05/06/2020 - 14:01

“La Svizzera intende revocare le vigenti restrizioni d’entrata nei confronti di tutti gli stati dell’Unione Europea a partire dal 15 giugno. La comunicazione giunta oggi dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter, che ha informato il Consiglio Federale circa la volontà del Dipartimento federale di Giustizia e polizia che intende revocare le vigenti restrizioni in entrata in Svizzera a decorrere dal 15 giugno, va nella direzione delle aspettative che in varie sedi politiche ed istituzionali abbiamo manifestato, dando voce alle esigenze dei territori di confine.
Abbiamo lavorato in silenzio con la Farnesina in queste settimane, e questo risultato di ritorno progressivo alla normalità potrà andare nella direzione della ripresa economica dei territori di frontiera italiani”.

Lo dichiara l’on. Enrico Borghi,della presidenza Pd a Montecitorio.

05/06/2020 - 09:04

“Il tema delle aree interne è uno dei pilastri dell’azione emendativa che il gruppo del Partito Democratico alla Camera sta predisponendo, sul complesso dell’articolato del Dl Rilancio che sta per partire il proprio iter a Montecitorio. Abbiamo elaborato una serie di proposte per il sostegno delle piccole e medie imprese delle aree interne, per la valorizzazione delle attività di Smart working, di estensione delle misure del super-eco bonus ai centri storici dei paesi sotto i 5.000 abitanti.
Proposte che porteremo all'attenzione del confronto parlamentare, e che speriamo vengano sostenute non solo dalla maggioranza ma anche da altre forze politiche. Certo è complicato prevedere stanziamenti a livello nazionale -da ultimo i 120 milioni stanziati per il sostegno alle attività economiche, commerciali e artigianali- quando si assiste a livello regionale ad una inerzia non spiegabile per dare seguito alle procedure burocratiche connesse con l’attuazione della SNAI.
Penso in particolare alla Regione Piemonte, la più lenta di tutto il Nord Italia ad implementare le misure di propria competenza. Emblematico è il caso delle prime due aree selezionate. La prima area, la Valle Maira e Grana, ha visto la firma dell’Accordo di Programma Quadro un anno fa, e in un anno la Regione non ha ancora provveduto a richiedere l’anticipo dei fondi previsto dalla normativa per girarlo ai Comuni. La seconda area, la Val d’Ossola, da mesi ha trasmesso a Torino tutte le integrazioni necessarie e si attende una delibera di approvazione dell’APQ da parte della Giunta Regionale che non arriva, tenendo bloccati 12 milioni di investimenti stanziati da anni.
Questa inerzia rischia di ripercuotersi anche a danno della terza e quarta area sperimentali individuali, le Valli di Lanzo e la Valle Bormida, che rischiano di arrivare lunghe e non poter rispettare poi i vincoli di rendicontazione fissati dall’Unione Europea.
C’è bisogno che la Regione si allinei in termini di efficienza e di attuazione, perché diversamente rischiamo di allocare risorse finanziare anche importanti e poi di vederle lasciate ferme per inspiegabili motivi. Faccio una volta di più un appello al Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, perché si attivi in questa direzione. Per parte nostra, continueremo nell'azione di sostegno ai territori montani e delle aree interne nei prossimi provvedimenti parlamentari”.

Lo dichiara in una nota l’on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio.

03/06/2020 - 18:40

“Però eviterei definizioni tipo il “Piano di Rinascita Democratica” oppure “programma di rinascita nazionale”. Almeno per la memoria di Tina Anselmi”.

Così su Twitter il deputato dem Enrico Borghi della presidenza del Gruppo. 

02/06/2020 - 19:29

Ve lo immaginate un 14 luglio in Francia, fatto non della parata del Presidente sugli Champs Elysees, ma di manifestazioni di “gilet gialli” da un lato e di utilizzo del tricolore da parte delle opposizioni dall’altro? Impensabile.
Ve lo immaginate un 4 luglio negli Stati Uniti, con i Democratici che si impossessano della “Stars and Stripes” per farne un’arma contundente contro il Presidente degli USA, Donald Trump? Impossibile.
Nelle democrazie mature, i momenti fondanti della vita di una comunità nazionale non sono oggetto di divisioni, ma motivo di unità.
Domani si celebra la nascita della Repubblica Italiana, una Repubblica generatasi dopo un evento luttuoso e traumatico come la II guerra mondiale -vissuta fin dentro le carni profonde del nostro tessuto sociale- e nata dal primo, grande atto di libertà nel quale il popolo italiano tutto si assumeva su di sè con il voto la responsabilità del proprio futuro.
Per questo, il 2 giugno dovrebbe essere la festa di tutti gli Italiani, e il Tricolore dovrebbe essere usato per unire, non per dividere.
Invece, non sarà così. L’opposizione di destra, che in una sua parte già sul 25 Aprile mostra di avere ancora i nervi scoperti, ha deciso di impiegare la giornata della festa di tutti per mettere in scena una serie di manifestazioni che, se assolutamente legittime sul piano politico, stridono sotto il profilo della volontà di costruire e investire sulla coesione sociale.
Fin dalle scelte al limite del provocatorio (come il tentativo di utilizzare l’Altare della Patria prima del Presidente della Repubblica, come se il Capo dello Stato nel rendere omaggio al Milite Ignoto non lo facesse a nome di tutti gli Italiani, ma solo di una parte!), l’opposizione ha deciso di posizionarsi su un crinale molto noto, che per la verità in passato non portò grande successo a chi lo professava.
Anzichè decidere di incalzarci sul piano della qualità dell’azione di governo e del progetto politico per il governo della crisi, gli slogan della destra sembrano essere incentrati sulla logica da un lato del “tanto peggio tanto meglio”, e dall’altro del consueto “più uno”.

Buona Festa della Repubblica a tutte e a tutti.

Lo scrive su Facebook il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd

01/06/2020 - 19:32

Ve lo immaginate un 14 luglio in Francia, fatto non della parata del Presidente sugli Champs Elysees, ma di manifestazioni di “gilet gialli” da un lato e di utilizzo del tricolore da parte delle opposizioni dall’altro? Impensabile.
Ve lo immaginate un 4 luglio negli Stati Uniti, con i Democratici che si impossessano della “Stars and Stripes” per farne un’arma contundente contro il Presidente degli USA, Donald Trump? Impossibile.
Nelle democrazie mature, i momenti fondanti della vita di una comunità nazionale non sono oggetto di divisioni, ma motivo di unità.
Domani si celebra la nascita della Repubblica Italiana, una Repubblica generatasi dopo un evento luttuoso e traumatico come la II guerra mondiale -vissuta fin dentro le carni profonde del nostro tessuto sociale- e nata dal primo, grande atto di libertà nel quale il popolo italiano tutto si assumeva su di sè con il voto la responsabilità del proprio futuro.
Per questo, il 2 giugno dovrebbe essere la festa di tutti gli Italiani, e il Tricolore dovrebbe essere usato per unire, non per dividere.
Invece, non sarà così. L’opposizione di destra, che in una sua parte già sul 25 Aprile mostra di avere ancora i nervi scoperti, ha deciso di impiegare la giornata della festa di tutti per mettere in scena una serie di manifestazioni che, se assolutamente legittime sul piano politico, stridono sotto il profilo della volontà di costruire e investire sulla coesione sociale.
Fin dalle scelte al limite del provocatorio (come il tentativo di utilizzare l’Altare della Patria prima del Presidente della Repubblica, come se il Capo dello Stato nel rendere omaggio al Milite Ignoto non lo facesse a nome di tutti gli Italiani, ma solo di una parte!), l’opposizione ha deciso di posizionarsi su un crinale molto noto, che per la verità in passato non portò grande successo a chi lo professava.
Anzichè decidere di incalzarci sul piano della qualità dell’azione di governo e del progetto politico per il governo della crisi, gli slogan della destra sembrano essere incentrati sulla logica da un lato del “tanto peggio tanto meglio”, e dall’altro del consueto “più uno”.

Buona Festa della Repubblica a tutte e a tutti.

Lo scrive su Facebook il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd

30/05/2020 - 12:00

Certo che vedere il centrodestra esultare per le dichiarazioni di un pubblico ministero è proprio la prova della loro crisi di identità, e più un generale della crisi della politica.
Noi non siamo stati immuni, nel passato, da questi errori. E li abbiamo anche pagati. Ora la destra trasferisce il clima da stadio e da curva sud alla giustizia. Nonostante il chiaro monito di ieri del Presidente della Repubblica. È un errore da non commettere.
Detto ciò, meglio lasciare che le indagini facciano il proprio corso senza attaccarsi ad ogni uscita pubblica di magistrati inquirenti (che in generale, comunque, dovrebbero parlare con gli atti...), e concentrare l’azione della politica sulla riforma dei meccanismi della giustizia. Per esempio: dopo tutto questo chiacchierare attorno al CSM, le altre forze politiche sono pronte a votare con noi la riforma del meccanismo di elezione, sostituendo il collegio alla circoscrizione unica nazionale con preferenze che attribuisce alle correnti il potere di nomina?
Pratichiamo il riformismo, please... (oltre che il garantismo).

Lo dichiara in un post su Facebook - il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo PD.

28/05/2020 - 16:13

"Il Governo italiano è al lavoro per evitare che si costruiscano corridoi turistici che escludano l'Italia - dichiara Enrico Borghi , deputato  e segretario d’aula PD a Montecitorio - l'obiettivo è la riapertura delle frontiere tra i Paesi europei il 15 giugno. I negoziati con gli altri Paesi sono in corso. Vogliamo assolutamente evitare accordi bilaterali che possano danneggiare le economie fortemente integrate delle zone di confine o penalizzare un settore come il turismo che invece ha bisogno di un forte rilancio. Voglio fare inoltre chiarezza per quanto riguarda il confine con la Svizzera - precisa Borghi -  se i dati rimangono questi,  dal 3 giugno l'Italia riaprirà le sue  frontiere e quindi coloro che hanno propri congiunti in Italia potranno tornare ad incontrarli senza dover effettuare la quarantena. In questo senso, nelle prossime ore lavoreremo con le autorità svizzere per trovare soluzioni condivise. Anche perché nei comuni di confine italiani la situazione è pienamente sotto controllo. Se la Lega, come si legge, condivide con noi l’esigenza di una apertura rapida della frontiera Italo-elvetica, non sbagli indirizzo: è ai loro amici sovranisti svizzeri che si devono rivolgere, perché l’Italia la propria parte l’ha fatta e la sta facendo".

27/05/2020 - 18:13

“Sulla fissazione della data delle elezioni regionali e amministrative, il Parlamento sta lavorando per fissare una finestra opportuna con le compatibilità generali. Questa scelta, a nostro giudizio, va accompagnata da una iniziativa del governo, che per competenza trova nel Ministero dell’Interno il proprio punto di responsabilità specifico, ispirata al principio di leale collaborazione e nel rispetto delle competenze legislative regionali in materia, che consigliano una intesa con le Regioni da parte del Ministero dell’Interno per concordare la data migliore.”

Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo

20/05/2020 - 15:02

“Il superbonus al 110% per l'efficientamento energetico e l'adeguamento antisismico delle abitazioni e l’eco-bonus e il sisma-bonus destinato ai condomini, contenute nel decreto Rilancio, sono misure importanti e strategiche per far ripartire l’Italia della Fase 2 con un modello di sviluppo più rispettoso delle esigenze dei cittadini e dell’ambiente. Ma se vogliamo dare maggiore forza e impulso a questa iniziativa e coinvolgere l’intero comparto delle Pmi, allora occorre estendere questi benefici anche alle seconde case, a cominciare da quelle negli antichi borghi e nei centri storici delle città, e alle persone giuridiche che hanno attività nei condomini. Perché escludere seconde case e persone giuridiche? Se il testo rimanesse questo, rischierebbe di limitare e vanificare la possibilità di centrare l’obiettivo totale di rilanciare un’edilizia sostenibile, efficace volano per la ripresa anche degli altri settori economici. Per questo, chiediamo che governo e maggioranza parlamentare aprano a una riflessione ulteriore su questo aspetto così delicato e prevedano l’estensione dei benefici anche a queste due categorie ora non coinvolte e l’allargamento a tutta la platea dei comuni senza distinzioni, magari assegnando un criterio di premialita per le opere antisismiche e arrivando a un certificato di qualità del fabbricato”.

Così Stefania Pezzopane ed Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

20/05/2020 - 14:58

“In un clima piuttosto confuso, si fa passare l'idea che l'abolizione del codice degli appalti sia di per sè lo sbarco nella terra promessa, dove i lavori pubblici improvvisamente si moltiplicheranno per tutti.

Possibile che in Italia nessuno si ricordi cosa c'era prima del codice degli appalti? C'era una legge di circa 500 norme e un regolamento attuativo di 300 articoli. Vogliamo tornare lì? Oppure, semplicemente, pensiamo che abolendo il principio della gara competitiva per l'attribuzione dei lavori si possa andare nella direzione dell'efficienza della pubblica amministrazione e della qualificazione delle imprese?” Lo scrive su Facebook Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio e membro della Commissione Difesa della Camera.

“A mio avviso - sottolinea il deputato dem - accadrebbe l'opposto. Ho qualche primavera sulle spalle per sapere che questo tema riemerge carsicamente. E ho memoria di cos'erano gli appalti negli anni '80, sfociati poi in Tangentopoli. C'era un partito dell'epoca che regolarmente chiedeva, e otteneva, la delega dei lavori pubblici ad ogni latidudine, dal governo nazionale all'ultima Usl. Pensare oggi di estendere a livello diffuso e generalizzato il ‘modello Genova’ significa non capire di cosa stiamo parlando. Oppure pensiamo davvero che si possa, per tutte le opere pubbliche in italia, selezionare, senza gara, l'impresa realizzatrice mediante atto del commissario di governo?”

“Il tema, a mio avviso - conclude Borghi - è piuttosto semplice. Per velocizzare i tempi di realizzazione delle opere pubbliche, non servono deroghe o scorciatoie, ma servono qualità (nella progettazione e nella realizzazione) e norme più semplici. Serve una forte qualificazione e responsabilizzazione della pubblica amministrazione, anche attraverso incentivi ai Responsabili Unici del Procedimento perchè il lavoro e le responsabilità vanno giustamente retribuite, e serve un quadro chiaro delle responsabilità e dei tempi. La logica commissariale è paternalistica, centralista e deresponsabilizzante. Utilizziamo l'emergenza economica per dare finalmente una sterzata in positivo per la crescita e l'efficienza della pubblica amministrazione. Solo così i lavori davvero si sbloccheranno.”

19/05/2020 - 18:02

“Governo e Parlamento si sono mossi nel solco delle garanzie costituzionali. Ci siamo trovati ad affrontare un cosiddetto Cigno Nero. Un evento eccezionale e imprevisto, come l’epidemia del Coronavirus, che aveva bisogno di risposte rapide ed efficaci. Risposte che sono arrivate, dentro un contesto al tempo stesso verticale e limitato. È questa la radice dei Dpcm, che sono misure attuative autorizzate dalla legge e circoscritte alla cosiddetta Fase 1, quella della emergenza assoluta. Rivendico all’azione del Pd la garanzia di lettura parlamentare degli ulteriori e successivi Dpcm che si rendessero necessari, nella consapevolezza che dovranno essere preferite in futuro misure attraverso lo strumento del decreto legge. Per questa ragione il Parlamento ha consentito, senza fughe in avanti o rotture costituzionali, l’utilizzo dello strumento del Dpcm in maniera adeguata e proporzionata, e che si conclude con la fine della Fase 1 dell’emergenza. Nel rispetto, dunque, dei limiti temporali previsti dalla Costituzione per una attività legislativa eccezionale. Centralità del Parlamento è il contrario della logica dei pieni poteri e del capo che dal bagnasciuga convoca le Camere con la minaccia dei calci nel posteriore ai deputati ed è l’esatto opposto del comportamento di Orban che decreta a tempo indeterminato, condanna a otto anni di reclusione chi non si adegua e a dieci anni chi lo contesta a mezzo stampa. Il Paese ci guarda e ci giudica e si attende un dibattito all’altezza della situazione in cui ci troviamo. Noi democratici siamo da sempre parlamentaristi, non però come cultori di un luogo in cui si esercita la demagogia, ma dove invece si dispiega la sovranità popolare secondo i limiti della democrazia e dentro il sistema di regole della nostra Costituzione”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto favorevole del Pd alla mozione di maggioranza nel dibattito sul superamento delle limitazioni delle libertà costituzionalmente garantite e delle criticità normative emerse in relazione alla gestione dell'emergenza da Covid-19.
 

13/05/2020 - 17:02

"Le dichiarazioni rese in Aula oggi dal deputato leghista Alessandro Pagano hanno una radice che arriva da lontano. Nel merito, le censure giunte dalla Presidente di turno della Camera - rafforzate dalla presa di posizione del Presidente Roberto Fico - e le parole del collega Emanuele Fiano sono precise e puntuali. Ma dietro le inaccettabili affermazioni di Pagano c'e' di piu'. C'e', nell'azione di quello che fu il Carroccio (ma non solo, basti vedere discorsi e dichiarazioni di molti esponenti di Fratelli d'Italia) un'evidente contestazione dell'impostazione ed interpretazione del messaggio cristiano, che ha sullo sfondo uno specifico attacco alla pastorale e all'azione di Papa Francesco". 

Lo scrive su facebook Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera. 

"E' un filone culturale, e politico - prosegue - che non si fa mai problemi a strumentalizzare la fede e i simboli religiosi, e che contemporaneamente non permette ad altre confessioni religiose di farlo, alimentando un clima di odio, di razzismo e di nazionalismo esasperato nel quale neppure la salvezza di una vita umana - che pure dovrebbe essere il fondamento e il fine ultimo dell'agire cristiano, oltre che umano - viene salutata con favore, se questa vita umana non corrisponde ai canoni che si pretende debba avere". 

13/05/2020 - 10:25

“È un’italiana! Non una neo-terrorista. L’onorevole Alessandro Pagano ha il dovere di chiedere scusa a Silvia Romano”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera in un tweet di risposta all’intervento in Aula del deputato della Lega.

09/05/2020 - 19:40

“Ci sono donne e uomini che nel silenzio lavorano, ogni giorno, per la Repubblica. E poi succedono cose belle come quelle del ritorno di Silvia Romano. Grazie a tutti coloro che lo hanno reso possibile”.

Lo scrive su twitter il deputato Pd Enrico Borghi, membro della commissione Difesa della Camera e componente del Copasir.

06/05/2020 - 20:10

"Si tratta di una misura molto concreta ed importante che va nella direzione da noi sostenuta per evitare che il Covid19 si abbatta sui territori fragili aumentando ancora di piu' il divario tra centro e periferia. I dati ci dicono che il lockdown ha penalizzato di piu' i territori interni e montani, perche' il blocco della mobilita' si e' tradotto in un maggiore impatto in negativo sul prodotto interno lordo di queste aree. Giusto quindi impostare soluzioni a sostegno delle imprese e dell'economia di queste aree, che potranno rappresentare anche una valvola importante per la stagione turistica imminente. L'importante e' stanziare subito questi fondi, e metterli rapidamente al servizio di imprese e partite iva e in questa direzione lavoreremo in sede di conversione del decreto". Cosi' il deputato Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio commenta le parole del ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, che nel corso della sua informativa alla Camera ha annunciato che il governo aumentera' i fondi a sostegno delle attivita' economiche, commerciali e artigianali nelle aree interne.

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