20/06/2018 - 15:20

"Alla prima votazione slegata da incombenze governative, la maggioranza si è già divisa”. Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, a proposito del voto sulla richiesta di dimissioni da parte di Guido Crosetto.

“Sul tema delle dimissioni di Guido Crosetto – continua - dal Parlamento, abbiamo assistito alla divaricazione tra i due partner di governo, e al paradosso che il gruppo cui il deputato appartiene, Fratelli d'Italia, ha annunciato il voto contrario alle dimissioni mentre il gruppo del Movimento 5 Stelle è corso inutilmente in soccorso della destra dando un voto non richiesto che avrebbe messo il silenziatore su una vicenda che merita qualche riflessione. Infatti, rimane un tema da chiarire. E cioè quali siano le motivazioni reali delle dimissioni del collega Crosetto, peraltro da noi stimato nella distinzione che da sempre facciamo tra aspetti personali ed elementi di appartenenza politica. In Aula non è stato chiarito se tali dimissioni sono da ascriversi a caso di incompatibilità, o per motivi personali. Nel primo caso devono essere rese note, nel secondo caso l'aula deve essere informata dal parlamentare interessato che deve spiegare le motivazioni che hanno indotto a una scelta di dimissioni che contrasta con il volere del popolo che ha eletto un proprio rappresentante. L'istituto del voto segreto previsto non è una pratica arcaica, come sostengono impropriamente i colleghi grillini. Esso è volto a tutelare il parlamentare - e quindi le istituzioni democratiche - da eventuali, possibili pressioni ricevute, che potrebbero essere in astratto sia di un partito come di altri soggetti, esterni al Parlamento o addirittura alla nazione”.

“E' per la salvaguardia delle prerogative sancite dall'articolo 67 della Costituzione che noi abbiamo sostenuto la richiesta di rinvio, che consentirà al diretto interessato di chiarire le ragioni di tale decisione e sgombrare il campo da qualsivoglia dubbio", conclude.

19/06/2018 - 18:20

Bella vittoria per territori montani con norma voluta da Pd

"Oggi le Sezioni Unite Civili della Corte Suprema di Cassazione hanno rigettato i ricorsi avanzati da privati contro la norma (contenuta nella legge di stabilità 2013 e confermata in via interpretativa con il Collegato ambientale del 2015) che ha esteso i sovracanoni di bacino imbrifero montano previsti dalla legge 959/53 anche agli impianti posti al di fuori del perimetro dei consorzi, e quindi di fatto nei comuni rivieraschi non montani. La Cassazione ha confermato che la norma in questione, voluta e costruita da parlamentari del Partito Democratico, è pienamente legittima sotto il profilo costituzionale e comunitario.

Dopo una vicenda giudiziaria lunga 5 anni, oggi il diritto dei comuni montani-singoli o associati in consorzi- di percepire i sovracanoni in relazione a tutti gli impianti (a prescindere dal rilievo altimetrico) non può più essere messo in discussione. Si tratta di una bella vittoria per i territori montani, che vedranno un aumento del gettito fiscale a loro favore, frutto dell'azione convinta dei Democratici nella scorsa legislatura, e che ora ci auguriamo non venga penalizzata dalle misure che il governo intende mettere in atto nel cosiddetto pacchetto della Flat Tax.".

Lo afferma Enrico Borghi, della presidenza Pd alla Camera dei Deputati. 

18/06/2018 - 14:49

“Il Piemonte e l’Italia hanno bisogno di infrastrutture moderne, efficaci e capaci di coniugare sviluppo e tutela dell’ambiente rispettando la volontà e l’autonomia delle comunità locali come la Tav ed il Terzo valico. Per questi motivi sosterremo le iniziative della Regione e del Presidente Chiamparino sulla mobilità, attivandoci in Parlamento per promuovere ogni atto utile che possa permettere ai nostri territori di dotarsi di assi viarie per passeggeri e merci integrate con le vie di comunicazione comunitarie e funzionali alle esigenze ed alle necessità di cittadini ed imprese”. È quanto riporta una nota congiunta di deputati e senatori del Partito democratico Silvia Fregolent, Enrico Borghi, Giacomo Portas, Davide Gariglio, Francesca Bonomo, Chiara Gribaudo, Alberto Losacco, Andrea Giorgis, Stefano Lepri, Mauro Maria Marino, Anna Rossomando, Roberta Pinotti, Mino Taricco, Mauro Laus, sulla riunione sulle infrastrutture che si è svolta oggi, lunedì 18 giugno, a Torino presso la Regione Piemonte.

13/06/2018 - 11:45

“Per il M5s della commissione Antimafia della scorsa legislatura alzare il limite dell’uso del contante era un regalo alle cosche. Oggi che Salvini propone di abbattere ogni limite che dicono?”.

Così il deputato Dem Enrico Borghi, dell’Ufficio di presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

07/06/2018 - 15:42

“Se dovessimo titolare le prime ore di questa maggioranza in termine giornalistici, potremmo riassumerli così: ‘Pronti, via… stop!”. Lo ha dichiarato Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, nell’Aula della Camera, a proposito del ritardo nella formazione delle commissioni permanenti.

“Abbiamo assistito con imbarazzo – continua – alla richiesta avanzata da Lega e 5 Stelle prima del varo del governo, di insediare immediatamente le commissioni prima ancora che il governo giurasse. Ora, assistiamo alla richiesta, da parte delle medesime forze politiche, di rinviare l’insediamento delle stesse commissioni. E’ del tutto evidente che siamo davanti a una schizofrenia, una schizofrenia di carattere politico: dobbiamo fermare il lavoro del Parlamento perché Lega e M5S non hanno ancora trovato un punto di convergenza su quello che loro in passato, riferito ad altri, hanno chiamato spartizione, accordi partitocratici e lottizzazione. Il risultato è che a 90 giorni dal voto il Parlamento non può ancora funzionare”.

“Vogliamo stigmatizzare tutto questo comportamento e facciamo appello alla presidenza perché si metta subito il Parlamento nella condizione di funzionare”, ha concluso.

01/06/2018 - 17:59

"Dopo quasi novanta giorni di estenuante tarantella, nella quale i cosiddetti vincitori del 4 marzo hanno dato vita ad uno spettacolo mai visto, l'Italia ha un nuovo governo. Nel frattempo, abbiamo assistito a una impennata dello spread, a un aumento degli interessi sui titoli del debito pubblico e a un'accennata fuga di capitali dal Paese che hanno poi indotto i protagonisti ad assumersi, finalmente, le loro responsabilità. Ora vedremo se e come sapranno passare dalle parole ai fatti". Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito della nascita del governo Conte .

"Il governo sovranista - prosegue - parte con una leadership debole affidata da uno sconosciuto professore universitario, che ha già dimostrato di essere ostaggio dei suoi ingombranti vicepremier, e con una marcata influenza, se non addirittura guida, internazionale. Abbiamo visto la sponsorizzazione da un lato del presidente della Russia, Putin, e dall'altro dell'ideologo di Trump, Steve Bannon, presente con tutta la sua influenza in questi giorni nella capitale per dare vita ad un governo per il quale arrivano in queste ore le voci di giubilo di personaggi come Marine Le Pen e Nigel Farage. Si tratta sicuramente di un salto di fase, ma  i fatti presto si incaricheranno di dimostrare che un governo autopresentatosi ‘del cambiamento’ si rivelerà un ottimo affare per rentier, speculatori, ricchi e un pessimo affare per i ceti popolari che lo hanno sostenuto. Un governo nel quale trovano spazio consolidati gattopardi, esponenti delle vituperatissime banche e del mondo finanziario che si voleva essere patrimonio del Pd e addirittura - per esplicita, e quasi incredibile ammissione dello stesso Di Maio - personaggi legati alla massoneria internazionale”.

“Per parte nostra, non mancheremo di esercitare la nostra azione di opposizione parlamentare, politica e sociale, per costruire le ragioni di una alternativa che si renderà necessaria quando le misure del primo governo sovranista si mostreranno inefficaci e non utili al Paese”, conclude.

28/05/2018 - 19:14

“Il pomeriggio televisivo di Salvini e Di Maio si è risolto nel più goffo dei boomerang e ha rivelato quali siano la confusione, l’irresponsabile approssimazione e le menzogne del duetto populista”. Lo dichiara Enrico Borghi, dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito delle dichiarazione rilasciate da Matteo Salvini e Luigi Di Maio a Pomeriggio Cinque.

“Davanti all’affermazione di Di Maio – spiega – che al presidente della Repubblica sarebbero stati fatti i nomi di Bagnai e Siri come ministri per l’Economia, il Quirinale stesso – caso raro – si à sentito in dovere di precisare attraverso l’ufficio stampa che la circostanza non corrisponde a verità. Come non bastasse, lo stesso Salvini ha poi rivelato che quei nomi non andavano comunque bene. Dal momento che i nomi proposti da Conte a Mattarella non potevano che essere condivisi, anche Salvini ha di fatto smentito Di Maio”.

“Le interviste di oggi hanno insomma plasticamente dimostrato la natura puramente strumentale del violento attacco al presidente della Repubblica Mattarella”, conclude.

23/05/2018 - 18:09

“Gli attacchi di stampo squadrista arrivati in queste ore al Presidente Mattarella dalla famiglia Di Battista hanno il sapore dell'eversione, rispetto alla quale non staremo silenti ad assistere”. Lo scrive su Facebook Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito delle parole di Alessandro Di Battista.

“Il Presidente della Repubblica – spiega - sta facendo un lavoro rilevante e assolutamente rispettoso della nostra Costituzione, dovendo fare i conti con un quadro politico nel quale la responsabilità dei ritardi di questi 80 giorni di sterilità sono tutte delle forze politiche uscite vincitrici dal voto del 4 marzo che sono giunte sin qui tra tattiche, rinvii, messaggi obliqui e tentennamenti anziché assumersi direttamente la responsabilità”.

“Colpisce l'assoluto e grave silenzio dei compagni di partito e degli alleati del signor Di Battista, che evidentemente ritengono normale che le forze politiche possano aizzare la piazza contro le istituzioni democratiche, alla vigilia del varo del governo”, conclude.

21/05/2018 - 16:27

"Sta nascendo il primo governo di destra sociale dai tempi di Salò. Il Pd sopravviverà solo se lotterà. Contro le politiche del grillolehismo. Non contro sé stesso". Lo ha scritto l'on. Enrico Borghi, deputato segretario d'aula del Partito Democratico, sul proprio profilo Facebook, commentando la nascita del governo e la situazione interna al Pd.

09/05/2018 - 13:21

“sono in atto riposizionamenti in ossequio al ‘nuovo che avanza’”

 

“E' inaccettabile l’esclusione di rappresentanti del Pd dal confronto politico finale al Forum delle Aree Interne in Val Maira del 17/18 maggio. Dal momento delle dimissioni del governo Gentiloni, il sottoscritto è decaduto da consigliere  ministeriale per la Snai, e per ragioni di rispetto istituzionale si è astenuto dal prendere parte alle attività ad essa connesse. In ragione di ciò, e in forza di altri impegni connessi con altro incarico, ho declinato l’invito a partecipare al Forum, invitando a coinvolgere altri esponenti democratici nel quadro di un confronto aperto a tutte le voci e le sensibilità come si è fatto da sempre sul tema sin qui. La diffusione del programma, che prevede sul piano parlamentare solo il coinvolgimento di esponenti della Lega e del Movimento 5 stelle, nonostante la presenza a Cuneo di autorevoli parlamentari locali dem che hanno seguito il tema fin dall’inizio, denota un evidente riposizionamento in corso delle strutture burocratiche che sin qui hanno presidiato, forse eccessivamente, la questione nel quadro di una confusa e talora ridondante procedura che abbiamo ereditato dal governo Monti. Un posizionamento che va nella evidente direzione di accreditarsi verso una sorta di ‘nuovo che avanza’, e che fornisce all'esterno il segnale di una sorta di archiviazione dell'azione del Pd, come denotano anche recenti uscite stampa in tale direzione che non hanno tenuto in alcun modo in conto la verità storica sul tema”.

 

Così il deputato Dem Enrico Borghi, segretario d’aula e membro dell’Ufficio di presidenza del Gruppo.

 

“Il Pd nella XVII legislatura - aggiunge Enrico Borghi - è stato il soggetto decisivo e determinante per la nascita, il varo e il finanziamento della Strategia Nazionale per le Aree interne con i governi Letta, Monti e Gentiloni. Non vi è stata legge di bilancio della scorsa legislatura senza risposte determinanti e decisive in tal senso. Abbiamo assicurato sul campo e in concreto l’avvio di una azione a sostegno delle aree territoriali più deboli e periferiche, e non accetteremo supini e silenti nessuna archiviazione, anche per rispetto delle centinaia di amministratori del nostro partito che quotidianamente sono protagonisti sui territori dell'attuazione di queste politiche con grande capacità. Immaginare che il Pd sia stato un organismo veicolo da utilizzare, per poi giungere ad altri approdi dentro una dimensione di egemonia culturale sul tema, significa commettere un errore irrispettoso del nostro ruolo, della nostra storia e della nostra realtà. Noi - conclude il deputato Dem -  su questi temi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo, e non permetteremo a nessuno di strumentalizzarci o di escluderci”.

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