28/03/2022 - 17:38

“Il Gruppo del Partito Democratico ha depositato gli emendamenti sulla legge sulla Cittadinanza che è all'esame della commissione Affari costituzionali alla Camera. L'obiettivo è quello di confermare l'impianto di fondo e di migliorare alcuni aspetti per noi importanti, in modo da dare al nostro Paese una legge finalmente all'altezza dei tempi e in grado di interpretare al meglio le trasformazioni degli ultimi decenni”. Così in una nota del capogruppo in commissione Stefano Ceccanti, dell’ex vice ministro dell’Interno Matteo Mauri e dei componenti della commissione.

“L'attuale norma è del 1992 – spiegano gli esponenti democratici – e in questi 30 anni la nostra società è profondamene cambiata. Ed è importante che la legge sia al passo con questi cambiamenti. Soprattutto quando si parla dei diritti delle bambine e dei bambini”.

“Essere riusciti a riportare all'attenzione del Parlamento la legge sulla Cittadinanza dei minori è stato un risultato non scontato. Adesso sentiamo il dovere di portarla a compimento, in sintonia con il mondo associativo impegnato da tempo su questo fondamentale tema e nell'interesse di tutti. È un obiettivo primario per il PD e indicato con forza dal nostro segretario nazionale Enrico Letta – concludono - e vedrà il nostro massimo impegno”.

28/10/2021 - 17:46

Importante confronto condiviso e prospettiva generale di sistema

“La riforma dei regolamenti è urgente ed è necessaria per consentire al Parlamento di rispondere con più solerzia ed efficacia alle domande di giustizia e di sviluppo. Bene dunque che i Presidenti delle Camere, come chiedevamo, abbiano deciso, in questi giorni, di riunire le rispettive Giunte e di avviare il confronto sulle proposte di riforma avanzate dai diversi gruppi. E’ però importante che il confronto sia condiviso anche tra le due Camere e che le due giunte assumano, pur senza rinunciare alla propria autonomia, una prospettiva generale di sistema, perché in un contesto di bicameralismo paritario sarebbe ragionevole che i due regolamenti fossero ispirati a criteri e principi analoghi”.

Lo dichiarano i deputati dem, Andrea Giorgis, Dario Parrini, Stefano Ceccanti ed Emanuele Fiano, rivolgendosi a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione.

“Non sprechiamo l’occasione – aggiungono - di rafforzare la capacità rappresentativa del Parlamento, di consolidare il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti, di contrastare il trasformismo e il trasfughismo, di semplificare e accelerare il procedimento legislativo arginando la decretazione d’urgenza, dare maggiore ascolto alle proposte di iniziativa popolare. Non c’è in gioco solo il buon funzionamento della nostra democrazia, ma i presupposti per conferire alle istituzioni quella forza e quella legittimazione di cui necessitano per mantenere le promesse della crescita, dell’uguaglianza e dell’attuazione dei diritti”.
 

14/10/2021 - 15:16

Scelta saggia per estendere diritti politici

“Nella giornata di ieri è scaduto il termine di tre mesi dalla pubblicazione notiziale in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 13 luglio, per chiedere un referendum sulla revisione costituzionale che dà ai diciotto-venticinquenni, circa quattro milioni di elettori, il diritto di voto al Senato della Repubblica. ll testo in seconda deliberazione era stato approvato il 9 giugno 2021 alla Camera e l’8 luglio al Senato. Non essendovi stata nessuna richiesta, entro pochi giorni vi sarà quindi la pubblicazione definitiva in Gazzetta. Un’importante estensione dei diritti politici e una saggia scelta che allontana il rischio di maggioranze diverse tra Camera e Senato, che è nata per convergenza parlamentare, anche per il forte impegno del Pd.

Si tratta del sesto caso di leggi di revisione costituzionale approvate ai sensi dell'art. 138 Cost. a maggioranza assoluta e per le quali non è stata presentata richiesta di referendum. I cinque precedenti sono i seguenti: la legge costituzionale 1/1989 sui reati ministeriali, la 1/92 su amnistia e indulto, le 1/2000 e 1/2001 sul voto estero, la 1/2003 sulle pari opportunità negli uffici pubblici e nelle cariche elettive.”

Lo dichiarano il deputato Stefano Ceccanti (che è stato relatore alla Camera), il deputato Andrea Giorgis (responsabile per le questioni istituzionali della segreteria Pd) e il senatore Dario Parrini, presidente della Commissione Affari costituzionali e relatore al Senato.

24/09/2021 - 12:19

“Oggi i lavoratori e le lavoratrici di Mps sono in sciopero e la loro mobilitazione è accompagnata da una lettera molto forte. Noi crediamo che la loro legittima richiesta di essere convocati ed ascoltati dal Governo, e di non pagare il costo della crisi,  sia giusta e che vada sostenuta. Dobbiamo ricordare che Mps è la più antica banca del Paese e la prima azienda toscana”. Così scrivono i deputati toscani del Pd.

“Abbiamo sempre posto la salvaguardia dell’occupazione, assieme alla tutela del marchio e della integrità dell’istituto, tra i punti per noi irrinunciabili in questa delicata fase di confronto con UniCredit. Lo abbiamo chiesto al ministro Franco durante la sua audizione e lo ha ribadito Enrico Letta, impegnato su questi punti.
Ieri il premier Draghi ha parlato di un Patto per la crescita e di una necessaria condivisione delle scelte. Lo condividiamo molto. Noi pensiamo - aggiungono i deputati - che condivisione e ascolto siano necessari anche per il futuro di Mps e per questo chiediamo al Governo di convocare i sindacati”.

Susanna Cenni, Umberto Buratti, Rosa Maria Di Giorgi, Luca Sani, Andrea Romano, Stefano Ceccanti, Lucia Ciampi, Martina Nardi, Luca Lotti, Laura Cantini, Alessia Rotta
Filippo Sensi

15/09/2021 - 13:25

“Nella giornata di oggi depositeremo una proposta di legge ordinaria su cui chiediamo il consenso a tutti parlamentari. Si tratta dell’anticipo del controllo della Corte costituzionale dopo le prime centomila firme raccolte su un quesito”. Lo dichiarano il deputato del Pd Stefano Ceccanti, presidente del Comitato per la Legislazione e capogruppo Pd in I Commissione della Camera e il senatore Pd Dario Parrini, Presidente della Commissione Affari Costituizonali del Senato.

“Varie cause, a partire dalle semplificazioni introdotte nella raccolta delle firme, stanno portando ad un considerevole aumento delle richieste di referendum abrogativo. Di per sé la crescita della partecipazione, anche grazie all’eliminazione di ostacoli burocratici, è una ricchezza per il sistema, anche per sollecitare il Parlamento a rispondere a domande della società. Tuttavia questi cambiamenti – proseguono Ceccanti e Parrini- impongono anche un’attenta considerazione per possibili squilibri istituzionali. In questa fase finale della legislatura vale però la pena di concentrarsi su proposte a Costituzione invariata. Tra di esse vi può essere quella, anch’essa già da tempo al centro del dibattito, di anticipare il giudizio di ammissibilità della Corte costituzionale in modo da evitare una possibile frustrazione per grandi raccolte di firme che si possono però muovere fuori dai parametri costituzionali sanciti dall’articolo 75 della Carta e dalla giurisprudenza della Corte. La raccolta di centomila firme segnala già un consenso minimo sufficiente, tale da non inflazionare l’accesso alla Corte e nel contempo consente alla Corte di pronunciarsi con serenità, senza poter essere criticata di opporsi a richieste con grande consenso. In caso di giudizio positivo della Corte la raccolta poi proseguirebbe per la raccolta delle firme ulteriori”.

13/09/2021 - 10:42

“E’ vero ciò che i sindaci toscani, a partire da quelli di Campi Bisenzio e di Firenze, ma con l’adesione di tantissimi primi cittadini, scrivono: ciò che e accaduto alla Gkn ci riguarda tutti. Riguarda le persone, i lavoratori e le lavoratrici, riguarda le comunità, riguarda l’economia reale, troppe volte travolta da quella finanziaria, troppe volte piegata agli interessi di pochi soggetti. Riguarda gli imprenditori veri, quelli che fanno i conti ogni giorno con le difficoltà dei mercati, il cui sforzo in questo passaggio stiamo sostenendo anche con le opportunità del Pnrr, riguarda il futuro di un Paese, il nostro, che sta ripartendo dopo quasi due anni di crisi legata alla pandemia, e dell’Europa. Noi quell’appello lo sentiamo nostro. Lo abbiamo testimoniato con le nostre presenze nelle mobilitazioni, con i nostri atti parlamentari, con la nostra vicinanza alle istituzioni e alla loro posizione ferma, ai tavoli che hanno sempre visto rifuggire l’impresa. Sentiamo però anche tutti i limiti dell’assenza di regole più stringenti che consentano in positivo interventi fattivi, incisivi, che richiamino al senso di responsabilità chi decide chiusure che non hanno giustificazioni di mercato, di bilancio. I tentativi in atto in questo momento da parte del Governo possono essere uno strumento utile e devono arrivare a conclusione. Si lavori per modificare norme non più attuali, si lavori perché l’Europa si interroghi su una mobilità ‘a la carte’, secondo convenienza che non può avvenire senza contrappesi”.

Così le deputate e i deputati dem della Toscana, Susanna Cenni, Lucia Ciampi, Luca Sani, Laura Cantini, Rosa Maria Di Giorgi, Umberto Buratti, Martina Nardi, Alessia Rotta, Andrea Romano, Luca Lotti, Filippo Sensi, Stefano Ceccanti.

“Anni fa - aggiungono - sembrava impossibile intervenire sulla tassazione dei giganti del web. Oggi, con un ruolo nuovo di questa Europa, abbiamo visto che invece si può fare.
Ecco, noi crediamo che proprio perché quello che è avvenuto a Campi con Gkn, ancor prima alla Bekaert e in altri luoghi, ci riguarda tutti, su questo terreno si debba con determinazione lavorare. Noi ci saremo. Con i Sindaci, con le istituzioni toscane, con i lavoratori e le lavoratrici, con le nostre comunità”.

11/09/2021 - 12:11

“Abbiamo depositato alla Camera un’interrogazione alla ministra delle Politiche giovanili, Fabiana Dadone, e al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, sulla questione del blocco degli avvii dei giovani operatori volontari in alcuni Paesi esteri extra Schengen a causa della situazione sanitaria dovuta al Covid. Si tratta di 19 Paesi per un totale di circa 350 giovani impegnati in progetti già avviati o da avviare il prossimo 16 settembre. La scelta assunta ci sembra ingiustificata per due ragioni: il fatto che tutti i volontari sono oggi vaccinati e che le condizioni sanitarie dei Paesi coinvolti appaiono attualmente migliori rispetto ai mesi scorsi. Chiediamo, dunque, quali siano le ragioni che hanno portato al suddetto blocco, di poterlo almeno verificare caso per caso e, se possibile, di revocarlo”.

Così le deputate e i deputati dem, Francesca Bonomo, Stefano Ceccanti, Elena Carnevali, Chiara Gribaudo, Lia Quartapelle, Laura Boldrini e Stefano Lepri.

27/07/2021 - 13:11

Sia affrontato a settembre nel testo Pella già in esame

L’esame del testo Pella sull’ordinamento degli enti locali è già in stato avanzato  presso la Commissione Affari Costituzionali, in un clima positivo nel comitato ristretto. A nessuno sfugge che esista il problema oggettivo della riforma dell’attuale disciplina dell’abuso d’ufficio relativo ai sindaci, che può però essere fatto confluire opportunamente e più naturalmente nell’esame di quel progetto alla ripresa di settembre.

Anche per questa ragione non si capisce perché si ritenga ora di dover spostare quel tema nell’ambito della riforma della giustizia, mettendo in pericolo la tempistica concordata, la scelta qualificante di chiuderne l’esame alla Camera entro i primi di agosto.

Lo afferma Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali della Camera.

01/07/2021 - 11:26

In un’interrogazione al Ministro degli Esteri Di Maio i deputati Pd Ceccanti, Quartapelle, Fassino, Critelli e Berlinghieri segnalano la delicatezza della situazione peruviana, dove “in data 6 giugno si è svolto il secondo turno delle elezioni presidenziali, che a giudizio di tutti i principali osservatori internazionali si è svolto in modo assolutamente trasparente e regolare” e dove “da qualche settimana è terminato da parte dell’autorità competente il conteggio nazionale dei voti assegnando il primato al candidato Pedro Castillo”, mentre “la candidata risultata perdente Keiko Fujimori ha fatto presentare vari ricorsi che in questi giorni sono stati sistematicamente bocciati dall’organismo di giustizia elettorale competente”.
Gli interroganti segnalano poi che “in ultimo, nella giornata di ieri, aggiungendosi a varie altre prese di posizione in senso analogo l’arcivescovo cattolico di Lima mons. Carlos Castillo, che si è mantenuto scrupolosamente al di sopra delle parti durante tutto il processo elettorale, sono emerse preoccupazioni per i ritardi con cui si sta procedendo a concludere le operazioni e per i timori su possibili interventi di manipolazione di informazioni e di violazione della legalità, analoghi a quelli che si sono manifestati nelle recenti elezioni presidenziali americane”.
Per queste ragioni i deputati Pd chiedono al Ministro quali iniziative intenda assumere, sia bilaterali sia concertate con gli altri Paesi dell’Unione europea, per favorire una rapida proclamazione del Presidente eletto e per rispettare le successive scadenze costituzionali prevenendo i rischi di esiti violenti e illegali.

22/04/2021 - 13:49

"Finalmente è stata calendarizzata in commissione Affari costituzionali della Camera la proposta di legge presentata due anni fa dal PD per consentire il diritto di voto ai fuori sede nelle elezioni nazionali, europee e referendum". Lo affermano i deputati del Pd firmatari della pdl Madia, Ceccanti, Giorgis, Pini, Piccoli Nardelli, Pezzopane, Pagano, Critelli, De Filippo, Fiano, Bruno Bossio, Sensi, Quartapelle, Verini, Lotti, Bonomo, Serracchiani, Braga, Ciampi, Gribaudo, Navarra e Incerti.

"La nostra proposta è complementare rispetto al disegno di legge presentato in questi giorni dal Presidente Brescia, che interessa invece le elezioni regionali e amministrative. Chiediamo quindi di procedere velocemente nella discussione per arrivare il prima possibile all'approvazione. Sarebbe un passo importante che rafforzerebbe  la nostra democrazia, soprattutto in questa difficile crisi pandemica".

11/04/2021 - 16:34
 
“E’ positivo che dall’assemblea dei parlamentari del M5s venga la spinta alla prosecuzione di una collaborazione col Pd sulla base di una moderna cultura di Governo. Proprio per questo non convincono due critiche che meritano una risposta. 
La prima, quella del senatore Di Nicola, critica il termine stabilizzatore che la nostra capogruppo Serracchiani ha utilizzato per il Presidente del Consiglio Draghi come se stabilizzazione fosse sinonimo di inerzia, di mera manutenzione. Il Governo è nato per stabilizzare il programma Next Generation Ue, cioè per destabilizzare lo status quo facendo riforme incisive. Questa è la realtà.

La seconda, quella dell’on. Buffagni, mette in alternativa il doveroso rilancio dell’economia e l’impegno per l’ambiente con la crescita dei diritti per tutti, come se ci fosse una specie di gioco a somma zero, come se la crescita di una società, lo svecchiamento di un Paese, non potesse essere affrontata nel suo insieme da Parlamento e Governo. Peraltro si tratta di terreni su cui lavoriamo benissimo in Commissione con i deputati del M5S”. Lo dichiara Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali di Montecitorio

30/03/2021 - 12:35

“Il testo Zan, che si compone non solo di una parte repressiva ma anche di una preventiva ed educativa, nella versione finale approvata dall’Aula di Montecitorio è stato il prodotto di un dialogo effettivo che ha tenuto pienamente presenti le osservazioni della Commissione Affari Costituzionali e del Comitato per la Legislazione a tutela della libertà di espressione.
Non a caso nel voto finale il testo ottenne il consenso non solo dell’intera maggioranza del Governo Conte 2 ma anche quello di alcuni esponenti dell’allora opposizione che lo valutarono rigorosamente nel merito.
Per queste serie ragioni ci attendiamo che il Senato proceda sollecitamente all’esame e all’approvazione”. Lo dichiara il deputato Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali e Presidente del Comitato per la Legislazione.

30/12/2020 - 11:29

“Se diciamo che chiunque al governo farebbe lo stesso, il problema è di sistema. Né c’è un’età dell’oro a cui tornare perché queste anomalie si sono rafforzate con la pandemia, ma erano ben presenti anche prima, compreso il decreto correttivo. Guardiamo avanti soprattutto su due aspetti. Possiamo superare l’attuale bicameralismo approfittando della riduzione dei parlamentari spostando molte funzioni, a cominciare da legge di bilancio e decreti, nel Parlamento in seduta comune che sarà di soli 600 membri? E’ possibile riformare i regolamenti anche dando una corsia preferenziale ragionevole ai disegni di legge del Governo, limitando decreti e ricorsi a fiducie? Lavoriamo sulle cause più che polemizzare sugli effetti”. Lo afferma in un’intervista di oggi a “Il Tempo” il deputato dem Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali dopo le polemiche seguite all’annuncio di un provvedimento correttivo da parte dell’esecutivo al comma 8 della Manovra.

“Per rimediare al monocameralismo di fatto - prosegue il deputato dem - evidente soprattutto per i decreti, siamo ricorsi alla doppia lettura differita, cioè il decreto correttivo, ripescando un precedente di poco più di dieci anni fa. I decreti legge sono stati circa 75 e solo tre di essi hanno fatto tre passaggi invece di due, nessuno dopo l’inizio della pandemia”. 

“Poi - conclude Ceccanti - si sono prolungati i tempi e anche le modalità extraparlamentari di fare l’istruttoria; si corre in una notte, si arriva trafelati in Aula e si rinvia in commissione per una sorta di seconda lettura improvvisata. I tempi si sono prolungati anche per far spazio a emendamenti dell’opposizione, per cercare di evitarne l’ostruzionismo. Su 307 emendamenti approvati 55 erano dell’opposizione e 21 bipartisan, quindi un quarto dell’insieme”.

21/12/2020 - 14:48

Relazione sullo Stato di diritto 2020

Sintesi stampa della Relazione dell’On. Stefano Ceccanti

Nella sua relazione dinanzi alle Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e II (Giustizia) della Camera, nell’ambito dell’esame della Comunicazione della Commissione europea sullo stato di diritto nell’UE, una procedura che viene sperimentata per la prima volta, il relatore per la I Commissione, Stefano Ceccanti (Pd), ha segnalato che “è condivisibile l’approccio della Commissione europea di adottare un approccio al tempo stesso ambizioso e realistico, col coinvolgimento dei Parlamenti nazionali, a Trattati invariati, basato sulla moral suasion più che sulle sanzioni e sul ruolo della Corte di Giustizia più che sulle sedi politiche”.
L’oggetto specifico all’attenzione della I Commissione – ha richiamato Ceccanti “è soprattutto quello relativo al pluralismo e alla libertà dei media e alle questioni istituzionali relative al bilanciamento dei poteri.”
“In particolare, dalla parte del documento europeo relativo all’Italia – secondo Ceccanti - si ricava un giusto invito ad adeguare la legislazione sul conflitto di interessi, già oggetto dell’impegno della I Commissione, che ha adottato in materia un testo-base.
Lo stesso vale per la mancata creazione in Italia di un’istituzione autonoma e indipendente per la tutela dei diritti fondamentali, su cui la I Commissione dovrà lavorare a gennaio, dopo il tentativo, non andato a buon fine per ragioni procedurali, di risolvere la questione nell’ambito del disegno di legge europea”.
Quanto al quadro complessivo, in relazione al recente Regolamento europeo relativo a un regime di condizionalità in materia di Stato di diritto per la protezione del bilancio dell’Unione, il relatore Ceccanti ha sottolineato che “la Commissione europea ha condivisibilmente assunto un atteggiamento fermo, che individua nel possibile pregiudizio economico un efficace deterrente, perché tocca interessi concretamente e immediatamente percepibili. Non si tratta di comprimere il legittimo pluralismo su scelte legislative, tanto più all’interno di un processo di graduale federalizzazione, ma di affermare alcuni standard irrinunciabili di scelte costituzionali comuni”.

31/10/2020 - 15:07

“Mentre nella fase precedente è stato importante prevedere una parlamentarizzazione dei dpcm attraverso i lavori d'aula, in quella nuova che si apre è  necessario un salto di qualità, come suggerito anche dal Presidente del Consiglio. E' tempo di istituire anche un organismo parlamentare ristretto di indirizzo e di controllo per i difficili mesi che ci attendono. Potrà cosi essere adeguatamente  assicurato anche il ruolo dei gruppi di opposizione senza confusione di ruoli”.
Lo dichiara il capogruppo dem in commissione Affari costituzionali Stefano Ceccanti.

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