13/05/2021 - 11:37

“Spero davvero che la sospensione di ‘Ulisse, il piacere della scoperta’ sia dovuta al ritardo nella preparazione delle due ultime puntate per via del covid. Diversamente, la decisione di RaiUno sarebbe incomprensibile e sbagliata. Un programma di tale qualità e di così importante approfondimento storico e culturale, come quello realizzato da Alberto Angela, non può essere valutato guardando solo all’oscillazione di qualche punto di share. Non può essere il numero di spettatori, che comunque per ‘Ulisse, il piacere della scoperta’ è molto buono, l’unico obiettivo del servizio pubblico. Per fugare ogni dubbio, sarebbe utile che i vertici rai dicano quando andranno in onda le ultime puntate del programma”.

Così il deputato dem della commissione di Vigilanza Rai, Michele Bordo.

02/05/2021 - 09:35

“La nota con la quale Rai 3 e l’Ad Salini hanno provato a negare il tentativo di censura preventiva nei confronti di Fedez, poi smentita dall’artista con la pubblicazione della telefonata, è imbarazzante oltre che gravissima. A questo punto vogliamo sapere se è successo altre volte in Rai che i vertici sottoponessero gli ospiti a verifica prima ancora della loro esibizione. Sarebbe di una gravità inaudita. Dopo quanto avvenuto ieri, non c’è un attimo da perdere: è opportuno che i vertici dell’azienda coinvolti in questa vicenda rassegnino immediatamente le dimissioni. La libertà di espressione in Rai dovrebbe essere tutelata sempre. A nessuno può essere consentito di minare questo valore”. Lo dichiara il deputato dem Michele Bordo, membro della commissione di Vigilanza Rai.

25/04/2021 - 12:33

“Non voglio fare polemiche, ma certo colpisce molto che il governo non abbia ancora detto una parola dopo l’ordinanza della Puglia, a mio avviso in contrasto con il decreto sulle riaperture, che lascia libertà alle famiglie di decidere se far rientrare a scuola i propri figli. Questa decisione non può essere lasciata ai genitori. Le istituzioni hanno il dovere di assumersi le responsabilità, a partire dal governo e dal ministro dell’Istruzione. Se la scuola è una priorità e ci sono le condizioni di sicurezza per far valere quanto è scritto nel decreto, il governo non può star fermo, consentendo a ciascuno di fare come crede. Se diversamente queste condizioni non ci sono, come sembra affermare Emiliano con la sua ordinanza, il governo dica allora chiaramente che le scuole in Puglia non possono essere riaperte. Quello che sicuramente non possiamo permetterci è che questa confusione continui ancora, quando tra l'altro manca poco più di un mese alla fine dell'anno. Non è giusto nei confronti dei ragazzi, degli insegnanti e dei genitori”.

Così il deputato dem, Michele Bordo.

24/04/2021 - 15:00

“Il governo chiarisca se gli studenti da lunedì devono tornare a scuola anche in Puglia. Dopo l'ordinanza del presidente Emiliano, che lascia ai genitori la libertà di scegliere se lasciare i propri figli in didattica a distanza, in Puglia c'è grande confusione sia nelle scuole che tra le famiglie. Questa scelta non può essere lasciata all'autonomia dei singoli. Le regole fissate dal governo o valgono per tutti o non valgono per nessuno. Non possono non valere solo in Puglia, che tra l'altro è forse l'unica regione nella quale la stragrande maggioranza delle scuole non svolge attività in presenza da ottobre scorso. Il governo decida allora se le scuole possono riaprire anche in Puglia, altrimenti dica per quale ragione non è possibile. Quello che non è accettabile è che la decisione sia demandata alle famiglie”.

Così il deputato dem, Michele Bordo

22/04/2021 - 14:40

“La risposta dei vertici Rai all'interrogazione mia e del collega Romano sulla questione della titolarità dei diritti televisivi del programma ‘La storia siamo noi’ non è certamente esaustiva ma almeno fornisce un elemento di chiarezza: Giovanni Minoli può vantare alcuni diritti sui testi ideati negli anni 2010-2013 ma senza la possibilità di disporne a favore di terzi in mancanza del consenso dell’azienda. Anzi, aggiunge la Rai, in nome di questi diritti, Minoli sta esercitando un potere interdittivo che impedisce al pubblico la fruizione delle opere prodotte nel suddetto periodo. Come si evince da questa risposta, la questione è un po’ diversa da come l'ha presentata il dott. Minoli nei giorni scorsi. Mi chiedo a questo punto cosa aspetti la Rai ad agire, anche legalmente, per riacquisire la piena titolarità pubblica del programma”.

Lo dichiara Michele Bordo, deputato Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai.

“È necessario fare subito chiarezza - prosegue l'esponente dem - anche per comprendere fino in fondo se ci fossero i presupposti giuridici o addirittura responsabilità, quantomeno contabili, per l'intesa sottoscritta nel 2011 tra la Rai e Minoli. A questo proposito, sottolineo che i diritti di una trasmissione televisiva costituiscono un asset che l’azienda dovrebbe gelosamente custodire. E comunque, se anche ci fosse stata la volontà di cederli, sarebbe stata necessaria, a mio avviso, una decisione del consiglio di amministrazione, cosa che allora non avvenne”.

“Per quanto mi riguarda - conclude Bordo - ribadisco la gravità di questa situazione e la necessità di fare tutto il necessario perché ‘La storia siamo noi’ ritorni nella piena disponibilità pubblica. Allo stesso tempo, non sarebbe sbagliato se Minoli rimettesse alla Rai, gratuitamente o ad un prezzo simbolico, i diritti del programma, ponendo fine a questa vicenda. Un giornalista di lungo corso come lui, che tra l'altro lavora ancora con la Rai, non può non essere sensibile”.

21/04/2021 - 18:36

“Il Cda della Rai non perda più tempo: approvi il bilancio per consentire, non appena saranno nominati i nuovi vertici, un ordinato passaggio di consegne. Non è accettabile quello che invece sta accadendo nelle ultime ore, come denunciato dai consiglieri Laganà e Borioni, con nomine di comodo e tentativi di anticipare scelte impegnative per l'azienda, come i nuovi palinsesti autunnali. Nel frattempo la Rai è in completa confusione e difficoltà, con programmi che continuano ad essere spostati da un giorno all'altro per non subire la concorrenza. Questo stato di cose non è più tollerabile. Non c'è più tempo da perdere. Fino all'insediamento del nuovo management, visto che siamo in una fase di passaggio, è opportuno, oltre che giusto sul piano istituzionale, che l'attuale vertice si astenga dall’assumere decisioni che impegnano l'azienda per i prossimi anni”.

Lo dichiara Michele Bordo, deputato Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai.

21/04/2021 - 16:41

"Per il futuro del servizio pubblico dobbiamo aprire una pagina nuova che consenta alla Rai di essere all'altezza delle prossime sfide. Sarebbe già un passo avanti se si evitasse il via vai, segnalato anche dal management aziendale, di una certa politica predatoria. Chissà se è davvero così, se come viene rivelato dagli organi di stampa, a viale Mazzini c'è davvero un via vai di uomini di governo della Lega che avrebbero ricevuto giornalisti e dirigenti. Sarebbe una premessa alquanto infelice e un pessimo incidente di percorso in vista del rinnovo dei vertici aziendali".

Così in una nota Michele Bordo, deputato Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai.

19/04/2021 - 18:56

Dichiarazione dei deputati meridionali del Pd Michele Bordo,  Enza Bruno Bossio, Piero De Luca, Andrea Frailis, Marco Lacarra, Francesca La Marca, Gavino Manca, Carmelo Miceli, Romina Mura,  Pietro Navarra, Ubaldo Pagano, paganStefania Pezzopane, Fausto Raciti, Paolo Siani, Raffaele Topo e Antonio Viscomi

l gruppo PD da mesi si sta battendo, con puntualità, serietà e massimo rispetto degli interlocutori, affinché il Pnrr presti un'attenzione particolare ai temi dello sviluppo del Sud, nella consapevolezza che il rilancio di questa area del Paese sia indispensabile per assicurare una crescita reale e strutturale dell'Italia intera. Il rafforzamento della coesione sociale e territoriale negli Stati membri è uno degli obiettivi principali del Next Generation EU.

Abbiamo indicato già al precedente Governo l'esigenza di non limitarsi ad attribuire al Sud il 34% delle risorse disponibili, altrimenti avremmo rischiato di perdere l'occasione storica di rendere più competitivo il Mezzogiorno e garantire finalmente pari diritti, opportunità e tutele a tutti i cittadini meridionali.

Dopo la presentazione della prima bozza del Pnrr, con l'ex Ministro Provenzano si era aperta una interlocuzione costruttiva e costante, intesa a verificare la possibilità di rafforzare la dotazione di fondi per il Mezzogiorno in vista della redazione definitiva del Piano. Provenzano stava lavorando in quella direzione, con l'obiettivo di andare ben oltre la soglia complessiva del 40 %.

Il Governo Draghi ha confermato a più riprese la volontà di dare continuità a tale impegno per il Mezzogiorno. Di questo ne abbiamo dato atto, condividendo anche la decisione di prevedere un capitolo autonomo per gli interventi al Sud. Auspichiamo che questo lavoro porti ad una bozza finale del Pnrr che superi davvero il 34%, senza includere però - come emerge chiaramente dai dati forniti nelle scorse ore - nel calcolo del riparto anche le risorse del FSC che sono esterne ed aggiuntive rispetto alle risorse del Recovery Fund, o che comunque sia garantito un adeguato e necessario recupero delle risorse FSC, pari a circa 21 Miliardi, nel fondo pluriennale di investimenti che si sta costituendo per i progetti extra Recovery Plan. Se emerge la decisione di recuperare tali risorse nel senso da noi indicato, possiamo solo rallegrarci e, nello spirito di piena collaborazione che caratterizza il nostro lavoro, sostenere questo impegno.

15/04/2021 - 20:47

.@matteosalvinimi ha nei confronti di Draghi lo stesso atteggiamento che #Renzi aveva con @GiuseppeConteIT. Sanno tutti poi come è andata a finire. È necessario chiarirsi subito. Con gli attacchi quotidiani al governo è complicato andare avanti.Ognuno si assuma sue responsabilità.

Così il deputato democratico Michele Bordo su Twitter

14/04/2021 - 12:40

“I passi in avanti di oggi, dopo l’incontro tra ArcelorMittal e il lavoratore licenziato per aver condiviso sui social le immagini della fiction Svegliati amore mio che trattava i temi dell’inquinamento ambientale, ci fanno sperare in una riconsiderazione della decisione da parte dell’azienda. È inaccettabile che un operaio possa essere licenziato per una ragione di questo tipo. La dignità dei lavoratori non può essere calpestata in questo modo. Bene ha fatto il Ministro Orlando, che ho immediatamente investito della questione dopo la denuncia dei sindacati dei giorni scorsi, ad intervenire sull’azienda per chiedere di rivedere la posizione assunta. Continueremo a tenere alta l'attenzione su questa vicenda nella speranza che ArcelorMittal possa reintegrare quanto prima l'operaio”.

Lo dichiara il deputato democratico Michele Bordo.

13/04/2021 - 16:31

“Non si è mai vista una commissione di inchiesta parlamentare con il compito di indagare su un altro potere dello stato. Il Parlamento non può fare un'indagine sul lavoro fatto dalla magistratura in questi anni, come invece stanno ora proponendo alcune forze politiche del centrodestra in commissione Giustizia e Affari costituzionali, chiedendo di calendarizzare le loro proposte di legge che vanno in questa direzione. A meno che Forza Italia, Lega e FdI non vogliano che deputati e senatori rifacciano i processi dell'ultimo ventennio. Tutte le commissioni di inchiesta parlamentare hanno svolto approfondimenti su avvenimenti o fenomeni specifici, ma mai sull'attività svolta da un altro potere dello Stato. Sarebbe allora il caso che i partiti della destra abbandonassero questa iniziativa, che diversamente rischierebbe di diventare solo uno strumento per provare a condizionare la magistratura. Alle forze di centrodestra mi permetto di ricordare, sommessamente, che qua siamo in Italia non in Ungheria. Da noi la magistratura è indipendente dal potere politico”.

Lo dichiara il deputato democratico Michele Bordo, componente della commissione Giustizia.

12/04/2021 - 15:50

“Non sono d'accordo sulle isole Covid free. Perché allora non prevedere la vaccinazione di massa anche in tutte le altre realtà a forte trazione turistica? Non possono esserci luoghi di serie A e luoghi di serie B. Meglio andare avanti con la campagna vaccinale per fasce di età”.

Così il deputato dem, Michele Bordo.

09/04/2021 - 18:10

“È gravissima la decisione di ArcelorMittal di licenziare un lavoratore per aver condiviso sui social le immagini di una fiction che trattava i temi dell'inquinamento ambientale. Il governo intervenga immediatamente. L'azienda non può calpestare la dignità dei lavoratori”.

Così il deputato dem, Michele Bordo, su Twitter.

08/04/2021 - 11:53

"Il problema non è la Rai che non riacquista i diritti de "La Storia siamo noi", ma capire come sia stato possibile che 10 anni fa furono dati a Giovanni Minoli. Ha ragione Minoli quando nella sua intervista al Corriere dice che sono pezzi di memoria storica del Paese. Anche per questa ragione andrebbero restituiti". Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Michele Bordo, componente della commissione di Vigilanza Rai, che proprio ieri ha presentato una interrogazione al presidente e all'amministratore delegato della Rai sulla vicenda, giudicando incredibile che una parte fondamentale dello straordinario patrimonio legato al materiale archivistico della trasmissione 'La Storia siamo noi' sia di proprietà di Minoli per effetto di un accordo siglato nel 2011 dall'allora dg della Rai Mauro Masi. Il deputato Dem ha chiesto, inoltre, ai vertici della Rai di trasmettere gli atti del contratto alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità contabili. 

07/04/2021 - 17:54

“Se vero, rientrarne in possesso a titolo gratuito”

Quali azioni la Rai intende assumere per rientrare in possesso, possibilmente in modo gratuito, di una parte fondamentale del patrimonio legato allo straordinario materiale archivistico della trasmissione “La Storia siamo noi” di Giovanni Minoli?

Lo chiede il deputato democratico Michele Bordo, componente della commissione di Vigilanza Rai, in una interrogazione al presidente e all’amministratore delegato della Rai.

L’atto parlamentare si riferisce alle notizie di stampa secondo le quali lo stesso Minoli sarebbe diventato proprietario dei diritti della trasmissione per effetto di un accordo siglato nel 2011 dall’allora direttore generale della Rai Mauro Masi.

Il deputato dem chiede inoltre, se le notizie corrispondono a verità, quali siano i termini del contratto fra Minoli e l’azienda e se i vertici Rai non ritengano eventualmente di trasmettere gli atti del contratto alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità contabili.

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