06/10/2020 - 12:03

“Con la fusione Sia e Nexi si avranno notevoli vantaggi in termini di modernizzazione, digitalizzazione, trasparenza e sicurezza del sistema dei pagamenti. Ne beneficerà tutto l’ecosistema dei pagamenti digitali: dagli istituti bancari alle grandi aziende, sino ai piccoli commercianti, nonché alla pubblica amministrazione.  L’operazione favorirà, inoltre, la realizzazione di investimenti in data center e la creazione di banche dati interoperabili e di piattaforme a vantaggio di cittadini, enti locali e imprese. La nascita di questo nuovo campione nazionale vede un ruolo fondamentale di CDP, storicamente il principale investitore infrastrutturale del Paese, che potrà rappresentare un’azionista stabile e garantire la piena tutela di un asset strategico per il nostro Paese”, lo scrive in una nota il deputato Gian Pietro Dal Moro, componente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla gestione separata di CDP.

05/09/2020 - 16:58

“Leggo che Di Maio annuncia che dopo il taglio del numero dei parlamentari taglierà anche lo stipendio agli stessi. Io propongo invece che tutti i deputati e i senatori percepiscano uno stipendio pari a quello che gli stessi percepivano nell’ultimo anno prima di diventare parlamentari. Magari fissando un tetto massimo per chi è ricco e minimo per chi non aveva lavorato. Penso che si otterrebbe un forte risparmio, probabilmente maggiore di quello proposto da Di Maio, ma si dimostrerebbe in modo più trasparente ed equo che chi ha scelto di candidarsi al Parlamento e aveva un reddito basso non lo ha fatto per una scelta economica e chi percepiva invece un reddito alto lo ha fatto solo per una scelta civile”. 

Così il deputato del Pd, Gianni Dal Moro.

23/07/2020 - 10:24

“Chi nella maggioranza ritiene non sia necessario utilizzare i 36 miliardi del MES in quanto abbiamo già una somma importante ottenuta con 127 miliardi di prestiti, dimostra non avere la percezione di come morderà la crisi nell’autunno di quest’anno e che potremmo trovarci in grave difficoltà sia sul fronte sanitario che della scuola.  Il MES è disponibile da ottobre 2020 mente il Next Generation EU non sarà disponibile prima di luglio del 2021. Se invece la tesi è che non possiamo indebitarci troppo, la comprendo, vorrà dire che utilizzeremo i prestiti del Next Generation EU ridotti di 36 miliardi che è la somma disponibile da ottobre tramite il MES per l’Italia.

Chi dice invece che non dobbiamo utilizzare il MES ma solo il Next Generation EU in quanto meno condizionato, meno regole e vincoli, ricordiamo che non esistono condizioni straordinarie per il MES.Inoltre per completare il quadro per entrambi i prestiti hanno tassi praticamente a zero e le scadenze sono molto lunghe. Il governo proponga subito al Parlamento, come dice bene il segretario Zingaretti, l’adozione del MES. Abbiamo bisogno di intervenire immediatamente nel mondo della sanità, sia in termine di infrastrutture, che di formazione del personale che di innovazione digitale. Inoltre le risorse del MES possono essere utilizzate principalmente per spese correnti mentre le somme del Next Generation EU andrebbero utilizzate principalmente per spese in conto capitale legate agli investimenti”.

Lo dichiara il deputato democratico Gian Pietro Dal Moro.

30/06/2020 - 12:32

“Di certo in queste ore, nella disattenzione totale, o quasi della politica, si stanno ridisegnando i nuovi assetti del sistema assicurativo italiano, considerato da molti analisti un settore potenzialmente in forte sviluppo.
Il Patron Del Vecchio dopo che ha integrato la sua Luxottica con la francese Essilor attraverso la sua Holding Delfin ha iniziato la scalata a Mediobanca per assicurarsi tra l’altro un controllo importante nella prima compagna assicurativa italiana: Generali, che guada caso è guidata da un francese.
Intesa prima banca italiana lancia un Opa a Ubi che riceva il via libera dalla Bce e da Consob e si scopre poi che attorno il piano di Intesa su Ubi si gioca una partita che vede coinvolta indirettamente Cattolica Assicurazioni e Unipol.
L’ingresso di Intesa avrebbe comportato la sostituzione della partnership con Cattolica con Unipol.
Ora l’ultimo colpo di scena Cattolica per uscire dalla morsa nella quale si trovava si allea con la prima compagnia assicurativa italiana: le Generali.
Appare chiaro come sia in atto un nuovo scenario di potere attorno al sistema assicurativo bancario italiano, dove dopo la uscita di scena di Cuccia, di Bazoli e di Guzzetti, i nuovi protagonisti si chiamano Carlo Messina di Intesa e Philippe Donnett di Generali.
Staremo a vedere la partita non è ancora finita. Vedremo cosa succederà a Verona, Milano è Trieste e come si completerà la scalata di Del Vecchio su Mediobanca e la sua successiva intesa con Bollorè.
Per ultimo penso che dopo il passaggio dei controlli e delle competenze per la grandi banche da Banca d’Italia a Bce sia giunto il momento di raggruppare sotto Banca d’Italia tutte le funzioni di controllo sul sistema bancario e assicurativo, sarebbe la prima vera grande riforma di cui avrebbe bisogno il nostro Paese”.

Lo dichiara Gianni Dal Moro deputato del Partito Democratico.

26/06/2020 - 11:52

“Sul tema del pareggio di bilancio 2020 occorre subito un intervento straordinario da parte del Governo in quanto il risultato  economico civilistico sul bilancio 2020 per moltissime imprese, pmi in particolare, risulterà in perdita. Molte aziende chiuderanno i bilanci 2020 in forte perdita perché a fronte di un forte calo del fatturato anche la riduzione dei costi e la messa in campo degli ammortizzatori sociali da parte del Governo non saranno sufficienti. A giugno del 2021 si chiuderanno i bilanci del 2020 e moltissime pmi dei settori più colpiti (commercio dettaglio, turismo, servizi, ecc). avranno perdite molto superiori al capitale sociale e saranno costrette a portare i libri in Tribunale. Questa scelta per molte aziende sarà anticipata nell’autunno di quest’anno, per evitare responsabilità civili e penali nei confronti degli amministratori. La conseguenza sarà che lo Stato con l’autunno di quest’anno e la primavera del 2021 dovrà sostenere costi enormi, in quanto la chiusura di quasi un milione di imprese metterà sulla strada circa tre milioni di lavoratori portando in catena forti ripercussioni sui fornitori. Occorre prevedere subito nel DL Rilancio la possibilità di aiutare le imprese a chiudere i bilanci non in negativo consentendo alle imprese stesse che i costi di gestione fissi sostenuti nel 2020 possano essere capitalizzati ed ammortizzati  n più anni. Senza questo intervento sarà complicato per le banche assicurare i finanziamenti alle imprese, perché se è pur vero che con il DL Liquidità è stato chiesto alle banche di superare il tema del merito creditizio, sarà difficile poter chiedere alle stesse banche di concedere i finanziamenti alle imprese che fra qualche mese con grande probabilità potranno fallire. Sta per arrivare sulla testa di molte PMI una tempesta perfetta, che il Governo può evitare con un emendamento che permette di risolvere il tema del bilancio 2020. Un emendamento senza costi, come scritto e documentato da diversi esperti del settore. Anzi gli unici costi certi saranno quelli sociali che si manifesteranno a brevissimo”.

Così il deputato del Pd, Gianni Dal Moro.
 

25/06/2020 - 11:55

“Secondo le stime di Prometeia, nel 2017 si contavano in Italia circa 5,3 milioni di PMI che davano occupazione a oltre 15 milioni di persone e generavano un fatturato complessivo di 2.000 miliardi di euro.
Molte di queste Pmi seconda alcuni calcoli, circa il 15%, chiuderanno probabilmente i bilanci 2020 in grave perdita per la mancanza di fatturato.
Non è difficile prevedere che il fatturato del 2020 Per molte pmi non sarà sufficiente a coprire i costi dell’azienda, nonostante i risparmi delle aziende, crediti fiscali e ammortizzatori sociali messi in campo dal Governo.
In questi giorni in sede di approvazione dei bilanci 2019 gli amministratori delle società in difficoltà dovrebbero mettere a verbale dell’assemblea soci la grave situazione economica dell’impresa per l’anno 2020 prevedendo in via prudenziale il richiamo ad una probabile necessaria copertura del disavanzo che si manifesterà con la chiusura del bilancio 2020 attraverso il finanziamento soci.
Per questo in sede di approvazione del DL Liquidità’ fu presentato un emendamento che aiutava le imprese in difficoltà a chiudere in pareggio i bilanci 2020.
Nelle Commissioni di merito l’emendamento fu approvato con il parere favorevole del Mef e del Governo.
La norma inserita nel testo finale fu inaspettatamente bocciata dalla commissione bilancio su indicazione della Ragioneria prima del voto finale alla Camera per mancanza di copertura finanziaria.
Spiegazione incomprensibile visto anche il parere favorevole del MEF e del Governo nelle Commissioni di merito.
L’unica cosa certa è che se non si risolve ora è subito nel DL Rilancio questo tema, quasi un milione di Pmi e 3 milioni di lavoratori saranno travolti con costi sociali e finanziari per lo Stato enormi. Altro che mancanza di copertura.
Tutto questo può essere ora risolto nel DL Rilancio e mi auguro che il Ministro Gualtieri che ha già dimostrato la sua disponibilità a rivedere le posizioni della sua struttura come per l’allungamento della durata del finanziamento, si faccia carico di questo problema nell’interesse del Paese.
L’emendamento è stato proposto, può anche essere riformulato, l’importante è evitare questo disastro annunciato, che potrebbe anticiparsi con l’autunno di quest’anno.
Basta la volontà politica”. Lo dichiara Gianni Dal Moro, deputato del Partito Democratico.

24/06/2020 - 13:04

“La crisi pandemica ha comportato per le imprese una crisi di liquidità e una crisi di fatturato. Sulla crisi di liquidità il Governo è intervenuto bene con le garanzie pubbliche sui finanziamenti. Sul recupero del fatturato la ripresa sarà lenta e per molte imprese il bilancio 2020 risulterà in forte perdita. Alla fine dell’anno molte imprese chiuderanno con un meno 40 -50 -60 -70% rispetto al loro fatturato del 2019 con una grave perdita nel bilancio 2020 nonostante risparmi e ammortizzatori sociali. Quando saremo a giugno del 2021 e si chiuderanno i bilanci del 2020 moltissime Pmi dei settori più colpiti (commercio dettaglio, turismo, servizi, ecc) avranno perdite molto superiori al capitale sociale e a quel punto i soci dovranno o coprire la perdita con propri finanziamenti o portare i libri in Tribunale. Insomma moltissime aziende si troverebbero dentro un incrocio pericoloso da una parte devono finanziarsi accedendo ad un prestito garantito dalla Stato ma sempre da restituire e nel contempo devono prevedere di coprire le perdite di bilancio immettendo nella società proprie risorse economiche”.

Così il deputato del Pd, Gianni Dal Moro.

“Si tratta - aggiunge - di una doppia esposizione finanziaria difficile da sopportare per molte Pmi. La strada di portare i libri in tribunale si potrebbe manifestare come la necessaria conseguenza. Probabilmente centinaia di migliaia, forse un milione di imprese, circa il 15% delle Pmi, potrebbero fallire con costi sociali per il Paese immani portando in catena tutti i fornitori e dipendenti coinvolti. Occorre intervenire subito nel Dl Rilancio aiutando le imprese con una norma che intervenga a superare l’eccezionalità del periodo con strumenti che incidano non solo sul piano finanziario (finanziamento), ma anche su quello economico forzando solo per il bilancio 2020 le regole contabili. Le proposte non mancano - conclude - serve la volontà politica”.

17/06/2020 - 18:05

“Dopo il parere favorevole della Commissione Europea all’innalzamento del prestito da 25.000 a 30.000 con garanzia 100% e restituzione in 10 anni, arriva un altro importantissimo risultato.

Oggi il via libera dalla Commissione Europa al finanziamento per le aziende con fatturato 2019 fino a 3.2 milioni che potranno ottenere il prestito pari al 25% del proprio fatturato coperto da garanzie pubbliche 80% oltre Confidi 20% da restituire oltre i 10 anni e fino a 30 anni.  Un impegno mantenuto su un’iniziativa corale del Partito Democratico”.

Cosi Gianni Dal Moro deputato PD e primo firmatario dell’emendamento.

12/06/2020 - 10:14
Una buona notizia per lo spettacolo dal vivo e per l’Arena di Verona. Con il nuovo Dpcm firmato ieri, infatti, oltre alla riapertura -con alcune cautele- dei luoghi per lo spettacolo dal vivo, è stato stabilito che le Regioni, in base all’andamento della situazione epidemiologica nei loro territori, potranno stabilire un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi. 
Così i parlamentari dem Gian Pietro Dal Moro, Vincenzo  D'Arienzo, Alessia  Rotta e Diego Zardini. 
 
La Fondazione Arena aveva sollecitato - con la presentazione di un dettagliato e apposito protocollo di sicurezza- la possibilità di aumentare il numero degli spettatori autorizzati ad entrare, da 1000 a 3000 posti, in ragione della sua capienza e delle numerose viste di accesso e uscita. Come parlamentari del Partito democratico avevamo portato questa richiesta sul tavolo del governo e del ministro dei Beni Culturali. In tal senso, grazie alla deroga prevista dal dpcm, l’Arena potrà aumentare considerevolmente i numeri attualmente previsti previo parere favorevole della Regione. Ringraziamo il Ministro Franceschini per aver ascoltato le istanze della Fondazione Arena. La riapertura dell’Arena- seppure in forma ridotta e con eventi speciali - rappresenta un simbolo di ripartenza per la nostra città.
03/06/2020 - 17:15

“Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio ha posto il divieto allo svolgimento di congressi, meeting e convention.
Francamente faccio fatica a comprendere le ragioni di questa decisione. Sono ripartite tantissime attività ben più a rischio, perché questa decisone, che va ad incidire anche negativamente sulle strutture alberghiere con centro congressi già gravate da una difficoltà economica importante.
Il turismo dei congressi e degli eventi deve ripartire, e subito, perché parliamo di un settore che, da solo, ha un impatto sul Pil di oltre 30 miliardi e che, con oltre un milione di eventi, produce 65,5 miliardi di fatturato.
I congressi, gli eventi sono per propria natura improntati sull’organizzazione e quindi gli organizzatori sono perfettamente capaci di rispettare e far rispettare tutte le regole sanitarie in tema Covid19 come da disciplinare preparata dalle associazioni del settore.
Il Ministro Franceschini sta seguendo da vicino la richiesta che proviene dal settore ed è consapevole dell’urgenza di indicare una data certa quanto prima.
Mi auguro che il Governo, nello spirito di flessibilità che sin qui ha dimostrato sappia far partire quanto prima questo importante settore che nella fase autunnale trova uno dei momenti più importanti di richiesta e sviluppo del mercato”.

Lo dichiara Gianni Dal Moro, deputato del Partito Democratico.

20/05/2020 - 20:07

“L’approvazione dell’emendamento con il quale si innalza fino a 30 anni il periodo per la restituzione dei finanziamenti accordati alle imprese attraverso il Dl liquidità è un grande risultato. È stato un lavoro di squadra tra governo e Parlamento, con il contributo decisivo del Partito democratico”. Lo afferma il parlamentare del Pd Gianni Dal Moro

Dal Moro, si spiega in una nota, fin dall’inizio ha seguito l’iter del provvedimento e in particolare alcuni emendamenti firmati dalla maggioranza del gruppo Pd alla Camera. “Dopo giorni di duro lavoro - sottolinea il deputato - e in collaborazione con il Mef, oggi dalla Commissione europea è arrivato il via libera alla nostra proposta di allungare il tempi di restituzione dei finanziamenti. La proposta che ho presentato e che ha avuto fin da subito avuto il forte sostegno di molti colleghi ha consentito di vincere una battaglia complicata ma possibile”.

“È stata una decisione di buon senso - conclude Dal Moro - che rappresenta un aiuto concreto e diretto per le nostre imprese e in particolare alle pmi che fino a 3.200,00 di fatturato 2019 potranno chiedere il finanziamento fino al 25% restituendolo in un tempo fino a 30 anni con la copertura delle garanzie pubbliche fino a 80% e 20% copertura Confidi”.

28/01/2020 - 19:21

“La diffusione della cimice asiatica inizia a prendere le proporzioni di una vera e propria calamità naturale, con forti danni economici e la perdita di migliaia di posti di lavoro nel settore ortofrutticolo italiano. Solo in Emilia Romagna e Veneto sono già stati persi circa 3mila posti di lavoro, con un mancato reddito per gli agricoltori che supera gli 8mila euro a ettaro. Le Regioni più colpite sono appunto Emilia Romagna e Veneto, ma anche Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano. Domani sono previste manifestazioni degli agricoltori in molte regioni italiane, il Pd è al loro fianco in questa difficile battaglia”.

Lo dichiara in una nota Antonella Incerti, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera, insieme ai colleghi del Pd Susanna Cenni, Maurizio Martina, Gianni Dal Moro e Francesco Critelli.

“Nonostante il lavoro di ricercatori di varie Università e dei servizi fitosanitari regionali, che hanno consentito di mappare la presenza di questo insetto e di indicare possibili strategie di contenimento, nonostante l’impegno del ministero delle politiche agricole – proseguono i dem -  la soluzione della crisi appare ancora lontana. Nella legge di Bilancio abbiamo previsto un finanziamento di 80 milioni per affrontare questa emergenza e per intervenire a supporto delle imprese danneggiate dalla diffusione dell'insetto. Chiediamo al governo di adottare tempestivamente misure che prevedano l’immissione di antagonisti naturali anche non autoctoni, e di istituire una Cabina di regia con il compito di coordinare le attività del Servizio Fitosanitario Nazionale con i corrispondenti Servizi a livello regionale”.

12/12/2019 - 10:35

Con la manovra abbiamo trovato una via di uscita per i lavoratori della Elcograf. La già importante Mondadori Verona oggi rischiava - per la contrazione del lavoro e per scelte della dirigenza e cambi proprietari - di essere esclusa da un provvedimento che sostiene i lavoratori in questa delicata fase di transizione per il mondo dell’editoria e della stampa. Grazie a un importante emendamento del Gruppo Pd, sostenuto dal collega D’Arienzo stanotte, siamo riusciti ad equiparare la condizione di lavoratori dello stesso comparto indipendentemente dalla natura giuridica della loro azienda, che fosse stampatrice o editrice. Una fondamentale vittoria, ringraziamo anche l’azione del governo,  contro il rischio che siano proprio i lavoratori a dover pagare le scelte e gli errori dell’impresa.

Lo dichiarano Alessia Rotta, Gianni Dal Moro e Diego Zardini -  deputati veneti del Partito Democratico.

06/12/2019 - 15:32

“Salvini, concludendo un comizio a Ravenna ha dichiarato che poiché la Nutella usa nocciole turche, preferisce aiutare aziende italiane che usano prodotti italiani a mangiare italiano. Sebbene l’elemento distintivo principale del ‘Made in Italy’ è il prodotto agricolo, è altrettanto vero che l’industria alimentare italiana ha saputo distinguersi nel mondo anche con ricette tradizionali, le quali, partendo da materie prime non producibili nel nostro territorio diventano simboli del ‘Made in Italy’. Questa retorica del ‘Made in Italy’ è sbagliata e dannosa e fa solo male ai prodotti italiani. Il caffè più buono al mondo è il caffè italiano, ma in Italia non c’è una pianta di caffè”. Lo dichiara Gianni Dal Moro, deputato e componente della Commissione Agricoltura della Camera.

“Ci sono tanti prodotti italiani – conclude il deputato dem - che utilizzano solo materie prime italiane e sono altrettanto importanti. Tuttavia, “Made in Italy’ non vuole dire solo materie prime italiane ma anche trasformazione e produzione italiana. Attaccare la Ferrero, azienda leader nel mondo e gioiello italiano di qualità, perché compra nocciole all’estero poiché la produzione italiana non né soddisfa il fabbisogno, mi pare un grave errore, tipico di questo personaggio, che pur di fare notizia, ingenerare paure e disinformazione crea danni alle nostre aziende italiane e ai suoi lavoratori”.

04/12/2019 - 15:15

“La frequenza con cui Salvini intossica il dibattito politico con fakenews sta raggiungendo livelli di guardia. Dopo il Mes, è ripartito all’attacco dell’Europa sostenendo, falsamente, che Bruxelles voglia far approvare un’etichetta alimentare cosiddetta ‘a semaforo’ che penalizzerebbe i prodotti agroalimentari italiani. Nulla di più falso, al contrario stiamo assistendo ad una proliferazione di diversi sistemi di etichettatura nutrizionale nei paesi membri. Dopo i semafori inglesi, bloccati da noi con tanto di procedura d’infrazione nei confronti del Regno Unito, la Francia ha introdotto il Nutriscore, ovvero una sorta di semaforo meno impattante ma sempre negativo per i prodotti italiani. Altri paesi come Belgio e Olanda hanno annunciato di volere applicare il Nutriscore francese con alcune varianti. La verità è che il Governo italiano si è mosso velocemente e ha predisposto un sistema di indicazioni nutrizionali ‘a Batteria’ che, molto opportunamente, lega il giudizio sul prodotto con la quantità consumata in percentuale sulla dieta. Dico a Salvini che per tutelare i consumatori e difendere gli interessi nazionali abbiamo bisogno di una norma europea che sia uguale per tutti, sperando si riesca a portarla a termine in questa legislatura. Il bene delle nostre produzioni si fa con più Europa e meno nazionalismi.”

Lo dichiara Gianni Dal Moro, deputato e componente della Commissione Agricoltura della Camera.

“Il tema – conclude il deputato dem - è quello di armonizzare le diverse proposte nazionali ed evitare che prevalga un approccio che condizioni gli acquisti dei consumatori con giudizi sui prodotti in base al contenuto di grassi, zucchero e sale senza tenere conto delle quantità consumate. Paolo De Castro, eurodeputato dem e Primo Vice-Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, e il Partito Democratico da tempo stanno seguendo questa questione a livello europeo, tutto il resto è solo propaganda”.

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