20/12/2018 - 16:28

"Siamo in una situazione insostenibile, mai verificatasi nella storia della Repubblica: la Camera ha varato una legge di bilancio finta,  e il Senato ancora non ha ricevuto formalmente la vera legge di bilancio, della quale arrivano indiscrezioni giornalistiche che la denotano come una autentica stangata per tenere in piedi due simulacri di quelli che furono il reddito di cittadinanza e quota 100. Il governo ancora non ha riscritto la manovra, e mancano pochi giorni all'esercizio provvisorio che comporterebbe un autentico disastro per il nostro Paese. Una cosa deve essere ben chiara alla maggioranza: noi non faremo da scendiletto, e se qualcuno conta di allearsi con il "generale Natale" sperando in questo modo di comprimere il dibattito e sbarazzarsi rapidamente della pratica legge di bilancio confidando nella distrazione del Paese, si sbaglia alla grande. Noi non faremo ostruzionismo, ma utilizzeremo tutti gli spazi e i tempi che il regolamento ci concede per denunciare fermamente quanto sta avvenendo. Ovvero una clamorosa compressione della dignità e delle prerogative delle Camere, in coerenza peraltro con la concezione antiparlamentarista della maggioranza, che nasconde la volontà di approvare in fretta e in silenzio una manovra pesantissima, nella quale le promesse elettorali sono state rimangiate e che porta con sé un drammatico aumento di tasse, imposte e balzelli destinati a congelare l'economia e lo sviluppo del Paese. Il Paese non avrà una legge di bilancio per Natale, per evidenti responsabilità della maggioranza, e ci ritroveremo a Montecitorio dopo Santo Stefano per espletare tutte le nostre prerogative di forza di opposizione e di alternativa a questa confusione".

Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, segretario delegato d'aula e membro dell'ufficio di presidenza del Pd a Montecitorio.

12/12/2018 - 13:10

“Fico entra a piedi uniti nel dibattito politico, schierandosi con i No Tav. Parla di rispetto del territorio, ma dimentica la delibera Sì Tav dei sindaci. Spero che ora nel mio partito tutti capiscano che lui non è il volto buono dei 5 stelle, ma l’offerta gauchiste di un partito luddista”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, commenta su twitter la dichiarazione del presidente della Camera.

05/12/2018 - 17:17

"La legge di bilancio che la Camera si appresta a votare non conterrà alcun stanziamento a favore dei piccoli Comuni. La maggioranza di governo, infatti, nella riunione conclusiva di ieri notte ha bocciato un emendamento del Pd a mia prima firma che impegnava 25 milioni per l'applicazione della legge 158/2017, quella sui piccoli comuni varata la scorsa legislatura. Si tratta di una scelta grave e sbagliata, che fa seguito alla totale inerzia con la quale il governo sta procedendo sull'applicazione della norma visto che i decreti attuativi non sono stati emanati. Sono così venute a galla le bugie che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro dell'interno, Matteo Salvini, hanno fatto alla platea dei 3000 sindaci convocati a Roma da una ossequiosa e prona Poste Italiane S.p.A che ha offerto loro una platea esclusiva nella quale essi hanno raccontato frottole ai primi cittadini dei piccoli comuni italiani.

Oltre ad appropriarsi del lavoro fatto da chi li ha preceduti in materia, Premier e Vicepremier avevano assicurato attenzione e impegni per i piccoli Comuni. Alla prima occasione, le bugie sono venute tutte a galla. Dentro una legge di bilancio fatta di saldi di fine stagione, nella quale si assicurano assunzioni a destra e a manca, si gonfia la spesa pubblica per spese assistenziali e si elargiscono mancette varie, nessuna attenzione viene posta ai piccoli Comuni e allo sviluppo dei loro territori. Analogo destino lo ha avuto anche l'emendamento della collega del Movimento 5 Stelle on. Terzoni, che anch'essa proponeva un incremento di fondi (sia pure di 10 milioni) e che si è vista negare una soddisfazione in tal senso, a riprova della scarsa sensibilità di governo e maggioranza al tema.

Ripresenteremo per l'aula le nostre proposte e continueremo al Senato la nostra battaglia nella direzione del sostegno alle municipalità di minore dimensione demografica, ma ora un dato è certo: il governo, e la Lega in particolare, hanno disatteso e tradito le attese dei territori italiani ancora una volta".

Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, segretario d'aula e membro dell'ufficio di Presidenza del Partito Democratico a Montecitorio.

28/11/2018 - 15:46

“L’attuazione di questo provvedimento farà sempre più assomigliare il Ministro dell'Interno a un suo predecessore: non all'onorevole Minniti, ma all'onorevole Alfano”. Lo ha dichiarato in Aula Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito del Dl sicurezza.

 

“Perché Salvini – ha spiegato - sta esattamente creando le condizioni che determineranno una totale similitudine tra l'ex Ministro Alfano e la sua politica e il Ministro Salvini. Il governo sta generando dei nuovi Cara di Mineo: lo smantellamento del sistema diffuso e capillare di integrazione del fenomeno dell'immigrazione, il ritorno a una concezione prefettizia della gestione del fenomeno, il ritorno a una concentrazione di immigrati in luoghi fisici di coercizione riprodurranno esattamente gli stessi effetti perversi per i quali noi nella scorsa legislatura addirittura avevamo dovuto fare una Commissione parlamentare di inchiesta. Nel 2014, 2015 e 2016 sono arrivati sulle nostre coste quasi 200 mila migranti ed eravamo in una condizione di emergenza. Oggi noi stiamo parlando di 20 mila-25 mila migranti, cioè un decimo rispetto a quel fenomeno. Che cosa accadrà qualora si dovesse verificare di nuovo una situazione emergenziale, il cui controllo non appartiene al nostro Paese? Accadrà che nel frattempo si saranno creati degli ‘invisibili’ nel nostro territorio nazionale che diventeranno uno straordinario serbatoio per la malavita organizzata, per le mafie, per chi intende far lavorare in nero le persone. La responsabilità del Ministro Salvini è quella di ripercorrere strade che nel passato sono state modificate”.

“La capacità di un governante è quella di saper adeguare, rispetto alla situazione che cambia, l'assetto dell'organizzazione dello Stato. Se, invece, mettiamo l'ideologia al posto dalla capacità di governo produrremo solo disastri. Sono 12 mila le persone che perderanno il lavoro per questo decreto, perché con i 35 euro si pagano i nostri ragazzi che lavorano nell'integrazione, nel volontariato e nella sussidiarietà. Voi li state licenziando e pagherete il pegno di questo”, conclude.

26/11/2018 - 19:04

“Siamo alla quarta fiducia del Governo del cambiamento: un cambiamento talmente rilevante che fa assumere alla natura di questa richiesta le fattezze di un passato che evidentemente molti colleghi non conoscono”. Lo ha dichiarato in Aula Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito del Dl sicurezza.

“Questa – ha continuato - è una fiducia che viene posta senza che l'opposizione abbia fatto ostruzionismo. Anzi, in presenza del ritiro di tutti gli emendamenti del Partito Democratico e in presenza di una disponibilità di contenere il numero degli emendamenti al fine di un esame contenuto e con tempi certi. Perché, dunque, un provvedimento di questa natura? Questa è una fiducia contro i deputati del Movimento 5 Stelle. Per impedir loro di esprimervi, di tradurre in un libero esercizio di voto di questo Parlamento le opinioni espresse fuori da qui. Questa è una delle tante retromarce innestate dal M5S e che viene imposta ai suoi deputati nel quadro di un patto leonino dal quale stanno uscendo davvero malconci”.

“M5S sta retrocedendo sulla TAP, sui voucher, sul taglio delle spese militari, sull'Euro. Nelle ultime ore, fortunatamente, sta anche retrocedendo rispetto a una concezione un po' arcaica secondo la quale le colpe dei padri dovevano ricadere sui figli. M5S sta facendo come maggioranza un doppio errore e ci sarà una doppia smentita: il doppio errore risiede nel fatto che per i 5 Stelle questa fiducia, che viene fatta contro di loro, va contro le idee, i valori e le proposte che ha sin qui portato avanti nell'arco di tutta la precedente legislatura. Insomma, per un patto di potere si è venduto l'anima”, conclude.

26/11/2018 - 12:38

Oggi il presidente del Consiglio incontrando 3mila sindaci dei piccoli comuni non ha potuto far altro che annunciare quanto ha trovato sul tavolo: rinegoziazione dei mutui, legge sui piccoli comuni, strategia nazionale delle aree interne. Tutte cose ereditate dal Pd e dai governi precedenti. Nessun valore aggiunto proveniente da una proposta nuova. E, inoltre, con un ritardo notevole nell’attuazione dei decreti previsti dalla legge sui piccoli comuni, come acclarato da una interrogazione del Pd alla Camera. In ogni caso, e certo non per merito del governo, la giornata di oggi costituisce una decisa inversione di marcia di Poste Italiane, dopo anni di tagli e chiusure, derivato in particolare dalla legge sui piccoli comuni della quale sono relatore e che ha messo fine alla logica puramente finanziaria delle Poste”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

Con la legge 158 - aggiunge il deputato Dem - abbiamo voluto un ruolo per Poste che vada nella riduzione del gap di connettività tra territori, per andare nella direzione di mantenere agganciate ai network dello sviluppo quelle realtà rurali e montane chi rischiano la marginalità per la difficoltà di accesso alle nuove tecnologie. Oggi e domani servizi, istruzione, crescita, sviluppo, saranno garantiti dalla connettività: avere una rete distribuita come Poste Italiane significa avere una infrastruttura già presente per assicurare diritti di cittadinanza e uno stesso ripensamento dell’idea di sviluppo economico nazionale. A Poste Italiane spetta il compito di interpretare questa nuova funzione - conclude Enrico Borghi - che apre peraltro spazi di business a favore di una società pubblica che abbiamo voluto mantenere tale”.

13/11/2018 - 14:04

“È incredibile che mentre emerge l’esigenza della tutela del territorio e di un equilibrio di carattere sociodemografico il governo lasci nel cassetto una legge approvata nella scorsa legislatura all’unanimità e che ha consentito di avviare un nuovo approccio nei confronti delle comunità presenti nei territori dei piccoli comuni”.

- Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza dei deputati del Partito Democratico e sindaco di Vogogna, presentando l’appello degli oltre duecento sindaci al Presidente del Consiglio Conte –

“Alla mia interrogazione per la piena applicazione di una legge attesa da molti anni ho avuto solo una risposta burocratica. Il punto fondamentale – spiega il deputato Dem - è recepire quello che la legge porta con sé, cioè un nuovo approccio nei confronti dei piccoli comuni che sono una risorsa importante per il Paese anche per risolvere i problemi che abbiamo sul campo, a partire dall'emergenza ambientale”.

“Abbiamo bisogno che il governo si attivi con l'approvazione dei decreti attuativi e maggiori risorse già nella Legge di Bilancio, perché non possiamo più accettare una simile inerzia di fronte all'emergenza”

12/11/2018 - 18:43

“Tra gli eventi avvenuti in questo fine settimana alcuni meriterebbero di essere valorizzati, come quello dei 30mila in piazza a Torino, altri invece, come le orribili affermazioni su down e anziani del portavoce del presidente del Consiglio, andrebbero stigmatizzati. Da questo punto di vista, la miglior risposta è giunta attraverso una fotografia scattata a Biella dal Presidente della Repubblica. Ma non possiamo però permettere che passi sotto silenzio l’affermazione più vergognosa, quella fatta dai vertici dell’M5s contro la libertà di stampa e i giornalisti. Per evidenziare le differenze tra M5s e Pd basterebbe vedere quanto non ha detto Matteo Renzi su una vicenda che ha riguardato la sua famiglia. Agli esponenti del M5s non serve oggi venire qui in Parlamento a sciacquarsi la bocca contro la violenza, quando invece usano quotidianamente la violenza verbale. Noi difendiamo sempre l’articolo 21 della Costituzione e non accettiamo questi toni da squadristi del 1919 o da Repubblica del Carnaro. Il Governo venga a rendere conto alla Camera di queste affermazioni non degne di un sistema democratico”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula.

31/10/2018 - 15:44

“Il ministro Fraccaro, assente dall’aula in tutti questi giorni al pari dei ministri competenti Di Maio e Toninelli, mente al livello di calunnia. Se siamo arrivati a questo punto, senza che da parte del Pd, né delle altre opposizioni, vi sia stato atteggiamento ostruzionistico, è a causa del pressapochismo, della confusione e del modo pasticciato di lavorare messo  in campo da relatori, maggioranza e governo. Non è colpa del Pd se nel corso di questi giorni i lavori siano stati ripetutamente interrotti su richiesta dei presidenti della Commissioni e dei relatori, presentatisi in aula palesemente impreparati, e a causa del governo che, ancora nelle ultime ore, ha infarcito il Dl Genova di provvedimenti del tutto incongrui come il condono edilizio di Ischia (ancora fermo nel Comitato dei Nove per richiesta dei relatori) e di modifiche della normativa ambientale in materia di idrocarburi. La maggioranza ha fatto l’ostruzionismo nei confronti di se stessa, con evidenti contraddizioni fra Lega e M5S che si sono scaricate sull’andamento dei lavori. Ora si assumano le loro responsabilità. Noi abbiamo fatto e faremo la nostra parte”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

25/10/2018 - 15:02

“Dopo l’ennesimo rinvio, chiediamo l'immediata convocazione della Conferenza dei capigruppo perché, a causa della incapacità del Governo di presentarsi puntuale con tutta la documentazione necessaria, c'è stata una diversa organizzazione dei lavori e noi vogliamo capire come saremo in grado di intervenire". Lo ha detto Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd della Camera, intervenendo in Aula nel dibattito sul decreto Genova.

“La Ragioneria dello Stato - prosegue Borghi - non ha ancora effettuato la bollinatura e al momento si stanno ancora aspettando i pareri. Ricordiamo al governo che questa operazione non si fa valle del decreto, ma a monte. Inoltre la Ragioneria pone rilievi sulla copertura della ricostruzione del ponte Morandi, cioè il cuore del provvedimento. Il Pd non ha presentato emendamenti ostruzionistici, ma 120 proposte migliorative di merito. Chiediamo quindi con urgenza una riunione di gruppo per una nuova organizzazione dei lavori”.

24/10/2018 - 17:13

“Va stigmatizzata la totale assenza dai lavori dell’Aula Camera, così come da quelli della commissione, del ministro competente in materia, il senatore Toninelli. Un ministro delle Infrastrutture che sul Decreto per Genova aveva annunciato, proprio alla Camera, importanti decisioni ed atti che si sarebbero poi discussi in Parlamento. Ricordiamo la revoca della concessione autostradale mai fatta, l’annuncio della ‘fine della grande mangiatoia’, i selfie sulle rovine e dal barbiere, i sorrisi a Porta a Porta, e potremmo continuare in questa triste giaculatoria. Ci saremmo attesi, vista questa smania di protagonismo per cose che non si sarebbero dovute fare, che il ministro avesse quel minimo di dignità sindacale di presentarsi almeno in quest’Aula, davanti ai colleghi che stanno lavorando per svolgere la loro funzione”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd, intervenendo in Aula nel dibattito sul Decreto Genova.

17/10/2018 - 17:16

Il voto sulle dimissioni -respinte- dell’on. Crosetto segnala un doppio fatto politico: per la prima volta in questa legislatura, la maggioranza va in frantumi dentro il voto segreto e il Movimento 5 Stelle viene smentito platealmente, anche dalle ampie assenze tra le proprie fila.

I grillini, infatti, nonostante la prerogativa del voto segreto legato all’articolo 67 della Costituzione, hanno voluto dare una specifica indicazione di voto, ma hanno raccolto solo 187 voti favorevoli a fronte dei 220 deputati appartenenti al loro gruppo. Spiccano, in proposito, le numerose assenze non giustificate nel gruppo 5 stelle (25, oltre il 10% del gruppo), e appare evidente il fallimento del tentativo del Movimento 5 Stelle di “forzare” sul piano dialettico l’esito del voto. Appare chiaro che i deputati leghisti hanno per lo più votato contro le dimissioni del collega Crosetto, segnando in tal modo un preciso fatto politico”.

Lo dichiara il deputato dem Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo.

09/10/2018 - 16:26

Sulla Tav le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Buffagni non lasciano dubbi. Per l’esponente del M5s “la Torino-Lione è un’opera vecchia e inutile che non ha traffici adeguati”. È sempre più chiaro che sull’Alta velocità regna sovrana la confusione nel governo con M5s e Lega che continuano a litigare perché in campagna elettorale hanno sostenuto posizioni opposte. La Lega, che punta a governare la Regione Piemonte, ha fatto la campagna elettorale a favore della Tav, il M5s che ha vinto le elezioni in Val di Susa l’ha fatta contro. La confusione regna sovrana, e ogni giorno arrivano input contraddittori, esponendo il Paese a figuracce internazionali e mandando segnali preoccupanti al mondo dell’economia e dell’imprenditoria. Immaginare di colpire la Tav Torino-Lione significa dare un colpo mortale all’economia del Nord-Ovest, già pesantemente colpita dalla vicenda del Ponte Morandi a Genova e dal tentativo del governo di bloccare il Terzo Valico. Aspettiamo di capire adesso cosa faranno. Dovranno portare in Parlamento una legge, disdire accordi internazionali ed esporsi così a un contenzioso che può ammontare a 3 miliardi di euro. Se ritengono che in questo frangente l’Italia abbia 3 miliardi da sborsare per le impuntature ideologiche di Toninelli e Di Maio, siamo curiosi di vedere come lo spiegheranno agli italiani.

Lo afferma Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd della Camera.

04/10/2018 - 14:11

“La Legge di contabilità impone al governo la trasmissione al Parlamento della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza entro il 27 settembre. In quella data qualcuno è salito sui balconi di Palazzo Chigi e in questi giorni abbiamo visto e sentito di tutto; nelle scorse ora una incredibile conferenza stampa nella quale il Primo ministro, i due vice premier e il ministro dell’Economia, annunciavano al Paese che cambiavano i saldi che sarebbero stati approvati nel Consiglio dei Ministri del 27 settembre. E allora la domanda è: qual è la verità? Dove stanno le carte? Di che cosa stiamo parlando?”

Lo dichiara Enrico Borghi durante il suo intervento in Aula.

“La situazione è molto preoccupante e sta assumendo contorni kafkiani. Denunciamo il fatto che il Parlamento è stato esautorato. Inoltre – prosegue Borghi - quale messaggio il governo sta mandando ai cittadini se lui per primo non rispetta le scadenze stabilite per legge?”

“Il Parlamento deve essere messo in condizione di approfondire e discutere con tempi congrui un documento di tale importanza. Perché il continuo cambiamento delle cifre e dei numeri impone un approfondimento adeguato e un confronto parlamentare nel merito. Su questo – conclude Borghi - si gioca molto della credibilità del nostro Paese”.

03/10/2018 - 16:55

“Non è tollerabile che un componente dell’esecutivo si rivolga in maniera offensiva nei riguardi del Parlamento. Non è la prima volta che parole di insulto vengono poi rilanciate sui social. Occorre ricordare che durante il question time i parlamentari, tutti, stanno esercitando la loro funzione e il loro lavoro nelle Commissioni. Mentre Salvini offendeva con gravi parole il Parlamento, in Quinta Commissione si affrontava il tema del ritardo della presentazione del Def, in Decima l’audizione del ministro Bassetti e tutte le altre stavano svolgendo il loro ordinario lavoro. Il question time non è il teatro per offendere la Camera e per rivolgersi al Paese, con evidenti nostalgie per un oscuro passato, mostrando i deputati come inutili e fannulloni. Il question time è l’istituto nel quale il governo rende conto del proprio operato al Parlamento e al Paese. Non consentiremo a chi come Salvini, che nelle sedi internazionali ha brillato per assenze e assenteismo, di dare lezioni. A questo punto, chiediamo formalmente che durante il question time vengano sospesi i lavori delle commissioni per impedire questo dileggio del Parlamento”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd, intervenendo in Aula sul richiamo al regolamento in merito alle dichiarazioni di Salvini durante il question time.

Pagine