giulia Minola, schiacciati dalla calca in un tunnel del tutto inadeguato a garantire un ordinato deflusso, e che rappresentava l'unica modalità di ingresso e di uscita per le centinaia di migliaia di persone accorse al concerto. Una organizzazione evidentemente carente ed inadeguata, gravemente negligente, per responsabilità che la giustizia tedesca non è stata in grado di riconoscere e di attribuire ad alcun organizzatore. La morte di Giulia Minola per la giustizia tedesca è dunque dovuta al caso, gli organizzatori, tra cui il land di Duisburg, non hanno alcuna colpa, e la sua famiglia non ha diritto nemmeno ad alcun risarcimento. Una conclusione beffarda e ingiusta che procura una ulteriore ferita ai familiari, cui va il mio abbraccio e la mia solidarietà. Mi auguro che la Germania, o le istituzioni europee, trovino comunque qualche modalità per onorare la memoria delle giovani vittime e ristorare i familiari, rimasti orfani di giustizia”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.

24/04/2020 - 14:02

“Con l'accoglimento di un ordine del giorno della maggioranza, proposto su impulso del Partito democratico, il governo si è impegnato a prevedere che il processo telematico in ambito penale non si applicherà alle udienze istruttorie e a quelle di discussione, salvo accordo tra le parti. È una precisazione importante, che consente di rimuovere le preoccupazioni che da parti significative di avvocatura e magistratura erano pervenute, circa i rischi che una eccessiva estensione delle udienze da remoto avrebbe potuto comportare per il corretto esercizio dei diritti di difesa e un adeguato contraddittorio. Al contempo, non si pregiudica la possibilità di continuare a fare funzionare la giurisdizione pur in questo periodo di chiusura degli uffici giudiziari. In ogni caso, la disciplina prevista dal decreto Cura Italia esaurirà i suoi effetti il 30 giugno prossimo. Ci sarà tempo e modo, finita l'emergenza, di affrontare, al riparo da urgenze, il tema del processo telematico, con una discussione necessariamente approfondita che tenga conto di tutti i delicati interessi e aspetti che coinvolge”.

Così i deputati dem, Alfredo Bazoli, Walter Verini e Franco Vazio.

23/04/2020 - 12:46

“Salvini deve piantarla di raccontare bugie per spaventare gli italiani. Non c'è nessuna circolare che autorizza a scarcerare i boss mafiosi. I magistrati di sorveglianza si limitano ad applicare le norme in vigore da decenni, che consentono di espiare a domicilio o in ospedale la pena quando le condizioni di salute non consentono la permanenza in carcere. Per evitare queste conseguenze, in questo momento di emergenza occorre ridurre in modo calibrato la popolazione carceraria, in modo che si liberino spazi e chi viene contagiato dal virus o ha patologie a rischio possa essere isolato in carcere, e non chiedere di uscire. Per evitare che escano i boss dal carcere occorre cioè fare quello che ostinatamente sta perseguendo il partito democratico, e contro cui invece continua a sbraitare la Lega. Bel paradosso, vero Salvini?”.

Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.

28/03/2020 - 10:13

“Il direttore di Repubblica Verdelli oggi dalla colonne del suo giornale propone di isolare la Lombardia, vero focolaio italiano, per 15 giorni. No caro Verdelli, la Lombardia non va chiusa, quasi fosse un lazzaretto, la Lombardia va aiutata. Magari a partire dalle altre regioni italiane, come chiede l'appello pubblico lanciato dai primari di anestesia e rianimazione lombardi. I quali lamentano che, nonostante da 20 giorni stiano facendo sforzi estremi, non hanno ricevuto aiuti da altre regioni limitrofe, che per fortuna non hanno l'emergenza drammatica lombarda, e che potrebbero fornire personale medico e infermieristico, attrezzature di supporto, per aiutare concretamente la sanità lombarda a fare fronte al dramma che sta vivendo. Invece di invocare la chiusura della Regione Lombardia si invochi la solidarietà attiva verso la Lombardia del resto del paese, chiuso in un regionalismo che alza muri invisibili e inaccettabili. Il personale medico lombardo è allo stremo, il ministro Speranza e i governatori delle regioni limitrofe si attivino, diano una risposta all'appello accorato dei primari di anestesia e rianimazione lombardi”.

Lo dichiara il deputato democratico Alfredo Bazoli, capogruppo in commissione Giustizia.

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