25/10/2020 - 15:40

“Stiamo vivendo un momento difficile della nostra vita nazionale. Le scelte di queste ore rischiano di alimentare tensioni, paure e reazioni. Credo che chi ha responsabilità pubbliche debba avere la lucidità di capire come guidare il Paese in questo frangente difficile. E, personalmente, rinvengo nella lettura della Storia qualche chiave per l’oggi.

Il 17 febbraio 1977, il segretario della Cgil Luciano Lama venne pesantemente contestato all’Università “La Sapienza” di Roma dagli autonomi che a colpi di spranghe, molotov e bulloni gli impedirono di parlare. Commentando quel fatto, ad una domanda su cosa servisse al Paese per uscire dal quel frangente drammatico (costellato in quei giorni dal terrorismo rosso e nero), Lama fu lapidario: Serve coesione!. Non si lasciò andare né all’isteria emotiva né al fallo di reazione, ma analizzò a fondo quanto accadeva e individuò nella coesione del Paese, delle sue forze sociali e politiche, la risposta alla grave situazione.

A me pare che, fatte le debite differenze, sia quella una lezione che serve anche per l’oggi. Serve coesione. Serve capacità di costruire tessuto connettivo. Serve abbandonare la “politique politicienne”, e capire che nei momenti di grave difficoltà ognuno deve avere un senso di responsabilità repubblicana.

A me pare che le due interviste di oggi di Marco Minniti su “Repubblica” e di Graziano Delrio su “La Stampa” abbiano perfettamente colto nel segno, e dimostrano che il Pd - vorrei dire, ancora una volta - si dimostra l’architrave di un sistema politico e istituzionale che rischia di essere pesantemente sfibrato dai colpi di maglio di una grave crisi economica e sociale. Inutile girarci attorno: stiamo vivendo la più grave crisi produttiva della storia della Repubblica. Siamo dentro un crollo di Pil che si è registrato in Italia solo nel periodo delle due guerre mondiali. E quindi le proteste di queste ore, e quelle che ci saranno, devono essere comprese, analizzate e risolte dentro questa cornice. Serve coesione, allora. Se su questi temi (come su altri di particolare delicatezza, penso per le mie terre al tema delicatissimo dell’emergenza e della ricostruzione post-alluvionale) introduciamo tra le forze politiche un livello di dibattito fazioso, tra guelfi e ghibellini, anziché cercare di ritrovare un minimo comune denominatore, il rischio paventato oggi da Delrio circa il fatto che i miti possano non credere più nelle istituzioni democratiche rischia di diventare concreto. Con tutte le conseguenze del caso. Coesione, dunque. Come ha ricordato oggi anche Minniti. Che non è confusione di ruoli, pasticci o  ammuina. Ma che è reciproca assunzione di responsabilità. Credo che si debba iniziare dal Parlamento, fin dalle prossime ore, ad esercitare uno sforzo di reciproco ascolto, di capacità di confronto che vada oltre gli atteggiamenti di maniera, di interlocuzione reale nella consapevolezza che ciascuno di noi-maggioranza e opposizione, Stato e Regioni, sindacati ed enti locali- ha il mano un pezzo di futuro del Paese e la responsabilità di non gettarlo al vento”.

Lo scrive in un post su Facebook Enrico Borghi, della Presidenze del Gruppo Pd alla Camera.

25/10/2020 - 11:17

“Questa vergogna ha un solo nome: squadrismo! Piena solidarietà a Paolo Fratter e alla troupe di SkyTG24. Non ci fanno paura, non fermeranno la democrazia”.

Lo scrive su twitter Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, in merito all’aggressione subita da giornalisti e operatori a Napoli.

25/10/2020 - 11:17

“Stiamo vivendo una fase di grande trasformazione, nella quale il virus è una molla per la trasformazione della società, e cambia profondamente i rapporti di forza tra capitale e lavoro determinando nuovi vincitori e nuovi vinti. Il compito della politica è stare in mezzo a questo conflitto, per determinare condizioni di riequilibrio e di giustizia, ed evitare che si generino nuove emarginazioni e nuove diseguaglianze”.

Lo ha detto stamattina l’on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio e consigliere speciale del governo per la montagna, intervenendo via web alla Assemblea annuale dell’Uncem, l’Unione dei comuni ed enti montani.

“La montagna in Italia è un serbatoio per l’intero Paese, vissuto da 10 milioni di cittadini, e può anticipare il futuro visto che sta dando condizioni di maggiore salubrità e vivibilità confermato da uno spostamento di persone verso le aree rurali. Per questo, serve la politica. E noi proponiamo cinque punti di lavoro. Anzitutto - prosegue l’esponente dem - l’impiego delle risorse del Recovery Fund in una logica strategica, senza polverizzazione delle risorse, e utilizzando la griglia giuridica della legge sui piccoli comuni senza invenzioni di agenzie, sovrastrutture centrali o altre burocrazie. Poi, attuando l’autonomia differenziata per la quale abbiamo già stanziato 4.6 miliardi in legge di bilancio indirizzate per la prima volta a colmare il deficit infrastrutturale delle aree montane. Ancora, varando una legge sui servizi ecosistemici per la quale dobbiamo battere pigrizie mentali, conservatorismi burocratici e interessi specifici che nel 2015 affossarono la delega specifica data al governo con il collegato ambientale. Il quarto punto è l’attuazione della strategia nazionale per le Green communities, che vedrà proprio nell’Uncem un soggetto attivo di promozione delle migliori prassi presenti sul territorio in termini di sostenibilità e innovazione. E da ultimo - conclude Borghi -  l’estensione a tutto il territorio nazionale della sperimentazione della Strategia Nazionale delle Aree Interne sulla quale si stanno mettendo molte risorse e che richiede una rete di Sindaci in grado di cogliere le sfide del cambiamento e dell’innovazione che abbiamo di fronte per collocare la montagna e le sue comunità non tra i vinti, come accadde nel Novecento, ma tra i vincitori”.

24/10/2020 - 12:40

“Questa vergogna ha un solo nome: squadrismo! Piena solidarietà a Paolo Fratter e alla troupe di SkyTG24. Non ci fanno paura, non fermeranno la democrazia”.

Lo scrive su twitter Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, in merito all’aggressione subita da giornalisti e operatori a Napoli.

24/10/2020 - 12:07

“Stiamo vivendo una fase di grande trasformazione, nella quale il virus è una molla per la trasformazione della società, e cambia profondamente i rapporti di forza tra capitale e lavoro determinando nuovi vincitori e nuovi vinti. Il compito della politica è stare in mezzo a questo conflitto, per determinare condizioni di riequilibrio e di giustizia, ed evitare che si generino nuove emarginazioni e nuove diseguaglianze”.

Lo ha detto stamattina l’on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio e consigliere speciale del governo per la montagna, intervenendo via web alla Assemblea annuale dell’Uncem, l’Unione dei comuni ed enti montani.

“La montagna in Italia è un serbatoio per l’intero Paese, vissuto da 10 milioni di cittadini, e può anticipare il futuro visto che sta dando condizioni di maggiore salubrità e vivibilità confermato da uno spostamento di persone verso le aree rurali. Per questo, serve la politica. E noi proponiamo cinque punti di lavoro. Anzitutto - prosegue l’esponente dem - l’impiego delle risorse del Recovery Fund in una logica strategica, senza polverizzazione delle risorse, e utilizzando la griglia giuridica della legge sui piccoli comuni senza invenzioni di agenzie, sovrastrutture centrali o altre burocrazie. Poi, attuando l’autonomia differenziata per la quale abbiamo già stanziato 4.6 miliardi in legge di bilancio indirizzate per la prima volta a colmare il deficit infrastrutturale delle aree montane. Ancora, varando una legge sui servizi ecosistemici per la quale dobbiamo battere pigrizie mentali, conservatorismi burocratici e interessi specifici che nel 2015 affossarono la delega specifica data al governo con il collegato ambientale. Il quarto punto è l’attuazione della strategia nazionale per le Green communities, che vedrà proprio nell’Uncem un soggetto attivo di promozione delle migliori prassi presenti sul territorio in termini di sostenibilità e innovazione. E da ultimo - conclude Borghi -  l’estensione a tutto il territorio nazionale della sperimentazione della Strategia Nazionale delle Aree Interne sulla quale si stanno mettendo molte risorse e che richiede una rete di Sindaci in grado di cogliere le sfide del cambiamento e dell’innovazione che abbiamo di fronte per collocare la montagna e le sue comunità non tra i vinti, come accadde nel Novecento, ma tra i vincitori”.

22/10/2020 - 19:40

“Oggi alla Camera si è tenuta la riunione della Giunta del Regolamento. E per la prima volta, dopo mesi di nostra insistenza, da un lato si è preso atto che occorre innovare il modo col quale i Parlamentari lavorano per renderlo compatibile con le esigenze di profilassi e salute e dall'altro sono state messe sul campo -da parte del Presidente Fico- una serie di possibili soluzioni di natura tecnica.
A mio personale giudizio si sarebbe dovuti arrivare prima, molto prima. Ma in ogni caso, finalmente qualcosa si muove, e questo è oggettivamente ascrivibile all'azione del Pd.

E' positivo l'impegno del Presidente Fico, che investirà della questione la Conferenza dei capigruppo, così come la sua apertura all'ipotesi da noi avanzata di contemplare anche il voto a distanza.

Credo che su questo dobbiamo creare le condizioni per una intesa con le opposizioni, perchè modifiche di questa natura debbono avvenire in uno spirito bipartisan e perché più in generale -come ha detto oggi in aula il nostro capogruppo Graziano Delrio- è il momento dell'unità nazionale e non delle polemiche. Noi opereremo con questo spirito, e in questa direzione.

Per noi l'obiettivo è molto chiaro: il Parlamento deve rimanere aperto, essere operativo, assicurare che la democrazia funzioni senza soluzioni di continuità, e lo deve fare in condizioni di assoluto rispetto delle prescrizioni normative in materia di profilassi sanitaria. Oggi, grazie anche all'ausilio delle tecnologie, la cosa è fattibile (il Parlamento Europeo guidato da David Sassoli sta lì a dimostrarlo). Procediamo”. Lo scrive sulla sua pagina facebook Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

21/10/2020 - 20:13

“Non esiste una ‘vicenda Padoan’ ma siamo in presenza di un ex ministro rispettabile e stimato, che ha ricevuto una proposta da una banca di caratura europea, e le cui qualità sia di natura tecnico-professionale che di natura umana e personale sono fuori discussione”.

Lo dichiara Enrico Borghi della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

21/10/2020 - 17:02

Dichiarazione on. Enrico Borghi, deputato piemontese del Pd e componente l'ufficio di presidenza del gruppo alla Camera

“E' una richiesta necessaria e indispensabile in dirittura d’arrivo”. Così il deputato Enrico Borghi, dell'ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera, dopo la decisione della Protezione Civile di chiedere  al Consiglio dei ministri lo stato di emergenza  per i territori del Nord Italia colpiti di recente dalla violenta ondata di maltempo. 
“Oggi pomeriggio ho ascoltato, nel corso di una audizione presso la Commissione Ambiente alla Camera, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che  ha confermato che nelle giornate del 2 e 3 ottobre scorso il Piemonte  (principalmente le zone del cuneese, del biellese, del vercellese, del novarese e del Verbano Cusio Ossola), è stato colpito da un evento violento e  anomalo, con precipitazioni che hanno superato i 600 mm  e che rappresentano più del 50% della precipitazione media annuale. Un evento talmente eccezionale -ha aggiunto Borghi – che la  Protezione Civile della Regione Piemonte ha ricevuto segnalazioni da 108 comuni delle aree colpite, e la maggior parte dei danneggiamenti è stata relativa a viabilità secondaria, infrastrutture di servizi, dissesti spondali e rilevati arginali.”
“Borrelli – ha inoltre affermato il parlamentare piemontese del Pd-  ha parlato di danni per il Piemonte pari a 231 milioni per i fabbisogni di somma urgenza e 416 milioni per il rischio residuo, con almeno 1 miliardo di euro di danno complessivo. Giusto e ineccepibile dunque richiedere lo stato d'emergenza , che verrà suddiviso su tre step. Il primo parte oggi, per la copertura per le spese di soccorso e assistenza alla popolazione. Il secondo sarà operativo tra circa un mese e riguarderà un ulteriore stanziamento per il ristoro dei danni infrastrutturali. Il terzo tempo sarà relativo alla copertura finanziaria delle infrastrutture più complesse e al rilancio economico-produttivo per il territorio, e che – come ho già avuto modo di sottolineare nei giorni scorsi , necessiterà di un specifico intervento legislativo. Gli impegni che ci siamo assunti  con sindaci e comunità colpite – ha concluso Borghi - si stanno concretizzando, ma siamo solo all'inizio del percorso. Dobbiamo continuare a operare così, con leale collaborazione tra istituzioni e impegno coordinato di tutti".

19/10/2020 - 17:45

“Lo stanziamento per la perequazione infrastrutturale previsto in Legge di Bilancio sta dando concretezza al disegno dell’autonomia differenziata, che per la prima volta esce dalle nebbie e assume contorni chiari. Mettere a disposizione risorse per iniziare a colmare i gap infrastrutturali delle aree interne e delle zone montane significa dare seguito agli impegni che il governo, con il ministro Boccia in testa, si è assunto agli Stati Generali della Montagna a Roma e Roccaraso nel corso di questo complicato anno. Un ulteriore, chiaro segnale nella direzione di una equità territoriale e di una precisa sensibilità politica”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

19/10/2020 - 14:48

“Il viceministro Sileri è distratto. Proviamo a riepilogare la vicenda. Il Parlamento ha dato mandato al governo, di cui lui fa parte, di predisporre un piano di potenziamento della rete sanitaria nazionale, alla base del quale c’è la possibilità di impiego del Mes. Anteporre a questo lavoro una conclusione opinabile figlia di una valutazione politica di parte, come fa il vice ministro Sileri, significa scambiare le istituzioni per emanazioni del proprio partito e significa non saper esprimere una posizione dell’intera coalizione come dovrebbe fare ogni membro dell’esecutivo. Il viceministro dia seguito a quanto gli hanno chiesto il Parlamento e la sua maggioranza parlamentare, senza fughe in avanti improprie e improduttive. E si concentri sul piano di miglioramento della sanità pubblica: alla fine si accorgerà che i soldi europei per la sanità non sono così disprezzabili”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
 

13/10/2020 - 20:13

“Next generation Eu è un'idea coraggiosa, ambiziosa, per la cui realizzazione serve una grande idea dell'Italia del futuro, serve un pensiero lungo e al tempo stesso responsabile. Per dirla con i classici, il Recovery Fund non è un pranzo di gala. Non è nemmeno il paese dei balocchi. È un grandissimo esercizio di responsabilità. Siamo chiamati a fare in sei anni quello che in Italia non si è riusciti a fare negli ultimi trent’anni. E per farlo serve un’idea di Paese, partendo dalla considerazione che gli attrezzi del passato sono logori, in alcuni casi inutili”.

Lo ha dichiarato Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per la discussione sul Recovery Fund.

“Occorre il recupero di una dimensione etica di fondo – ha proseguito l'esponente dem - occorre recuperare quel senso della libertà che ci hanno insegnato i padri costituenti quando dicevano che la libertà è anche responsabilità verso l'altro. Avvertiamo la necessità di costruire qualcosa che nessuna delle vecchie soluzioni è in grado di fornire. Dobbiamo guardare lontano e dobbiamo agire subito. Siamo chiamati, nell'impiego di queste risorse, non ad accontentare tutti ma a rappresentare e responsabilizzare tutti. E la nostra azione funzionerà se riusciremo a far comprendere che questi fondi non possono essere usati come spesa facile, la spesa per tutte le corporazioni, tutte le fazioni, spesa che però poi finisce senza lasciare traccia. Noi – ha concluso Borghi - dobbiamo concentrarla su poche scelte mirate e condivise, con l'obiettivo di modernizzare il Paese e di rendere giusto ed equo il domani.”

12/10/2020 - 13:37

“Il Partito democratico vota a favore per tre ordini di ragioni. Di merito, perché sappiamo che il Paese sta soffrendo e vanno date le risposte che i cittadini si aspettano: dalla proroga della Naspi e delle scadenze fiscali, allo stop ai licenziamenti. Politiche, perché un governo in un Paese in emergenza per la pandemia e le alluvioni, in una fase delicata di trattativa con l’Ue, deve esserci e operare con urgenza ed è un comportamento irresponsabile quello di coloro che continuano con la retorica della richiesta delle elezioni anticipate. Di sistema, perché questo decreto può essere l’anello di congiunzione fra una prima fase di ricorso all’indebitamento per permettere all’Italia di rimanere in piedi e la seconda che ci deve vedere impegnati nella ricostruzione, dopo il più grande shock economico e sociale dagli anni del Dopoguerra”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto a favore del decreto legge che prevede misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia.

“Entriamo in una fase delicata - ha aggiunto il deputato dem - in cui il Parlamento affronterà il tema della Nadef, poi ci sarà la Legge di Bilancio. Abbiamo l’attivazione dello Sure, l’impiego del Recovery Fund, la discussione sul Mes, il capitolo dell’autonomia differenziata. Insomma, si apre una nuova stagione dove il Partito democratico non si sottrarrà alle sue responsabilità per il bene del Paese. Sappiamo bene che letture monocamerali e decreti a raffica non aiutano, ma le Istituzioni vanno rafforzate e non indebolite. Per questo, dopo l’esito del referendum sulla riduzione dei parlamentari, abbiamo presentato un pacchetto di riforme organiche per differenziare i ruoli di Camera e Senato. Oggi non serve solo il pieno coinvolgimento del Parlamento, ma ascoltare il Parlamento nel rispetto del suo ruolo fondamentale. Come avvenne nel dicembre del 1978, quando per iniziativa parlamentare venne riformata la sanità con l’introduzione del Servizio Sanitario Nazionale. Occorre recuperare quello spirito - ha detto Enrico Borghi - con il reciproco ascolto”.

07/10/2020 - 11:09

“Su quanto avvenuto ieri in Aula, è bene separare la realtà fattuale dalle considerazioni politiche. Nella realtà fattuale, lo dicono i numeri, la maggioranza aveva 45 esponenti che non hanno potuto accedere ai lavori e il numero legale è venuto meno la prima volta per 15 voti e la seconda volta per 8. Ergo, se non ci fosse stata la circostanza del cigno nero imprevisto, la maggioranza sarebbe stata autosufficiente. Detto questo, è però finalmente emerso il fatto che avevamo un buco giuridico che la vicenda del covid ha introdotto: cioè l'impossibilità di poter configurare alcuni deputati che non hanno un regime di malattia, ma che non possono accedere all’attività parlamentare per il rispetto della profilassi. Un tema che il Pd aveva posto all’attenzione della presidenza della Camera già a marzo. Ma, come capita in questo benedetto Paese, non si riesce mai a lavorare in termini preventivi. Bisogna sempre che accada il problema per poi trovare la soluzione che infatti è stata trovata”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo oggi in Aula sul tema della mancanza del numero legale di ieri.

“Credo che il messaggio che arriva - ha detto il deputato dem - valga anche per il governo e, quindi, bisognerà metterci un surplus di dialogo e di attitudine in più all’ascolto delle opposizioni. Le quali però si ostinano talvolta a operazioni di piccolo cabotaggio. Nella Germania della metà degli anni ’90, il cancelliere Schroeder si reggeva al Bundestag per due voti e quando due socialdemocratici per motivi non legati alla loro volontà erano costretti a non poter accedere ai lavori, due esponenti dell'opposizione, nella circostanza della Cdu, abbandonavano l'Aula per consentire che il rispetto dell'equilibrio popolare sancito dal voto venisse garantito. Quella è la differenza tra chi ha il senso delle Istituzioni e chi agisce invece per utilizzarle per la propaganda che, peraltro, visto l’esito delle elezioni di domenica da qualche parte è stata anche sterile”.

06/10/2020 - 18:28

“Ricordo che negli anni ‘90, quando in Germania la SPD aveva al Bundestag un solo deputato di maggioranza, quando un membro socialdemocratico si ammalava, un democristiano usciva dall'Aula per rispettare l’equilibrio sancito dal voto popolare. Quando il collega leghista Guidesi si trovò impedito a partecipare ai lavori a seguito della proclamazione della zona rossa a Codogno, il nostro capogruppo Graziano Delrio si astenne dal partecipare al voto finché non fu possibile ripristinare il plenum. Oggi, appena si sono accorti che avevamo 41 parlamentari bloccati per disposizioni dei questori (e non messi in missione per una inspiegabile decisione della presidenza della Camera), dalla destra hanno pensato bene di far mancare il numero legale. La differenza tra chi ha il senso delle istituzioni e chi le sfrutta per fare propaganda sta tutta qui”.

Lo scrive in un post su Facebook Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

05/10/2020 - 20:05

La rielezione di Renzo Caramaschi a Bolzano e il successo di Gianni Nuti ad Aosta premiano l’intelligente azione del Pd che ha saputo aprirsi a movimenti civici e ha aperto ad una chiara alleanza con le forze autonomiste  delle due realtà territoriali.
Un risultato importante, che consente di proseguire nel solco del rispetto delle autonomie costituzionali, contro ogni tentativo di revanscismo centralista sostenuto dalle destre.
Un ottimo segnale, che apre la strada a una rafforzata stagione di collaborazione con le Autonomie da un lato e alla conferma del Pd come forza attenta e rispettosa delle peculiarità territoriali.

Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo.
 

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