26/07/2022 - 19:28

Dichiarazione di Walter Verini, deputato Pd
TRENTA ANNI FA, FACENDOSI CADERE DA UN BALCONE, CI LASCIAVA RITA ATRIA. AVEVA 17 ANNI e  VIVEVA  A ROMA, SOTTO COPERTURA.” Così Walter Verini, deputato del Pd, ha ricordato oggi in aula la figura di Rita Adria, “testimone di giustizia, di una famiglia mafiosa di Partanna ”.
IN UNA GUERRA TRA CLAN, - ha aggiunto Verini-  SUO PADRE E SUO FRATELLO VENNERO ASSASSINATI. LEI  FECE UNA SCELTA DI GRANDE CORAGGIO, COME AVEVA FATTO SUA COGNATA, LA NOSTRA COLLEGA DEPUTATA PIERA AIELLO CHE VIVE TUTTORA SOTTO SCORTA DOPO TANTI ANNI DI COPERTURA E A CUI MANDIAMO UN ABBRACCIO. RITA "VEDEVA OLTRE", COME HA SCRITTO OGGI IN BELLISSIMO RICORDO DON CIOTTI, OLTRE I CONDIZIONAMENTI CULTURALI DEL CONTESTO NEL QUALE ERA CRESCIUTA. IN QUESTO PERCORSO DI CORAGGIO – ha sottolineato il parlamentare del Pd-  AVEVA CONOSCIUTO PAOLO BORSELLINO, CHE DA PROCURATORE DI MARSALA AVEVA ASCOLTATO LE SUE CONFIDENZE E IL SUO CONTRIBUTO PER SCONFIGGERE VIOLENZA E CRUDELTA' CRIMINALI. E IL SUO SUICIDIO – ricorda Verini-  AVVENNE PROPRIO POCHI GIORNI DOPO LA STRAGE DI VIA D'AMELIO E LA MORTE DEL MAGISTRATO. NESSUNO DELLA FAMIGLIA SI PRESENTO' AI FUNERALI. LA BARA VENNE PORTATA DA UN GRUPPO DI DONNE. E' MORTA TRENT'ANNI FA – ha concluso Verini- MA IL SUO RICORDO E' ANCORA VIVO. NON CERCAVA VENDETTA, CERCAVA RISCATTO E SPERANZA. E OGGI MIGLIAIA DI GIOVANI E ASSOCIAZIONI, ANCHE IN SUO NOME E NEL SUO RICORDO, HANNO RACCOLTO QUELL'ESEMPIO CHE VIVE ANCORA, GRAZIE A RITA, CHE "VEDEVA OLTRE".

09/07/2022 - 11:46

Presentata un’interrogazione ai ministri Cartabia e Di Maio, a prima firma Verini - e sottoscritta anche da Serracchiani, Madia, Sensi, Morassut, Fiano, D’Elia, Boldrini, Quartapelle, Giorgis, Bazoli, Bordo, Casu, Siani, Carnevali, Mura,  Pezzopane, Bruno Bossio, Frailis, Pizzetti, Incerti, Rossi, Ciampi, Lattanzio,  Palazzotto - per chiedere di attivare tutte le iniziative necessarie affinché le autorità italiane collaborino con quelle somale, per cercare di fare piena luce sull’uccisione di Hashi Omar Hassan e verificare l'esistenza di un eventuale collegamento fra questo delitto e l'inchiesta, tuttora in corso, sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Il 6 luglio 2022, in Somalia, una bomba ha ucciso Hashi Omar Hassan, il quale era stato per quasi 17 anni in carcere ingiustamente perché, per via di depistaggi, venne condannato per l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Hassan - si legge nell’interrogazione - fu condannato e restò in carcere fino a quando la Corte d’Appello di Perugia riaprì il processo, in seguito alle risultanze delle indagini della giornalista d'inchiesta della trasmissione ‘Chi l’ha visto?’, Chiara Cazzaniga, che intervistò in Gran Bretagna colui che con la sua falsa testimonianza aveva contribuito al depistaggio. Dopo aver tenuto in carcere ingiustamente Hashi Omar Hassan, il nostro Paese ha il dovere morale di contribuire in ogni modo a individuare le responsabilità nell'attentato e gli eventuali legami con la vicenda dei giornalisti della Rai uccisi in Somalia nel 1994.

“La morte di Hashi - spiega Verini, deputato Pd e membro delle commissioni Giustizia e Antimafia, e primo firmatario dell’interrogazione ai ministri della Giustizia e degli Esteri - ci ricorda ancora una volta la necessità di arrivare alla verità e non archiviare l’inchiesta sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, che rimane una ferita aperta per il nostro Paese, insieme ai depistaggi che lo hanno accompagnato”.

06/07/2022 - 16:01

“Poche ore fa in Somalia una bomba ha ucciso Hashi Omar Hassan. Questo ragazzo è stato quasi 17 anni ingiustamente in carcere, perché a causa di depistaggi venne condannato per l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio. Alpi e Hrovatin vennero uccisi perché avevano scoperto dei traffici di rifiuti illeciti e armi, all’ombra della cooperazione internazionale. Ci furono depistaggi, al quale non furono estranei pezzi dello Stato, e ci fu una falsa accusa. Hassan si fece 16 anni e mezzo di carcere ingiustamente. Fino a quando la corte d’appello di Perugia, in seguito alle inchieste della giornalista Chiara Cazzaniga di ‘Chi l’ha visto?’ che scoprì il responsabile del depistaggio, riaprì il processo e assolse Hassan. Oggi purtroppo Hassan è stato ucciso in Somalia con una bomba. Esprimiamo qui il nostro dolore, e le nostre condoglianze ai familiari. E chiediamo al ministero degli Esteri, al governo e alla magistratura di attivarsi subito per cercare di capire cosa sia successo. Lo Stato è in debito nei confronti di questo ragazzo, sia per la sua ingiusta detenzione ma anche per il contributo che ha dato alla verità. Chiediamo, inoltre, alla Procura di Roma di non archiviare fino a che non sia fatta piena luce sulla morte di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, sui depistaggi, su quello che c’era dietro. Questo caso resta una ferita aperta per il Paese”.

Lo dichiara Walter Verini, deputato Pd e membro delle commissioni Giustizia e Antimafia, intervenendo in Aula alla notizia dell’uccisione di Hassan.

29/06/2022 - 18:18

Dichiarazione di Walter Verini, deputato Pd

“Noi pensiamo che il parlamento, oggi, cerchi di sintonizzarsi con la realtà e provi a dare risposte serie a problemi che da anni le attendono. In parte queste risposte  le ha fornite la corte di cassazione, con sentenze innovative. Ma è giusto e necessario che sia il parlamento a offrirne di piu' organiche.” Così il deputato dem Walter Verini, intervenendo in aula sulla proposta di legge in materia di droghe leggere.

Per Verini, “con questo testo non si liberalizzano le droghe, non si sdogana la cultura dello sballo. Al contrario, viene anche istituita, su proposta del  gruppo Pd, una giornata di informazione e prevenzione su ogni tipo di dipendenza da contrastare: siano sostanze psicotrope, alcolismo, tabagismo. Queste piaghe, queste dipendenze, le vogliamo prevenire e contrastare. Su questo occorre un grande sforzo di formazione e informazione – ha aggiunto Verini-  indirizzato soprattutto verso i giovani, coinvolgendo scuola, mezzi di comunicazione, famiglie. Senza pero' inefficaci proibizionismi, perbenismi, ma puntando su responsabilità, consapevolezza, dialogo. Con questa proposta – ha concluso il parlamentare dem-  non si liberalizza proprio niente. Al contrario, si rende legale la coltivazione per uso personale o terapeutico fino a quattro piantine di cannabis senza correre il rischio di subire conseguenze penali, sequestri o sanzioni amministrative.

Questo significa, tra l’altro, contribuire anche a evitare che vi siano nelle carceri oltre un terzo (quasi il 35%) di detenuti per droghe, il doppio della media europea, e molto di più di quella mondiale, che sta al 21,6%. La strada per contrastare questa realtà - lo ripetiamo - non è il proibizionismo. Ce lo dice la storia, ce lo dice la realtà. Le ricette proibizionistiche hanno fallito ovunque.”

27/06/2022 - 12:46

Dichiarazione di Walter Verini, deputato Pd e membro delle Commissioni Giustizia e Antimafia

“E' doveroso che anche la Camera, nel giorno nel quale ricordiamo la strage di Ustica, esprima la propria vicinanza ai familiari delle 81 vittime e alla presidente della associazione, Daria Bonfietti, che da tanti anni anni, anche da parlamentare, si è battuta per il definitivo accertamento della verità”. Così il deputato del Pd Walter Verini, intervenendo stamane in Aula. “Noi sappiamo – ha aggiunto Verini- quello che accadde quella notte del 27 giugno 1980. Sopra Ustica volava un Dc9 dell'Itavia, sotto il quale c'era, nascosto, un Mig libico. Quattro aerei cercarono di abbattere quel Mig, dove sospettavano ci fosse il leader libico Gheddafi. Presero invece il Dc9 dell'Itavia, il cui relitto si può vedere oggi al Museo della Memoria di Bologna . Noi dunque sappiamo quel che accadde – ha concluso Verini- abbiamo visto i tracciati e tuttavia manca un “timbro”: alcuni paesi alleati debbono dire cosa esattamente accadde quella notte e quali erano gli aerei e di quali paesi, anche se è noto, e ne sanno qualcosa gli Stati Uniti , la Francia , la stessa Libia e anche l'Italia. Una storia molto brutta, una ferita ancora aperta” . Per il parlamentare Dem, “occorre riaffermare, in questa giornata, l'impegno affinchè il governo italiano aiuti a mettere questo timbro di verità su quella strage e convinca i paesi amici e alleati a disvelare tutto, perchè Ustica è una ferita ancora aperta e fintanto che non sarà fatta piena verità quella ferita non si chiuderà.”

26/06/2022 - 17:22

Dichiarazione di Walter Verini, deputato Pd e  membro delle Commissioni Giustizia e Antimafia

“Lunedì 27 giugno cade il 42esimo anniversario della strage di Ustica. Siamo innanzitutto vicini ai familiari delle ottantuno vittime, alla Presidente dell’Associazione Daria Bonfietti che da sempre si batte per la piena e ufficiale affermazione della verità. Che tutti conoscono: perché è a tutti evidente che quella notte, sul cielo sopra Ustica, aerei alleati abbatterono il DC 9 Itavia, mentre davano la caccia ad un Mig libico nel quale si sospettava volasse Gheddafi. Fa male, perciò, il fatto che ancora una volta ci siano personaggi e associazioni che insistono con teorie e ipotesi che di fatto ripetono i troppi depistaggi che su questa tragedia, fin da quella notte, vennero messi in atto.
La strada è una sola: compiere l’ultimo tratto per la verità. Insistere ancora, da parte di Governo e Istituzioni italiane, perché governi di paesi alleati disvelino e formalizzino gli ultimi particolari di una verità già chiara nella sostanza e nella coscienza del Paese”.

16/06/2022 - 12:59

Chiudere pagina fin troppo lunga di scontri e veleni

“In un anno questo Parlamento è riuscito ad approvare tre riforme di sistema: quelle del processo penale e civile, dell’ordinamento giudiziario e del Csm. E ha recepito la Direttiva europea sulla presunzione di innocenza, contro le ‘gogne mediatiche’ (che va applicata con rigore e salvaguardando anche, entro la sua cornice, il diritto dei cittadini all’informazione). Per la prima volta dopo trent’anni si è usciti dalla perversa logica delle leggi ad personam o contra personam. Si è riusciti, come chiede il Paese e come più volte ha chiesto il Presidente della Repubblica, a offrire norme e strumenti reali (assunzioni magistrati e personale amministrativo, ufficio del processo, investimenti per la digitalizzazione e le sedi giudiziarie) per cercare di rendere la giustizia efficace, i processi di durata ragionevole, assicurando garanzie costituzionali a indagati, imputati e vittime dei reati. E, con la riforma del Csm, a definire nuove regole che potranno aiutare quel necessario e urgente processo di autorigenerazione che la Magistratura deve intraprendere. Con queste riforme (e con la clamorosa e benefica bocciatura da parte degli italiani di referendum inutili e strumentali) si può e si deve ora chiudere una pagina fin troppo lunga: basta con i regolamenti di conti. Basta sia con i populismi giudiziari che con i finti ‘garantismi’. È l’ora di applicare riforme per una giustizia giusta e garanzie vere, perché il contrasto all’illegalità trovi anche così nuovo impulso”.

Così il deputato dem, Walter Verini, relatore alla Camera della riforma votata oggi definitivamente dal Senato.

10/06/2022 - 19:08

“Il nuovo arresto di un altro esponente delle destre per ipotesi di gravissimi reati legati allo scambio politico mafioso conferma quanto pesante sia la cappa del condizionamento mafioso in quella realtà e in queste elezioni. Queste forze di centrodestra non riescono proprio a fare i conti con questi temi e a liberarsi da abbracci politicamente inquietanti come quelli di Dell’Utri e dello stesso Cuffaro. Per distogliere l’attenzione da questo gravissimo fardello attaccano incredibilmente un candidato di centrosinistra che nella sua vita ha saputo testimoniare valori di legalità e di rottura con gli ambienti criminali che vogliono ancora condizionare la città e la regione”.

Lo dichiara il deputato democratico Walter Verini, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia.

 

30/05/2022 - 20:57

“ Mai più bambini in carcere: l’approvazione da parte della Camera della proposta di legge a prima firma Paolo Siani rappresenta un importante passo in avanti verso la cancellazione di questa inammissibile, vergognosa situazione che si verifica nelle carceri italiane. Il testo approvato tutela i bambini che sono costretti a vivere tra le sbarre insieme alle madri detenute, prevedendo destinazioni presso le case famiglia o gli istituti a custodia attenuata. Ci auguriamo che il Senato possa esaminare a sua volta al più presto il testo della Camera, la cui approvazione definitiva sarà un passo dì civiltà e umanità per il nostro Paese. E una spinta al Governo e al Parlamento per interventi sempre più urgenti e necessari sulla situazione carceraria, contro il sovraffollamento, per una pena che sia davvero rieducativa e riabilitativa”.

Così il deputato PD Walter Verini, relatore del provvedimento.

12/05/2022 - 19:51

“Non possiamo che condividere l’appello urgente dell’AIMMF anche alla luce della nota del 5 aprile del Parlamento Europeo che ha raccomandato agli Stati membri di costruire un'apposita giustizia a misura di minore, una giustizia cosiddetta "child friendly". L’Italia dispone di una magistratura minorile specializzata e totalmente dedicata ad intervenire in via esclusiva sul pregiudizio, il disagio e l'abbandono in danno dei minori, tramite un giudice

multidisciplinare e con la collaborazione di servizi specialistici finalizzati. La riforma del processo civile prevede anche la modifica di alcune delle disposizioni sostanziali relative ad aspetti in materia di diritti delle persone e della famiglia oltre all’istituzione del nuovo Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Già mesi fa, su questo punto, abbiamo presentato un odg che chiedeva al Governo di attivare quanto prima un tavolo di confronto interistituzionale al fine di poter garantire una multidisciplinarietà a tutela dell’interesse del minore nelle cause più delicate. Questo proprio perché ritenevamo condivisibili molte delle preoccupazioni manifestate da esperti, addetti ai lavori e associazioni come l’AIMMF o come Agevolando,CISMAI, CNCA, CNCM, e SOS Villaggi dei Bambini.

Sollecitiamo oggi la Ministra Cartabia ad attivare il tavolo interistituzionale  e a correggere immediatamente nei decreti attuativi la nuova impostazione che sopprime la collegialità e la multidisciplinarietà”.

Lo dichiarano in una nota Debora Serracchiani, capogruppo Dem a Montecitorio con i deputati PD: Alfredo Bazoli, Paolo Lattanzio, Paolo Siani, Walter Verini.

09/05/2022 - 17:19

 Nella situazione troppo spesso drammatica delle carceri italiane, la proposta di legge a prima firma Paolo Siani potrà essere un passo avanti importante in termini di civiltà nella difesa dei diritti dei bambini che non devono scontare le colpe dei propri genitori. È un provvedimento che si basa sul principio “mai più bambini in carcere” condiviso dagli organismi nazionali e internazionali che si occupano dei diritti dei minori, dalla stessa Ministra e credo da tutti noi. Non deve restare uno slogan, ma diventare realtà. La relazione tra genitore e figlio deve essere sempre tutelata al massimo delle possibilità esistenti, interpretando e garantendo - con il dovuto e difficile equilibrio - l’interesse prevalente del bambino. La proposta di legge supera la normativa vigente e come alternativa prevede le case famiglia e gli ICAM (istituti a custodia attenuata) in caso di impossibilità - per motivi cautelari - di ospitare la madre in una casa famiglia. Mi auguro che questa proposta di legge possa trovare un iter rapido e il più possibile unitario. In Commissione c'è stato un confronto laborioso per individuare il giusto equilibrio tra la priorità di fare gli interessi dei bambini, con eventuali esigenze di sicurezza, per casi di genitori giudicati ancora portatori di pericolosità sociale.
L'altro giorno, una personalità come Luigi Manconi ha rivolto un appello alla Ministra affinché intervenisse subito su questo problema. Condividiamo l'appello di Manconi. E vogliamo sperare e confidare che la Camera faccia presto la sua parte e che, successivamente, il Senato faccia la propria nel tempo più rapido possibile. Sarebbe un passo di importante valore civile e costituzionale.

Lo ha detto, intervenendo in Aula, il deputato del PD Walter Verini, relatore della proposta di legge e componente della Commissione Giustizia.

04/05/2022 - 16:29

" Ho telefonato al nuovo Procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo per aggiungere ai tanti già espressi anche i miei sinceri auguri di buon lavoro. La sua esperienza, le sue capacità, garantiranno alla DNA una guida salda e autorevole nel contrasto alle mafie, oggi sempre pericolose e attive nella penetrazione nell'economia e nella finanza, nelle istituzioni, nelle situazioni di crisi sociale. Un ringraziamento caloroso va a Federico Cafiero de Raho, per il lavoro di grande rilievo ed efficacia svolto in questi anni, per i risultati raggiunti, per il contributo dato all'affermazione della legalità e del rispetto delle regole".

Così il deputato Walter Verini, membro delle Commissioni Antimafia e Giustizia.

26/04/2022 - 19:09

Insieme innovazioni e difesa principi costituzionali

“La legge di riforma dell’Ordinamento giudiziario e del CSM votata dall’Aula della Camera rappresenta una buona sintesi, che potrà contribuire anche a favorire quel necessario e profondo rinnovamento di cui la Magistratura italiana ha bisogno. Ci sono innovazioni (valutazioni professionali fondate sul merito, separazione politica-magistratura, parità di genere, più dialogo e peso all’Avvocatura nelle valutazioni, no nomine a pacchetto, lotta al correntismo). Sono stati difesi principi fondamentali a tutela dell’indipendenza della Magistratura, che poteva essere messa in discussione da rischi legati a proposte - respinte anche perché di probabile incostituzionalità - come la responsabilità civile diretta, il sorteggio. Ci auguriamo ora che il clima tra Governo, Parlamento, Magistratura e Avvocatura sia improntato al confronto e al dialogo. Questo Parlamento, in un anno - insieme con il Governo e la Ministra Cartabia - ha saputo approvare due importanti riforme (Penale, Civile) e sta conducendo in porto questa del CSM. Erano decenni che riforme di sistema non vedevano la luce e che la giustizia era usata come clava per lo scontro politico. Questo è molto importante per dare al Paese, ai cittadini, un sistema giudiziario efficace, giusto, moderno”.

Così il deputato PD Walter Verini, relatore della riforma alla Camera.

19/04/2022 - 12:55

“In poco più di un anno il Parlamento ha approvato le Riforme del Processo Penale e Civile e ora vede in dirittura d’arrivo questa dell’Ordinamento Giudiziario e del Csm. Tutte e tre sono il frutto di un faticoso lavoro e di sintesi difficile tra posizioni diverse, anche opposte. Non sono una rivoluzione copernicana, ma guardano al futuro del Paese. Superando il tempo in cui la Giustizia è stata usata come terreno di scontro. Si sono fronteggiate una concezione della Giustizia populista e poco attenta alla presunzione di innocenza e, dall’altro, un garantismo praticato a corrente alternata, con rischi per l’indipendenza dalla Magistratura. Ora proviamo a rendere più civile e moderna, più europea, la Giustizia italiana, anche con il recepimento della Direttiva Ue sulla presunzione di innocenza, che cerca di frenare le ‘gogne mediatiche’, senza però negare il diritto a una libera e corretta informazione. La scommessa è quella di un sistema giudiziario più rispettoso dei principi costituzionali e di aiutare la Magistratura a rinnovarsi ritrovando credibilità e autorevolezza. Anche per questo, pur se c’è stato e c’è in giro chi avrebbe voglia di assestare colpi all’indipendenza della Magistratura, non condividiamo il dissenso così radicale dell’Anm”.

Così il deputato dem Walter Verini (Pd), intervenendo in Aula nella discussione generale sulla riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm.

“Rischi - ha aggiunto - avrebbero potuto esserci se la riforma avesse previsto sorteggio dei candidati, o responsabilità civile diretta dei giudici, o azzeramento del passaggio di funzioni. Ma non è così. Ci sono invece importanti innovazioni: come le norme che premieranno, nelle carriere, il merito senza automatismi; la possibilità data all’Avvocatura di esprimere la sua valutazione dentro i Consigli Giudiziari. Nessuna volontà punitiva, dunque, ma contributo a svolgere un ruolo fondamentale con onore e disciplina, capacità e dedizione, trasparenza e senso dello Stato. Si sono trovate soluzioni equilibrate senza demonizzazioni per distinguere i magistrati che si candidano nei diversi livelli istituzionali, da coloro che assumono ruoli politico-istituzionale, ponendo limiti alle cosiddette ‘porte girevoli’. C’è la novità delle norme per la parità di genere - che abbiamo fortemente sostenuto - e il nuovo sistema elettorale, da utilizzare già all’elezione del prossimo Csm, che riprende il sorteggio dei collegi e sperimenta un sistema misto, per combattere non le correnti, ma correntismo e carrierismo. L'auspicio - ha concluso - è che il Parlamento faccia presto e bene rispettando anche le scadenze del Pnrr. E che la Magistratura italiana mostri più coraggio e apertura verso quella urgente autorigenerazione più volte auspicata dallo stesso Presidente della Repubblica”.

14/04/2022 - 09:03

“Alla fine, tra difficoltà di vario genere, è uscito un testo che presenta innovazioni significative, che potranno aiutare a superare conservatorismi e autoreferenzialità della Magistratura contribuendo alla sua autorigenerazione. Al tempo stesso siamo riusciti a tutelare i principi - irrinunciabili e costituzionali- dell ‘indipendenza della Magistratura, che alcuni emendamenti ( come quelli sul sorteggio e sulla responsabilità civile diretta )minacciavano. Ora l’aula voterà una riforma, dopo quelle del Processo Penale e Civile, che potrà aiutare la Giustizia italiana ad essere più giusta, efficace, europea “

Deputato Pd Walter Verini,
Relatore della riforma Ordinamento e CSM

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