26/02/2020 - 18:30

“Non siamo soddisfatti della risposta del Mef secondo cui l’applicazione dell’aliquota agevolata al 5% su prestazioni erogate in Svizzera riguardo alla previdenza professionale obbligatoria per cittadini italiani non sia possibile in quanto non tracciabile. Il Mef fa riferimento ad una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che a nostro avviso fornisce una interpretazione errata della legge perché comporta una disparità di trattamento nei confronti di pensionati comunque italiani anche se le somme vengono corrisposte a conti correnti in Svizzera e non in Italia.

Provvederemo quindi ad una modifica della legge in modo da chiarire questo nodo interpretativo e ripristinare l’applicabilità della misura agevolativa anche nel caso in cui le somme non siano direttamente ricevute in Italia”. Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Enrico Borghi e Chiara Braga replicando alla risposta del Mef ad una loro interrogazione presentata in commissione Finanze della Camera.

25/02/2020 - 15:33

“Come avevamo auspicato, la conferenza dei capigruppo della Camera ha compiuto una scelta di buon senso. Sarà possibile infatti procedere alla conversione del decreto che contiene misure urgenti sulla grave emergenza del coronavirus senza che questo significhi il blocco dei lavori parlamentari e quindi l’approvazione del decreto intercettazioni. Credo che in questo modo sia stato accolto l’appello a non alimentare divisioni nelle istituzioni e nel Paese in una fase così difficile che tutti dobbiamo affrontare con serietà a fianco di tanti che stanno compiendo ogni sforzo per dare le giuste risposte all’emergenza”.

Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo, a margine della conferenza dei capigruppo della Camera.

25/02/2020 - 11:57

“250 ordini del giorno presentati sul decreto Intercettazioni dalle opposizioni. Ma che senso ha? Mentre nella vita reale il Paese vive l’emergenza del Coronavirus, noi rischiamo di trascinare tutta la settimana parlamentare in uno sterile e ozioso ostruzionismo che ci impone di parlare di altro, mentre dovremmo rapidamente passare a esaminare il testo del decreto varato dal governo per contrastare l’emergenza. Avanzo una proposta alle opposizioni: create le condizioni per l’approvazione entro la nottata di oggi del decreto Intercettazioni, e chiediamo - tutte le forze politiche unite, senza inutili polemiche - che da domani l’Aula venga investita della discussione sul Coronavirus. Gli strumenti parlamentari esistono. In un Paese normale, tutte le forze politiche sottoscriverebbero una risoluzione che stabilisce i termini con i quali l’esecutivo deve muoversi. Facciamolo! Chiudiamo rapidamente la pratica del decreto Intercettazioni, e chiediamo che domani il presidente del Consiglio e il ministro della Salute vengano in Aula per comunicazioni immediate e straordinarie. Se lo si vuole, si può. Confidiamo nel senso di responsabilità delle opposizioni”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

24/02/2020 - 18:28

“Le polemiche sollevate dalla Lega in queste ore sul calendario dei lavori della Camera sono inopportune. Come Pd abbiamo proposto, nel corso della Conferenza dei Capigruppo, di anticipare i lavori senza attendere le 24 ore previste dal regolamento allo scopo di esaurire l'esame del decreto intercettazioni e dedicarci da subito al varo del decreto per l'emergenza Coronavirus. Proprio dalla Lega è giunto un diniego in tal senso. Non si comprendono pertanto le motivazioni di queste polemiche”. Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo.

“Sarebbe assurdo - aggiunge Borghi – solo pensare di sfruttare l'emergenza sanitaria in corso in alcune parti del Paese per finalità di parte e pura propaganda. Per parte nostra, siamo quindi pronti a ultimare con il voto di fiducia e il voto sul provvedimento finale i lavori sul decreto intercettazioni. Se vi sarà la collaborazione, che auspichiamo, delle opposizioni, subito dopo e quindi nel corso di questa settimana l'aula potrà dedicarsi all'emergenza Coronavirus rendendo subito definitive sul piano legislativo le misure per far fronte alla grave situazione sanitaria in corso”.

18/02/2020 - 14:08

“Esprimiamo la nostra piu sentita solidarietà alla figlia del partigiano, vittima dell’ennesimo atto vandalico antisemita a Torino. È l’ennesimo di una serie di episodi indegni per cui non dobbiamo abbassare la guardia. Non dobbiamo farci scoraggiare da chi inneggia all’odio e alla violenza nascondendosi dietro una scritta o un murales. Dobbiamo restare uniti e condannare fermamente questi atti violenti. Il Partito Democratico si stringe a tutte le vittime che soprattutto negli ultimi giorni hanno subito offese e violenze antisemite”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati piemontesi Enrico Borghi e Davide Gariglio del Partito Democratico.

17/02/2020 - 13:36

“Non escludere le province di Novara, Biella e Lecco dalla nuova programmazione della iniziativa comunitaria ‘INTERREG Italia-Svizzera’: è quanto chiede il Partito Democratico, con una interrogazione presentata dai deputati dem Enrico Borghi, Gianmario Fragomeli e Piero De Luca alla Camera. La Commissione Europea ha prodotto una bozza sulla nuova programmazione dello strumento finanziario che sostiene politiche di coesione a cavallo tra la frontiera svizzera e quella italiana, e i deputati democratici si sono accorti che nella proposta tra le cosiddette ‘aree eligibili’ sono state esclusi i territori che corrispondono alle attuali province di Biella, Novara e Lecco che fin qui erano stati ricompresi.”

“Una tale esclusione - sottolinea l’on. Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd a Montecitorio - potrebbe avere impatti pesanti sull’assegnazione delle risorse per il futuro INTERREG 2021-2027, oltre che penalizzare la qualità progettuale. Si pensi che per la sola Regione Piemonte, dei 27 progetti ammessi a finanziamento sull’attuale programmazione, ben 14 coinvolgono la Provincia di Novara. E peraltro è facilmente intuibile come sia impossibile fare politiche di integrazione turistica, o trasportistica o ambientale tra Italia e Svizzera tagliando a metà il Lago Maggiore”.

Per tali motivi, gli interroganti chiedono alla Presidenza del Consiglio di esprimersi circa il fatto di riammettere i territori di Biella, Novara e Lecco nella futura programmazione dell’iniziativa comunitaria INTERREG Italia-Svizzera per il periodo 2021-2027.

13/02/2020 - 13:04

"La fuga in avanti solitaria della Francia, che apre al 5G cinese e che fa il paio con l'analoga apertura inglese, è un errore che risponde a logiche tardo-ottocentesche che come europei non ci possiamo più permettere. Oggi più che mai su questo tema serve una risposta corale europea, non la rincorsa solitaria al di fuori di un quadro consolidato di alleanze internazionali". Lo ha dichiarato stamattina Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera e membro del COPASIR, intervenendo al convegno organizzato dall'Associazione Nazionale Giovani Innovatori alla Camera sul tema "Intelligenza artificiale e blockchain". 

"Il Copasir non ha assunto all'unanimità una serie di valutazioni sul 5G per un capriccio - ha proseguito il deputato dem - ma lo ha fatto su una base di elementi di fondo precisi, oltre che ovviamente riservati, raccolti dopo un anno di lavoro. Occorre avere la consapevolezza che il tema dell'intelligenza artificiale e delle sue implicazioni pone almeno tre elementi di fondo, in un quadro storico nel quale la tenuta dei dati e l'energia saranno il cuore del potere dei prossimi venti anni. Anzitutto vi è un problema di sovranità, visto che la tematica oggi va di moda: esso rimanda ad un modello preciso di sistema, nel quale noi vogliamo e dobbiamo coniugare i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione e propri del nostro sistema di valori liberaldemocratico con l'impatto e le implicazioni della tecnologia che avanza, nella consapevolezza che oggi ci confrontiamo sul piano globale con modelli che sostengono invece l'archiviazione del nostro sistema e non ne fanno mistero."

"Il secondo aspetto - ha concluso Borghi - è connesso con la coniugazione sociale dell'impatto dell'innovazione: ciò che sta accadendo in Unicredit, dove i processi di innovazione lasciano sul campo migliaia di posti di lavoro e la desertificazione sui territori, non può essere il modello del futuro. E il terzo tema è l'impatto industriale dell'innovazione tecnologica: siamo la seconda manifattura d'Europa, e come Italia da un lato non possiamo sottrarci alla sfida dell'innovazione e dall'altro non possiamo non vincerla. Per questo il tema dell'innovazione è trasversale alle singole policy, e non deve stare in una nicchia per specialisti perché è una delle grandi questioni politiche della modernità".

 

13/02/2020 - 09:40

“L’atteggiamento di Iv va assumendo le caratteristiche di un mix tra mastellismo e bertinottismo: negoziare allo stremo in una logica di forche caudine da un lato, giocare al “più uno” per non chiudere mai un accordo dall’altro. Agli originali non andò molto bene. Meglio pensarci.” Lo scrive su twitter Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

12/02/2020 - 17:46

“Esprimiamo tutta la solidarietà e vicinanza, nostra e dei deputati e delle deputate del Pd, alla collega e amica Lucia Annibali, vittima di parole infami e indegne sui social. La conosciamo come donna forte e preparata e siamo sicuri che non saranno certo questi attacchi vigliacchi ad intimorirla. Resta lo sconcerto per parole tanto crudeli e la più ferma condanna di quanto accaduto”.

 

Lo dichiarano in una nota congiunta Emanuele Fiano ed Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

12/02/2020 - 17:24

Ora ripartiamo da intesa di merito della maggioranza

“Il voto sul Lodo Annibali, che ha certificato senza discussione la solidità della maggioranza nonostante la defezione di Italia Viva, chiude una fase di fibrillazioni che hanno contraddistinto l’iter del decreto Milleproroghe, che ora ha la possibilità di imboccare la strada dell’Aula”.

Lo dichiara Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

“Spiace che una componente della maggioranza non abbia voluto comprendere la strumentalità con la quale la Lega (che votò la legge Bonafede ora al centro delle nostre proposte di modifica) e Forza Italia hanno sottoscritto l’emendamento Annibali. In presenza di un segnale di buona volontà mostrato con il mancato utilizzo del decreto per introdurre il “Lodo Conte bis”, ci saremmo attesi un segnale di corrispondente disponibilità al dialogo da parte di IV e quindi il ritiro del Lodo Annibali. Si è voluto proseguire nella dimensione muscolare del confronto, anziché con la dimensione del confronto, e l’esito finale del voto non premia certo la scelta dello scontro interno alla maggioranza. Ora – conclude Borghi - ripartiamo dal lavoro fatto, e dall’intesa di merito raggiunta tra le forze della maggioranza”.

05/02/2020 - 13:19

“Leggiamo dalle agenzie, con una certa preoccupazione, che l'ex ministro Salvini annuncia un rischio di una catastrofe umanitaria in quanto gli arrivano, in via riservata, notizie allarmanti circa decine di migliaia di uomini e donne pronti a partire affidandosi agli scafisti e dichiara che rischiamo il disastro e la catastrofe umanitaria. Ora Signor Presidente noi vorremmo sapere, visto che il senatore Salvini è un ex ministro dell'Interno, quali siano le fonti riservate di cui lui dispone e che evidentemente non dispongono tutti gli altri parlamentari per poter addirittura lanciare allarme di queste proporzioni e di questa entità. Perché diversamente, se così non fosse ci troveremmo nel campo del procurato allarme e se invece ci fossero delle vie riservate dedicate esclusivamente ad un senatore noi vorremmo sapere dalla Presidenza se questo rientra nelle normali prerogative dei parlamentari. Delle due l’una.” Cosi Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula alla fine della seduta mattutina.

28/01/2020 - 19:05

La Camera approva all’unanimità gli impegni per aree montane e interne.

“Con l’approvazione delle mozioni su montagna, aree rurali e interne alla Camera, che mi hanno visto primo firmatario della mozione della maggioranza, oggi l’Aula di Montecitorio ha saputo guardare e individuare risposte per tutto il Paese. A partire dal Partito democratico, abbiamo evidenziato la necessità che la politica, le istituzioni democratiche, sappiano dare risposte alla coesione del Paese, alla ricerca del bene comune che non riguarda solo le zone rurali e montane. Dopo anni, questi temi sono tornati al centro di due sedute della Camera, con l’intervento di molti colleghi e di due ministri. È un segnale politico che non va certo sottovalutato e al quale dovranno seguire altri segnali, concreti e decisivi per i territori, percepiti delle comunità. Su questo confermo il mio impegno personale e quello di tutto il Partito democratico“.

Lo dichiara Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera e primo firmatario della mozione su aree montane, rurali e interne della maggioranza, votata oggi alla Camera all’unanimità, firmata anche da Federico, Marco Di Maio, Fornaro, Plangger, oltre a molti altri deputati.

“I territori montani – sottolinea Borghi – sono stati destrutturati nel profondo e oggi sono su un crinale che pone alla politica un interrogativo: vincere la sfida della modernizzazione del sistema o subire la tentazione della retorica del rimpianto, del “nostalgismo”, immaginando che rimpiangere i bei tempi che furono possa risolvere da solo il tema dei cambiamenti, della trasformazione e della metamorfosi che queste aree stanno vivendo.”

“Vogliamo raccogliere la sfida – conclude l’esponente dem – perché non ci arrendiamo all’idea che la politica sia ancillare e debba soltanto assecondare le trasformazioni che sono in atto a seguito della prepotenza dei mercati e a seguito dell’incapacità delle forme della rappresentanza di incidere nel profondo, nella trasformazione e nella realizzazione dei diritti di cittadinanza. Ma in realtà noi stiamo pensando, dentro questa dimensione, ad uno sforzo di ricomposizione tra il popolo e lo Stato. E nel cercare di rispondere alle problematiche della sofferenza, che oggi emerge dalle aree interne, chiedendo alla politica di esercitare il suo primato con le opportune scelte, ben evidenziate nelle mozioni discusse ieri e oggi alla Camera“.

24/01/2020 - 12:04

“Da chi è scappato a Ferragosto dalle sue responsabilità di governo per paura di affrontare la Legge di Bilancio non accettiamo lezioni. Soprattutto se si tratta anche delle consuete fake news alle quali ci ha abituato. Salvini deve sapere che con il nuovo governo i lavoratori italiani, pubblici e privati, avranno buste paga più pesanti. Saranno in oltre 12 milioni, unendo chi già accede a bonus e i nuovi ingressi, ad avere 100 euro in più al mese. E vanno sottolineati due aspetti molto rilevanti: che non si tratta di misure a termine, ma strutturali, cioè per sempre, e che a queste andranno poi aggiunti i benefici della più complessiva riforma fiscale alla quale sta già lavorando l’esecutivo. Non solo Salvini non sa fare i conti, ma ironizza anche su 500 euro in più all’anno nelle tasche di un cittadino. Farebbe bene a tacere”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

21/01/2020 - 14:34

"Oggi abbiamo licenziato alla Camera in modo sostanzialmente unanime il decreto per il salvataggio della Banca Popolare di Bari. Ho vissuto il clima dei salvataggi nella precedente legislatura. Oggi sono davvero mutate le condizioni. Per fatti esattamente analoghi, e cioè per la mala gestione di una classe dirigente finanziaria lasciata a sé stessa e con la demonizzazione della politica attuata con il supporto di azionisti bancari, l’Aula diventava una corrida, Il Pd il “partito delle banche”, le opposizioni si ammantavano di una superiorità morale che in realtà non è loro mai appartenuta. E’ stato (anche) per questo che abbiamo vissuto i casi delle 5 banche dell’Italia centrale, di MPS, della Popolare di Vincenza, di Veneto Banca (e della Banca Popolare di Intra).

Il Pd divenne il naturale bersaglio di questa canea organizzata. I risultati della operazione, che in alcuni casi ha assunto le caratteristiche della “character assassination”, sono noti. Poi venne la nuova legislatura. Il governo del cambiamento. Le opposizioni pure e sedicenti vergini assurte al ruolo di nuovi padroni del vapore. E poi vennero Carige; e poi vennero Banca Popolare di Bari. E i decreti predisposti dall’allora ministro Padoan, quello accusato da Di Battista di mentire in Parlamento, divennero improvvisamente buoni per fare un bel “copia e incolla” per far scattare il salvataggio degli istituti bancari facendo ricorso al capitale pubblico.
E così, con il progressivo e inesorabile ritorno alla realtà, è arrivato un voto pressoché all’unanimità (sola astensione di FdI), e con la gara ad appuntarsi la medaglietta del campione del salvataggio bancario. La vicenda ci dice che la stagione del populismo rampante è alle nostre spalle? I demagoghi, assurti alla responsabilità del governo, si sono finalmente emancipati? Oppure il virus è ancora in circolo, ed è pronto a scaricarsi su altri terreni? Per ora la nave sta a galla perché ci sono marinai silenziosi nella tolda della pencolante democrazia italiana che ogni giorno lavorano per salvare la baracca. Noi siamo tra quelli".

Lo dichiara il deputato dem Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo

16/01/2020 - 19:21

“Per la Corte Costituzionale, il quesito proposto dalla Lega (che ha piegato le istituzioni regionali al suo volere partitico) era ‘manipolativo’. Questo dice tutto della concezione e della volontà leghista. Ora, finita questa pantomima, andiamo avanti con il proporzionale con sbarramento al 5%”

Lo scrive su twitter Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

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