10/01/2019 - 17:07

Concluse le audizioni im Commissione, tutti bocciano provvedimento

“Con la conclusione delle audizioni in commissione Giustizia sulla legittima difesa, possiamo dire che sui temi della giustizia la maggioranza ha ottenuto il secondo miracolo: dopo che già era accaduto sulla sciagurata riforma della prescrizione, è riuscita a unire nella critica radicale e insanabile del provvedimento avvocatura, accademia e magistratura. Tutti gli auditi hanno sottolineato che in nessun caso, riforma o non riforma, in caso di legittima difesa con conseguenze violente si potrà mai prescindere dall’accertamento dei fatti attraverso un’indagine penale. Con buona pace dei proclami di Salvini. E tutti gli auditi hanno ricordato che i procedimenti per questi episodi già oggi sono pochissimi, e che nella quasi totalità dei casi già oggi si concludono con l’assoluzione di chi si è difeso. Dunque le norme attuali si usano poco, e funzionano. Perché intervenire allora? Perché sdoganare l’idea che ci si possa fare giustizia da soli? Semplice, come nel caso della riforma della prescrizione, non contano i contenuti, conta la propaganda, anche a costo di mettere a repentaglio i principi di diritto su cui si regge la nostra civiltà giuridica”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera.

21/12/2018 - 13:56

"Il ministro Bonafede annuncia in una intervista che entro giugno del 2019 intende cambiare il processo penale. In che modo? Non si sa. Non esiste alcuna commissione di studio, non esiste alcun tavolo di lavoro, non esiste alcuna linea guida, non esiste alcuna interlocuzione attivata. Non esiste nulla di nulla. Eppure in sei mesi il ministro si propone di riformare il processo penale, cioè l'istituto più delicato e complesso posto a garanzia delle libertà dell'individuo contro il potere dello stato. Evidentemente Bonafede intende replicare quanto avvenuto con la prescrizione, procedere attraverso colpi di mano, forzature, senza alcuna cura delle opinioni di avvocati, magistrati, accademici. Ma qui il rischio di una deriva giustizialista, verso uno Stato che antepone la propria pretesa punitiva a qualunque diritto di libertà, verso una giustizia sommaria, assume contorni ancora più inquietanti e inaccettabili di quelli già sperimentati sulla prescrizione. Per fortuna anche in questo caso il sistema giuridico e istituzionale italiano ha gli anticorpi per debellare gli attacchi. A partire dalle aule parlamentari, dove il Partito democratico si metterà di traverso a qualunque accelerazione o forzatura. Lo sappia il ministro".

Lo afferma Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera.

18/12/2018 - 19:18

“La legge cosiddetta spazzacorrotti approvata oggi andrebbe più correttamente chiamata legge spazzagaranzie. Il contenuto più importante non è infatti relativo alle norme contro la corruzione. Quella parte si limita ad integrare un apparato sanzionatorio che già c'era nell'ordinamento, con un inasprimento delle pene accessorie che rischia peraltro di essere inefficace, ed è a forte rischio di incostituzionalità per la sproporzione delle pene. Ma la parte più importante della legge riguarda la riforma della prescrizione, introdotta in modo surrettizio in un testo che parlava d'altro, destinata ad entrare in vigore il 1 gennaio 2020. Una vera e propria bomba ad orologeria innescata sulle garanzie del processo, che una volta entrata in vigore comporterà l'aumento smisurato dei tempi dei processi, a danno di tutti i cittadini. Una palese violazione dei principi costituzionali sulla ragionevole durata del processo, sul diritto di difesa, sulla funzione rieducativa della pena. Una riforma pericolosa, che ha unito nella critica avvocati, magistrati e accademia. Il governo ha tirato diritto, senza curarsi delle critiche, all'insegna di una concezione pericolosa della giustizia, che trasforma i cittadini sottoposti a processo in presunti colpevoli, destinati a subire procedimenti eterni. Una concezione di cui Movimento 5 Stelle e Lega portano tutta intera la responsabilità, e che il Partito democratico contrasterà  in ogni modo”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Giustizia Alfredo Bazoli.

17/12/2018 - 19:48

“Salvini dichiara che senza la riforma del processo penale ‘la riforma della prescrizione non esiste’. E invece esiste eccome, è stata messa nero su bianco nella legge Anticorruzione che la maggioranza giallo verde approverà nei prossimi giorni”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in Commissione Giustizia, a proposito delle parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla riforma della prescrizione.

“Una norma che scardina le garanzie del processo, e che entrerà in vigore il 1 gennaio 2020. Una vera e propria bomba a orologeria, innescata e pronta ad esplodere. Perché è stata approvata questa norma sulla prescrizione, se la volontà politica è di subordinarla alla riforma del processo? Che senso ha? Può spiegarcelo il ministro degli interni? E soprattutto può spiegarlo al ministro della Giustizia?”, conclude.

12/12/2018 - 17:33

“Come temevamo, la risposta del ministro Bonafede è molto elusiva e insoddisfacente”. Lo ha dichiarato Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, nella replica alla risposta fornita dal ministro della Giustizia al question time durante il quale il Pd ha chiesto di puntare sulle misure alternative come strumento per contrastare il sovraffollamento carcerario.

“Negli anni passati – ha ricordato - abbiamo potenziato gli uffici che si occupano di misure alternative al carcere. Nella legge di Bilancio non c'è nulla: su 34 dirigenti in pianta organica oggi ne mancano 14, il 40 per cento. Manca personale, mancano figure professionali. Quegli uffici a noi interessano perché le pene alternative al carcere sono molto efficaci: ampliano il numero di condannati che sono effettivamente sottoposti a una pena e riducono enormemente la recidiva, cioè la probabilità che un condannato ricommetta un reato. In parole semplici, le misure alternative al carcere garantiscono certezza ed efficacia della pena. E soprattutto aumentano la sicurezza perché, per garantire la sicurezza del cittadino è meglio un pregiudicato, che, una volta scontata la pena, torna a delinquere o un pregiudicato che, scontata la pena, non delinque più? Puntare sulle pene alternative accanto al carcere aumenta la sicurezza dei cittadini ma il governo, non dotandolo delle risorse adeguate per funzionare, sta smantellando questo sistema. Il Movimento 5 Stelle, insieme alla Lega - alla quale, anche su questo, si è completamente piegato, sulla sicurezza state consumando il più grande inganno degli italiani. Con il decreto Salvini, in pochi mesi, provocherete 19.000 nuovi senza tetto. 19.000 fantasmi che andranno a ingrossare le fila di chi dorme sui marciapiedi delle nostre città. Altro che sicurezza! Con la legge sulla legittima difesa, non cambierete nulla sul piano giuridico. I processi ci sono oggi, ci saranno domani, ma lanciate un messaggio devastante agli italiani: lo Stato non è in grado di difendervi, fatelo da soli e questa è la sicurezza che garantite?”.

“Questo è il grande inganno. Voi invocate e vendete la sicurezza ma produrrete solo paura e insicurezza e noi non ci stancheremo di denunciarlo”, conclude.

12/12/2018 - 16:41

La presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Sarti (M5s), ha oggi negato la possibilità di compiere un’istruttoria sulla legge sulla legittima difesa, negando al Partito democratico il diritto di audire esperti sulla materia. Si tratta di un atto gravissimo di lesione delle prerogative dell’opposizione e di tutta la commissione, perché negare le audizioni significa impedire ogni approfondimento su una questione tanto delicata. Una cosa mai avvenuta prima, e tanto più grave perché la motivazione addotta, e cioè che sono state già fatte al Senato, costituisce un precedente pericoloso, che nega di fatto il corretto funzionamento del bicameralismo. Un atto di imperio che lede pesantemente i rapporti tra la maggioranza e il Partito democratico, a cui peraltro si è associata Forza Italia, che difende le prerogative del Parlamento solo quando le interessa”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo Dem in commissione Giustizia della Camera.

29/11/2018 - 17:20

“Il ministro Salvini non perde occasione per sfruttare politicamente vicende tragiche, che meriterebbero più rispetto e pudore. Questa volta utilizza l'episodio di San Savino per lanciare qualche slogan sulla riforma della legittima difesa, che serve solo a eccitare gli animi, non a risolvere i problemi”. Lo dichiara il capogruppo pd in commissione Giustizia Alfredo Bazoli.

“È bene riportare il ministro, che evidentemente ha scarsa dimestichezza con il diritto – continua Bazoli - alla semplice realtà. Ovvero che mai, in nessun caso, riforma o non riforma, a fronte della morte di una persona, un magistrato non aprirà un fascicolo per accertare la dinamica dei fatti, indagando chi abbia sparato. Così accade oggi, così accadrà anche domani dopo la riforma. E già oggi, nella stragrande maggioranza dei casi di indagine per eccesso colposo di legittima difesa, l'imputato viene assolto. Vendere dunque la riforma della legittima difesa come un passo avanti per garantire la sicurezza è un grande inganno”.

“La sicurezza si garantisce con seria prevenzione ed efficace repressione, non alimentando l'idea di una giustizia privata e fai da te. Salvini faccia dunque il ministro – conclude -,si occupi di garantire la sicurezza degli italiani, e la smetta di sfruttare ogni tragico episodio pur di garantirsi qualche voto in più”.

22/11/2018 - 19:29

“Il partito democratico ha affrontato il percorso di questa legge con spirito aperto e costruttivo, perché noi siamo ben consapevoli che la lotta alla corruzione, all’illegalità che si annida nella pubblica amministrazione deve essere un obiettivo della politica. Speravamo in una disponibilità al dialogo, ma ci sbagliavamo.

Lo abbiamo capito da quell’accostamento che mette insieme i reati contro la p.a. insieme alle norme sulla trasparenza dei partiti. Una idea francamente inaccettabile, direi mortificante per la nostra democrazia; dall’aumento smisurato delle pene accessorie per i reati contro la p.a. contraddice quanto asserito nella relazione alla legge e il suo aumento non ha più efficacia dissuasiva dei comportamenti illeciti. E ancora con la previsione dell’agente sotto copertura, una norma che andava meglio calibrata per renderla davvero efficace.

Ma la prova definitiva l’abbiamo avuta con la scelta di introdurre in modo surrettizio il tema della prescrizione. Un emendamento che, in poche righe, ha gettato una bomba nel sistema delle garanzie del nostro paese, E da ultimo, la vergogna di quanto accaduto in aula con quell’emendamento approvato dalla maggioranza nascosta dietro il voto segreto per salvare dai processi per peculato qualche esponente leghista. No, noi voteremo contro questo provvedimento perché, i modi con cui è stato discusso e i suoi contenuti rappresentano la summa di tutta la peggiore politica di cui questa maggioranza è portatrice. In tutto ciò la vera lotta alla corruzione rimane altrove, la buona politica rimane altrove”.

Lo ha detto il capogruppo Pd in commissione Giustizia Alfredo Bazoli in aula alla Camera per la dichiarazione di voto sul ddl anticorruzione.

13/11/2018 - 19:20

“Con un emendamento approvato in Aula durante la discussione della legge di Delegazione europea, la maggioranza ha previsto la competenza del governo nella scelta del procuratore europeo che sarà chiamato a fare parte della nuova procura europea in via di costituzione”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera, a proposito della legge di delegazione europea.

“Si tratta di una scelta molto grave, che contraddice le indicazioni fornite al riguardo nei giorni scorsi dal Csm, che in ossequio all'art. 105 della costituzione richiedeva venisse rispettata l'autonomia della magistratura nella designazione del procuratore. Attribuire la scelta al ministro della Giustizia comporta una palese violazione delle prerogative e dell'autogoverno della magistratura, poste dalla costituzione a presidio della sua indipendenza. Una scelta pericolosa e inaccettabile”, conclude.

08/11/2018 - 13:11

“La propaganda del ministro Bonafede porta all'umiliazione dei diritti dell'opposizione”.

Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Giustizia alla Camera -

“Mentre i presidenti di Commissione imponevano tappe forzate per l'esame della riforma della prescrizione, impedendo di fatto ogni approfondimento e confronto, abbiamo appreso che - spiega il deputato Dem - la maggioranza avrebbe trovato un accordo, secondo il quale la riforma entrerebbe in vigore dal 2020. Quale allora la necessità di esaminare il tema in pochi giorni, violando palesemente i diritti e le prerogative del Parlamento, e creando un gravissimo precedente nei lavori della Camera? E la Lega, che si dichiarava fieramente contraria alla riforma, perché - chiede ancora - ora si accontenta del solo rinvio della sua entrata in vigore? Non sara' funzionale ad interessi di qualche suo esponente oggi sotto processo?” Conclude Bazoli

07/11/2018 - 16:56

L'inaccettabile colpo di mano del ministro Bonafede, che pretende di cancellare la prescrizione dei reati con un blitz nella legge anticorruzione, ha subito un duro colpo”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in Commissione Giustizia, a proposito del Ddl Anticorruzione.

“I presidenti delle commissioni – spiega – hanno, infatti, dovuto ammettere che si tratta di materia estranea al contenuto della legge, implicitamente ammettendo che l'emendamento sulla prescrizione è inammissibile, e demandando alla giunta per il regolamento della Camera di dirimere la questione. Auspichiamo che questa decisione consenta di ripristinare la correttezza e la regolarità del funzionamento dei lavori parlamentari, messi a rischio da una incomprensibile rigidità del ministro, che pretendeva di rivoluzionare un istituto così delicato del nostro sistema penale con un emendamento di due righe inserito all'ultimo minuto in una legge di tutt'altro contenuto, e senza alcuna discussione e approfondimento”.

“E speriamo che il ministro da ora in poi la smetta di giocare con le istituzioni”, conclude.

06/11/2018 - 14:28

"Le commissioni parlamentari sono tenute ostaggio degli incomprensibili capricci del ministro della Giustizia". Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in Commissione Giustizia, a proposito del Ddl Anticorruzione.

"Dopo un lavoro serio e approfondito, durato tre settimane - spiega - svolto dalle commissioni sul provvedimento anticorruzione, l'atto di protervia del ministro, che ha preteso venisse inserita una riga che nulla c'entra e che stravolge il codice penale, ha creato uno stallo inaccettabile. I presidenti di commissione hanno il dovere di tutelare le prerogative e il lavoro dei commissari. Non vi è altra strada, per ripristinare un minimo di correttezza nei rapporti parlamentari, che stralciare la norma, oppure rinviare la data in cui il provvedimento andrà in Aula, per consentire una adeguata istruttoria"

"La maggioranza e il ministro se ne facciano una ragione e la smettano di condizionare in questo modo inaccettabile i lavori parlamentari", conclude.

05/11/2018 - 18:13

“Sulla prescrizione siamo arrivati al ridicolo che, per evitare la declaratoria di inammissibilità dell'emendamento per la evidente estraneità della materia rispetto all'anticorruzione, i relatori hanno ripresentato l'emendamento uguale, solo con l'aggiunta della modifica alla rubrica della legge, che ora reca, dopo ‘misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione’ anche le parole ‘nonché in materia di prescrizione del reato’”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera, a proposito de

“Dunque per i relatori e per il ministro della Giustizia – continua - si può cambiare il contenuto di una legge, e modificare un istituto fondamentale come la prescrizione, con un emendamento depositato all'ultimo minuto, senza approfondire, senza ascoltare esperti, senza discussione e confronto. Basta solo cambiare nome alla legge nel quale si inserisce”.

“Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Quanto si può tollerare questa presa in giro del Parlamento e delle istituzioni? E la Lega si fa ridicolizzare e umiliare così dal suo alleato di governo?”, conclude.

05/11/2018 - 13:30

“Lo abbiamo visto al Senato sulla legittima difesa e sul decreto sicurezza, lo vediamo ora alla Camera sull'anticorruzione: nella maggioranza non c'è alcuna intesa sui temi della sicurezza e della giustizia. Lega e M5s procedono a colpi di minacce e ricatti, e alla fine uno chiude gli occhi sui temi securitari cari alla Lega, l'altro abbassa lo sguardo sul giustizialismo grillino. Questo modo di procedere non solo sta mettendo a repentaglio le regole di funzionamento delle aule parlamentari, sottoposte a evidenti forzature che impediscono discussioni e confronti, ma rischia di scaricarsi sul sistema delle garanzie del nostro paese, che vengono sacrificate sull'altare di un accordo di governo che, come appare via via più chiaro, è un puro e semplice accordo di potere, basato su un ben poco virtuoso scambio di interessi e fondato sul ricatto”.

Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera Alfredo Bazoli.

02/11/2018 - 17:03

“Oggi attraverso i mezzi d’informazione abbiamo appreso che di emendamento al testo anticorruzione che sarebbe stato presentato alla chetichella dai relatori, che rivoluzionerebbe il trattamento sanzionatorio dei reati fiscali”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in Commissione Giustizia, a proposito delle norme contenute nel Ddl Anticorruzione.

“Un emendamento – continua - descritto nel dettaglio dalla stampa, e che pure al momento non risulta nel fascicolo a nostra disposizione, e che rappresenterebbe, dopo il grave episodio sulla prescrizione, un ulteriore inaccettabile oltraggio alle prerogative della Commissione Giustizia e del parlamento. Anche in questo caso, infatti, si tratterebbe di argomento del tutto estraneo all'anticorruzione e mai trattato in commissione, e l'ennesimo episodio di un malcostume della maggioranza che attraverso questi emendamenti scritti da strane ‘manine’ scarica le proprie tensioni interne sul buon funzionamento del parlamento”.

“Mi auguro che in questo caso arrivi presto una smentita da parte del relatore e del ministro della Giustizia”, conclude.

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