03/03/2021 - 15:59

“Abbiamo chiesto alla ministra Lamorgese quali sistemi di riconoscimento facciale intenda utilizzare per le attività di competenza del Ministero, o se invece non ritenga opportuno una moratoria in attesa di una migliore definizione della normativa in materia di privacy, in considerazione del fatto che tali sistemi risultano essere sempre più diffusi malgrado le preoccupazioni crescenti in merito alla loro efficienza e ai rischi per la privacy. Del resto la Risoluzione del Parlamento europeo del 20 gennaio 2021 sull'Intelligenza Artificiale ha invitato la Commissione Europea a prendere in considerazione l'introduzione di una moratoria sull'utilizzo di tali sistemi da parte dello Stato nei luoghi pubblici”.

Lo dichiara Filippo Sensi, deputato del Partito democratico, intervenendo in Aula per il Question time.

Nella replica, affidata a Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd, si evidenza soddisfazione per la risposta della Ministra, sottolineando come

“il rapporto tra individui, tecnologie e società sia oggi di tipo nuovo. L’interazione sociale - prosegue Borghi - consente attraverso l'utilizzo e il controllo dei di big data una potenziale schedatura di ognuno di noi, nessuno escluso. Facciamo notare che ci sono casi di aziende straniere che regalano ai comuni sistemi di video sorveglianza con riconoscimento facciale. Questi strumenti, se male utilizzati, potrebbero portare a scambi di persone, al controllo individuale e al tracciamento improprio, dati che incrociati con i social ci porterebbe a sistemi di vigilanza con tratti orwelliani. Il progresso tecnologico non può andare a discapito delle libertà fondamentali e dei diritti inalienabili delle persone. Questo è per noi un punto non negoziabile. Anche per questo, così come sta avvenendo negli Stati Uniti e in Canada, sosteniamo una moratoria su questi strumenti di riconoscimento facciale, in modo di avere il tempo per costruire uno strumento legislativo adeguato”.

02/03/2021 - 10:08

Ho atteso un giorno, prima di scrivere queste note. Dopo la lettura della “Repubblica” di ieri, nonostante la stima nella giornalista Annalisa Cuzzocrea, pensavo che oggi avrei trovato qualche correzione, una lettera di precisazione, una intervista di riassetto.
Invece no. Quelle frasi, attribuite all’ex Presidente del Consiglio e leader “in pectore” del Movimento 5 Stelle, vengono assunte nella loro paternità.
“E’ evidente -ha dichiarato Giuseppe Conte- per per noi (il M5S) l’asse è quello di centro sinistra. (....) Al contempo, però, dobbiamo avere quel populismo sano che è stato il motore del mio primo governo, non per prendercela con gli immigrati o parlare alla pancia del Paese, ma per non subire le lobby che in Italia hanno influenza soprattutto sul centrosinistra”.
Vede, professor Conte, se questa è la sua prima lezione da leader di un partito che si propone di allearsi con noi, è proprio una lezione sbagliata.
Perchè nel centrosinistra, almeno quello che abbiamo in mente noi dai tempi dell’Ulivo in poi, non esistono spazi per gli ossimori. C’è la strada faticosa, e che a tratti si smarrisce, del riformismo e della solidarietà, della modernizzazione delle istituzioni come metodo per la garanzia dei diritti di tutti e dei più deboli in particolare, della democrazia dell’alternanza. Ma non c’è spazio per gli ossimori. Il suo “populismo sano” del suo primo governo, così come il “sovranismo gentile” sostenuto da Di Maio prima di ribattezzarsi “moderato e liberale” (Piero Gobetti da lassù si eserciti nella pratica del perdono...) non appartiene in alcun modo al nostro perimetro di azione. Noi fummo orgogliosamente all’opposizione di quel “populismo sano” che si genufletteva a Mosca, apriva la porta a Pechino, lisciava il pelo al suprematismo trumpiano. Noi fummo antagonisti di quel “populismo sano” che fu la camera d’incubazione e di pratica dei  peggiori decreti della storia della Repubblica i “sicurezza 1 e 2” che furono un passaggio triste della pagina dei diritti e della libertà in Italia. Noi contestammo con radicalità e decisione il programma fiscale del suo primo governo, che si proponeva di introdurre la “flat tax” introducendo sul piano fiscale una normativa anticostituzionale che favoriva sfacciatamente i ricchi a scapito del ceto medio e dei più poveri. E potrei continuare.
E’ una lezione sbagliata politicamente, professor Conte, perchè in questo modo lei mette le dita negli occhi (deliberatamente?) a quanti tra noi -non mi ascrivo tra questi,ma ne riconosco l’onestà intellettuale di chi persegue questo obiettivo- hanno sostenuto che lei fosse un “punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste”. La sua rivendicazione dell’azione di governo del suo primo gabinetto a me fa tornare in mente il sostegno del suo primo esecutivo al Venezuela di Maduro, alla vostra solidarietà coi gilet gialli che mettevano la Francia a ferro e fuoco, per tacere della prescrizione o di Bibbiano. E’ su queste basi che lei, nuovo “capo politico” di 5 stelle, immagina di intraprendere una relazione politica nell’ambito del centrosinistra? Sarebbe questo il “populismo sano”?
E infine, mi creda, lasci stare la pretesa di superiorità morale e di lezione di etica. Non solo perchè il Pd non è “il partito delle lobby”, ma è una comunità di milioni di donne e di uomini con una loro Storia di impegno e di passione al servizio delle loro comunità , che credono in valori e ideali e che meritano rispetto da tutti, avversari ed amici, per poter intraprendere qualsivoglia genere di relazione politica. Ma anche perchè lezioni da chi, nel proprio pedigree di azione di governo, si può fregiare dell’unico tentativo -fortunatamente sventato- di privatizzazione dei servizi segreti della storia della Repubblica, anche no.
Oggi il Movimento che lei si appresta a guidare chiede di aderire al gruppo del PSE. Vede, l’adesione del Pd al socialismo europeo (del Pd!, ovvero di un partito che aveva già al proprio interno esponenti di altissimo profilo del PSE e partiti originari iscritti al PSE) avvenne dopo anni di lunghissimo dibattito, perchè questo era un tema che rimanda all’identità di chi siamo. E si concluse con la nascita dei “Socialisti e Democratici Europei” non per un capriccio, ma perchè l’identità in politica è tutto, perchè se sai chi sei, saprai anche dove guidare i milioni di persone che rappresenti perchè saprai essere coerente con i valori e i principi per i quali ha raccolto il consenso e fanno di te un interlocutore credibile e attrezzato. Vede, il futuro della sinistra italiana ed europea è un tema serio. Non è un “pret-a-porter” nella quale si può essere indistintamente e contemporaneamente garantisti e giustizialisti, statalisti e liberali, socialisti e populisti.
Nel composito Pantheon del progressismo italiano ed europeo, infatti, Fregoli non trova casa. E questa cosa, professor Conte, ha troppo il sapore della furbizia levantina. Perchè sul piano giuridico si può certamente cercare di tenere insieme tutto. Ma sul piano politico i nodi arrivano al pettine sempre. Se pensa davvero che l’asse di riferimento della azione politica nell’ambito del centrosinistra sua e del Movimento che si appresta a guidare debba essere il suo primo esecutivo, forse prima di dare lezioni avrebbe bisogno di un buon ripasso sui fondamenti del progressismo. O forse di un corso veloce di apprendimento. Alla voce “garantismo”, ad esempio, le consiglio un autore: Emanuele Macaluso.
Poi ci si rivede. Buon lavoro, Professore.

Lo scrive in un post FB il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo

25/02/2021 - 10:21

“Nessun ruolo dei sottosegretari sulla nomina”

“Se fossero state davvero pronunciate dal sen. Salvini, leader della Lega, le parole a lui attribuite in una intervista oggi al Corriere della Sera, sarebbero di una inaudita gravità politica ed istituzionale. Il Capo della Polizia è infatti nominato secondo la legge con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta di esclusiva competenza del Ministro dell’Interno. Non è previsto che possano esercitare alcun ruolo nella nomina i Sottosegretari o tantomeno i partiti. Ma siamo certi che l’ex Ministro dell’Interno Salvini lo sappia e che per questo le sue parole siano state male interpretate.”

Lo dichiarano, in una nota congiunta, i parlamentari Enrico Borghi (della presidenza Pd a Montecitorio) ed Elio Vito (responsabile dipartimento difesa e sicurezza di Forza Italia) e membri entrambi del Copasir.

24/02/2021 - 11:31

“Queste vicende non si affrontano, se si ha a cuore l’interesse nazionale, con l’impeto dell’istinto, ma cercando di capire esattamente cos’è successo, quali implicazioni ci siano e cercando di mettere tutti senso di responsabilità e amore per il Paese, in un quadro di interesse nazionale. Questo ce lo aspettiamo da tutti, tanto più da coloro che inneggiano alla Patria a prescindere e che dovrebbero essere i primi a tutelarne le istituzioni preposte alla sicurezza e alla libertà. Lasciamo fuori dal fuoco della polemica politica le strutture operative e le agenzie preposte alla nostra sicurezza, e concentriamoci -come oggi ha fatto il governo in Parlamento- sulla ricerca della verità esprimendo unitariamente il cordoglio per i nostri caduti”.

Lo dichiarano in una nota i deputati democratici Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo e membro del Copasir, e Alberto Pagani, capogruppo in commissione Difesa.

22/02/2021 - 19:43

“Oggi il consiglio regionale del Piemonte ha stanziato 20.568.026 euro a favore della montagna e dello sci previsti dal decreto legge statale n. 157 del 30/11/2020. Quindi non era vero, ministro Garavaglia, che per la montagna non è stato fatto niente. Non per polemica, ma per verità!”.

Lo scrive su Twitter Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

17/02/2021 - 16:22

“L’Unione Europea è la cifra di questo governo. Che non può non trovare un sostegno convinto da parte di chi, come noi Democratici, ha sempre sostenuto che l'Europa solidale è la strada del futuro. Non lasciamo ad altri l'attuazione di questa agenda, ma guidiamola con capacità e consapevolezza”.

Così su Twitter Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

09/02/2021 - 10:51

“Ci hai insegnato a non aver paura di combattere per le proprie idee; a rappresentare le istanze di chi non ha voce o ne ha pochissima; a non aver paura di negoziare e trovare accordi anche difficili. E ad alzare il gonfalone controvento. Grazie Franco, riposa in pace”. Così lo ricorda il deputato dem Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, sul suo profilo Twitter.

08/02/2021 - 18:51

“Il riformismo si fa sui contenuti e non contro gli avversari. Sogno una sinistra che si affermi per la propria capacità ed identità, e non perché urla ogni volta all'uomo nero”.

Lo ha dichiarato Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio e membro del Copasir, in occasione di una intervista con Fabio Martini de “La Stampa” svoltasi nel pomeriggio sulla piattaforma social di Base Riformista.

“Il PD - ha proseguito l'esponente dem - non abbia paura, sia il motore trainante del nuovo atlantismo del governo Draghi e del nostro nuovo protagonismo europeo, Salvini dica se sta ancora con la Russia o se ci conferma coi fatti la sua conversione europeista delle ultime ore - continua Borghi - sogno e lavorerò affinché il Partito Democratico possa scrollarsi di dosso l’abitudine di immaginare la propria soggettività politica in contrasto a qualcuno e non a favore di qualcosa. Il PD nel nuovo governo Draghi parta dai rapporti con gli alleati atlantici e si faccia garante della collocazione internazionale del nostro paese, confermando la nuova centralità nell’Unione europea  che dobbiamo ottenuto. Il PD agisca per un nuovo protagonismo del nostro paese sugli scenari internazionali, partendo dalla liberazione di Zaki e per il necessario intervento dell'Europa sulla vergognosa situazione in Bosnia e nella tratta Balcanica dei migranti. Quello è un primo banco di prova per essere davvero europeisti”.

“Non dobbiamo aver timore - ha concluso Borghi -  ma come disse Moro nel 1976 dovremmo essere più bravi degli altri, più attenti alle ragioni della società degli altri per essere all'altezza dei nostri ideali”.

08/02/2021 - 12:04

Oggi alle 17.00 intervista con Fabio Martini

Oggi, lunedì 8 febbraio alle ore 17.00, il deputato dem Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, nell’ambito dell’evento intitolato “Un’agenda riformista per l’Italia”, sarà intervistato in diretta sulla sua pagina Facebook, dal giornalista del quotidiano La Stampa, Fabio Martini.

04/02/2021 - 12:03

“In questo passaggio storico che abbiamo davanti, i Democratici hanno il dovere di rispondere all’appello del Presidente Mattarella e tentare di seguire la strada da lui tracciata, con il massimo sforzo comune, con responsabilità e coraggio. Lo dobbiamo fare anche guardando al futuro. Abbiamo anche l’occasione, in questo specifico momento, di rilanciare invece il più alto senso dei valori repubblicani e l’idea stessa della politica fondata sull’etica della responsabilità, come il più alto servizio alla Repubblica. In nome dell’interesse generale e non di quelli di parte o personali.
E in questo percorso, abbiamo la straordinaria opportunità di travasare sul piano dei contenuti e dell’azione politica l’agenda riformista che è propria della nostra cultura, per ammodernare il Paese e rispondere ai bisogni della popolazione, e delle sue fasce più fragili e più esposte ai colpi della pandemia.
Tentennamenti, tatticismi e bizantinismi non possono stare in campo”. Lo dichiara Enrico Borghi della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

29/01/2021 - 12:29

E' intelaiatura giuridica per il Recovery.

    Dopo tre anni di stallo, finalmente si sblocca l'attuazione della legge 158/2017 sui piccoli Comuni. Nella giornata di giovedi 28 gennaio, infatti, la Conferenza Unificata ha approvato l'elenco dei Comuni con meno di 5.000 abitanti che potranno beneficiare sia dei finanziamenti previsti dalla legge (160 milioni di euro) sia delle misure normative previste dal testo.

    Saranno complessivamente 5.518 i Comuni italiani su cui verranno applicati i disposti della legge, varata nella scorsa legislatura dopo oltre 15 anni di tentativi andati a vuoto, selezionati sulla base dei criteri di cui all'articolo 1.
    Sulla base di quanto previsto, ora il Presidente del Consiglio dovrà adottare il Dpcm col quale si darà il via al "Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni" che assegnerà le risorse per lo sviluppo strutturale, economico e sociale di questi territori finanziando investimenti nel campo della tutela ambientale, dei beni culturali, della mitigazione del rischio idrogeologico, della salvaguardia e riqualificazione urbana dei centri storici, della messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonchè alla promozione dello sviluppo economico e sociale  e all'insediamento delle nuove attività produttive.
    Il Piano dovrà definire le modalità per la presentazione dei progetti da parte delle amministrazioni comunali, e le modalità di selezione degli stessi.
    Soddisfazione in proposito viene espressa dall'onorevole Enrico Borghi (Pd), che nella scorsa legislatura era stato relatore alla Camera del provvedimento e in questi mesi -anche nella sua funzione di consigliere del governo per la montagna- ha operato per il conseguimento di questo risultato: "Finalmente -osserva Borghi- siamo riusciti a togliere dalle secche l'attuazione di questa legge, che con il governo gialloverde era stata messa nei cassetti per privilegiare il ritorno alle vecchie logiche dell'elemosina a pioggia. Questa legge è sistemica, e costituisce -al di là di una significativa opportunità finanziaria che viene messa a disposizione dei territori- una naturale intelaiatura giuridica per l'attuazione delle politiche del Recovery Plan, che necessitano inevitabilmente di reti istituzionali larghe ed efficienti. Il processo di riforma dl governo locale è indispensabile, e può nascere dalle politiche attive e concrete che la legge sui piccoli comuni innesca. Speriamo che la crisi di governo si chiuda in fretta, in modo da assicurare il completamento dell’impianto giuridico ed economico nel quale il tema della ricucitura dell'Italia è un perno essenziale, e per il quale questa legge è la naturale base giuridica  da utilizzare per l'attuazione sui territori il programma "Next Generation UE" evitando  sovrastrutture, burocrazie o rischi di esautoramento degli enti locali".

29/01/2021 - 09:46

"La soluzione della crisi sta nel riposizionare al centro la politica. Lasciamo perdere le sfumature legate ai caratteri o alle personalità. La storia della Repubblica è piena di leader che non avevano tra loro affinità personali forti, ma che hanno collaborato sul piano politico per assicurare la nascita della Repubblica, la Costituzione, la ricostruzione, la lotta al terrorismo e lo sviluppo. Il punto quindi è questo: mettere al centro, come ha ricordato ieri il segretario Zingaretti, le prossime sfide che attendono il Paese (dal piano di vaccinazione all'impiego dei fondi europei per rimettere in moto la crescita) e su questo esprimere una capacità reciproca di ascolto e una attitudine alla sintesi in chi ha il compito di essere un punto di sintesi e di equilibrio. Noi Democratici abbiamo proposte molto precise in tal senso, nel solco di una agenda riformista che vuole agire su scuola, giustizia, pubblica amministrazione, Mezzogiorno, politica industriale e le mettiamo a disposizione della coalizione. Ognuno faccia il passo che gli compete, e potremo finalmente e rapidamente archiviare questa crisi per metterci al lavoro sull'agenda dei problemi come i cittadini richiedono".

Lo ha dichiarato stamattina l'on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, nel corso di una intervista televisiva in diretta alla trasmissione "Aria Pulita" su La7Gold.

22/01/2021 - 09:02

“In Parlamento esiste una maggioranza numerica che non è ancora una maggioranza politica. È la maggioranza dei parlamentari che si richiamano all’europeismo, al riformismo, alle culture liberali, popolari e socialiste. La soluzione della crisi politica sta nella capacità di trasformare questa maggioranza numerica in dimensione politica. Non si capisce per quale motivo a Strasburgo le forze politiche europeiste che sostengono l’esperienza della Commissione Von der Leyen, e che hanno ottenuto la storica risposta del Recovery Fund, in Italia poi si frammentano e si contrappongono. Occorre rimettere la politica al centro, e costruire il progetto di legislatura su queste basi, mettendosi alle spalle personalismi, veti e ripicche. In questo, l’iniziativa deve arrivare dal Premier che ha fatto appello in Parlamento a tali forze, e che devono essere portate dentro una dimensione politica e non tenute dentro una rincorsa spasmodica ai singoli che non solo non è utile, ma rischia di essere controproducente. E per far ciò servono due cose. Chiamare attorno ad un tavolo tutti gli europeisti, senza far gli schizzinosi. E poi dare una corrispondenza tra la base parlamentare europeista e riformista e l’esecutivo”.

Lo ha dichiarato stamattina l’on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, in diretta televisiva al programma “Aria Pulita” a La7Gold

20/01/2021 - 14:08

“Nella discussione sulla conversione in legge dell’ultimo decreto ristori è stato approvato l'ordine del giorno a firma Gribaudo, Borghi, Serracchiani e De Menech con la richiesta di contributi a fondo perduto e ristori dedicati alle attività dei comuni montani. Le risorse su questo decreto erano terminate, ma con questo passo avanti e con il prossimo scostamento di bilancio, i prossimi provvedimenti dovranno prevedere risorse e misure a sostegno dei rifugi alpini e in generale di chi fa vivere le nostre montagne, come gli impianti sciistici e le attività escursionistiche. Su questo tema in Parlamento c’è stata anche convergenza fra alcune forze politiche sia di maggioranza che di opposizione, e ci auguriamo che si possa presto lavorare unitariamente per ottenere insieme questo risultato. La montagna sta pagando duramente questa stagione mancata e abbiamo il dovere di dare loro delle risposte. Anche per questo auspichiamo che il governo possa tornare presto a occuparsi di cose concrete, per le quali riteniamo indispensabile una maggioranza politica forte e rinnovata".

Lo dichiarano i deputati del Pd firmatari dell'ordine del giorno.

19/01/2021 - 10:07

“Emanuele Macaluso è stata una delle intelligenze politiche più vive della storia della Repubblica. Mancherà a tutti quelli che concepiscono la politica come uno strumento per l'elevazione delle classi popolari e per la realizzazione di una società più giusta. A Dio, Em.Ma”. Così lo ricorda il deputato dem Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, sul suo profilo Facebook.

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