03/07/2020 - 17:01

Un altro piccolo tassello, ma importante per la riqualificazione dell'impiantistica sportiva, ottenuto dall'inserimento nell'art.119 sull'ecobonus dell'emendamento a firma Andrea Rossi, Luca Lotti e Patrizia Prestipino che introduce tra gli immobili soggetti agli incentivi per la riqualificazione energetica e sismica anche quelli gestiti dalle associazioni sportive dilettantistiche iscritte la registro Coni, con particolari riguardo agli spazi adibiti a spogliatoi.

“La soddisfazione di aver ottenuto con l'approvazione di questo emendamento - spiegano i deputati Dem firmatari dell’emendamento - il riconoscimento dello straordinario lavoro svolto dalle associazioni nella gestione del patrimonio pubblico e la possibilità di intervenire per migliorare l'edilizia sportiva con investimenti che avranno una ricaduta positiva non solo nella migliore qualità degli spazi vissuti da chi prativa l'attività ma anche per il sostegno al comparto edile.  In conclusione vorremmo ringraziare i componenti della commissione che hanno permesso il raggiungimento di tale risultato e il governo per aver sostenuto questo emendamento”.

30/06/2020 - 12:21

“Buone notizie per le società sportive dilettantistiche. Grazie all’approvazione in commissione Bilancio alla Camera di un emendamento presentato dal Partito democratico al Decreto Rilancio, viene esteso per queste società l’accesso al credito con il 100% di garanzia da parte dello Stato per i prestiti fino a fine 2020, come già avviene per il sistema delle imprese, per una capienza di fondo pari a 30 milioni. Si tratta di possibili risorse a disposizione, non solo per affrontare questi mesi in cui hanno accumulato perdite e ridotto i ricavi degli sponsor, ma per rilanciare con un sostegno economico concreto l’intero sistema sportivo italiano che ha nelle società dilettantistiche il suo cuore pulsante. Un ulteriore passo nella giusta direzione, in grado di generare fino a 100 milioni di liquidità per il mondo dello sport, con la convinzione che ne dovranno seguire altri, a cominciare dal tema del credito d’imposta per le sponsorizzazioni contenuto in altri emendamenti sempre a firma Pd”.

Così i deputati dem, Luca Lotti e Andrea Rossi.

03/06/2020 - 18:30

“Sostenere, finanziare e promuovere l’intero settore sportivo dilettantistico  che rappresenta per il Partito Democratico  una straordinaria infrastruttura sociale per le nostre comunità”. E’ quanto si legge in una nota del gruppo del Pd alla Camera che attraverso i deputati Andrea Rossi, Luca Lotti e Patrizia Prestipino assieme ai loro colleghi delle commissioni Scuola e Cultura hanno presentato un pacchetto di emendamenti al Decreto Rilancio.
“Con l’introduzione di diverse norme, il decreto  ha posto una giusta e doverosa attenzione per far fronte all’emergenza – si legge nella nota del Pd -   a partire dai 600 euro per i lavoratori dello sport e dei contributi a fondo perduto sia per la sanificazione degli ambienti che per l’attività sportiva o il raddoppio dei fondi da 70 a 140 milioni per il bando sport e periferie." Tra le misure proposte, l’incremento di 100 milioni a favore delle associazioni e delle società  sportive dilettantistiche iscritte al registro del Coni, al fine di consentire a tali società  di beneficiare di una copertura pari al 100 per cento degli importi finanziati , sia in garanzia diretta che in riassicurazione. Il Pd ha proposto inoltre la revisione dei rapporti di concessione di impianti pubblici in scadenza al 31 luglio 2023, di estendere fino al 30 novembre 2020 la sospensione dei termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori e di incrementare, dagli attuali 13,2 milioni di euro, a 50 milioni di euro, l’importo destinato allo sport bonus con l’innalzamento del credito d’imposta dall’attuale 65 per cento all’80 per cento. Inoltre, sarà  consentita agli operatori dello sport dilettantistico di mantenere livelli di liquidità idonei a fronteggiare le difficoltà derivanti dalla chiusura degli impianti sportivi . Tra le altre proposte del Pd, anche quella di innalzare l'età dei ragazzi dai 18 ai 24 per la detrazione delle spese per l'attività sportiva per le famiglie.  E’ inoltre previsto l’introduzione del  credito d’imposta  per  le spese di sponsorizzazione delle associazioni e società sportive dilettantistiche, al fine di incentivare gli investimenti privati. . Il Partito democratico ha infine proposto di estendere alle associazioni e società sportive iscritte al registro del Coni i benefici fiscali concernenti  l’efficientamento energetico, l’adeguamento sismico e l’installazione di pannelli solari

22/05/2020 - 19:10

“Abbiamo deciso, dopo il suo accantonamento, di ritirare l’emendamento a firma congiunta Lotti-Rossi che consentiva alle società sportive dilettantistiche iscritte al Registro del CONI di poter accedere, al pari delle altre imprese, ai prestiti degli istituti di credito con garanzia pubblica. Lo abbiamo fatto in accordo con il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, che ha seguito in prima persona il provvedimento sulla liquidità delle imprese, perché si è ritenuto più opportuno utilizzare lo strumento normativo qual è il Dl Rilancio, da pochi giorni pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Abbiamo quindi condiviso la possibilità di stanziare, così come proposto dal Ministro, tra i fondi di garanzia presenti nel decreto una cifra di 100 milioni di euro a sostegno dello sport di base. Le difficoltà che stanno riscontrando le migliaia di società sportive che rappresentano un’infrastruttura sociale straordinaria per il nostro territorio, potranno trovare grazie a questa iniziativa - che speriamo sia accolta positivamente da tutte le forze politiche dell’arco parlamentare - un’ulteriore risposta, in aggiunta alle risorse già disponibili nel Dl Rilancio”.

Lo dichiarano in una nota Luca Lotti e Andrea Rossi, deputati del Partito democratico.

21/05/2020 - 20:33

Comparto neve fondamentale per turismo

“Gli operatori degli impianti a fune chiedevano una maggiore attenzione al governo, la chiusura dovuta al lockdown unita alla crisi del turismo li ha coinvolti e messi in seria difficoltà. Per questo siamo molto soddisfatti

dell’approvazione, in commissione Attività produttive e fiscale, dell’emendamento al decreto Liquidità che ha riconosciuto la proroga di un anno dei termini degli adempimenti tecnici e amministrativi relativi agli impianti a fune in servizio pubblico”.

Lo dichiarano in una nota congiunta Luca Lotti, Francesca Bonomo e Roger De Menech, deputati del Partito democratico.

“Gli impianti di risalita, sia nel loro uso classico in inverno, che per le attività estive  - proseguono gli esponenti dem - sono una risorsa trainante del turismo e hanno avuto dal governo il riconoscimento atteso. Da oggi è possibile tornare al lavoro con maggiore serenità per preparare l'imminente stagione estiva, che col passar degli anni è diventata fondamentale per la sostenibilità degli impianti”.

24/04/2020 - 13:13

“Il settore delle palestre e centri wellness è costituito da imprenditori e da semplici collaboratori sportivi che nei prossimi mesi potrebbero perdere il lavoro e l’attività con il perdurare della chiusura forzata senza una soluzione concreta.
Per questo abbiamo scritto al Ministro Spadafora alcune proposte per ridurre la reale eventualità di chiusura di tante realtà sul territorio nazionale, evitando che le prime spese da tagliare riguardino il personale e i dipendenti”. Lo dichiarano i deputati del Pd, Andrea Rossi e Luca Lotti, che hanno inviato una lettera al Ministro Spadafora, al Ministro Gualtieri e al Presidente Conte.

“Fra le varie proposte - spiegano i deputati dem - c’è il recupero dei costi per la sanificazione e per la gestione del distanziamento sociale; la sospensione canoni affitto fino alla riapertura (ora prevista solo per impianti pubblici) e la possibilità di recuperare con credito imposta almeno il 50% dei canoni di locazione; il prolungamento della scadenza dei pagamenti delle utenze per almeno sei mesi con rateizzazione nei 48 mesi successivi; la possibilità di attivare forme di finanziamento a fondo perduto e/o crediti di imposta per il recupero spese e dei mancati introiti; mantenere fino alla riapertura delle palestre e dei centri fitness le iniziative a sostegno
dei lavoratori quali ammortizzatori sociali per i dipendenti e contributi a contratti sportivi e autonomi, come già presente nel Cura Italia”.

“I centri fitness e wellness sono una realtà ben consolidata nel nostro Paese e rappresentano una risorsa molto importante per benessere psicofisico di tantissimi italiani. Per questo auspichiamo che il ministro Spadafora prenda in seria considerazione le nostre proposte”, concludono Andrea Rossi e Luca Lotti.

04/11/2019 - 15:06

“Sono totalmente inaccettabili le affermazioni del capo ultrà del Verona, Luca Castellini, che nulla hanno a che vedere con il mondo del calcio e lo sport in generale, ma che risultano di una tale gravità da richiedere un provvedimento immediato da parte della società Hellas Verona”. Lo affermano in una nota Andrea Rossi e Luca Lotti, deputati del Pd.

“Ciò che ci preoccupa - proseguono Rossi e Lotti - non è solo la presa di posizione del capo ultrà, già noto alle cronache per le sue idee xenofobe, ma il fatto che l'uso di termini discriminatori come "negro" (una parola che un tempo nessuno avrebbe avuto l’ardire di utilizzare senza essere tacciato del peggior razzismo) trovi consenso nelle nostre comunità quasi senza più scandalizzare. Questa indifferenza e questa ignavia sono così preoccupanti che rischiano di legittimare una cultura razzista e xenofoba presente purtroppo non solo nelle curve italiane, ma dentro la società: ed è una spinta che sta emergendo con prepotenza da anni. D'altra parte, perché stupirci, visto anche l’ultimo, recente e cattivo esempio che proprio pochi giorni fa ci è stato offerto in Senato dal centrodestra unito (ormai dimentico della sua iniziale impronta liberale) sulla istituzione della Commissione Segre” concludono.

14/10/2019 - 16:46

Vogliamo farci portavoce nei confronti del presidente della UEFA Aleksander Čeferin e dei membri del comitato esecutivo, a partire dal vicepresidente Michele Uva, della richiesta di trasferimento della sede della finale di Champions League, calendarizzata il 30 maggio 2020, a Istanbul, allo Stadio Olimpico Atatürk, a causa degli evidenti problemi di violazione di diritti umani che si stanno verificando dopo l’attacco turco alle regioni siriane e al popolo curdo.

Nelle prossime ore chiederemo sostegno al governo italiano e alle istituzioni europee: la politica ha il compito di farsi interprete e protagonista della richiesta di indicare un’altra sede per una delle manifestazioni calcistiche più importanti a livello europeo e internazionale.

Il calcio e lo sport sono importanti strumenti di sensibilizzazione per le nostre comunità; in questi anni è stato fatto tanto per cercare di educare giocatori, tifosi e appassionati nel rispetto dei diritti umani, coinvolgendo le società sportive e per formare una generazione che sia attenta nei confronti dell’avversario, che sia esso sul campo di gioco che sugli spalti.

Per questi motivi l’influenza mediatica, economica e culturale di una manifestazione come la Champions League non può essere collegata a questa guerra, perpetuata nei confronti del popolo curdo. Una guerra che nasce dalla inaccettabile decisione della Turchia di attaccare le regioni siriane in cui proprio i curdi, in questi anni, hanno combattuto contro l’ISIS.

Quello curdo è un popolo coraggioso che ha avuto un ruolo da protagonista contro il terrorismo islamico, ed oggi è sotto attacco da uno stato sovrano che ha dichiarato guerra su presupposti di egemonia territoriale. La nostra richiesta nasce dalla necessità di dare un segnale forte all’Europa e al mondo sportivo.

Facciamo sentire la nostra voce firmando questa petizione: NO ALLA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE A ISTANBUL

I deputati democratici Andrea Rossi, Luca Lotti, Patrizia Prestipino e Flavia Piccoli Nardelli (capogruppo commissione cultura e scuola)

11/10/2019 - 15:36

“Avviare l’iter di un provvedimento legislativo ah hoc finalizzato ad individuare e definire le misure economiche e strumentali necessarie a rispettare gli impegni e le promesse avanzate per l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali nel 2026”. Lo chiedono i deputati del Partito democratico Andrea Rossi, Roger De Menech, Luca Lotti, Patrizia Prestipino, Lucia Ciampi e Flavia Piccoli Nardelli con un’interrogazione al ministro

“Durante la 134ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale – ricordano - il 24 giugno scorso a Losanna, tra le città organizzatrice dei XXV Giochi olimpici invernali, che si terranno nel 2026, è stata selezionata, la candidatura di Milano-Cortina d'Ampezzo. Le prossime Olimpiadi italiane si svolgeranno con eventi e gare distribuiti su tre regioni, Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige. E’ orami dimostrato che i grandi eventi sportivi possono essere un vero e proprio strumento di marketing territoriale, turistico e culturale a cui ricorrere per valorizzare le risorse di un territorio. L’organizzazione di un grande evento sportivo può lanciare processi di rinascita e riqualificazione dei territori ospitanti”.

“Per un evento così prestigioso è opportuno individuare le misure economiche e strumentali necessarie a rispettare gli impegni e le promesse avanzate”, conclude.

06/08/2019 - 17:25

“La lettera del Cio conferma purtroppo le preoccupazioni da mesi già espresse dal Partito democratico sui pericoli che l’autonomia dello mondo sportivo corre con la riforma di Lega e M5S”. Lo dichiarano Luca Lotti e Andrea Rossi, deputati del Partito democratico, a proposito della lettera inviata dal Comitato olimpico al Coni.

“Il primo colpo – continuano – assestato dalla maggioranza all’autonomia dello sport italiano risale infatti alla legge di Bilancio del 2019 con l’istituzione della Sport e Salute Spa, riforma con cui lo Stato di fatto avoca e accentra la gestione di fondi prima in mano alle sole società sportive. Da gennaio a oggi il Pd ha per questo cercato più volte di mettere in campo emendamenti utili a non ledere l’autonomia del Coni nel rispetto della Carta olimpica. Ma Lega e M5S hanno dimostrato una sordità assoluta rispetto ai nostri avvertimenti”.

“Ci auguriamo per questo che i fondati allarmi del Cio spingano il governo a fare quel che non ha voluto fare finora: li raccolga e corregga l’impostazione della riforma in modo da rispettare il vitale principio dell’autonomia dello sport”, concludono.

27/06/2018 - 15:10

“Convocare un tavolo presso il Ministero per lo Sviluppo Economico sulla crisi aziendale di Bekaert impegnando l’azienda a parteciparvi, con l’obiettivo di sospendere la procedura di dismissione dello stabilimento di Figline-Incisa Valdarno”. Lo chiedono i deputati del Partito democratico David Ermini e Luca Lotti, con un’interpellanza al ministro del Mise e del Lavoro.

“Il 23 giugno – spiegano - direzione della multinazionale belga Bekaert ha annunciato la decisione di chiudere il sito italiano di Figline - Incisa Valdarno, dedicato alla produzione di rinforzi in acciaio per pneumatici e di sospendere le attività nella fabbrica per i 318 dipendenti. Nel 2014 la società Pirelli aveva ceduto l’attività alla multinazionale belga Bekaert, che conta anche un centinaio di lavoratori occupati nell’indotto. Il 23 giugno, a soli 3 giorni dall’annuncio della chiusura dello stabilimento, l’azienda ha firmato il premio di risultato con i sindacati e nel 2017 la direzione della multinazionale aveva sottoscritto un accordo dove si prevedevano nuove assunzioni interinali, oltre a 910 mila euro di investimenti per il 2017 e 950 mila per il 2018. Inoltre, la comunicazione della chiusura della produzione di Figline è avvenuta il giorno dopo l’annuncio da parte della società di un investimento pari a 25 milioni di euro finalizzato all’apertura di un nuovo stabilimento in Brasile. il 26 giugno è stato convocato un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico, al quale hanno partecipato il Presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, la sindaca del Comune di Incisa-Figline Valdarno, Giulia Mugnai, le organizzazioni sindacali oltre ad alcuni parlamentari del territorio. Assenti i rappresentanti dell’azienda e del Governo, presente solo con funzionari del Ministero medesimo. Il Ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, pur trovandosi sabato 24 giugno nel vicino Comune di Montevarchi, non ha ritenuto di incontrare una rappresentanza dei lavoratori, né di visitare lo stabilimento in oggetto”.

“Il ministro non crede che l’assenza dei rappresentanti della direzione della società multinazionale Bekaert convocati martedì 26 giugno presso il Mise, rappresenti un oltraggio alle istituzioni dello Stato e ai lavoratori coinvolti dall’inaspettata e immotivata procedura di licenziamento?”, conclude.