26/09/2018 - 16:59

“Davanti alle denunce, ormai quotidiane, dei vertici 5 Stelle di ostacoli pretestuosi posti dai tecnici del Mef rispetto al reperimento delle risorse necessarie all’approvazione del reddito di cittadinanza, riteniamo sia venuto il momento di fare chiarezza: Di Maio e gli altri esponenti di M5S facciano i nomi di chi impedisce il loro lavoro”. Lo dichiara Carmelo Miceli, deputato del Partito democratico, a proposito delle polemiche sulla Legge di Bilancio.

“Quando parliamo del reddito di cittadinanza – spiega – parliamo di una forma di sostegno al reddito per milioni di persone altrimenti in grave in difficoltà. Il tema è così delicato che non possono esserci dubbi o incertezze sulla responsabilità di una sua eventuale mancata attuazione. C’è in ballo la sopravvivenza di tanta gente e quindi sono io il primo a essere interessato a capire chi ‘rema contro’ le istituzioni”.

“Chiediamo per questo a Di Maio, Fraccaro, Casalino di chiarire una volta per tutte chi sono le persona che si oppongono all’approvazione del reddito di cittadinanza. Facciano nomi e cognomi. Sono in ballo interessi troppo importanti per limitarsi alle allusioni e lasciare sulla questione l’alone ambiguo dell’anonimato”, conclude.

12/09/2018 - 20:04

“Le minacce di morte rivolte al procuratore di Agrigento Patronaggio sono un atto vigliacco e inquietante”. Lo dichiara Carmelo Miceli, deputato del Partito democratico, a proposito della busta con proiettili da guerra e minacce di morte recapitata presso la sede della procura agrigentina.

“Ogni minaccia – spiega – è un gesto insopportabile e da respingere con assoluta fermezza. Questa lo è in modo particolare perché colpisce un magistrato che non fa altro che svolgere il proprio lavoro con coraggio e rigore. Il fatto che il gesto sia, almeno dalla rivendicazione, politico e riconducibile a un sempre più diffuso atteggiamento di insofferenza verso chi fa applicare le regole, capace di di mettere in pericolo i cardini dello Stato di diritto, rende il quadro ancora più preoccupante”.

“Esprimiamo per questo tutta la nostra solidarietà al procuratore Patronaggio. Chiediamo al governo di fare altrettanto: si tratta di un gesto doveroso non solo per il fondamentale lavoro della procura di Agrigento ma per una questione di chiarezza rispetto ai valori su cui lo Stato è fondato “, conclude.

06/09/2018 - 15:13

“Pubblicare atti di un ministero che, semmai, dovrebbero essere trasmessi alla magistratura, è una follia. Spacciarli per ‘pressioni’ contro Toninelli quando risalgono a gennaio 2018 (quando il Ministro non era Toninelli) è una indegna paraculata! #vergogna #toninulla”. Lo scrive su Twitter Carmelo Miceli, deputato del Partito democratico, a proposito del carteggio con Aiscat pubblicato sullo stesso social network dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

30/08/2018 - 12:56

Da governo regalo alla criminalità organizzata

 

“Il ministro Bonafede ammetta il fallimento e la propria incapacità e torni in Aula per assumere, come il Partito Democratico aveva chiesto subito, i poteri straordinari che gli competono per risolvere al più presto l’emergenza giustizia a Bari”.

- Lo chiede Carmelo Miceli, componente del Partito Democratico in Commissione Giustizia alla camera -

“Chi sta accusando il sindaco Decaro non sa di cosa parla. Dopo tre mesi in cui il ministro della Giustizia non ha sentito la necessità di individuare un sito adeguato ad accogliere la giustizia penale, la situazione è divenuta insostenibile e- spiega il deputato Dem - il sindaco di Bari è stato costretto a provvedere per evitare la totale paralisi giudiziaria. L’inutile decreto emanato dal governo ha avuto come unica conseguenza di bloccare le indagini e i processi. Dunque – sottolinea - chi minaccia lo sgombero senza trovare soluzioni adeguate sta solo facendo un regalo alla criminalità organizzata.

“Il ministro Bonafede, che aveva promesso di trovare una soluzione in tempi rapidi, a tal punto che il decreto ministeriale fu il primo emanato dal governo, ha di fatto provocato una paralisi giudiziaria senza precedenti. Se ora ha il coraggio di dare ascolto a quanto detto da mesi dal Partito Democratico, dia almeno ascolto agli operatori della giustizia. Bonafede ammetta i propri errori e venga subito in Parlamento, altrimenti – conclude Miceli - avremo la certezza che quello che poteva sembrare un favore involontario alla criminalità è invece un atto voluto”.

28/06/2018 - 18:50

“Sono bastate poche settimane di potere e i 5 Stelle hanno fatto propri i vizi rinfacciati per anni in modo sanguinolento agli altri partiti”. Lo dichiara Carmelo Miceli, deputato del Partito democratico, a proposito della notizia secondo cui Beppe Grillo avrebbe utilizzato l’auto blu del presidente della Camera Fico per raggiungere il ministero della Giustizia.

 “Oggi – spiega - il più spietato fustigatore dei vizi della Casta è arrivato al ministero di Grazie sulla macchina del presidente della Camera Fico. Eppure fino a poco tempo fa il comico si scagliava contro quello che chiamava un ‘privilegio’, invocando il ‘car sharing al posto delle auto blu’. Niente di illecito, sia chiaro, ma che cosa avrebbe detto il Grillo moralista vedendo un altro privato cittadino sull’auto-blu parlamentare?”.

“Nel Movimento sono insomma passati dagli spostamenti in stile Fico sul bus pubblico all’uso delle auto-blu come taxi personali. ‘Li vedete i politici sulle loro auto-blu sconnessi da qualunque cosa’, si sgolava fino all’anno scorso. Oggi lui ha dimostrato di essere invece sconnesso dai valori grillini”, conclude.

14/06/2018 - 13:31

“Abbiamo chiesto al governo perché abbia deciso di esercitare i poteri speciali con riferimento alla società Reti Telematiche Italiane s.p.a, al fine di escludere qualunque ipotesi di utilizzo discrezionale di tale facoltà in favore di una delle parti coinvolte e se sia verificato un possibile conflitto di interessi per il ruolo recentemente svolto dal Presidente del Consiglio dei Ministri in qualità di consulente della cordata Fiber 4.0” Lo chiedono i deputati Pd, Michele Anzaldi e Carmelo Miceli in un’interpellanza al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo economico.

 

“E’ di tutta evidenza – spiegano i deputati dem - che le delicate decisioni di esercizio dei poteri speciali, che possono esprimersi nel divieto di operazioni societarie o nell’imposizione di prescrizioni e condizioni alla loro realizzazione, assumono particolare rilevanza non soltanto dal punto di vista politico-strategico ma anche per il loro impatto sulle imprese coinvolte, le parti in causa, e sui mercati stessi, e dovrebbero dunque essere fondate quanto più possibile su criteri oggettivi, in base ad un processo valutativo che non può rischiare di essere considerato discriminatorio”.

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