13/05/2019 - 13:45

“Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, non se la può cavare con una semplice letterina inviata alla Camera. Dinanzi a un fatto così grave, che lo ha costretto a recarsi al Quirinale dal presidente della Repubblica per comunicare l’estromissione dal governo di un sottosegretario, peraltro a causa di una vicenda molto delicata strettamente connessa alla questione morale e addirittura ad una ipotesi di contiguità dell’esecutivo con la mafia, il presidente del Consiglio avrebbe dovuto riferire con urgenza in Parlamento. Anche perché la rimozione del sottosegretario Siri ha provocato un durissimo scontro all’interno dei due partiti, M5s-Lega, che compongono l’attuale maggioranza. Un braccio di ferro le cui conseguenze future sono ancora tutte da verificare”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, che per segnalare la mancata audizione di Conte a Montecitorio ha preso la parola in Aula.

08/05/2019 - 11:03

“bocciato emendamento Pd su rappresentanza territori montani”

“Non mi stupisce l’atteggiamento del M5s sul tema, perché da sempre si sono dimostrati poco interessati ai temi dell’autonomia, dei territori e del principio di sussidiarietà. Hanno una visione centralista e accentratrice della democrazia che non condivido, ma che posso politicamente capire. Il dato politico della votazione sul nostro emendamento è invece la posizione della ‘fu Lega Nord’. Hanno gettato la maschera, sono autonomisti a fasi alterne, nelle campagne elettorali parlano e si riempiono la bocca di territori e di autonomia, una volta giunti a Roma si dimostrano per quello che sono: un partito centralista e nazionalista che usa e sfrutta temi delicati e importanti come quelli dell’autonomia come bandiere da sventolare per la convenienza elettorale”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera, dopo la bocciatura ieri in Aula, in occasione della discussione sulla riforma costituzionale proposta dal governo sulla riduzione del numero dei parlamentari, dell’emendamento Dem a prima firma De Menech e Borghi. L’emendamento, respinto da Lega, M5s e Fdi, aveva la finalità di garantire la rappresentanza dei territori montani e marginali e di quelli con una bassa densità abitativa che, a seguito della riduzione del numero dei parlamentari, rischiano di non essere più rappresentati nel futuro Parlamento a causa della loro dispersione demografica e delle normative elettorali che privilegiano i centri maggiormente popolati.

“Il tema della rappresentanza territoriale - aggiunge il segretario d’Aula dei democratici - non è solamente legato all’elezioni pro-tempore dei rappresentanti in Parlamento di queste aree. E’ più generale e delicato. Un Paese che non riesce a garantire pari rappresentanza ai propri territori è un paese più fragile che rischia di alimentare crescenti diseguaglianze di opportunità per le popolazioni che abitano queste aree causando maggiori costi sociali, ambientali ed economici. Grillini e leghisti stanno costruendo un’Italia più ingiusta e più squilibrata, tagliando democrazia e libertà alle sue parti più fragili. Noi - conclude il parlamentare ossolano - lotteremo contro questa deriva”.

29/04/2019 - 12:15

“Vi è l’urgente necessità che il presidente della Camera, Roberto Fico, esca dal suo silenzio da Sibilla Cumana e prenda una posizione netta contro la diffusione di dichiarazioni lesive della Camera dei deputati. L’intervista pubblicata oggi dal quotidiano ‘Il Messaggero’ al sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Mattia Fantinati, suscita un commento a metà strada fra il senso di gravità e una ironica ilarità. E’ inaccettabile che vi possa essere un’iniziativa del governo che interferisca sulle prerogative del Parlamento. Prerogative che sono materia esclusiva di quest’Aula. Qualunque governo non può entrare nel merito dei lavori della Camera. Il governo qui è ospite. Fico richiami immediatamente il sottosegretario Fantinati, sempre che, invece, non ne condivida la visione distorta del funzionamento delle istituzioni parlamentari. Ma, in questo caso, occorrerebbe avere il coraggio di esplicitare questa volontà di modifica della Costituzione repubblicana. Quando si cavalca la tigre del populismo occorre fare molta attenzione. Perché poi la tigre ti disarciona e ti divora”.

Così Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula a inizio seduta dei lavori nel dibattito sulle modifiche della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari.

17/04/2019 - 16:24

“La tua inconfondibile voce ha accompagnato, e formato, molti di noi. È una grave perdita per il giornalismo italiano, e per la cultura politica di questo Paese. Ciao MassimoBordin. Mancherai a Radio Radicale, e a tutti noi”. Lo scrive su Twitter Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito della scomparsa del giornalista Massimo Bordin.

09/04/2019 - 18:17

“C’era una volta in questo Paese un partito che si chiamava Lega Nord e arrivò alla Camera urlando che Roma doveva uscire dalla vita dei territori del Paese. Con questo provvedimento la ‘fu Lega Nord’, che fino a qualche anno fa riempiva le aule del Parlamento gridando all’esigenza che Roma abbandonasse l’occhiuta attività di controllo dei territori, con il voto di questo articolo diventa improvvisamente la Roma napoleonica? Papalina? Borbonica? Cioè, un’entità statale che in maniera pervicace, occhiuta e pedante, si arroga il diritto di entrare nel merito dell’organizzazione di tutti gli enti della pubblica amministrazione, dai ministeri al più piccolo dei comuni. I deputati della ‘Lega fu Nord’ si ricordano di quando in quest’Aula facevano la morale e sui territori raccoglievano le firme per abolire i prefetti? Bene, con questa norma, la Lega, a quei prefetti che volevano abolire, sta dando in mano il potere di sindacare, di entrare nel merito, di controllare, l’azione di comuni, province e regioni. Non si può di giorno predicare di volere l’autonomia differenziata prevista dal Titolo V della Costituzione e di notte costruire una Pa che smonta la equi-ordinazione e l’autonomia organizzativa degli enti territoriali. Per questo il Pd, rimasto in Aula il solo vero autonomista, vota contro questo provvedimento”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto sull’articolo 1 del Ddl Concretezza.

04/04/2019 - 15:58

“Esistono strutture segrete, finanziate occultamente, con una precisa regia, facenti riferimento si 5 Stelle?”. Lo chiedono i deputati del Partito democratico Alessia Morani e Enrico Borghi con un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri.

“Il 3 aprile – ricordano - attraverso la testata giornalistica del Corriere della Sera il Ministro dell’Economia ha lamentato attacchi e minacce nei suoi confronti, alludendo in maniera abbastanza esplicita a conflitti presenti all’interno della maggioranza ed in particolare da parte di uno dei due partiti che sostengono l’Esecutivo. Nella stessa data a fronte della gravità della portata delle dichiarazioni del Ministro dell’Economia il gruppo parlamentare del Pd ha chiesto che il Governo riferisse alla Camera dei Deputati. La richiesta è rimasta inascoltata. Oggi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, in un articolo riportato sempre dal Corriere della Sera avrebbe dichiarato come da virgolettato ‘Loro hanno dei dossier su tutti, anche su di noi…’, facendo riferimento a una attività di dossieraggio da parte di un partito di Governo. Sempre nella stessa edizione del quotidiano nella pagina successiva un altro sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, afferma, come riportato con virgolettato, facendo riferimento alla vicenda del Ministro dell’Economia che: ‘Certe brutte cose non sono uscite dall’intelligence del Movimento’. Si tratta di affermazioni gravissime che non solo rendono plastico il clima di tensione all’interno della compagine di governo ma inducono a una seria riflessione sulla portata della vicenda che sembrerebbe far emergere la presenza di strutture opache che potrebbero tenere sotto ricatto parlamentari, alti funzionari, esponenti di governo con tutto ciò che questo comporta”.

“E’ dunque indispensabile che il presidente del Consiglio faccia chiarezza per la trasparenza nei confronti degli italiani e delle istituzioni a garanzia del loro corretto funzionamento democratico”, concludono.

27/03/2019 - 17:53

Il PD presenta una interrogazione al governo sulla mancata applicazione della legge votata all’unanimità nella XVII legislatura.

Fu approvata all’unanimità perché – si disse – era una legge che “vuole bene all’Italia” , ma a quasi due anni dall’approvazione, la legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni è ancora , per molte parti, inattuata. Un ritardo grave, che il Pd vuole denunciare e sollecita il governo a intervenire, al fine di evitare altri, più gravi e ingiustificati ritardi”.

Così Enrico Borghi, dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd alla Camera,  che sulla mancata applicazione della legge n.158 del 2017 ha presentato al governo una interrogazione urgente.

“Chiediamo al governo - prosegue Borghi – una piena applicazione della legge e l’immediata adozione dei provvedimenti attuativi che definiscano i parametri necessari per accedere ai finanziamenti previsti, stabilendo da subito l’elenco dei comuni che possono beneficiare di tali  finanziamenti che la legge fissa sulla base di puntuali criteri.”

Per il Pd, “molte sono le parti della legge ancora inattuate come la realizzazione   di circuiti e itinerari turistico-culturali ed enogastronomici e lo sviluppo della banda ultra larga per l’accesso alle reti a connessione veloce ed ultraveloce”.  “Inoltre – si legge ancora nel testo - il Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei Piccoli Comuni ha una dotazione di 100 milioni di euro per il periodo 2017-2023, a cui sono stati aggiunti, dalla Legge di Bilancio 2018, ulteriori 10 milioni di euro all’anno, tutte risorse finanziaria che sono, allo stato, rimaste inutilizzate”. Per il Pd, infine, “va attivata ogni iniziativa per incrementare il Fondo istituito per i Piccoli Comuni nel bilancio dello Stato, in occasione di ogni provvedimento legislativo avente impatti finanziari sugli Enti Locali”.

21/03/2019 - 16:44

“Domenica scorsa Nicola Zingaretti ha ricevuto una standing ovation, quando ha ricordato che la famiglia è una comunità di affetti e non può trasformarsi in luogo di sottomissione o divisione. Ha fatto bene a sottolinearlo, visto che oggi non manca chi vorrebbe riportare la donna alla condizione di ‘angelo del focolare’”. Lo dichiarano i deputati del Partito democratico Alfredo Bazoli, Enrico Borghi, Davide Gariglio, Camillo D’Alessandro, Mauro Del Barba, Stefano Lepri, Flavia Piccoli Nardelli, Alessia Rotta, Paolo Siani e Antonio Viscomi.

“L’ultimo esempio – continuano - è il prossimo meeting di Verona, là dove si vuole trasformare la famiglia, luogo di accoglienza e inclusione, in strumento di esclusione per altri modelli di vita, di coppia e generativi. Fa quindi bene il Pd a mobilitarsi per ricordare che tali scelte non possono essere omologate; per condannare le posizioni che disprezzano i diversi orientamenti sessuali e che non comprendono le fatiche delle donne. Priva di fondamento è in particolare l’idea per cui esse dovrebbero dedicarsi esclusivamente alla funzione riproduttiva ed educativa. Le statistiche dimostrano infatti che, nelle diverse nazioni, il tasso di natalità aumenta laddove la donna lavora e ha una sua autonomia economica, specie se supportata da una robusta rete di servizi. Sappiamo tuttavia che le scelte non sono tutte identiche. La stabilità affettiva e genitoriale costituisce infatti un grande valore relazionale, esistenziale, economico, che è interesse dello Stato tutelare e promuovere. Il mutuo aiuto morale, materiale ed educativo tra i coniugi, tra genitori e figli, tra i parenti rappresenta la base su cui poggia la qualità della vita e la coesione sociale delle nostre comunità. È quanto ha sancito la Costituzione italiana, dove in ben tre articoli si valorizza la famiglia fondata sul matrimonio, si sostiene la genitorialità e si tutelano le famiglie numerose”.

“Trovare una sintesi alta tra il desiderio di autodeterminazione e il valore pubblico delle scelte affettive e genitoriali improntate alla continuità: questa è la sfida, da affrontare con sguardo libero da ideologismi. Evitando il rischio di ricadere nella trappola del bipolarismo etico, che le destre tentano (anche con l’evento di Verona) di riproporre in Italia”, concludono.

18/03/2019 - 17:15

“Dopo un anno perso, perché la commissione europea aveva autorizzato i lavori nel giugno 2018, il presidente del consiglio fa un sopralluogo. Siamo alla farsa. Come sulla Agrigento Caltanissetta fanno visita a cantieri che loro hanno bloccato per pura propaganda elettorale”.

Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi della presidenza del Gruppo.

12/03/2019 - 17:19

“Questo provvedimento, andando a colpire aziende che hanno realizzato dei teleriscaldamenti, la realizzazione e la valorizzazione della selvicoltura ai fini della sostenibilità ecologica ed ambientale, rappresenta un favore ai produttori di idrocarburi, alle trivelle”. Lo ha dichiarato in Aula Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd, a proposito dello stop alla proroga degli incentivi agli impianti a biomasse, biogas e bio-liquidi previsto dalla Legge Europea.

“La Camera – ha spiegato - si accinge a votare un provvedimento che incide sull’attività imprenditoriale e, di conseguenza, sull’occupazione di numerosi cittadini italiani, che a seguito di questo provvedimento potrebbero non avere più il posto di lavoro. Ma c’è anche un tema più generale: ancora una volta la maggioranza sta sdoganando l’idea che nella patria del diritto la certezza del diritto viene meno. E’ già accaduto per altre vicende. E’ di questa settimana la pantomima del presidente del Consiglio trasformatosi in azzeccagarbugli sulll’Alta Velocità Torino-Lione: sono stati emessi degli avvisi, però forse sono stati ammessi dei bandi, però forse non si va avanti, però si continua. Tutto questo crea un grandissimo interrogativo sul fatto che nel nostro Paese ci possano essere imprese che partecipano a dei bandi di gara che poi, in corso d’opera, vengono annullati. Con buon pace della certezza del diritto. Traslando il concetto, mi pare che qui siamo nella medesima fattispecie. In più, ci sono delle aziende che hanno avviato un percorso di investimenti, di assunzioni, di erogazione di servizi nei confronti di cittadini e territori e che all’improvviso, per una norma che la maggioranza non ha neppure il coraggio di sostenere, saranno gravemente penalizzate”.

“Dopodiché la maggioranza non parli più di economia di territorio, di filiera corta, di recupero dei boschi, di valorizzazione delle cooperative”, ha concluso.

26/02/2019 - 20:38

“Leggo che il capogruppo dei CinqueStelle D’Uva prevarica le competenze di Fico e  annuncia di aver avviato un non ben precisato iter per la sostituzione della Presidente Sarti. Suggerisco un breve ripasso delle norme. L’iter per la sostituzione di una Presidente di Commissione lo può gestire unicamente il Presidente della Camera. Non è cosa loro la Camera, e le Commissione permanenti nemmeno, lo stabiliranno i membri di commissione il nuovo Presidente”.

Lo dichiara il deputato dem Enrico Borghi della presidenza del Gruppo.

21/02/2019 - 18:38

“La risposta del presidente della Camera alla nostra precisa e rilevante questione è stupefacente e sbalorditiva. Ancora una volta il presidente Fico ha perso l’occasione per dimostrare di saper svolgere la sua funzione con indipendenza e terzietà. La mozione presentata dalla maggioranza sulla Torino-Lione e che prevede la ridiscussione dell’intero progetto è evidentemente inammissibile, perché esiste già un accordo internazionale tra l’Italia e la Francia che è stato approvato dai Parlamenti di entrambi i Paesi. Non si può dire al tempo stesso che si deve modificare integralmente il progetto in applicazione del trattato internazionale Italia-Francia. È un totale ossimoro, e non si può costruire un atto giuridico come una mozione parlamentare fondata su una evidente antitesi. Se oggi sdoganiamo questo percorso, domani ci potremmo trovare dinnanzi a situazioni paradossali. La mozione, in quanto atto giuridico di un organo collegiale, è un atto che impegna, che vincola, che incide sull’ordinamento e non può prevedere un dispositivo giuridico impossibile da adottare come questo. Fra le prerogative del presidente Fico c’era la possibilità di sanare questo ossimoro, dichiarando inammissibile questa mozione. Ma la sua balbettante risposta, priva di qualsiasi citazione di atti, prassi o precedenti, la dice lunga sulla china che ha preso la nostra vita istituzionale”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

20/02/2019 - 16:11

In Italia sono oltre 100 mila: sono i lavoratori frontalieri a cui manca ancora una definizione del loro status giuridico che preveda le opportune tutele e diritti, oggi doppiamente negati sia nel paese di provenienza sia in quello dove prestano la propria opera. Di questo si è parlato stamane nel corso  di un incontro tra le organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil e una delegazione dei gruppi Pd di Camera e Senato, guidati dalla capogruppo in commissione Lavoro on. Debora Serracchiani e  dal sen. Alessandro Alfieri e composta dai deputati Enrico Borghi,  Maria Chiara Gadda, Gian Mario Fragomeli e  Chiara Braga.
“Siamo del tutto consapevoli che oggi i  lavoratori frontalieri vivono in una  condizione difficile, non avendo le opportune  tutele e diritti  né dallo Stato di origine né da quello in cui lavorano. Una condizione che va superata , anche con nome di legge” - ha evidenziato l’on Serracchiani- annunciando che il Pd  “si attiverà  con appositi strumenti legislativi, nelle opportune sedi parlamentari, al fine di dare quanto prima più tutele e più diritti a questi lavoratori”. Nel corso dell’incontro sono stati elencati i principali problemi che affrontano quotidianamente i lavoratori  frontalieri: da quello della sicurezza sociale , alla fiscalità diretta, alla legislazione sul lavoro. Dal canto loro, i rappresentanti sindacali di categoria,  che hanno chiesto di incontrare  tutti i gruppi parlamentari,  hanno ricordato la necessità dell’istituzione di un tavolo interministeriale che predisponga  una sorta di “Statuto  dei lavoratori frontalieri”.

20/02/2019 - 12:47

“Sorpresa a Montecitorio stamattina: Forza Italia ritira quasi tutti gli emendamenti sulla riforma dell’articolo 71 della Costituzione e propone di vietare il referendum sulla Tav. Evidenti lavori in corso paralleli su autonomia? Su nuovo governo?”. Lo scrive su Twitter Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd della Camera.

19/02/2019 - 19:35

“Durante le votazioni di oggi in Aula alla Camera sono mancati circa 100 voti alla maggioranza che ha rischiato per pochi numeri di non garantire il numero legale. Tutto questo avveniva in contemporanea con la messa in scena del salvataggio di Salvini in Senato. Cosa stava avvenendo? Dopo aver salvato il ministro dell’Interno, i deputati 5 stelle stanno trattando in modo sotterraneo sulla riforma dell’autonomia che hanno minacciato di far saltare? E’ comunque assurdo che ci siano intorno ai voti con i quali si pretende di cambiare la nostra Costituzione tante assenze, giochini interni alla maggioranza e totale assenza di confronto con le opposizioni”. Lo dichiara il deputato dem Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo.

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