03/09/2020 - 09:54

“La situazione all’interno del polo logistico della società Zalando di Nogarole Rocca (Verona) è molto preoccupante poiché sia dal punto di vista contrattuale e delle assunzioni che delle condizioni di lavoro e delle libertà personali sembrerebbe che la realtà sia molto diversa dal progetto che era stato presentato dalla società agli enti territoriali e ai comuni della zona interessati. Per questo chiediamo un intervento urgente del ministro del Lavoro che verifichi come mai ci sia stato un cambiamento di strategia cosi radicale e prenda subito iniziative in tal senso”. Lo dichiarano le deputate del Pd, Alessia Rotta e Debora Serracchiani, presidenti rispettivamente di commissioni Ambiente e Lavoro della Camera e il deputato Pd Diego Zardini, che hanno presentato una interrogazione al ministro del Lavoro.
“Nel corso di tali incontri pubblici era stato prospettato che le future assunzioni avrebbero avuto, nell’immediato, una durata minima di 6 mesi e che sarebbero state rinnovate almeno una volta, per poi essere trasformate in contratti a tempo indeterminato; nei fatti, la realtà si è rivelata ben diversa. A quanto ci risulta tutte le assunzioni effettuate hanno avuto un termine di soli tre mesi, allo scadere dei quali, per centinaia di lavoratori non si è provveduto al rinnovo dei contratti; anche le condizioni di lavoro all'interno del centro risulterebbero essere particolarmente difficili e lesivi della stessa dignità dei lavoratori. Tempi e ritmi di lavoro durissimi, controlli sulla persona, il divieto di poter portare effetti personali. Addirittura, le lavoratrici sarebbero obbligate a utilizzare delle buste di plastica trasparente per riporre gli assorbenti, così da poter più facilmente ispezionabili”, proseguono i deputati.
“Se quanto appreso corrispondesse per filo e per segno allo status quo saremmo in presenza di gravi violazioni delle libertà personali e contrattuali dei lavoratori, per questo è necessario che il Governo intervenga al piu presto”, concludono i deputati dem.

17/06/2020 - 17:17

I deputati del Pd Alessia Rotta, Diego Zardini e Elena Carnevali hanno presentato un  question time in commissione Affari Sociali

"Da quasi due anni, nel punto nascite dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Verona Borgo Trento, è in corso un'infezione batterica gravissima (Citrobacter) che ha portato al decesso di alcuni neonati e allo sviluppo di patologie con esiti invalidanti e permanenti di entità molto seria in altri." Così in una nota i parlamentari del Pd Alessia Rotta, Elena Carnevali e Diego Zardini che hanno ritenuto necessario "interrogare il Ministro della Salute per conoscere l'esatta entità del problema e per sapere quali iniziative intenda adottare per ripristinare la sicurezza dei reparti coinvolti e la tutela della salute pubblica".

"Dalla relazione dettagliata richiesta dal Ministero alla Regione, e illustrata oggi nel corso del question time in commissione Affari sociali della Camera, - si legge nella nota dei parlamentari dem -  emerge in modo drammatico la gravità della situazione e il ritardo che ha contraddistinto l'azione dei vertici della sanità veneta. Un doloroso "bollettino di guerra" che ha visto coinvolti troppi neonati e le loro famiglie." Per i parlamentari del Pd " esiste, purtroppo, un tema di responsabilità politica che dovrà essere approfondito nei prossimi mesi. Ora, però, è necessario che tutti si impegnino per trovare soluzioni immediate che garantiscano una rapida soluzione del problema. Si tratta di fatti drammatici che hanno già causato enorme sofferenza". In particolare, la vicepresidente del gruppo alla Camera,  Alessia Rotta,nel suo intervento in commissione  ha chiesto al Ministero "se non ritenga necessario inviare degli ispettori che, in raccordo con i vertici della sanità regionale, facciano piena luce su questa oscura vicenda e mettano in campo soluzioni per evitare che in futuro il problema si ripresenti." Dal canto suo ,  la sottosegretaria Zampa ha "rassicurato che il governo attiverà tutte le iniziative necessarie per acclarare i fatti e fornire il necessario supporto".

La capogruppo del Pd in commissione Affari Sociali Elena Carnevali assieme ai deputati veronesi Rotta e Zardini, auspicano che "nei prossimi mesi si riesca a fare chiarezza, ripristinando l'attività del punto nascite, il più grande del Veneto, e garantendo la sicurezza delle partorienti e dei neonati. Nessuno dovrà soffrire ancora in questo modo", hanno dichiarato a margine del question time di oggi.

15/06/2020 - 17:40

Dichiarazione on.li del Partito democratico Alessia Rotta e Diego Zardini

La diffusione del Citrobacter, un batterio che - nei soggetti più esposti e fragili - può causare encefalite e meningite, ha costretto i responsabili sanitari dell'ospedale della Donna e del Bambino di Verona, a chiudere il punto nascite e a trasferire in altri reparti la Terapia Intensiva neonatale e la Terapia intensiva pediatrica.
Parliamo di una struttura inaugurata solo tre anni fa , che ospita il punto nascite più grande del Veneto con circa 3400 parti l’anno. Si tratta di un problema molto serio che riguarda la salute pubblica e che sta destando legittime preoccupazioni tra le partorienti che sono state ospitate nella struttura e tra quelle che sono state mandate in altri ospedali del territorio. Per queste ragioni, i deputati dem Alessia Rotta e Diego Zardini hanno presentato un’interrogazione urgente al Ministro Speranza perché, anche se la sanità è una materia di competenza regionale, crediamo sia necessario procedere a delle verifiche per capire se si stiano mettendo in campo tutte le iniziative necessarie per ripristinare la sicurezza e la salute pubblica nel punto nascita dell’ospedale veronese e degli altri punti nascita dove le partorienti sono state dirottate. Nel frattempo, la Regione Veneto si adoperi per debellare questo virus e per garantire la sicurezza di tutti i reparti di ostetricia del territorio.
 

12/06/2020 - 10:14
Una buona notizia per lo spettacolo dal vivo e per l’Arena di Verona. Con il nuovo Dpcm firmato ieri, infatti, oltre alla riapertura -con alcune cautele- dei luoghi per lo spettacolo dal vivo, è stato stabilito che le Regioni, in base all’andamento della situazione epidemiologica nei loro territori, potranno stabilire un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi. 
Così i parlamentari dem Gian Pietro Dal Moro, Vincenzo  D'Arienzo, Alessia  Rotta e Diego Zardini. 
 
La Fondazione Arena aveva sollecitato - con la presentazione di un dettagliato e apposito protocollo di sicurezza- la possibilità di aumentare il numero degli spettatori autorizzati ad entrare, da 1000 a 3000 posti, in ragione della sua capienza e delle numerose viste di accesso e uscita. Come parlamentari del Partito democratico avevamo portato questa richiesta sul tavolo del governo e del ministro dei Beni Culturali. In tal senso, grazie alla deroga prevista dal dpcm, l’Arena potrà aumentare considerevolmente i numeri attualmente previsti previo parere favorevole della Regione. Ringraziamo il Ministro Franceschini per aver ascoltato le istanze della Fondazione Arena. La riapertura dell’Arena- seppure in forma ridotta e con eventi speciali - rappresenta un simbolo di ripartenza per la nostra città.
19/05/2020 - 17:17

“Non abbandoniamo il lavoro agile perché l’epidemia non è finita e può aiutare a contenere la recrudescenza, oltre a ridurre in modo considerevole la pressione sul trasporto pubblico”.

Lo dichiara il deputato del Partito democratico Diego Zardini, raccogliendo l’esortazione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Ci sono diversi punti da definire - prosegue Zardini - dall’organizzazione del lavoro ai limiti orari, alle pause, alla sicurezza, senza contare la necessità di un’adeguata formazione e un relativo trattamento economico. In ogni caso è un tema da affrontare perché senza dubbio lo smart working costituisce un elemento di innovazione tecnologica e sostenibilità che ha un grande valore per sostenere l’economia e potrà contribuire a un cambiamento organizzativo e di mentalità focalizzato sul lavoro per obiettivi”.

“Ovviamente va regolamentato contrattualmente - conclude l’esponente dem - perché dopo l’emergenza che ha colto impreparato il sistema produttivo, ora per sistematizzarlo serve una contrattazione per consentire a tutti, lavoratori e imprese, di cogliere questa opportunità”.

18/05/2020 - 13:16

Le imprese che riceveranno la garanzia dello Stato per l’emissione di prestiti bancari non potranno delocalizzare gli stabilimenti produttivi dall’Italia verso altri Paesi. Lo prevede un emendamento al decreto liquidità, in corso di conversione alla Camera dei Deputati. L’emendamento, sollecitato dalle parti sociali, è stato presentato in commissione congiunta Attività produttive e Finanze dai deputati del Partito democratico Stefania Pezzopane e Diego Zardini.

“È importante che le garanzie fornite dallo Stato siano destinate a imprese con siti produttivi in Italia e con lavoratori assunti sul territorio nazionale”, spiegano i firmatari dell’emendamento. “Dobbiamo essere certi che li sforzi e gli impegni che stiamo tutti facendo per stimolare la ripartenza dell’economia e del lavoro siano correttamente destinati alle aziende e ai lavoratori italiani”.

La previsione è rafforzativa della condizionalità già espressa nel testo, ovvero che la necessaria destinazione del finanziamento sia indirizzata a sostenere spese di personale, investimenti o capitale circolante per stabilimenti e attività produttive localizzati in Italia; tale condizionalità deve essere prevista oltre che nella fase di accesso alla garanzia del finanziamento anche in modo strutturato nel tempo. La durata delle garanzie per i prestiti richiesti dalle imprese ha una durata di sei anni.

06/05/2020 - 17:08

Sosterremo in ogni sede la proposta De Micheli per micro mobilità

"Sosterremo in ogni sede la proposta della ministra dei trasporti Paola De Micheli di riconoscere un bonus fino a 500 euro per chi acquista biciclette e monopattini". Lo afferma il deputato veneto Diego Zardini-

"Tra le tante cose che abbiamo imparato negli ultimi due mesi - aggiunge Zardini - indichiamo la possibilità di muoverci e lavorare in maniera differente. Certo, non vale per tutti, ma c’è una quota crescente di persone che hanno afferrato l’opportunità o sono state costrette a spostarsi di meno o in modo differente. Il fenomeno ha coinvolto lavoratori, famiglie e semplici cittadini. Considerata l’alta probabilità di rivedere la mobilità per assicurare il distanziamento ed evitare nuovi rischi di crescita del virus, agevolare economicamente gli investimenti sulle due ruote può diventare una leva cruciale nel cambio di abitudini". Il bonus proposto dal ministro si ferma ai residenti delle aree urbane con popolazione superiore ai 50 mila abitanti.

"Credo dovremo fare un passo in più - conclude l'esponente dem - ed estendere il vantaggio a tutti gli italiani, magari riconoscendolo al nucleo familiare. La misura va nella direzione giusta, ma non sarebbe corretto escludere gli abitanti delle città più piccole. Inoltre, i rivenditori di due ruote privi di punti vendita nelle grandi città subirebbero un’ingiusta concorrenza sleale. Nei prossimi giorni verificherò la possibilità di modificare la proposta perché includa tutti gli italiani".

 

30/03/2020 - 16:50

 «Quanti soldi ha messo la Regione Veneto per la cassa integrazione? Quanti per gli albergatori la cui stagione è finita prima ancora di cominciare? Quanti milioni per sostenere i piccoli commercianti? Quante decine di milioni per i lavoratori lasciati a casa? Un bello zero tondo su tutto. Ascoltare qualche sindaco leghista lamentarsi dei 400 milioni aggiuntivi stanziati dal governo per i bisogni alimentari delle persone più deboli, sapendo che 28 milioni arriveranno in Veneto, che non è certo una delle aree più povere d’Italia, fa venire il voltastomaco. Invece di lavorare per la propria comunità, gli amministratori della Lega passano il tempo a fare polemiche».

Lo dichiara il deputato veneto Diego Zardini.

 

24/03/2020 - 18:02

Il governo italiano si è mosso in modo previdente e tempestivo». Lo afferma il deputato del Pd Diego Zardini, in risposta alle «assurde accuse di Meloni. Mi sorprende, perché è sufficiente la terza elementare per comprendere quanto accaduto».

Dopo i primi casi di coronavirus in Italia, rilevati in due turisti cinesi atterrati a Milano il 23 gennaio scorso e in seguito ricoverati all'istituto Spallanzani di Roma, ricorda Zardini, «il governo ha immediatamente decretato lo stato di emergenza. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio e attivo per i successivi 6 mesi è stato preso per fissare il tempo di lavoro del Commissario straordinario e per preparare il Paese nell'eventualità di una crisi sanitaria. Eventualità che purtroppo si è rivelata reale, ma che non ha preso impreparate le nostre istituzioni. In primo luogo il governo nazionale, il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità. Grazie alla dichiarazione dello stato di emergenza, il nostro Paese è stato il primo in Europa a sospendere tutti i voli commerciali con la Cina. Un esempio, che se fosse stato tempestivamente copiato da tutti i partner europei, oggi avrebbe probabilmente arginato meglio la diffusione dell'epidemia».

«Lo stato di emergenza fino al 31 luglio 2020 serve a poter prendere provvedimenti di carattere economico e sanitario straordinari. Ma nulla ha a che vedere con le attuali restrizioni alla circolazione e al lavoro che hanno tempi e modalità completamente differenti e sono regolati dai decreti di volta in volta emanati dal Presidente del Consiglio su indicazioni precise delle autorità e degli esperti sanitari. Poiché fa politica da quando è nata, Meloni sa come funzionano questi meccanismi e conosce la differenza tra un provvedimento ombrello come lo stato di emergenza e i provvedimenti puntuali che riguardano gli aspetti sanitari, economici e sociali. Quindi è palesemente in malafede».

12/12/2019 - 10:35

Con la manovra abbiamo trovato una via di uscita per i lavoratori della Elcograf. La già importante Mondadori Verona oggi rischiava - per la contrazione del lavoro e per scelte della dirigenza e cambi proprietari - di essere esclusa da un provvedimento che sostiene i lavoratori in questa delicata fase di transizione per il mondo dell’editoria e della stampa. Grazie a un importante emendamento del Gruppo Pd, sostenuto dal collega D’Arienzo stanotte, siamo riusciti ad equiparare la condizione di lavoratori dello stesso comparto indipendentemente dalla natura giuridica della loro azienda, che fosse stampatrice o editrice. Una fondamentale vittoria, ringraziamo anche l’azione del governo,  contro il rischio che siano proprio i lavoratori a dover pagare le scelte e gli errori dell’impresa.

Lo dichiarano Alessia Rotta, Gianni Dal Moro e Diego Zardini -  deputati veneti del Partito Democratico.

04/11/2019 - 15:21

Ieri Verona ha fatto una pessima figura per colpa di pochi scemi

“Piena solidarietà a Mario Balotelli. Verona ieri ha fatto una pessima figura per colpa di pochi scemi. Per quanto minoritarie, queste frange di tifo sono rumorose e in grado di catalizzare l’attenzione. Anche da tifoso storico dell’Hellas chiedo alla società di intervenire e di recidere qualsiasi rapporto con i razzisti. Sono certo inoltre che le forze dell’ordine abbiano gli strumenti per individuare chi compie reati all’interno dello stadio e di prendere provvedimenti nei loro confronti”. Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini.

“La città non è razzista, ma negare l’evidenza di quanto accaduto non aiuta a risolvere il problema dell’estremismo e dobbiamo ammettere che c’è una parte di tifosi che è razzista. C’è un problema culturale grande quanto un palazzo nel calcio italiano e credo che la responsabilità di agire sia di tutti: istituzioni, forze dell’ordine, ma anche delle società calcistiche e degli stessi tifosi. Tutti – conclude l’esponente dem - devono contribuire a debellare comportamenti che rendono tanto arretrato il calcio in Italia”.

16/10/2019 - 12:27

Mise convochi il gruppo giapponese per chiarimenti

"La ex Magneti Marelli leader del settore automotive in Italia, venduta nel maggio 2019 da Fca al gruppo giapponese Calsonic Kansei, ha dato vita alla Magneti Marelli CK Holdings, una multinazionale con 170 stabilimenti fra Europa e Giappone. Nelle scorse settimane la Marelli ha chiesto la cassa integrazione per 910 lavoratori degli stabilimenti bolognesi di Crevalcore e Bologna. Siamo preoccupati per la situazione dei lavoratori anche alla luce del fatto che non conosciamo il piano industriale né la strategia di sviluppo da parte dell'azienda. Per questo abbiamo chiesto al Mise che venga convocata la Calsonic Kansei per chiarire la situazione per il presente e le intenzioni per il futuro, oltre a dedicare particolare attenzione a questi temi di prospettiva nel tavolo di confronto con associazioni di categoria e sindacati, già convocato dal ministro Patuanelli per il 18 ottobre. Sempre per questo abbiamo chiesto che si identifichi una strategia nazionale di sviluppo dell'automotive, tenendo conto delle realtà e delle capacità italiane".

Lo ha chiesto il vicepresidente Pd della commissione Attività produttive di Montecitorio, Gianluca Benamati, nel corso di un question time al Mise in commissione, a prima firma Benamati e dei deputati Bonomo, De Maria, Lacarra, Manca, Nardi e Zardini.

26/07/2019 - 13:46

«Un abbraccio alla famiglia di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso la notte scorsa a Roma». Così in una nota il deputato del Partito democratico Diego Zardini.

«La città, un tempo una delle più sicure capitali del mondo, oggi somma problemi su problemi, non ultimo quello della sicurezza», nota Zardini. «A poco servono decreti e provvedimenti che tendono a rispondere più ai titoli di giornale che a risolvere reali problematiche. Soprattutto se le città sono disorganizzate o addirittura in stato di semi abbandono come Roma e le forze dell’ordine non vengono dotate di mezzi e strumenti per svolgere in piena sicurezza i compiti loro assegnati. Mi auguro che una volta terminato il clamore per questo efferato delitto, i sindacati delle forze dell’ordine abbiano la forza di aprire un tavolo con il governo e con il ministero dell’Interno per ottenere con la prossima legge di bilancio quelle risorse che chiedono da oltre un anno».

06/06/2019 - 13:12

440 famiglie non possono aspettare riforma editoria

“Le lavoratrici e i lavoratori della ex Mondadori Printing non possono attendere una riforma dell’editoria che, probabilmente, non arriverà mai. Ma forse il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, ben tutelato al caldo delle sue poltrone, pensa che 440 famiglie possano aspettare il prossimo autunno per mangiare”

Lo dichiarano la parlamentare veronese Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico e prima firmataria dell’interrogazione al ministro del Lavoro sulla situazione dea cui è stata data risposta nella X Commissione, e i deputati Diego Zardini e Gianmario Fragomeli.

“Qui parliamo di donne e uomini, di famiglie che hanno chiesto aiuto, che sono preoccupati per il futuro che li attende, ma che nulla hanno ottenuto. Dopo gli ammortizzatori disposti dai precedenti governi a guida Pd, l’attuale non ha provveduto neppure al rinnovo della Cassa integrazione. Non è con una cerimonia di avvio degli Stati Generali dell’editoria - sottolineano i deputati Dem, commentando la risposta del Mise - che un governo mostra interessamento al comparto.”

“Un tavolo di trattativa è necessario, una soluzione praticabile deve essere trovata. Non è accettabile – concludono - che il ministro del Lavoro, che è anche ministro dello Sviluppo Economico, non si occupi di risolvere le crisi aziendali e di tutelare non solo i lavoratori, ma anche un intero settore produttivo che è traino economico del territorio”

30/05/2019 - 17:49

Di Maio lavori a quello per cui è pagato da italiani

“1800 lavoratori in Italia, 150 nel Veneto e 37 solo nella sede di Legnago, tutti a casa senza preavviso e, soprattutto, senza che il ministro Di Maio abbia dato segnali di interessamento. Quella dei dipendenti di Mercatone Uno è una conta triste che certifica l’inettitudine del governo”. 

Lo dichiara i parlamentari veronesi Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, e Diego Zardini, deputato del Pd in Commissione Attività Produttive

“Ora è già molto tardi, ma è il tempo delle risposte. Oltre al ricorso immediato degli ammortizzatori sociali, che possono dare respiro alle lavoratrici e ai lavoratori, - spiegano i deputati Dem - è necessario la aprire una procedura di amministrazione straordinaria per permettere di salvaguardare la produzione e i posti di lavoro”. 

"Di Maio ha una doppia colpa, sia da ministro dello Sviluppo Economico sia da ministro del Lavoro. Non solo in questi mesi ha mancato di vigilare sul mancato rilancio e sui mancati investimenti, ma ora non sta neppure utilizzando tutti gli strumenti necessari per salvaguardare i posti di lavoro. Ora - concludono Rotta e Zardini - la smetta di piangersi addosso per i risultati elettorali, che sono tali anche per la sua dimostrata incompetenza a governare, e inizi a occuparsi di ciò per cui è  pagato dagli italiani”. 

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