13/03/2020 - 10:19

“Chi mi conosce sa che sono un europeista. E lo sono ancora di più alla luce della vicenda del Coronavirus, la cui emergenza ovviamente non  si cura di frontiere, stati nazionali, divisioni. Il virus non si ferma ad un check-point, non ha i timbri sul passaporto, non valuta le condizioni geopolitiche. Semplicemente si espande, secondo la logica della natura che è diversa da quella degli uomini. Di fronte all’emergenza, continuiamo a marciare a ranghi sparsi, tra qualche dichiarazione farneticante tardo imperialista di Boris Johnson e i giochi degli specchi un pò sciovinisti di Macron costretto ad importare  misure “à l’italienne” ma senza poterlo dire. Ma l’imperizia più grande (voglio chiamarla così, voglio sperare che non sia altro) sul piano europeo sono state le parole incredibili di Christine Lagarde ieri. Così non può funzionare! Se di fronte ad una crisi potenzialmente epocale, che può creare macerie sociali ed economiche nelle nostre realtà, a Francoforte si mette in soffitta il “bazooka”e la linea Draghi, per acconciarsi su una burocratica gestione modello Fondo Monetario Internazionale, sperando sostanzialmente di scaricare la patata bollente su Commissione e Stati membri, si commette un errore esiziale per l’intera Unione Europea.” Lo scrive sul suo profilo Facebook Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera. 

“La Lagarde - sottolinea il deputato dem - con le sue improvvide dichiarazioni, non è solo responsabile del più pesante crollo di Borsa (ovvero del più grande impoverimento) mai registratosi sulla piazza di Milano (nella quale, se devo dirla tutta, non mi entusiasma certo una figura come Paolo Savona al volante della CONSOB). No, lei è responsabile di qualcosa di più profondo: della capacità della UE di far fronte ad una crisi sistemica dalla quale -che ci piaccia o meno- usciremo tutti diversi. Per questo ho scelto la fotografia di Dresda dopo il bombardamento, per commentare la situazione. Perchè fu per ricostruire ed evitare queste cose che nacque l’Europa comunitaria. Se l’Europa perde la sua anima, trasformandosi solo in una zona di libero scambio nella quale chi deve governare si affida al cinismo di una mano invisibile che non esiste (se non per generare ingiustizie), faremo la fine di Dresda. C’è tempo per cambiare la rotta,a cominciare dall’Eurogruppo del 16 marzo. Ma bisogna essere consapevoli che da questa vicenda non ne usciremo se non come Europei. E quindi o seppelliti, se prevarranno i cinismi alla Lagarde, o risorti se si imporranno le culture politiche che hanno fondato l’Europa e che trovano oggi nel presidente Mattarella il suo epigono.”

11/03/2020 - 19:32

“Nella giornata odierna, le autorità del Canton Ticino hanno reso nota la decisione di mantenere aperte le scuole dell’obbligo e di chiudere le scuole post-obbligo dalla giornata di domani fino al prossimo 29 marzo. La decisione assunta parte dal presupposto esattamente opposto a quello attuato in Italia, e cioè il fatto che chiudere le scuole dell’obbligo è una delle condizioni essenziali per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus. Chiediamo quindi al Governo quali misure urgenti intenda adottare per richiedere alla Svizzera l’uniformazione degli standard di prevenzione e di profilassi sui livelli di maggiore sicurezza e di più alto contenimento, perché c’è il pericolo che i lavoratori frontalieri vengano esposti a potenziali rischi e conseguentemente ad un allargamento del contagio anzichè ad un suo necessario contenimento”.

Lo spiega il deputato della presidenza del Pd alla Camera, Enrico Borghi, che ha presentato una interrogazione urgente ai ministri della Salute e degli Esteri in tal senso.

09/03/2020 - 13:11

“È il momento di ‘stringersi a coorte’ come dice il nostro inno nazionale, fare tutti la nostra parte per impedire la diffusione del contagio e dare ascolto a scienziati ed esperti che ci chiedono di limitare al massimo le relazioni sociali e pubbliche. È una questione di responsabilità collettiva e individuale”. Così il deputato democratico Enrico Borghi, dalla presidenza del Gruppo Pd di Montecitorio, ai microfoni di “Blu Radio”, emittente radiofonica di Arona che lo ha intervistato sulla sua condizione di sottoposto a quarantena.

“Non ho alcun sintomo - ha continuato Borghi – tuttavia, avendo incontrato il Presidente della Giunta regionale del Piemonte Alberto Cirio, al quale vanno i miei auguri, sono stato posto in isolamento obbligatorio per 14 giorni. Continuo a lavorare da casa, e spero che tutti comprendano l’esigenza di rispettare le indicazioni delle autorità sanitarie perché dobbiamo impedire il collasso delle strutture sanitarie e ospedaliere. Dalla responsabilità di ognuno passa la salvezza della nostra comunità nazionale: tutto insieme ce la faremo”.

 

04/03/2020 - 17:14

“Riteniamo positiva l’esperienza delle autonomie, da consolidare e sviluppare, però in questa situazione di emergenza tutto ci possiamo permettere tranne avere voci dissonanti, e indirizzi diversi, che creano incertezza nei cittadini sule normative da applicare. Per questo chiediamo al ministro per gli Affari regionali quali iniziative intenda prendere per evitare il sovrapporsi a livello locale di prescrizioni differenti per contenere il coronavirus. Misure che potrebbero addirittura porsi in contrasto con quelle adottate a livello nazionale. E se, a suo parere, sia stato svolto in maniera omogenea in tutte le aree del Paese un effettivo controllo pubblico sul servizio sanitario”. 

Lo dichiara Stefano Ceccanti, deputato del Partito democratico, intervenendo in Aula per il question time. 

Nella replica, dopo aver espresso apprezzamento per le parole del ministro Boccia, il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo, ha ribadito che “il Paese è chiamato ad affrontare un’emergenza, abbiamo quindi bisogno di nervi saldi e di quel principio di leale collaborazione tra le istituzioni previsto dalla Carta costituzionale. Per superare questa situazione abbiamo bisogno di dire tre no: No al sindacalismo istituzionale, per il quale ogni istituzione rivendica a sé brandelli di competenza; No allo scaricabarile, e No alla cacofonia di voci che impedisce di capire la reale linea di comando. E dobbiamo invece dire tre sì: Sì all’organizzazione; Sì alla responsabilità e Sì alla logica della clausola della supremazia statale. Così facendo – conclude Borghi - tutti insieme supereremo questo momento di difficoltà”

26/02/2020 - 18:30

“Non siamo soddisfatti della risposta del Mef secondo cui l’applicazione dell’aliquota agevolata al 5% su prestazioni erogate in Svizzera riguardo alla previdenza professionale obbligatoria per cittadini italiani non sia possibile in quanto non tracciabile. Il Mef fa riferimento ad una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che a nostro avviso fornisce una interpretazione errata della legge perché comporta una disparità di trattamento nei confronti di pensionati comunque italiani anche se le somme vengono corrisposte a conti correnti in Svizzera e non in Italia.

Provvederemo quindi ad una modifica della legge in modo da chiarire questo nodo interpretativo e ripristinare l’applicabilità della misura agevolativa anche nel caso in cui le somme non siano direttamente ricevute in Italia”. Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Enrico Borghi e Chiara Braga replicando alla risposta del Mef ad una loro interrogazione presentata in commissione Finanze della Camera.

25/02/2020 - 15:33

“Come avevamo auspicato, la conferenza dei capigruppo della Camera ha compiuto una scelta di buon senso. Sarà possibile infatti procedere alla conversione del decreto che contiene misure urgenti sulla grave emergenza del coronavirus senza che questo significhi il blocco dei lavori parlamentari e quindi l’approvazione del decreto intercettazioni. Credo che in questo modo sia stato accolto l’appello a non alimentare divisioni nelle istituzioni e nel Paese in una fase così difficile che tutti dobbiamo affrontare con serietà a fianco di tanti che stanno compiendo ogni sforzo per dare le giuste risposte all’emergenza”.

Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo, a margine della conferenza dei capigruppo della Camera.

25/02/2020 - 11:57

“250 ordini del giorno presentati sul decreto Intercettazioni dalle opposizioni. Ma che senso ha? Mentre nella vita reale il Paese vive l’emergenza del Coronavirus, noi rischiamo di trascinare tutta la settimana parlamentare in uno sterile e ozioso ostruzionismo che ci impone di parlare di altro, mentre dovremmo rapidamente passare a esaminare il testo del decreto varato dal governo per contrastare l’emergenza. Avanzo una proposta alle opposizioni: create le condizioni per l’approvazione entro la nottata di oggi del decreto Intercettazioni, e chiediamo - tutte le forze politiche unite, senza inutili polemiche - che da domani l’Aula venga investita della discussione sul Coronavirus. Gli strumenti parlamentari esistono. In un Paese normale, tutte le forze politiche sottoscriverebbero una risoluzione che stabilisce i termini con i quali l’esecutivo deve muoversi. Facciamolo! Chiudiamo rapidamente la pratica del decreto Intercettazioni, e chiediamo che domani il presidente del Consiglio e il ministro della Salute vengano in Aula per comunicazioni immediate e straordinarie. Se lo si vuole, si può. Confidiamo nel senso di responsabilità delle opposizioni”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

24/02/2020 - 18:28

“Le polemiche sollevate dalla Lega in queste ore sul calendario dei lavori della Camera sono inopportune. Come Pd abbiamo proposto, nel corso della Conferenza dei Capigruppo, di anticipare i lavori senza attendere le 24 ore previste dal regolamento allo scopo di esaurire l'esame del decreto intercettazioni e dedicarci da subito al varo del decreto per l'emergenza Coronavirus. Proprio dalla Lega è giunto un diniego in tal senso. Non si comprendono pertanto le motivazioni di queste polemiche”. Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo.

“Sarebbe assurdo - aggiunge Borghi – solo pensare di sfruttare l'emergenza sanitaria in corso in alcune parti del Paese per finalità di parte e pura propaganda. Per parte nostra, siamo quindi pronti a ultimare con il voto di fiducia e il voto sul provvedimento finale i lavori sul decreto intercettazioni. Se vi sarà la collaborazione, che auspichiamo, delle opposizioni, subito dopo e quindi nel corso di questa settimana l'aula potrà dedicarsi all'emergenza Coronavirus rendendo subito definitive sul piano legislativo le misure per far fronte alla grave situazione sanitaria in corso”.

18/02/2020 - 14:08

“Esprimiamo la nostra piu sentita solidarietà alla figlia del partigiano, vittima dell’ennesimo atto vandalico antisemita a Torino. È l’ennesimo di una serie di episodi indegni per cui non dobbiamo abbassare la guardia. Non dobbiamo farci scoraggiare da chi inneggia all’odio e alla violenza nascondendosi dietro una scritta o un murales. Dobbiamo restare uniti e condannare fermamente questi atti violenti. Il Partito Democratico si stringe a tutte le vittime che soprattutto negli ultimi giorni hanno subito offese e violenze antisemite”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati piemontesi Enrico Borghi e Davide Gariglio del Partito Democratico.

17/02/2020 - 13:36

“Non escludere le province di Novara, Biella e Lecco dalla nuova programmazione della iniziativa comunitaria ‘INTERREG Italia-Svizzera’: è quanto chiede il Partito Democratico, con una interrogazione presentata dai deputati dem Enrico Borghi, Gianmario Fragomeli e Piero De Luca alla Camera. La Commissione Europea ha prodotto una bozza sulla nuova programmazione dello strumento finanziario che sostiene politiche di coesione a cavallo tra la frontiera svizzera e quella italiana, e i deputati democratici si sono accorti che nella proposta tra le cosiddette ‘aree eligibili’ sono state esclusi i territori che corrispondono alle attuali province di Biella, Novara e Lecco che fin qui erano stati ricompresi.”

“Una tale esclusione - sottolinea l’on. Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd a Montecitorio - potrebbe avere impatti pesanti sull’assegnazione delle risorse per il futuro INTERREG 2021-2027, oltre che penalizzare la qualità progettuale. Si pensi che per la sola Regione Piemonte, dei 27 progetti ammessi a finanziamento sull’attuale programmazione, ben 14 coinvolgono la Provincia di Novara. E peraltro è facilmente intuibile come sia impossibile fare politiche di integrazione turistica, o trasportistica o ambientale tra Italia e Svizzera tagliando a metà il Lago Maggiore”.

Per tali motivi, gli interroganti chiedono alla Presidenza del Consiglio di esprimersi circa il fatto di riammettere i territori di Biella, Novara e Lecco nella futura programmazione dell’iniziativa comunitaria INTERREG Italia-Svizzera per il periodo 2021-2027.

13/02/2020 - 13:04

"La fuga in avanti solitaria della Francia, che apre al 5G cinese e che fa il paio con l'analoga apertura inglese, è un errore che risponde a logiche tardo-ottocentesche che come europei non ci possiamo più permettere. Oggi più che mai su questo tema serve una risposta corale europea, non la rincorsa solitaria al di fuori di un quadro consolidato di alleanze internazionali". Lo ha dichiarato stamattina Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera e membro del COPASIR, intervenendo al convegno organizzato dall'Associazione Nazionale Giovani Innovatori alla Camera sul tema "Intelligenza artificiale e blockchain". 

"Il Copasir non ha assunto all'unanimità una serie di valutazioni sul 5G per un capriccio - ha proseguito il deputato dem - ma lo ha fatto su una base di elementi di fondo precisi, oltre che ovviamente riservati, raccolti dopo un anno di lavoro. Occorre avere la consapevolezza che il tema dell'intelligenza artificiale e delle sue implicazioni pone almeno tre elementi di fondo, in un quadro storico nel quale la tenuta dei dati e l'energia saranno il cuore del potere dei prossimi venti anni. Anzitutto vi è un problema di sovranità, visto che la tematica oggi va di moda: esso rimanda ad un modello preciso di sistema, nel quale noi vogliamo e dobbiamo coniugare i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione e propri del nostro sistema di valori liberaldemocratico con l'impatto e le implicazioni della tecnologia che avanza, nella consapevolezza che oggi ci confrontiamo sul piano globale con modelli che sostengono invece l'archiviazione del nostro sistema e non ne fanno mistero."

"Il secondo aspetto - ha concluso Borghi - è connesso con la coniugazione sociale dell'impatto dell'innovazione: ciò che sta accadendo in Unicredit, dove i processi di innovazione lasciano sul campo migliaia di posti di lavoro e la desertificazione sui territori, non può essere il modello del futuro. E il terzo tema è l'impatto industriale dell'innovazione tecnologica: siamo la seconda manifattura d'Europa, e come Italia da un lato non possiamo sottrarci alla sfida dell'innovazione e dall'altro non possiamo non vincerla. Per questo il tema dell'innovazione è trasversale alle singole policy, e non deve stare in una nicchia per specialisti perché è una delle grandi questioni politiche della modernità".

 

13/02/2020 - 09:40

“L’atteggiamento di Iv va assumendo le caratteristiche di un mix tra mastellismo e bertinottismo: negoziare allo stremo in una logica di forche caudine da un lato, giocare al “più uno” per non chiudere mai un accordo dall’altro. Agli originali non andò molto bene. Meglio pensarci.” Lo scrive su twitter Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

12/02/2020 - 17:46

“Esprimiamo tutta la solidarietà e vicinanza, nostra e dei deputati e delle deputate del Pd, alla collega e amica Lucia Annibali, vittima di parole infami e indegne sui social. La conosciamo come donna forte e preparata e siamo sicuri che non saranno certo questi attacchi vigliacchi ad intimorirla. Resta lo sconcerto per parole tanto crudeli e la più ferma condanna di quanto accaduto”.

 

Lo dichiarano in una nota congiunta Emanuele Fiano ed Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

12/02/2020 - 17:24

Ora ripartiamo da intesa di merito della maggioranza

“Il voto sul Lodo Annibali, che ha certificato senza discussione la solidità della maggioranza nonostante la defezione di Italia Viva, chiude una fase di fibrillazioni che hanno contraddistinto l’iter del decreto Milleproroghe, che ora ha la possibilità di imboccare la strada dell’Aula”.

Lo dichiara Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

“Spiace che una componente della maggioranza non abbia voluto comprendere la strumentalità con la quale la Lega (che votò la legge Bonafede ora al centro delle nostre proposte di modifica) e Forza Italia hanno sottoscritto l’emendamento Annibali. In presenza di un segnale di buona volontà mostrato con il mancato utilizzo del decreto per introdurre il “Lodo Conte bis”, ci saremmo attesi un segnale di corrispondente disponibilità al dialogo da parte di IV e quindi il ritiro del Lodo Annibali. Si è voluto proseguire nella dimensione muscolare del confronto, anziché con la dimensione del confronto, e l’esito finale del voto non premia certo la scelta dello scontro interno alla maggioranza. Ora – conclude Borghi - ripartiamo dal lavoro fatto, e dall’intesa di merito raggiunta tra le forze della maggioranza”.

05/02/2020 - 13:19

“Leggiamo dalle agenzie, con una certa preoccupazione, che l'ex ministro Salvini annuncia un rischio di una catastrofe umanitaria in quanto gli arrivano, in via riservata, notizie allarmanti circa decine di migliaia di uomini e donne pronti a partire affidandosi agli scafisti e dichiara che rischiamo il disastro e la catastrofe umanitaria. Ora Signor Presidente noi vorremmo sapere, visto che il senatore Salvini è un ex ministro dell'Interno, quali siano le fonti riservate di cui lui dispone e che evidentemente non dispongono tutti gli altri parlamentari per poter addirittura lanciare allarme di queste proporzioni e di questa entità. Perché diversamente, se così non fosse ci troveremmo nel campo del procurato allarme e se invece ci fossero delle vie riservate dedicate esclusivamente ad un senatore noi vorremmo sapere dalla Presidenza se questo rientra nelle normali prerogative dei parlamentari. Delle due l’una.” Cosi Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula alla fine della seduta mattutina.

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