“La maggioranza deve ritirare la proposta di riforma della legge 157/92, il cosiddetto “Ddl sparatutto”, perché fortemente contestato dall'opinione pubblica come dimostrano le oltre 400.000 firme raccolte dalle associazioni di varia natura e considerato anche il recente sondaggio che vede il 59% degli italiani contro la caccia.
Ma non solo, il provvedimento è contestato anche da voci nella stessa maggioranza, come quelle di Noi Moderati, che annunciano un voto contrario. La riforma è stata scritta in una logica chiaramente corporativa, clientelare, elettorale a favore di produttori di armi e munizioni e si fa beffe della Costituzione e del fatto che la fauna selvatica sia patrimonio indisponibile dello Stato consentendo una caccia selvaggia, sempre più “a scopo di lucro” e consumistica, a discapito di tutte le altre attività economiche nella natura.
Inoltre, un ennesimo segnale di allarme che questo governo dovrebbe cogliere, è il rinvio alla Corte costituzionale da parte del Consiglio di Stato per una impropria e potenzialmente rischiosa incostituzionalità del CTFVN Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, di fatto un comitato venatorio di comodo del Ministro e delle lobby armiero-venatorie che, nell’esprimere i pareri vincolanti sui calendari venatori, dimostra di agire in chiave antiscientifica legittimando una prassi antidemocratica.
Proponiamo ai parlamentari e alle parlamentari sensibili alla tutela della natura di dare vita immediatamente ad un osservatorio sulle norme che calpestano biodiversità, il benessere animale, l’ambiente, la sicurezza delle persone e impediscono e danneggiano lo sviluppo di tutte le altre attività economiche che si basano sulla natura, anche attivando una regia per presentare interrogazioni e provvedimenti legislativi.
Infine, riteniamo doveroso ricordare che, proprio sulla tutela ambientale e del benessere animale, il ruolo e l'autonomia della magistratura hanno fatto storicamente argine, in Italia e nel mondo, allo sfruttamento delle risorse ambientali, naturali e degli animali, ed è per questo che lobby e produttori senza scrupoli che sostengono il governo italiano vedono nella magistratura il pericolo alla loro sopravvivenza al potere. Un altro motivo per votare No al Referendum sulla giustizia”. Lo dichiarano in una nota congiunta, le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, invitando a votare NO al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
“La proposta sul congedo parentale obbligatorio avanzata dalle opposizioni ha un obiettivo tanto semplice quanto rivoluzionario; superare il gap più evidente del nostro welfare, ovvero quello tra il congedo di maternità e paternità. Si introduce un nuovo modello basato su 5 mesi di congedo obbligatorio, retribuiti al 100% senza distinzione tra lavoro autonomo e dipendente”. Lo dichiara la deputata PD, Patrizia Prestipino intervenendo in Aula di Montecitorio,
“È una proposta che promuove la parità di genere - sottolinea la parlamentare dem -, contrasta l'inverno demografico e crea terreno fertile per nuovi progetti di vita familiare. La cogenitorialità è portatrice di benefici per il figlio soprattutto durante l'età evolutiva e permette di alleviare il peso che tradizionalmente ricade sulle donne, favorendo maggiore partecipazione delle madri sul mercato del lavoro”.
“Approvando questa proposta finalmente la politica darà un messaggio chiaro: l'inclusione e la parità sono valori che devono permeare ogni aspetto della società a partire dalla famiglia. L'esatto contrario di quanto accade con il governo Meloni e poco importa che la vice ministra Bellucci mi risponda piccata: dal 'sono donna, sono madre, sono cristiana' detto da qualcuno anni fa, quel qualcuno stanco di rivoluzione, oggi si riposa sulla poltrona del potere”, conclude Prestipino.
“La trasmissione Report ha mostrato in un servizio la gestione degli abbattimenti di animali negli allevamenti colpiti dall’emergenza influenza aviaria, con immagini inedite e di particolare gravità.
Emergono modalità di abbattimento, che richiedono fra l’altro ingenti risorse pubbliche, in netto contrasto con le normative nazionali ed europee in materia di benessere animale, biosicurezza e contenimento della diffusione del virus, nonché con i protocolli che dovrebbero essere applicati sotto la supervisione dei servizi veterinari pubblici.
L’inchiesta segnala inoltre che la ditta Bidente risulterebbe di fatto titolare di un monopolio degli abbattimenti per malattie infettive in diverse regioni del Nord Italia; il titolare della ditta, Ido Bezzi, risulta imputato in un procedimento penale relativo a precedenti focolai di influenza aviaria, circostanza che solleva interrogativi rilevanti in merito all’opportunità, alla trasparenza e alla legittimità dell’affidamento di tali incarichi.
Chiediamo alla luce dei suddetti fatti gravi cosa intende fare il ministro, se sia a conoscenza di quanto accade e se le procedure di gara e assegnazione degli incarichi dí abbattimento avvengono con trasparenza e nel rispetto delle normative vigenti. Chiediamo anche che il Governo intervenga per tutelare il benessere animale, ad esempio attraverso l'obbligo di telecamere nei macelli e negli allevamenti”. Lo dichiarano le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino che hanno presentato una interrogazione in commissione Affari sociali al ministro della Salute.
"Abbiamo chiesto più volte al governo cosa intendesse fare per la cura della Fip (feline infectious peritonitis), la peritonite infettiva felina, una patologia che colpisce a morte il 96 per cento dei gatti. Nonostante abbiano autorizzato l'uso del Remdesivir, il farmaco che cura questa patologia ma che ha costi elevatissimi, e successivamente l'uso del metabolita GS-441524, un antivirale derivato dal Remdesivir che si può preparare in farmacia su prescrizione veterinaria, le famiglie che possiedono gatti si sentono prese in giro e abbandonate dal governo, che dopo aver fatto il solito show elettorale non è intervenuto in modo pratico ed efficace su molti aspetti connessi all'uso di questi farmaci. C'è il tema del reperimento delle materie prime che non è stato minimamente affrontato dal Governo. C’è il tema del mercato nero, perché rimane il rischio che le famiglie si rivolgano ancora al mercato illegale, oggi a mio avviso con nuovi e maggiori rischi di incappare in prodotti di scarsa qualità. C'è poi il tema dell'aggiornamento dei veterinari stessi; molti veterinari ancora non sanno bene come affrontare la malattia felina, indirizzando sovente le famiglie verso i volontari. Ci sarebbe anche il tema di non disperdere un grande lavoro di monitoraggio e raccolta dati fatto dai volontari, un bagaglio di conoscenza che dovrebbe essere valorizzato. A tutte queste domande al momento il governo non da risposte. Nella lotta per curare i gatti malati di FIP siamo stati i primi a incalzare il governo e a presentare un’interrogazione già lo scorso febbraio 2025. Dopo un anno il governo risponde finalmente ma noi continueremo a chiedere conto di quanto fatto e di ciò che manca da fare per salvare la vita di esseri senzienti". Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Eleonora Evi, in replica al governo che rispondeva ad una interrogazione del Pd a prima Evi, Prestipino e Roggiani.
“Il governo Meloni ha approvato una legge di bilancio povera e senza visione. E, come se non bastasse, senza alcuna attenzione per il benessere degli animali che anzi continua a perseguitare con leggi far west e l’introduzione della caccia a pagamento. Questo governo cieco ha voluto cancellare la misura approvata nella scorsa legislatura dal ministro Speranza e da me riproposta nello scorso mese di aprile insieme ai colleghi Furfaro e Serracchiani, per ridurre la spesa per le cure degli animali di affezione, chiedendo di introdurre farmaci generici per uso veterinario e consentendo ai veterinari di prescrivere farmaci per umana con lo stesso principio attivo del farmaco veterinario corrispondente, che arriva a costare fino a 5 volte di più”. Lo dichiara in una nota la deputata Pd e Garante degli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino.
“Nonostante il successo che aveva da subito riscontrato questa misura, il governo Meloni l’ha cancellata e oggi, respingendo il nostro ordine del giorno, continua a ignorare il problema dei costi dei farmaci veterinari”. “Una scelta ingiusta che penalizza chi ogni giorno si prende cura degli animali”, conclude Prestipino.
“La maggioranza riesuma il ddl 'caccia selvaggia' e con un ennesimo emendamento alla legge di bilancio, cambia ancora la legge 157 che tutela la fauna selvatica e regola l'attività venatoria. E lo fa a colpi di blitz e forzature, chinata com’è alle assurde richieste della lobby armiero-venatoria. Così si regalano biodiversità e natura alla caccia privata, consentendo alle aziende faunistico venatorie di operare a fini di lucro e trasformandole in un vero e proprio parco giochi per ricchi per sparare a piacimento, aziende per il divertimento di figli dei potenti come Trump jr, mentre le aree protette sono sempre più derubricate, lottizzate e sempre meno finanziate nonostante la loro prioritaria funzione di conservazione e tutela della biodiversità”. Così in una nota congiunta le deputate PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Questa legge di bilancio non solo dunque dimentica il lavoro, la salute, la scuola, l’ambiente ma sfregia anche le norme attuali a protezione della natura in nome di un imprecisato guadagno per pochi, ricchi e spregiudicati distruttori della biodiversità, che faranno profitto su un bene che appartiene a tutto il paese, la fauna selvatica” concludono Evi e Prestipino.
“Il ministro Valditara su un provvedimento così delicato che è sulla pelle della scuola e dei nostri studenti prima si permette di offendere l'opposizione, poi balbetta delle scuse poco credibili e alla fine volta le spalle e se ne va. Questa è la sintesi del loro senso di democrazia parlamentare e civile”. Lo dichiara Patrizia Prestipino Deputata del PD e docente delle scuole superiori, a seguito dell’intervento del ministro Valditara in Aula.
“Condanno con la massima fermezza il gravissimo episodio avvenuto presso l’Istituto comprensivo Santa Beatrice nel quartiere Portuense.
Colpire una scuola significa colpire la comunità tutta: studenti, insegnanti, personale, famiglie.
E farlo utilizzando simboli nazifascisti rende questo atto ancor più spregevole e inquietante.
La scuola rappresenta un presidio di democrazia e convivenza civile. Attaccarla significa minare alla base i valori della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza e fondata sull’antifascismo.
A tutto il personale scolastico va la mia più sentita solidarietà. Come parlamentare e come docente continuerò ad impegnarmi affinché nelle scuole si rafforzino gli strumenti di prevenzione e di educazione alla cittadinanza attiva, al rispetto e alla memoria.
Non permetteremo che l’odio e la violenza, travestiti da bravata, trovino spazio tra i nostri ragazzi.
La scuola non si tocca.
La democrazia si difende ogni giorno”. Lo dichiara Patrizia Prestipino Deputata Pd e docente delle scuole superiori.
“Come denunciato dalle associazioni animaliste sembra che sia in corso l’ennesimo blitz sulla caccia da parte della maggioranza che, con una forzatura delle procedure, vorrebbe inserire parti del DDL Malan, oggi arenato in commissione da oltre 2.000 emendamenti e fortemente criticato da parte dell'opinione pubblica, sotto forma di emendamenti alla legge di bilancio. Se questo fosse confermato sarebbe un sotterfugio, un artificio per continuare il lavoro di deregolamentazione della caccia, una materia che non c'entra nulla con la manovra, senza alcun vero confronto, senza trasparenza, senza valutazioni scientifiche. La maggioranza agisce, ancora una volta anche in questa legge di bilancio come in quelle precedenti, per corrispondere agli interessi della lobby degli armieri e della parte più ambigua del mondo agricolo venatorio, in un clima che riduce il Parlamento a dare copertura a pratiche venatorie illecite e al bracconaggio e in cui aumentano i rischi di incidenti anche mortali, come dimostra il numero dei sinistri. L'unico emendamento in manovra su questo tema su cui convergere tutti dovrebbe riguardare l'aumento di risorse, di donne e uomini dei carabinieri forestali per il contrasto agli illeciti e per il sostegno ai centri di recupero della fauna selvatica. Il PD chiede di investire in conoscenza abbiamo infatti chiesto una dettagliata relazione sullo stato di applicazione della legge 157/92 ascoltando anche le richieste pervenute dall'associazionismo. Anche qui la destra promuove silenzio e ignoranza. Invece siamo di fronte ad una forzatura inaccettabile che denunciamo ai presidenti di Camera e Senato ai quali chiediamo di agire per fermare questa grave iniziativa lesiva dei principi costituzionali e delle procedure democratiche”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Il governo Meloni festeggia i tre anni ma solo con bugie. A questo punto ci chiediamo: sarà vero che la presidente Meloni è romana? Se lo è davvero, spieghi il definanziamento di 50 milioni di euro alla Metro C, un taglio assurdo che rischia di bloccare un’opera strategica per la città di Roma, proprio in un momento cruciale in cui si stanno portando avanti importanti cantieri. Questa manovra con tagli non previsti ad importanti infrastrutture denota tutta l’inadeguatezza di questo governo”. Lo dichiara la deputata del Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino.
“Nordio riesce ancora una volta a banalizzare un tema cruciale. Dire che “l’educazione sessuale si fa in famiglia” è solo un modo per lavarsene le mani.
Vorrei ricordare al ministro Nordio, che afferma amenità del genere, che le due comunità educanti piu importanti nella vita dei ragazzi, la scuola e la famiglia, non possono essere scisse ma devono lavorare strettamente connesse e di pari passo.
Da ministro della Giustizia dovrebbe sapere che la prevenzione della violenza di genere inizia proprio dall’educazione, quella vera, fatta di rispetto, empatia e consapevolezza, non di slogan. E che l’educazione si fa a scuola già dai primi anni, e non solo in famiglia.
La sua dichiarazione è grave non solo per quello che dice, ma per ciò che rivela, cioè un’inquietante distanza dalla realtà sociale del Paese e un disprezzo per il ruolo della scuola come spazio di crescita collettiva. Nordio dovrebbe preoccuparsi dei dati dei femminicidi, che dovrebbe conoscere bene e che lo dovrebbero spingere a utilizzare il proprio ruolo istituzionale per aggredire un fenomeno ancora tropo diffuso”. Così in una nota la deputata del Pd, Patrizia Prestipino, nonché docente nelle scuole superiori.
“Ho vissuto personalmente tutte le problematiche affettive di molti studenti - aggiunge Prestipino - che siamo riusciti ad affrontare solo grazie al costante dialogo fra la scuola e le famiglie. L’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole è importantissimo. Ci auguriamo che il governo ne tenga conto”.
“Apprendiamo che la Regione Lazio stanzia 600.000 euro destinati ai Comuni per “interventi di contenimento” sugli animali domestici rinselvatichiti: cavalli, capre, maiali, mucche, e potrebbero essere a rischio anche cani vaganti.
Una misura che, di fatto, prevede l’abbattimento di questi animali d’affezione. Non basta il governo con il suo ddl caccia; non basta il fatto che la Regione Lazio non fa nulla per il recupero della fauna selvatica ferita; ora addirittura la Regione Lazio vara un bando per uccidere questi animali d’affezione rinselvatichiti, che vivono tranquillamente nei loro habitat naturali. E non è solo un atto immorale. Ma che va contro la legge nazionale 157 del 1992, nonché contro l’articolo 9 della Costituzione”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, che annunciano: “Presenteremo una interrogazione al governo per chiedere chiarimenti in merito”.
Patrizia Prestipino, deputata del Pd nonché Garante degli animali di Roma Capitale, rincara la dose: “Su richiesta continua di associazioni di categoria e cittadini,
stiamo facendo di tutto per attivare un servizio di recupero della fauna selvatica a Roma, mentre la Regione fa tutto il contrario, premia chi li uccide!
Tutto questo è vergognoso e merita un immediato chiarimento”.
“Il governo Meloni rimane in silenzio sul contesto mondiale sempre più grave e sul genocidio in diretta a Gaza ma, incredibilmente, la sua maggioranza in Senato decide di accelerare sul ddl Caccia, convocando addirittura le sedute notturne. È semplicemente vergognoso il tentativo di usare scorciatoie su una riforma profondamente divisiva, ignorando non solo il confronto democratico ma anche i dati e le analisi indispensabili per una discussione seria e responsabile. Sono queste le indecenti priorità di questa maggioranza?” Lo dichiarano le deputate Eleonora Evi e Patrizia Prestipino del Partito Democratico.
“Sul ddl Caccia – sottolineano le parlamentari - la maggioranza continua a forzare i tempi ignorando la necessità di una valutazione preliminare sull’attuazione della Legge 157/1992 e senza disporre della relazione governativa sull’efficacia e le criticità della normativa vigente”. “Chiediamo l’immediato stop dell’iter parlamentare del ddl almeno fino a quando il governo non presenterà la relazione. Non è accettabile discutere una riforma tanto delicata nel cuore della notte, nel silenzio e lontano dagli occhi dell’opinione pubblica”, concludono Evi e Prestipino.
"L'uccisione del lupo avvenuto in Alto Adige rappresenta un gravissimo precedente e un passo indietro nella tutela della biodiversità in Italia. È inaccettabile che si sia arrivati alla soppressione di un esemplare appartenente a una specie ancora rigorosamente protetta nel nostro Paese, senza che siano state adottate tutte le misure preventive previste dalla normativa europea, condannando a morte un lupo 'a caso' senza alcuna verifica della sua effettiva responsabilità della predazione, considerato che l’analisi del DNA verrà incredibilmente eseguita dopo la sua uccisione", dichiarano le deputate del Partito Democratico Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
«L’ordinanza della Provincia Autonoma di Bolzano e il parere favorevole espresso da ISPRA sollevano dubbi profondi sulla legittimità del provvedimento, soprattutto alla luce della Direttiva Habitat, che ammette deroghe all’abbattimento solo in casi eccezionali e dimostrati. È inaccettabile che si sia scelto di eliminare un predatore senza aver fatto prima tutto il possibile per prevenire i danni al bestiame, come peraltro riconosciuto dalla stessa ISPRA", aggiungono le deputate.
"Presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di fare chiarezza sul ruolo di ISPRA, sulla coerenza dell’ordinanza con le normative italiane ed europee e su come intenda garantire che la convivenza tra grandi carnivori e attività zootecniche venga gestita nel rispetto della legalità e della scienza. Il Pd si è opposto al declassamento dello status di protezione del lupo perchè siamo convinte che la strada maestra da seguire sia quella della pacifica coesistenza e della tutela della biodiversità, oggi in crisi a causa delle attività umane e dello sconvolgimento del clima", concludono Evi e Prestipino.
Le deputate del Partito Democratico, Eleonora Evi, Antonella Forattini e Patrizia Prestipino, hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo un aggiornamento urgente sullo stato di attuazione della legge n. 157 del 1992, norma quadro per la protezione della fauna selvatica e la regolazione dell’attività venatoria in Italia.
La legge 157/1992, frutto di un equilibrio condiviso tra mondo ambientalista, agricolo e venatorio, non riceve una relazione ufficiale sul suo stato di attuazione da parte del Governo dal 2009. Un ritardo inaccettabile, aggravato da profondi mutamenti ambientali e dall’aumento di criticità legate alla gestione della fauna selvatica, in particolare degli ungulati.
Le deputate dem chiedono se il Governo intenda finalmente presentare al Parlamento una relazione aggiornata sugli anni 2022, 2023 e 2024, come previsto dalla legge, e se non sia necessario rivedere la composizione del Comitato faunistico venatorio, la cui rappresentatività è stata fortemente ridotta, e riattivare un tavolo di confronto con tutti gli attori coinvolti, nel rispetto dell’art. 9 della Costituzione.
«La mancata attuazione degli strumenti di monitoraggio e partecipazione previsti dalla legge – dichiarano Evi, Forattini e Prestipino – è sintomo di una gestione unilaterale e non trasparente. Serve un approccio serio e condiviso per aggiornare la legge senza snaturarne i principi, a partire da una fotografia chiara e aggiornata della realtà”.
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